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domenica 22 settembre 2013

Sukkot: le mille capanne di Gerusalemme

IMG_2052 IMG_2054 IMG_2053 IMG_2050 IMG_2040 IMG_2039 IMG_2046Ieri ho passeggiato per  ore per le strade di Gerusalemme, dal mio quartiere, German Colony, sino al Muro del Pianto, passando per il quartiere ebraico della Citta’ Vecchia. In questi giorni di Sukkot, la festività’ ebraica dei Tabernacoli, Gerusalemme si trasforma: nei  dehors di caffè’ e ristoranti, nei cortili dei condomini e sui balconi degli appartamenti campeggiano le “sukkot”, le tradizionali capanne con il tetto preferibilmente di foglie di palma per far passare i raggi del sole. Ricordano le precarie dimore degli ebrei durante i 40 anni di traversata del deserto dopo l’Esodo dall’Egitto.  La festività’ dura una settimana. E’ considerato un precetto  visitare Gerusalemme ed essere felici.http://www.claudiopagliara.it

lunedì 2 settembre 2013

Soldati israeliani sospesi: ballavano ‘Gangnam Style’ con palestinesi

Creato il 29 agosto 2013 da Ladyblitz Soldati israeliani sospesi: ballavano ‘Gangnam Style’ con palestinesi (Video)
TEL AVIV (ISRAELE) - Dei soldati israeliani beccati in una discoteca palestinese a ballare ‘Gangnam Style’ sono stati sospesi dai generali dell’esercito. I due soldati erano di guardia nella città di Hebron quando sono entrati in una discoteca palestinese con le armi in spalla. Il video che ritrae i due soldati è stato trasmesso dalle principali emittenti israeliane. I due soldati, che erano di guardia a difesa della piccola comunità ebraica di Hebron, sono stati momentaneamente sospesi per aver esposto i civili a potenziali pericoli.  Video: http://it.paperblog.com/soldati-israeliani-sospesi-ballavano-gangnam-style-con-palestinesi-1939819/

martedì 28 maggio 2013

Il matrimonio ultraortodosso con 25 mila invitati
Una delle fasi del matrimonio nella comunità ultraortodossa di Gerusalemme (foto di Ronen Zvulun / Reuters)
Una delle fasi del matrimonio nella comunità ultraortodossa di Gerusalemme (foto di Ronen Zvulun / Reuters)
E’ stato uno dei matrimoni “più grandi e affollati” che Gerusalemme ricordi. Circa 25 mila ebrei ultraortodossi hanno preso parte alla cerimonia nuziale, questa settimana, del rabbino Shalom Rokeach, 18 anni – figlio del rabbino Tissachar Dov Rokeach – e Hannah Batya Penet, 19. Entrambi fanno parte di una delle più grandi dinastie d’Israele, quella dei Belz (hassidici). Il nome, Belz, è stato preso dalla città omonima in Ucraina, a pochi chilometri dal confine con la Polonia.La celebrazione è finita verso le 4 del mattino ed è stata gestita con “rigore militare”, raccontano alcuni degli ospiti. Soltanto gli uomini hanno usato qualcosa come un milione di bicchieri di plastica e per gestire l’enorme flusso di persone gli organizzatori dell’evento hanno mandato tra la folla individui con megafono per dare le disposizioni. In contemporanea alcuni maxi-schermi hanno trasmesso in diretta il matrimonio. Come da tradizione, uomini e donne festeggiano in luoghi separati. In questo caso le ospiti hanno seguito l’evento a due chilometri di distanza dagli uomini. (l.b.)
Ecco alcune delle immagini dell’evento scattate da Ronen Zvulun per l’agenzia Reuters.
 http://falafelcafe.wordpress.com/2013/05/25/fotoreportage-il-matrimonio-ultraortodosso-con-25-mila-invitati/

