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domenica 22 settembre 2013
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Curiosità
lunedì 2 settembre 2013
Soldati israeliani sospesi: ballavano ‘Gangnam Style’ con palestinesi
Creato il 29 agosto 2013 da Ladyblitz
TEL AVIV (ISRAELE) - Dei soldati israeliani beccati in una discoteca palestinese a ballare ‘Gangnam Style’ sono stati sospesi dai generali dell’esercito. I due soldati erano di guardia nella città di Hebron quando
sono entrati in una discoteca palestinese con le armi in spalla. Il
video che ritrae i due soldati è stato trasmesso dalle principali
emittenti israeliane. I due soldati, che erano di guardia a difesa della piccola comunità ebraica di Hebron, sono stati momentaneamente sospesi per aver esposto i civili a potenziali pericoli. Video: http://it.paperblog.com/soldati-israeliani-sospesi-ballavano-gangnam-style-con-palestinesi-1939819/
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Curiosità
martedì 28 maggio 2013
Il matrimonio ultraortodosso con 25 mila invitati
Una delle fasi del matrimonio nella comunità ultraortodossa di Gerusalemme (foto di Ronen Zvulun / Reuters)
E’ stato uno
dei matrimoni “più grandi e affollati” che Gerusalemme ricordi. Circa
25 mila ebrei ultraortodossi hanno preso parte alla cerimonia nuziale,
questa settimana, del rabbino Shalom Rokeach, 18 anni – figlio del
rabbino Tissachar Dov Rokeach – e Hannah Batya Penet, 19. Entrambi fanno
parte di una delle più grandi dinastie d’Israele, quella dei Belz (hassidici). Il nome, Belz, è stato preso dalla città omonima in Ucraina, a pochi chilometri dal confine con la Polonia.La
celebrazione è finita verso le 4 del mattino ed è stata gestita con
“rigore militare”, raccontano alcuni degli ospiti. Soltanto gli uomini
hanno usato qualcosa come un milione di bicchieri di plastica e per
gestire l’enorme flusso di persone gli organizzatori dell’evento hanno
mandato tra la folla individui con megafono per dare le disposizioni. In
contemporanea alcuni maxi-schermi hanno trasmesso in diretta il
matrimonio. Come da tradizione, uomini e donne festeggiano in luoghi
separati. In questo caso le ospiti hanno seguito l’evento a due
chilometri di distanza dagli uomini. (l.b.)
Ecco alcune delle immagini dell’evento scattate da Ronen Zvulun per l’agenzia Reuters.
http://falafelcafe.wordpress.com/2013/05/25/fotoreportage-il-matrimonio-ultraortodosso-con-25-mila-invitati/
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Curiosità
Tea for two – La mia Paperopoli

Ho perso il numero 3000 di Topolino. Non riesco ad accettare la
perdita. Ho rimandato l’acquisto fino all’ultimo per provare il brivido
ed eccomi qui: con un pugno di mosche. Avevo sottovalutato il rapporto
intessuto con paperi e topi dal lontano 1992, l’anno, oltre che di
Tangentopoli, del mio primo abbonamento a Topolino. Un abbonamento
sospetto, ammettiamolo, dal momento che mi beavo nella mia
analfabetizzazione di duenne. Mentre epifanizzavo il mancato numero 3000
da aggiungere alla mia sempre più povera collezione, ho cominciato a
divagare: “Quanto vorrei un legame ebraico con i fumetti di Topolino,
anelo qualche ascendenza jewish da anni, ma niente. Nulla”. Troppe
insoddisfazioni targate Disney per un giorno solo, ho deciso: mi creo
riferimenti personali. Primo passo: decidere se dedicarmi ai topi o ai
paperi, ovviamente propendo per i piedi palmati, dato che la pedanteria
del topo con i calzoni rossi mi infastidisce non poco. Secondo passo:
ricoprire i personaggi di una patina ebraica. Giungo allora alla
conclusione che Zio Paperone era un povero ebreo russo che parte in
America in cerca di fortuna, Nonna Papera è la classica Yiddish Mame
infaticabile che invita tutta la famiglia ai sedarim di Pesach e affini e
che la sua zuppa campagnola non è altro se non gefilte fish (e la torta
di mele sono latkes). Qui, Quo, Qua? Altro che Giovani Marmotte, quelli
vanno ai campeggi del Bene Akiva, o forse dell’Hashomer… Il Gran Mogol è
il madrich. Paperoga è lo scemo dello shtetl, inconsapevolmente
geniale. Ovviamente Paperino e Paperina si sono conosciuti al congresso
dell’Ugei dove lui si era candidato, perdendo contro lo sfacciatamente
fortunato Gastone (chi non ha mai incontrato un Gastone alzi la mano).
