"Voglio tornare a vivere in Israele"
«Voglio tornare in Israele e prendermi anche la cittadinanza. E
intendo farlo dopo tanti anni, per alcuni buoni motivi. Il 27 gennaio
sarà il Giorno della Memoria e c’è ancora, purtroppo, molto
antisemitismo nel mondo e poi perché credo che Israele sia oggi l’unico
Paese che offra la prospettiva di un futuro colto e intelligente, un
Paese dove la gente ha uno stile di vita più semplice, solidale, che
trova forza in un grande amor patrio e in un profondo senso della vita».
E’ con queste parole che Fiamma Nirenstein, deputato del Pdl,
vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, ha annunciato il
proposito di non ricandidarsi alle prossime elezioni e di lasciare
invece l’Italia per Israele – uno dei suoi due amori insieme al
giornalismo, “i migliori incontri che io abbia mai fatto” li definisce.Una scelta dettata dalle passioni delle sua vita, ma anche, sembra di
capire, dalle prospettive politiche di quest’Italia prossima alle
elezioni: “Ho paura di quel che può accadere, di vedere orde di grillini
invadere il Parlamento. Quella non sarebbe democrazia. E’ importante
andare a votare ma le indicazioni che escono dal voto non sono sempre
democratiche. Il rischio è che il livello di democrazia, anziché
innalzato, venga abbassato da certi esiti”. E poi sulla scelta di
lasciare l’Italia e l’attività politica ha pesato una profonda
delusione, osserva ancora la Nirenstein. “Sono rimasta profondamente
delusa quando Monti ha dato per la Palestina l’indicazione di votare sì
al riconoscimento dello status di Stato non membro all’Onu”. Lo ha fatto
“nella prospettiva di un migliore rapporto con la sinistra” continua la
Nirenstein; “Convinto, come altri, che la moneta filo araba possa
pagare e ripagare. Sono preoccupata. Perché se si dovesse vedere di
nuovo un D’Alema ministro degli Esteri, l’Italia ripiomberebbe in una
posizione arretrata, con una visione distorta delle problematiche del
mondo arabo e di Israele”.http://www.mosaico-cem.it/
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