Tea for two – La mia Paperopoli
Ho perso il numero 3000 di Topolino. Non riesco ad accettare la perdita. Ho rimandato l’acquisto fino all’ultimo per provare il brivido ed eccomi qui: con un pugno di mosche. Avevo sottovalutato il rapporto intessuto con paperi e topi dal lontano 1992, l’anno, oltre che di Tangentopoli, del mio primo abbonamento a Topolino. Un abbonamento sospetto, ammettiamolo, dal momento che mi beavo nella mia analfabetizzazione di duenne. Mentre epifanizzavo il mancato numero 3000 da aggiungere alla mia sempre più povera collezione, ho cominciato a divagare: “Quanto vorrei un legame ebraico con i fumetti di Topolino, anelo qualche ascendenza jewish da anni, ma niente. Nulla”. Troppe insoddisfazioni targate Disney per un giorno solo, ho deciso: mi creo riferimenti personali. Primo passo: decidere se dedicarmi ai topi o ai paperi, ovviamente propendo per i piedi palmati, dato che la pedanteria del topo con i calzoni rossi mi infastidisce non poco. Secondo passo: ricoprire i personaggi di una patina ebraica. Giungo allora alla conclusione che Zio Paperone era un povero ebreo russo che parte in America in cerca di fortuna, Nonna Papera è la classica Yiddish Mame infaticabile che invita tutta la famiglia ai sedarim di Pesach e affini e che la sua zuppa campagnola non è altro se non gefilte fish (e la torta di mele sono latkes). Qui, Quo, Qua? Altro che Giovani Marmotte, quelli vanno ai campeggi del Bene Akiva, o forse dell’Hashomer… Il Gran Mogol è il madrich. Paperoga è lo scemo dello shtetl, inconsapevolmente geniale. Ovviamente Paperino e Paperina si sono conosciuti al congresso dell’Ugei dove lui si era candidato, perdendo contro lo sfacciatamente fortunato Gastone (chi non ha mai incontrato un Gastone alzi la mano). Certo è che Paperina aspetta da anni un anello e un bel matrimonio al tempio ma Paperino temporeggia. Per non parlare di Brigitta che ha una pressione da nozze che non ti dico. Archimede poi si è laureato al Technion, mentre Pico De Paperis è un esperto di Cabalah. Ma forse è meglio smettere, o finirò per paperizzare tutti, tzè.Rachel Silvera, studentessa,http://moked.it/blog/

Oltremare – Quarto: l’ombra del semaforo
“Bevi molta acqua”, ammonimento che dai primi giorni in Israele ho sentito di continuo – persino strano che non sia stato incluso nei Comandamenti, o perlomeno in una delle molteplici liste di regole e indicazioni all’uso della vita e della Terra d’Israele che certo non ci mancano. Tant’è. Noi donne comunque ci abituiamo presto alla scelta della borsetta in base alla capienza: mezzo litro almeno d’acqua ci deve stare, sì, meglio anche per la sera. Gli uomini non so, si regolano diversamente oppure per machismo rischiano ogni giorno la disidratazione.Quello che invece nessuno mi ha insegnato, ma ho prontamente imparato per imitazione o meglio per osmosi, è il trucco del semaforo. Nell’attraversare di giorno una qualsiasi strada, specie se a più corsie, molto probabilmente la maggior parte del percorso è in pieno sole. Che in Israele significa, per molti mesi: 30/35 gradi centigradi calcolati all’ombra, più i 10/15 di differenza al sole, più l’effetto riscaldante dell’asfalto, più i gas di scarico (caldi anche quelli) delle automobili in moto e di quelle ferme al semaforo. Non oso tentare una somma. Dunque, poter stare anche parzialmente all’ombra mentre si aspettano lunghi secondi di passaggio dal rosso al verde, ha il suo senso. Anche solo con la testa, che come si impara qui traspira la maggior parte dell’acqua che il corpo perde durante il giorno. Ecco allora che l’ombra sottile del semaforo, di un palo della luce, o (magari!) di un cartellone pubblicitario, si trasformano in microscopiche oasi di riparo temporaneo dalla canicola estiva.Per lo stesso principio, in Israele si vedono spesso persone che aspettano l’autobus non alla fermata, ma dietro o di lato, formando brevi file compatte e ordinate che non seguono l’ordine di arrivo o l’età, ma quel po’ di ombra squadrata proiettata dalla fermata stessa. E mi sembrano bambini che vogliono fare uno scherzo alla maestra e si acquattano dietro a un muretto per poi uscire tutti insieme “Cu-Cù”! Invece chi arriva è l’autobus, e tutti salgono accalcandosi per pagare il biglietto all’autista, e godersi l’escursione termica di venti gradi in meno, dall’estate bollente all’aria condizionata che gela il sudore e il cervello in ugual misura.Daniela Fubini, Tel Aviv,http://moked.it/blog/ (27 maggio 2013)