Certo è che Paperina aspetta da anni un anello e un bel matrimonio al
tempio ma Paperino temporeggia. Per non parlare di Brigitta che ha una
pressione da nozze che non ti dico. Archimede poi si è laureato al
Technion, mentre Pico De Paperis è un esperto di Cabalah. Ma forse è
meglio smettere, o finirò per paperizzare tutti, tzè.Rachel Silvera, studentessa,http://moked.it/blog/
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Curiosità
“Bevi molta acqua”, ammonimento che dai primi giorni in Israele ho
sentito di continuo – persino strano che non sia stato incluso nei
Comandamenti, o perlomeno in una delle molteplici liste di regole e
indicazioni all’uso della vita e della Terra d’Israele che certo non ci
mancano. Tant’è. Noi donne comunque ci abituiamo presto alla scelta
della borsetta in base alla capienza: mezzo litro almeno d’acqua ci deve
stare, sì, meglio anche per la sera. Gli uomini non so, si regolano
diversamente oppure per machismo rischiano ogni giorno la
disidratazione.Quello che invece nessuno mi ha insegnato, ma ho prontamente imparato
per imitazione o meglio per osmosi, è il trucco del semaforo.
Nell’attraversare di giorno una qualsiasi strada, specie se a più
corsie, molto probabilmente la maggior parte del percorso è in pieno
sole. Che in Israele significa, per molti mesi: 30/35 gradi centigradi
calcolati all’ombra, più i 10/15 di differenza al sole, più l’effetto
riscaldante dell’asfalto, più i gas di scarico (caldi anche quelli)
delle automobili in moto e di quelle ferme al semaforo. Non oso tentare
una somma. Dunque, poter stare anche parzialmente all’ombra mentre si
aspettano lunghi secondi di passaggio dal rosso al verde, ha il suo
senso. Anche solo con la testa, che come si impara qui traspira la
maggior parte dell’acqua che il corpo perde durante il giorno. Ecco
allora che l’ombra sottile del semaforo, di un palo della luce, o
(magari!) di un cartellone pubblicitario, si trasformano in
microscopiche oasi di riparo temporaneo dalla canicola estiva.Per lo stesso principio, in Israele si vedono spesso persone che
aspettano l’autobus non alla fermata, ma dietro o di lato, formando
brevi file compatte e ordinate che non seguono l’ordine di arrivo o
l’età, ma quel po’ di ombra squadrata proiettata dalla fermata stessa. E
mi sembrano bambini che vogliono fare uno scherzo alla maestra e si
acquattano dietro a un muretto per poi uscire tutti insieme “Cu-Cù”!
Invece chi arriva è l’autobus, e tutti salgono accalcandosi per pagare
il biglietto all’autista, e godersi l’escursione termica di venti gradi
in meno, dall’estate bollente all’aria condizionata che gela il sudore e
il cervello in ugual misura.Daniela Fubini, Tel Aviv,http://moked.it/blog/ (27 maggio 2013)
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Curiosità
"Beat Memories": Allen Ginsberg
Inaugurata da pochi giorni, rimarrà aperta fino al 4 settembre la mostra allestita al Contemporary Jewish Museum di San Francisco, dedicata al poeta-simbolo della beat generation, Allen Ginsberg (1926-1997).
La mostra si intitola “Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg”
e propone 80 fotografie scattate dall’autore di “The Howl” (L’Urlo) tra
il 1953 al 1963. Si tratta per lo più di ritratti ai giovani amici
scrittori che Ginsberg frequentava in quegli anni e che poi divennero
vere e prioprie icone della beat generation – da William S. Burroughs, a
Neal Cassady, Gregory Corso, Jack Kerouac.Non c’era un intento artistico in quegli scatti, bensì, semplicemente
il desiderio di “fissare in eterno alcuni momenti”, disse molti anni
dopo lo stesso Ginsberg. Le foto sono rimaste a lungo un piccolo tesoro
privato dello scrittore fino a quando, negli anni ’80, riscoperte in
mezzo a mille altre carte, Ginsberg decise – su sollecitazione anche di
Robert Frank - di ristamparle in grande formato. Il passo successivo fu
quello di “chiosarle” a mano una per una, descrivendo personaggi,
luoghi e situazioni ritratte.Durante una serie di conferenze tenute fra la fine degli anni ’80 e
gli inizi degli anni ’90, dal titolo “Snapshot Poetics” o “Photographic
Poetics”, Ginsberg sottolineò la somiglianza e le connessioni fra il
lavoro del poeta e quello dello scrittore. Nel 1988 Ginsberg concluse
una conferenza alla Harvard University indicando, nel suo stile
“poetico” ciò che avviene al momento dell’atto creativo del poeta come
del fotografo: “La mente comune comprende percezioni eterne. Nota ciò
che noi notiamo. Osserva ciò che è vivido. Si accorge che stiamo
pensando. La vivacità è la nostra stessa autoselezione. E ricorda il
futuro”.Ginsberg nacque nel New Jersey da genitori immigrati dalla Russia; il
padre era insegnante, mentre la madre, affetta da disturbi nervosi, era
un’attivista comunista. Proprio alla madre Naomi, morta nel 1956,
Ginsberg ha dedicato uno dei poemi più intensi, “Kadish”, dove, scrive
Luca Fontana, traduttore dell’edizione italiana, “la paranoia
individuale della madre Naomi, è eco e simbolo della società paranoica
che la contorna.”Ginsberg studiò alla Columbia University grazie a una borsa di studio.
