Il gruppo estremista che uccide i soldati israeliani
Si autodefiniscono Supporters of the Holy Places e sono un gruppo
militante estremista islamico ben poco noto finora che ha rivendicato
l’attacco oltre frontiera che ha portato alla morte un soldato
israeliano lo scorso weekend. Secondo il New York Times
attacchi di questo tipo non fanno che sottolineare le difficoltà del
governo egiziano recentemente insediato nella gestione dell’area del
Sinai.RIVENDICAZIONE - Secondo la National Public Radio
americana, anche quest’attacco sarebbe da collegarsi al video
“Innocence of Muslims”, che ha creato la recente ondata di proteste nel
mondo islamico. I militanti sarebbero di nazionalità egiziana e l’intera
operazione sarebbe da considerarsi “un attacco disciplinare contro chi
ha insultato l’amato Profeta”, riporta ancora la NPR. La radio
americana, che chiama il gruppo, invece, “Ansar Jerusalem”, spiega che
“tre militanti avrebbero attraversato il confine verso Israele nella
prima giornata di venerdì, hanno poi avvistato e attaccato una pattuglia
israeliana”. Secondo il gruppo alcuni ebrei sarebbero stati coinvolti
nella realizzazione del video parodistico, il che è falso: i tre
guerriglieri sarebbero stati poi uccisi dall’esercito israeliano e i
loro corpi sarebbero stati riportati poi in territorio egiziano.SOVRANITA’ - Il presidente Mohammed Morsi ha il suo
bel daffare nel placare una regione, il Sinai, prevalentemente abitata
da beduini che considerano “i proventi di contrabbando” un diritto di
nascita e che, per vero, erano abbastanza indisciplinati ed anarchici
anche al tempo di Hosni Mubarak; durante la rivolta di Piazza Tahrir, la
polizia ha rotto i ranghi e le illegalità sono aumentate. Ora, per il
presidente Morsi, la riaffermazione della sovranità egiziana nel Sinai è
“una priorità”.http://www.giornalettismo.com/
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