"Beat Memories": Allen Ginsberg 

Inaugurata da pochi giorni, rimarrà aperta fino al 4 settembre la mostra allestita al Contemporary Jewish Museum di San Francisco, dedicata al poeta-simbolo della beat generation, Allen Ginsberg (1926-1997).
La mostra si intitola “Beat Memories: The Photographs of Allen Ginsberg” e propone 80 fotografie scattate dall’autore di “The Howl” (L’Urlo) tra il 1953 al 1963. Si tratta per lo più di ritratti ai giovani amici scrittori che Ginsberg frequentava in quegli anni e che poi divennero vere e prioprie icone della beat generation – da William S. Burroughs, a Neal Cassady, Gregory Corso, Jack Kerouac.Non c’era un intento artistico in quegli scatti, bensì, semplicemente il desiderio di “fissare in eterno alcuni momenti”, disse molti anni dopo lo stesso Ginsberg. Le foto sono rimaste a lungo un piccolo tesoro privato dello scrittore fino a quando, negli anni ’80, riscoperte in mezzo a mille altre carte, Ginsberg decise – su sollecitazione anche di Robert Frank - di ristamparle in grande formato. Il passo successivo fu quello di “chiosarle” a mano una per una,  descrivendo personaggi, luoghi e situazioni ritratte.Durante una serie di conferenze tenute fra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, dal titolo “Snapshot Poetics” o “Photographic Poetics”, Ginsberg sottolineò la somiglianza e le connessioni fra il lavoro del poeta e quello dello scrittore. Nel 1988 Ginsberg concluse una conferenza alla Harvard University indicando, nel suo stile “poetico” ciò che avviene al momento dell’atto creativo del  poeta come del fotografo: “La mente comune comprende percezioni eterne.  Nota ciò che noi notiamo. Osserva ciò che è vivido. Si accorge che stiamo pensando. La vivacità è la nostra stessa autoselezione. E ricorda il futuro”.Ginsberg nacque nel New Jersey da genitori immigrati dalla Russia; il padre era insegnante, mentre la madre, affetta da disturbi nervosi, era un’attivista comunista. Proprio alla madre Naomi, morta nel 1956, Ginsberg ha dedicato uno dei poemi più intensi, “Kadish”, dove, scrive Luca Fontana, traduttore dell’edizione italiana, “la paranoia individuale della madre Naomi, è eco e simbolo della società paranoica che la contorna.”Ginsberg studiò alla Columbia University grazie a una borsa di studio. Alla Columbia fece amicizia con alcuni degli artisti che poi insieme a lui, vennero identificati come i fondatori della Beat Generation.http://www.mosaico-cem.it/

giovedì 23 maggio 2013

Salute animale e produzione bovina, studiosi israeliani in visita all'IZSAM di Teramo 