Alla Columbia fece amicizia con alcuni degli artisti che poi insieme a
lui, vennero identificati come i fondatori della Beat Generation.http://www.mosaico-cem.it/
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Curiosità
giovedì 23 maggio 2013
Salute animale e produzione bovina, studiosi israeliani in visita all'IZSAM di Teramo
Una delegazione di 12 studiosi provenienti da Israele è stata ospitata all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Caporale" di Teramo
nell'ambito del progetto EU Twinning: "Strengthening of Israeli
Veterinary Inspection Authorities for Animal Health and Livestock
Production". L'iniziativa mostra ancora una volta quanto sia forte
l'esigenza di scambiare conoscenze fra le varie realtà mondiali in tema
di rafforzamento dell'ispezione veterinaria per la salute animale e la produzione del bestiame. E in questo contesto ha tutte le carte in regola l'IZSAM per dire la sua a livello internazionale.La
delegazione ha quindi visitato il CED (Centro Elaborazione Dati)
dell'Istituto per acquisire informazioni sui Sistemi informativi a
livello nazionale e regionale, per poi dirigersi al LAOA (Laboratorio
Alimenti Origine Animale) per conoscere le attività dell'Izs relative
alla contaminazione da residui, pesticidi e diossina. Ad accogliere i
colleghi provenienti da Israele c'era il dott. Federigo Santini
da sempre esperto dell'Izs in giro per il mondo, che ha guidato il
gruppo nella sua veste attuale di consulente dell'Izs della Lombardia ed
Emilia Romagna. http://www.teramonews.com/
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Curiosità
Da Israele la formula EatWith: cene in famiglia per turisti
Si chiama “EatWith” ed è la nuova “avventura” che consente ai turisti che si recano in Israele di vivere l’emozione dell’accoglienza all’interno delle case israeliane, un’esperienza unica e autentica. Attraverso “EatWith” infatti i visitatori possono scegliere di cenare in decine di case israeliane in ogni parte del Paese e in differenti ambienti: dal loft alla moda a sud di Tel Aviv alle antiche case in pietra di Gerusalemme, alle belle abitazioni rurali nei Kibbutz. I turisti potranno spaziare dai piatti tradizionali ortodossi a Gerusalemme ai pic-nic asado-style argentini; dai piatti gourmet creati da chef di fama internazionale alle feste ungheresi con le antiche rovine romane di Cesarea sullo sfondo.Gli ospiti hanno anche la possibilità di visitare le aziende agricole e corsi d’acqua in tutto Israele, dove i prodotti locali sono coltivati e pescati. Ogni casa o struttura extraalberghiera è stata accuratamente selezionata in base alla storia personale, ai servizi che offre, agli spazi di intrattenimento e alla qualità del cibo.I padroni di casa possono accogliere un numero variabile di ospiti, da due a 20, a seconda dello spazio e delle condizioni meteorologiche. I prezzi vanno da 100 NIS a 300 NIS per ospite (1 NIS = 0,21 euro), in base al prezzo delle materie prime, dell’esperienza culinaria del padrone di casa e dello stile dell’evento o manifestazione proposti.Per fornire informazioni dettagliate è stato anche creato un sito ad hoc: eatwith.com.http://www.lagenziadiviaggi.it/
(Nei tour che organizzo dal 2000, queste cene sono state svolte in tutti i viaggi e senza pagare nulla grazie all'ospitalità delle famiglie israeliane!!!!!n.r.)
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Polonia/ Ryanair propone volo diretto Israele-Auschwitz
Londra, 21 mag. (TMNews) - La compagnia irlandese low cost Ryanair punta ad aprire un collegamento fra Israele e la Polonia per sfruttare il fiorente mercato dei viaggi scolastici degli studenti israeliani nell'ex lager nazista di Auschwitz-Birkenau. Lo ha affermato oggi un suo portavoce confermando le dichiarazioni rilasciate dal numero due del vettore."Apparentemente, tutti i giovani israeliani devono recarsi in Polonia per vedere Auschwitz. Noi possiamo aiutarli a farlo", aveva affermato ieri il direttore generale aggiunto di Ryanair, Howard Millar, secondo quanto riportato da diversi media. La compagnia "è in contatto con alcuni aeroporti israeliani ma attualmente siamo in una fase esplorativa", ha confermato il portavoce di Ryanair all'Afp.Ryanair, la cui sede è a Dublino, è attiva in tutta Europa e da un anno è diventata la prima compagnia aerea della Polonia, secondo i risultati resi noti ieri. L'ex campo di sterminio di Auschwitz, situato ad una sessantina di chilometri da Cracovia, nel sud della Polonia, nel 2012 è stato visitato da un numero record di 1,43 milioni di persone. Ogni anno migliaia di studenti israeliani vi si recano, la maggior parte nell'ambito di viaggi scolastici. Circa 1,1 milioni di persone, fra cui circa un milione di ebrei, sono perite fra il 1940 e il 1945 nel famigerato lager nazista. (con fonte Afp)
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Curiosità
mercoledì 22 maggio 2013
Israele celebra l'amica Barbra Streisand, laurea honoris causa a meta' giugno
(AGI) - Gerusalemme, 20 mag. - Israele celebra Barbra
Streisand, la 71enne artista statunitense di origine ebraica
che lo ha spesso aiutato con raccolte fondi e iniziative di
sostegno. A meta' giugno la cantante di "Woman in Love" sara'
insignita della laurea honoris causa in filosofia
dall'Universita' Ebraica di Gerusalemme. In un comunicato,
l'ateneo ha spiegato che il riconoscimento premia una carriera,
anche nell'ambito del cinema, e "l'altruismo e la leadership"
della Streisand nelle questioni di "diritti umani e civili e la
sua dedizione a Israele e alla sua popolazione". Il
conferimento della laurea avviene nell'ambito dei
festeggiamenti per il 90esimo compleanno del presidente Shimon
Peres. E' previsto anche un concerto allo stadio di Tel Aviv
davanti a 40mila persone, e l'esibizione al gala' inaugurale
per le celebrazioni del presidente, il 18 giugno.
La Streisand ha vinto 10 Grammy Awards e due premi Oscar,
il primo come miglior interprete femminile per il musical
"Funny Girl" (1968) e il secondo nel 1977 nella categoria
"Evergreen" con il dramma musicale "E' nata una stella".
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martedì 21 maggio 2013
Israele: lasciano Badier e Davidovitch
Due nomi famosi del calcio israeliano hanno annunciato l’addio al calcio questo weekend: insieme Walid Badier e Nir Davidovitch hanno collezionato 12 campionati, sette coppe e 125 presenze in nazionale. Il portiere del Maccabi Haifa FC Davidovitch, 36 anni, smette dopo 535 partite con lo stesso club dopo il 3-2 contro l’Hapoel Tel-Aviv FC. Con la squadra sconfitta c’era invece in campo il 39enne Badier, ex compagno di Davidovitch all’Haifa.Davidovitch fu promosso in prima squadra all’Haifa il 4 novembre del 1995, giorno in cui il primo ministro Itzahak Rabin fu assassinato a Tel Aviv. A 22 anni arriva la prima di 51 presenze in nazionale e nel 2003 la grande prestazione nello 0-0 in Coppa UEFA contro il Valencia CF che gli vale il soprannome ‘la piovra’.Badier debutta in prima squadra nel 1992 con la maglia dell’Hapoel Petach Tikva FC. Sette anni dopo si trasferisce in Inghilterra per giocare con il Wimbledon FC segnando il suo unico gol in casa del Manchester United FC, prima di trovare Davidovich all’Haifa. Nel 2005 il trasferimento all’Hapoel Tel-Aviv, dove aggiunge un campionato ai quattro vinti con il Maccabi. In nazionale vanta ben 74 presenze.http://it.uefa.com/
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Non ci si abitua mai abbastanza presto alla porzionatura dei piatti
in Israele. E dire che io sono arrivata qui dopo quattro anni di
America, che anche lei, con le porzioni, non scherza per niente. In
America credo ci sia ancora l’eredità dei costruttori di ferrovie e
lavoratori pesanti, tutti uomini, che si nutrivano compatibilmente alla
fatica fisica esercitata per 10-12 ore continuative.In Israele ci sono due l’eredità nel piatto srtabordante: quella dei
pionieri che da bravi ebreini intellettuali europei si trasformavano in
una sola generazione in rudi contadini (il nuovo ebreo, quello che zappa
la terra e costruisce il Paese), e quella parallela delle madri che
avevano fatto la fame vera, per lunghi anni, nella prima e poi nella
seconda guerra mondiale. Prendi ancora, che devi crescere. Prendi
ancora, non me lo lascerai lì. Prendi ancora, dici sempre che ti piace…Come questo affetto bulimico sia passato ai ristoratori non mi è del
tutto chiaro, ma basta sedersi in qualsiasi Beit Cafè (bar ristorante)
ovunque in Israele e ordinare un piatto per ciascun commensale ed è
chiaro: il contenuto non è minimamente compatibile con quello che una
persona mediamente nutrita può mangiare in un solo pasto. Soprattutto de
fuori ci sono 35 gradi, soprattutto se è estate (cioè 7-8 mesi l’anno
qui da noi), e soprattutto che si mangia in fretta per poi ritornare al
lavoro o alle attività della giornata.Va detto che i picchi di quantità li tocca di solito l’insalata
israeliana, piramidi di semplici pomodori e centrioli a cubetti con
aggiunta a volte di cipolla. E tuttavia, tre etti netti di insalata di
solo contorno possono stroncare molti stomaci. Turisti e nuovi immigrati
avvisati.Daniela Fubini, Tel Aviv,(20 maggio 2013),http://moked.it/
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Digi-Tel (Aviv): il Comune è online
20/05/2013,http://www.mosaico-cem.it/
Tel
Aviv sta per diventare la prima città al mondo dove tutti i servizi
amministrativi saranno accessibili e gestibili gratuitamente via web.