Una delegazione di 12 studiosi provenienti da Israele è stata ospitata all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Caporale" di Teramo nell'ambito del progetto EU Twinning: "Strengthening of Israeli Veterinary Inspection Authorities for Animal Health and Livestock Production". L'iniziativa mostra ancora una volta quanto sia forte l'esigenza di scambiare conoscenze fra le varie realtà mondiali in tema di rafforzamento dell'ispezione veterinaria per la salute animale e la produzione del bestiame. E in questo contesto ha tutte le carte in regola l'IZSAM per dire la sua a livello internazionale.La delegazione ha quindi visitato il CED (Centro Elaborazione Dati) dell'Istituto per acquisire informazioni sui Sistemi informativi a livello nazionale e regionale, per poi dirigersi al LAOA (Laboratorio Alimenti Origine Animale) per conoscere le attività dell'Izs relative alla contaminazione da residui, pesticidi e diossina. Ad accogliere i colleghi provenienti da Israele c'era il dott. Federigo Santini da sempre esperto dell'Izs in giro per il mondo, che ha guidato il gruppo nella sua veste attuale di consulente dell'Izs della Lombardia ed Emilia Romagna. http://www.teramonews.com/

Da Israele la formula EatWith: cene in famiglia per turisti

Si chiama “EatWith” ed è la nuova “avventura” che consente ai turisti che si recano in Israele di vivere l’emozione dell’accoglienza all’interno delle case israeliane, un’esperienza unica e autentica. Attraverso “EatWith” infatti i visitatori possono scegliere di cenare in decine di case israeliane in ogni parte del Paese e in differenti ambienti: dal loft alla moda a sud di Tel Aviv alle antiche case in pietra di Gerusalemme, alle belle abitazioni rurali nei Kibbutz. I turisti potranno spaziare dai piatti tradizionali ortodossi a Gerusalemme ai pic-nic asado-style argentini; dai piatti gourmet creati da chef di fama internazionale alle feste ungheresi con le antiche rovine romane di Cesarea sullo sfondo.Gli ospiti hanno anche la possibilità di visitare le aziende agricole e corsi d’acqua in tutto Israele, dove i prodotti locali sono coltivati e pescati. Ogni casa o struttura extraalberghiera è stata accuratamente selezionata in base alla storia personale, ai servizi che offre, agli spazi di intrattenimento e alla qualità del cibo.I padroni di casa possono accogliere un numero variabile di ospiti, da due a 20, a seconda dello spazio e delle condizioni meteorologiche. I prezzi vanno da 100 NIS a 300 NIS per ospite (1 NIS = 0,21 euro), in base al prezzo delle materie prime, dell’esperienza culinaria del padrone di casa e dello stile dell’evento o manifestazione proposti.Per fornire informazioni dettagliate è stato anche creato un sito ad hoc: eatwith.com.http://www.lagenziadiviaggi.it/

(Nei tour che organizzo dal 2000, queste cene sono state svolte in tutti i viaggi e senza pagare nulla grazie all'ospitalità delle famiglie israeliane!!!!!n.r.)

Polonia/ Ryanair propone volo diretto Israele-Auschwitz

Londra, 21 mag. (TMNews) - La compagnia irlandese low cost Ryanair punta ad aprire un collegamento fra Israele e la Polonia per sfruttare il fiorente mercato dei viaggi scolastici degli studenti israeliani nell'ex lager nazista di Auschwitz-Birkenau. Lo ha affermato oggi un suo portavoce confermando le dichiarazioni rilasciate dal numero due del vettore."Apparentemente, tutti i giovani israeliani devono recarsi in Polonia per vedere Auschwitz. Noi possiamo aiutarli a farlo", aveva affermato ieri il direttore generale aggiunto di Ryanair, Howard Millar, secondo quanto riportato da diversi media. La compagnia "è in contatto con alcuni aeroporti israeliani ma attualmente siamo in una fase esplorativa", ha confermato il portavoce di Ryanair all'Afp.Ryanair, la cui sede è a Dublino, è attiva in tutta Europa e da un anno è diventata la prima compagnia aerea della Polonia, secondo i risultati resi noti ieri. L'ex campo di sterminio di Auschwitz, situato ad una sessantina di chilometri da Cracovia, nel sud della Polonia, nel 2012 è stato visitato da un numero record di 1,43 milioni di persone. Ogni anno migliaia di studenti israeliani vi si recano, la maggior parte nell'ambito di viaggi scolastici. Circa 1,1 milioni di persone, fra cui circa un milione di ebrei, sono perite fra il 1940 e il 1945 nel famigerato lager nazista. (con fonte Afp) 