“Sarà una vera e propria rivoluzione digitale”, ha detto il sindaco
della città Ron Huldai nella conferenza stampa di settimana scorsa.Il progetto si chiama Digi-Tel e partirà già questa estate.Da pagare tasse e bollette, a iscrivere i figli a scuola o richiedere
permessi e licenze: si potrà fare tutto via web, evitando le code negli
uffici. Non solo: i residenti potranno ottenere informazioni
personalizzate sugli eventi in programma nei loro quartieri; prenotare e
pagare i biglietti per il teatro e gli eventi sportivi, iscrivere i
bambini a scuola e alle attività del dopo-scuola; potranno anche essere
aggiornati in tempo reale sulla situazione del traffico cittadino, i
cantieri aperti, le strade chiuse e le eventuali deviazioni, i parcheggi
disponibili. E grazie ad una “club card” personale avranno diritto a
sconti per l’ingresso ai musei, agli spettacoli teatrali, ai concerti.Lo scopo di Digi-Tel, ha spiegato Huldai, è di rendere la vita più
semplice ai cittadini e al tempo stesso alleggerire il carico di lavoro
dei dipendenti comunali. Tempo e risorse ora destinate al disbrigo di
tutte queste pratiche negli uffici del Comune, potranno essere
riassegnate ad altri incarichi e ambiti di lavoro. Sarà un risparmio per
tutti, ha sottolineato Huldai.“Ci sono tanti giovani impegnati nel settore delle tecnologie, e
abbiamo incoraggiato gli imprenditori più creativi a trasferirsi in
città creando business incubator per le imprese e lavorando a stretto
contatto con le tante start-up che hanno aperto uffici nel centro di Tel
Aviv. Ora vogliamo sfruttare tutti questi talenti per migliorare la
qualità della vita dei cittadini. La nostra visione e politica è quella
di rendere tutto il più trasparente e aperto possibile ai residenti”.
Tel Aviv del resto ha già percorso un discreto cammino sulla strada
della trasparenza e condivisione dei dati: permessi di costruzione,
report e protocolli di pianificazione urbanistica, edilizia e istruzioni
sono già stati digitalizzati. Tra non molto, tutti i dati relativi
all’amministrazione comunale saranno accessibili online e gratuitamente,
grazie a singole applicazioni che consentiranno a chiunque lo desideri
di controllare e verificare le informazioni tramite i propri dispositivi
mobili.E proprio questa sembra la parte più innovativa e interessante
dell’intero progetto. Come ha spiegato uno dei funzionari del comune
presente alla conferenza stampa, “gli sviluppatori web avranno accesso
ad una piattaforma dalla quale potranno attingere dati, sfruttarli in
maniera creativa per realizzare nuove applicazioni utili al
miglioramento dei servizi e della vita dei cittadini. Si pensi per
esempio ad un’app che sfrutti la geolocalizzazione e la banca dati sui
permessi di costruzione: la verifica della regolarità dei lavori diventa
estremamente rapida e possibile per chiunque”, (a cominciare dal Comune
stesso). Per favorire lo sviluppo di queste nuove applicazioni di
pubblica utilità, il Comune di Tel Aviv ha in programma per la fine
dell’anno, anche un bando di concorso rivolto proprio agli sviluppatori
web.Va aggiunto a tutto questo che il Digi-Tel prevede che in gran parte
della città vi siano stazioni di accesso gratuito wii-fii a tempo
illimitato – dalle spiagge ai supermercati, alle vie e piazze principali
della città. Grazie a questo servizio, molti residenti potranno persino
evitare di fare abbonamenti a pagamento per la connessione internet da
casa: potranno usare quello gratuito offerto dal Comune!
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lunedì 20 maggio 2013
Come proteggere la fertilità durante la chemioterapia
Come donare un minimo di speranza alle donne che subiscono la
chemioterapia in età fertile, evitando che perdano la possibilità di
avere un bambino? Con un farmaco nuovo messo a punto in Israele, presso l’università di Tel Aviv e già sperimentato con successo sui topi.L’azione del farmaco chemioterapico sulle ovaie agisce sul numero di
follicoli rendendoli particolarmente sensibili all’attacco dei farmaci e
suddividendoli in modo anomalo e uccide infine le cellule. Il
nuovo farmaco -chiamato AS101 – testato su persone già trattate con la
chemioterapia a base di ciclofosfamide riusciva ad attivare un minor
numero di follicoli, rallentando così quel processo di moltiplicazione e
distruzione che poi blocca la possibilità di avere dei figli
in futuro. Molto spesso le giovani donne che subiscono il cancro e le
conseguenti cure devono poi fare una scelta drastica, a volte quando
sono già incinte, e devono decidere se curarsi fino in fondo e salvarsi
la vita o salvare il bambino a rischio della propria morte. Riuscire a
rassicurare la fertilità alla fine delle cure, indurrebbe molte donne ad
affrontare la chemio con più determinazione e serenità e a pensare a
una gravidanza con calma, quando verrà il tempo debito.http://benessere.guidone.it/
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Da Israele alla Palestina Festa con le città gemellate
COMO I rappresentanti delle quattro città gemellate
con Como si sono ritrovati in Comune per la cerimonia ufficiale con
Fulda (Germania), Tokamachi (Giappone), Nablus (Palestina) e Netanya
(Israele). È stato il sindaco Mario Lucini con il prefetto Michele
Tortora ad accogliere le delegazioni. Presenti anche l'ex sindaco
Stefano Bruni con l'ex assessore Emanuele Lionetti (che aveva promosso
il gemellaggio con Netanya) e Giuseppe Villani, esponente della giunta
Botta oltre a Piercesare Bordoli, numero uno della Famiglia Comasca.Posto
d'onore per Alfred Marder, presidente dell'associazione internazionale
delle Città Messaggere di Pace che ha esordito con un ricordo personale:
«Alcuni anni fa - ha detto - ho perso mia moglie. Quando le è stata
diagnosticata la malattia le ho chiesto cosa potessi fare e lei mi ha
chiesto di tornare qui a Como, città che le era rimasta nel cuore. Per
questo il mio ritorno qui a Como oggi è carico di ricordi molto cari».Domani
festa dei popoli con sfilata dalle 15 da piazza Medaglie d'oro. In
piazza Cavour alle 16 il saluto del vescovo e del sindaco.http://www.laprovinciadicomo.it/
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Nugae – Cliché rosa shocking
Una statua a forma di gigantesca decoltée fucsia di fronte
all’ingresso monumentale, piastrelle a scacchiera bianche e color
ciclamino in cucina, un corridoio che funge da passerella per sfilare
con gli innumerevoli capi che si possono trovare nello sterminato
guardaroba. Questa abitazione discreta e modesta esiste davvero, in
centro a Berlino, e non può essere altro che la Barbie Dreamhouse. Si
tratta di un museo in cui i visitatori possono camminare per davvero fra
le stanze lussureggianti della casa di bambole più meravigliosa e
kitsch del mondo, quella della signorina Barbara Millicent Roberts, con
percorsi interattivi per imparare a preparare finti dolcetti e a
sentirsi più bionde. Inaugurata giovedì scorso, l’installazione ha
ovviamente scatenato numerose polemiche, contro i cliché che la Barbie
rappresenta. Non solo da parte delle femministe in semi deshabillé di
Femen, che hanno addirittura messo al rogo una bambola, al grido di
“Barbie is not a carreer!”, ma secondo gli attivisti di Pinkstinks si
promuoverebbe addirittura “un modello sociale basato sui ruoli della
cultura nazista”, in quanto per Barbie, la perfetta reginetta della casa
il cui unico compito è sorridere dalla mattina alla sera, ogni porta è
aperta solo “perché è bella”. Su Facebook nelle ultime settimane sono
state inviate al museo numerose minacce dal gruppo Occupy Dream House,
che come modello alternativo per le bambine propone Pippi Calzelunghe.