mercoledì 22 maggio 2013

Israele celebra l'amica Barbra Streisand, laurea honoris causa a meta' giugno 

(AGI) - Gerusalemme, 20 mag. - Israele celebra Barbra Streisand, la 71enne artista statunitense di origine ebraica che lo ha spesso aiutato con raccolte fondi e iniziative di sostegno. A meta' giugno la cantante di "Woman in Love" sara' insignita della laurea honoris causa in filosofia dall'Universita' Ebraica di Gerusalemme. In un comunicato, l'ateneo ha spiegato che il riconoscimento premia una carriera, anche nell'ambito del cinema, e "l'altruismo e la leadership" della Streisand nelle questioni di "diritti umani e civili e la sua dedizione a Israele e alla sua popolazione". Il conferimento della laurea avviene nell'ambito dei festeggiamenti per il 90esimo compleanno del presidente Shimon Peres. E' previsto anche un concerto allo stadio di Tel Aviv davanti a 40mila persone, e l'esibizione al gala' inaugurale per le celebrazioni del presidente, il 18 giugno. La Streisand ha vinto 10 Grammy Awards e due premi Oscar, il primo come miglior interprete femminile per il musical "Funny Girl" (1968) e il secondo nel 1977 nella categoria "Evergreen" con il dramma musicale "E' nata una stella".

martedì 21 maggio 2013

Israele: lasciano Badier e Davidovitch

Due nomi famosi del calcio israeliano hanno annunciato l’addio al calcio questo weekend: insieme Walid Badier e Nir Davidovitch hanno collezionato 12 campionati, sette coppe e 125 presenze in nazionale.  Il portiere del Maccabi Haifa FC Davidovitch, 36 anni, smette dopo 535 partite con lo stesso club dopo il 3-2 contro l’Hapoel Tel-Aviv FC. Con la squadra sconfitta c’era invece in campo il 39enne Badier, ex compagno di Davidovitch all’Haifa.Davidovitch fu promosso in prima squadra all’Haifa il 4 novembre del 1995, giorno in cui il primo ministro Itzahak Rabin fu assassinato a Tel Aviv. A 22 anni arriva la prima di 51 presenze in nazionale e nel 2003 la grande prestazione nello 0-0 in Coppa UEFA contro il Valencia CF che gli vale il soprannome ‘la piovra’.Badier debutta in prima squadra nel 1992 con la maglia dell’Hapoel Petach Tikva FC. Sette anni dopo si trasferisce in Inghilterra per giocare con il Wimbledon FC segnando il suo unico gol in casa del Manchester United FC, prima di trovare Davidovich all’Haifa. Nel 2005 il trasferimento all’Hapoel Tel-Aviv, dove aggiunge un campionato ai quattro vinti con il Maccabi. In nazionale vanta ben 74 presenze.http://it.uefa.com/