Ora, Pippi è veramente fantastica e sicuramente più educativa, però
insomma, palesemente non ha abbastanza glitter. È anche giusto cercare
di entrare nella testa di una bambina romantica e un po’ smorfiosa. Come
fece nel lontano 1959 Ruth Handler, statunitense figlia di immigrati
ebrei polacchi, che creò la prima Barbie dopo aver osservato sua figlia,
Barbara, giocare con delle bambole di carta, che si divertiva a vestire
con abitini colorati dando loro spesso ruoli da adulti. Così creò una
bambola diversa da tutte quelle dell’epoca, che avevano l’aspetto di
neonati paffuti, e nacque una giovane spilungona e formosa fashion
victim dal costume da bagno zebrato. Il suo successo fu straordinario, e
col tempo si crearono anche le versioni più politically correct, di
tutte le religioni e dalla pelle di tutti i colori, facendole
intraprendere le più disparate carriere (porta il camice da medico con
grande stile), altro che a casa a far nulla. Perché la verità è che il
rosa shocking può piacere o non piacere, ma quello di Barbie è davvero
un mondo in cui tutto può succedere.Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche (19 maggio 2013),http://moked.it/
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venerdì 17 maggio 2013
E nella Striscia di Gaza arriva il fast food americano. Ma è di contrabbando
Alcune
delle ordinazioni giornaliere di ali e cosce di pollo KFC durante il
tragitto in uno dei tunnel sotterranei tra la Striscia di Gaza e
l’Egitto (foto Xinhua)
Il servizio
non è proprio quello da fast food. E i prezzi, ecco, nemmeno quelli. Ma
in una zona dove le sigle occidentali – da McDonald’s a Burger King fino
a Kfc – sono soltanto visibili in tv o su Internet si può anche
chiudere un occhio. Soprattutto se da casa si possono ordinare
dell’americanissimo pollo fritto con patatine e Coca Cola.Dai tunnel
che collegano l’Egitto alla Striscia di Gaza ora si fa anche questo: si
trasportano – illegalmente – centinaia, migliaia di ali e cosce di pollo
con la sigla KFC, Kentucky Fried Chicken. A raccontarlo è l’agenzia
francese Afp che, però, non mostra un minimo di stupore.
Abituata, forse, a tutto quello che in precedenza è passato all’interno
di quegli scavi pericolosi e illegali, ma a tratti vitali per l’economia
di Gaza. E allora, dopo macchine (intere o a pezzi), animali (comprese
giraffe ed elefanti), dopo armi e beni di prima necessità, ecco la nuova
idea imprenditoriale: portare il fast food dentro la Striscia.Da quelle
parti funziona più o meno così. Tu prenoti. L’ordinazione viaggia per un
po’ di chilometri. Se tutto va bene, nel giro di qualche ora (circa 4)
ti ritrovi davanti quello che avevi scelto. Più che fast food, slow
food. E anche expensive food. Visto che bisogna pagare non solo il cibo,
ma anche il costo del carburante utilizzato. Alla fine il prezzo è il
triplo, anche 27 euro per una ventina di pezzi di pollo.
L’idea
di portare il fast food nella Striscia è di una ditta di spedizioni
(illegali) di Gaza: l’ordinazione di solito impiega 3-4 ore prima di
arrivare a casa del cliente (foto Xinhua)
L’idea è di
un’azienda locale di consegne (di contrabbando), la Yamama. I suoi
“dipendenti” fanno gli ordini in Egitto, in un KFC di Al Arish.
«Solitamente prendiamo non più di 30 ordinazioni», spiega Khalil
al-Ifranji, direttore della società. Quindi con una macchina trasportano
il tutto a ridosso dei tunnel, presso il valico di Rafah. Una volta
portate nella Striscia, le ordinazioni viaggiano casa per casa
attraverso altri giovani a bordo di motorini.I
palestinesi di Gaza, a sentire al-Ifranji, sarebbero entusiasti. E gli
affari per la Yamama – nel ramo fast/slow food – pare stiano andando
alla grande. Anche se sono soltanto tre settimane di attività. «Ci sono
moltissime ordinazioni – aggiunge il numero uno della ditta di
spedizioni – anche perché la gente qui non si può muovere e quelli che
hanno già provato questo cibo prima vogliono mangiarlo di nuovo».http://falafelcafe.wordpress.com/
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giovedì 16 maggio 2013
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mercoledì 15 maggio 2013
Yoran Svoray ebreo in Germania come Indiana Jones cerca tesoro nazista nel lago
BERLINO – Un israeliano in Germania a caccia del tesoro nazista di Hermann Göring: questa è la storia vera, anche se sa un po’ di un nuovo sequel di Indiana Jones, di Yoran Svoray
,un ricercatore israeliano. Lui e la sua squadra di 15 esperti sono al
lavoro da alcuni giorni per scovare il presunto tesoro nazista che, per
ordine di Hermann Göring, le SS , nel marzo 1945, avrebbero fatto scomparire nel lago Stolpsee, situato nella regione tedesca del Brandeburgo.Già nel novembre del 1981, quando la Germania era ancora divisa, il capo della Stasi Erich Mielke aveva intrapreso la ricerca del “tesoro” , ma, dato che l’operazione “Herbstwind”
(vento d’Autunno) non dava risultati, abbandonò i suoi propositi otto
mesi dopo. Da allora nessuno ci ha più riprovato, almeno non in maniera
professionale.Come riporta il giornale tedesco Bild, l’operazione di Svoray