Oltremare – Terzo: porzioni da dopoguerra
Non ci si abitua mai abbastanza presto alla porzionatura dei piatti in Israele. E dire che io sono arrivata qui dopo quattro anni di America, che anche lei, con le porzioni, non scherza per niente. In America credo ci sia ancora l’eredità dei costruttori di ferrovie e lavoratori pesanti, tutti uomini, che si nutrivano compatibilmente alla fatica fisica esercitata per 10-12 ore continuative.In Israele ci sono due l’eredità nel piatto srtabordante: quella dei pionieri che da bravi ebreini intellettuali europei si trasformavano in una sola generazione in rudi contadini (il nuovo ebreo, quello che zappa la terra e costruisce il Paese), e quella parallela delle madri che avevano fatto la fame vera, per lunghi anni, nella prima e poi nella seconda guerra mondiale. Prendi ancora, che devi crescere. Prendi ancora, non me lo lascerai lì. Prendi ancora, dici sempre che ti piace…Come questo affetto bulimico sia passato ai ristoratori non mi è del tutto chiaro, ma basta sedersi in qualsiasi Beit Cafè (bar ristorante) ovunque in Israele e ordinare un piatto per ciascun commensale ed è chiaro: il contenuto non è minimamente compatibile con quello che una persona mediamente nutrita può mangiare in un solo pasto. Soprattutto de fuori ci sono 35 gradi, soprattutto se è estate (cioè 7-8 mesi l’anno qui da noi), e soprattutto che si mangia in fretta per poi ritornare al lavoro o alle attività della giornata.Va detto che i picchi di quantità li tocca di solito l’insalata israeliana, piramidi di semplici pomodori e centrioli a cubetti con aggiunta a volte di cipolla. E tuttavia, tre etti netti di insalata di solo contorno possono stroncare molti stomaci. Turisti e nuovi immigrati avvisati.Daniela Fubini, Tel Aviv,(20 maggio 2013),http://moked.it/

Digi-Tel (Aviv): il Comune è online

20/05/2013,http://www.mosaico-cem.it/
Tel Aviv sta per diventare la prima città al mondo dove tutti i servizi amministrativi saranno accessibili e gestibili gratuitamente via web. “Sarà una vera e propria rivoluzione digitale”, ha detto il sindaco della città Ron Huldai nella conferenza stampa di settimana scorsa.Il progetto si chiama Digi-Tel e partirà già questa estate.Da pagare tasse e bollette, a iscrivere i figli a scuola o richiedere  permessi e licenze: si potrà fare tutto via web, evitando le code negli uffici. Non solo: i residenti potranno ottenere informazioni personalizzate sugli eventi in programma nei loro quartieri; prenotare e pagare i biglietti per il teatro e gli eventi sportivi, iscrivere i bambini a scuola e alle attività del dopo-scuola; potranno anche essere aggiornati in tempo reale sulla situazione del traffico cittadino, i cantieri aperti, le strade chiuse e le eventuali deviazioni, i parcheggi disponibili. E grazie ad una “club card” personale avranno diritto a sconti per l’ingresso ai musei, agli spettacoli teatrali, ai concerti.Lo scopo di Digi-Tel, ha spiegato Huldai, è di rendere la vita più semplice ai cittadini e al tempo stesso alleggerire il carico di lavoro dei dipendenti comunali. Tempo e risorse ora destinate al disbrigo di tutte queste pratiche negli uffici del Comune, potranno essere riassegnate ad altri incarichi e ambiti di lavoro. Sarà un risparmio per tutti, ha sottolineato Huldai.“Ci sono tanti giovani impegnati nel settore delle tecnologie, e abbiamo incoraggiato gli imprenditori più creativi a trasferirsi in città creando business incubator per le imprese e lavorando a stretto contatto con le tante start-up che hanno aperto uffici nel centro di Tel Aviv.  Ora vogliamo sfruttare tutti questi talenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini. La nostra visione e politica è quella di rendere tutto il più trasparente e aperto possibile ai residenti”.
Tel Aviv del resto ha già percorso un discreto cammino sulla strada della trasparenza e condivisione dei dati: permessi di costruzione, report e protocolli di pianificazione urbanistica, edilizia e istruzioni sono già stati digitalizzati. Tra non molto, tutti i dati relativi all’amministrazione comunale saranno accessibili online e gratuitamente, grazie a singole applicazioni che consentiranno a chiunque lo desideri di controllare e verificare le informazioni tramite i propri dispositivi mobili.E proprio questa sembra la parte più innovativa e interessante dell’intero progetto. Come ha spiegato uno dei funzionari del comune presente alla conferenza stampa, “gli sviluppatori web avranno accesso ad una piattaforma dalla quale potranno attingere dati, sfruttarli in maniera creativa per realizzare nuove applicazioni utili al miglioramento dei  servizi e della vita dei cittadini. Si pensi per esempio ad un’app che sfrutti la geolocalizzazione e la banca dati sui permessi di costruzione: la verifica della regolarità dei lavori diventa estremamente rapida e possibile per chiunque”, (a cominciare dal Comune stesso). Per favorire lo sviluppo di queste nuove applicazioni di pubblica utilità, il Comune di Tel Aviv ha in programma per la fine dell’anno, anche un bando di concorso rivolto proprio agli sviluppatori web.Va aggiunto a tutto questo che il Digi-Tel prevede che in gran parte della città vi siano stazioni di accesso gratuito wii-fii a tempo illimitato – dalle spiagge ai supermercati, alle vie e piazze principali della città. Grazie a questo servizio, molti residenti potranno persino evitare di fare abbonamenti a pagamento per la connessione internet da casa: potranno usare quello gratuito offerto dal Comune!