nello Stolpsee, un lago che si estende per 400 ettari ed arriva alla
profondità di 13 metri, è stata preparata per 6 anni, durante i quali il
ricercatore ha sentito racconti di testimoni sia Germania che in
Israele, ha messo assieme il denaro ed ha studiato la tecnica di ricerca
più giusta da adottare.La ricerca si avvale degli strumenti tecnici più avanzati portati
dagli Stati Uniti, di un modernissimo sonar-scanner del valore di 50
mila euro e di sommozzatori. Tra poche settimane, terminata la
valutazione delle prove, le immersioni potrebbero già avere inizio.Secondo quella che è ormai diventata la leggenda del lago Stolpsee,
nel marzo del 1945, due mesi prima della resa tedesca, alcuni camion
scesero lentamente lungo il ripido sentiero della Krebsbucht ( la Baia
del Cancro), a ridosso di gigantesche querce. Dopo un breve silenzio si
sentì un boato.Gli uomini delle SS ( Schutzstaffel, milizie di sicurezza per Hitler
che giuravano fedeltà a quest’ultimo e non allo Stato) spingevano
davanti a loro un gruppo di prigionieri emaciati del vicino campo di
concentramento di Ravensbrück. Vennero gonfiati dei
gommoni, fatti scivolare in acqua e vi furono caricate delle casse. I
prigionieri, tra gemiti e con molta fatica riuscirono a mettere le casse
in equilibrio sulle imbarcazioni che vennero spinte nel lago. Alla fine
del lavoro i prigionieri dovettero mettersi in fila sulla riva, dalle
loro divise carcerarie gocciolava l’acqua . Poi si sentì un altro
comando, spari e poi silenzio di morte.Non ci sarebbero prove della vicenda ma, Erich Köhler
, che vive e lavora nel Brandeburgo da 40 anni, prima parroco nella ex
Repubblica Democratica Tedesca ed ora cronista locale, ha raccontato
alla Bild di avere sentito negli anni lo stesso racconto da diversi
abitanti del luogo:“Sono sicuro che nel racconto del tesoro c’è qualcosa” . E ha una sua
teoria circa il contenuto delle casse che, piuttosto che bottino di
furti, oro e platino proveniente dalla residenza di Carinhall di Hermann
Göring, potrebbero contenere documenti delle SS riguardo al campo di
concentramento di Ravensbrück che sarebbero stati inabissati per
eliminare delle prove .Ravensbrück , infatti, è ritenuto ancora oggi uno dei peggiori campi
di concentramento scoperti sul suolo tedesco e, come dice alla Bild un
impiegato del monumento commemorativo del campo, sarebbero troppi i
documenti che mancano.Non è tuttavia il contenuto delle casse, si presume 18, che è
importante per Svoray. E’ sicuro del fatto che delle casse siano state
messe nel lago e vuole trovarle, non fosse altro che per dare giustizia,
anche se tardiva, a chi aveva con quelle casse una qualche relazione.La squadra di Yoran Svoray ha trovato il consenso di Thomas Kersting,
capo dipartimento dell’organismo statale che si occupa della
conservazione dei monumenti (Landesamt für Denkmalpflege Brandenburg)
che oltre a dichiarare che la spedizione riveste un interesse storico ha
detto anche che vi darà supporto con i propri esperti.Le intenzioni del ricercatore israeliano, nel caso si trovasse
qualcosa, sono di dare tutto alla regione del Brandeburgo o al Governo
federale.Dice Svoray: “Forse il tesoro potrebbe finanziare un museo, un
monumento commemorativo, oppure una istituzione sociale. Sarebbe bello”http://www.blitzquotidiano.it/
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Missione sheqel per la Banca Centrale di Israele
Poteva la Banca Centrale di Israele restare a immobile in questi tempi di aggressive politiche monetarie da parte del gotha degli istituti centrali? No, soprattutto se a rischio c'è l'importante settore dell'export.La Bank of Israel ha deciso inaspettatamente di tagliare il tasso sui prestiti di un quarto di punto portandolo all'1,5%, valore più basso degli ultimi tre anni, annunciando al contempo un programma di acquisto di valute estere per limitare l'eccessivo apprezzamento della propria valuta, lo sheqel.Si tratta di una mossa perlopiù inattesa, anche se a ben vedere era assolutamente prevedibile. L'Istituto guidato dal Governatore Stanley Fisher ha infatti spiegato di aver preso questa decisione "in scia al continuo apprezzamento dello sheqel, all'imminente avvio della produzione di gas naturale nel giacimento Tamar, al taglio dei tassi operato da molte altre Banche centrali - in particolare la Banca Centrale Europea, alle politiche di quantitative easing attualmente in atto in molti Paesi e alla revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale".Come darle torto? Nell'ultimo mese gli Istituti centrali che "vigilano" su circa un quarto del PIL mondiale hanno adottato politiche più accomodanti. In più, la divisa israeliana ha guadagnato quasi 9 punti percentuali negli ultimi sei mesi indebolendo l'export, grande risorsa di Israele (pesa per il 40% sull'economia totale).La notizia ha immediatamente avuto ripercussioni sia sullo sheqel, in calo sulle principali controparti, che sulla Borsa di Tel Aviv, i cui indici sono scattati al rialzo mostrando ora guadagni di quasi un punto percentuale. http://teleborsa.it/
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