lunedì 20 maggio 2013

Come proteggere la fertilità durante la chemioterapia

Come donare un minimo di speranza alle donne che subiscono la chemioterapia in età fertile, evitando che perdano la possibilità di avere un bambino? Con un farmaco nuovo messo a punto in Israele, presso l’università di Tel Aviv e già sperimentato con successo sui topi.L’azione del farmaco chemioterapico sulle ovaie agisce sul numero di follicoli rendendoli particolarmente sensibili all’attacco dei farmaci e suddividendoli in modo anomalo e uccide infine le cellule. Il nuovo farmaco -chiamato AS101 – testato su persone già trattate con la chemioterapia a base di ciclofosfamide riusciva ad attivare un minor numero di follicoli, rallentando così quel processo di moltiplicazione e distruzione che poi blocca la possibilità di avere dei figli in futuro. Molto spesso le giovani donne che subiscono il cancro e le conseguenti cure devono poi fare una scelta drastica, a volte quando sono già incinte, e devono decidere se curarsi fino in fondo e salvarsi la vita o salvare il bambino a rischio della propria morte. Riuscire a rassicurare la fertilità alla fine delle cure, indurrebbe molte donne ad affrontare la chemio con più determinazione e serenità e a pensare a una gravidanza con calma, quando verrà il tempo debito.http://benessere.guidone.it/

Da Israele alla Palestina Festa con le città gemellate

COMO I rappresentanti delle quattro città gemellate con Como si sono ritrovati in Comune per la cerimonia ufficiale con Fulda (Germania), Tokamachi (Giappone), Nablus (Palestina) e Netanya (Israele). È stato il sindaco Mario Lucini con il prefetto Michele Tortora ad accogliere le delegazioni. Presenti anche l'ex sindaco Stefano Bruni con l'ex assessore Emanuele Lionetti (che aveva promosso il gemellaggio con Netanya) e Giuseppe Villani, esponente della giunta Botta oltre a Piercesare Bordoli, numero uno della Famiglia Comasca.Posto d'onore per Alfred Marder, presidente dell'associazione internazionale delle Città Messaggere di Pace che ha esordito con un ricordo personale: «Alcuni anni fa - ha detto - ho perso mia moglie. Quando le è stata diagnosticata la malattia le ho chiesto cosa potessi fare e lei mi ha chiesto di tornare qui a Como, città che le era rimasta nel cuore. Per questo il mio ritorno qui a Como oggi è carico di ricordi molto cari».Domani festa dei popoli con sfilata dalle 15 da piazza Medaglie d'oro. In piazza Cavour alle 16 il saluto del vescovo e del sindaco.http://www.laprovinciadicomo.it/
 

Nugae – Cliché rosa shocking
Una statua a forma di gigantesca decoltée fucsia di fronte all’ingresso monumentale, piastrelle a scacchiera bianche e color ciclamino in cucina, un corridoio che funge da passerella per sfilare con gli innumerevoli capi che si possono trovare nello sterminato guardaroba. Questa abitazione discreta e modesta esiste davvero, in centro a Berlino, e non può essere altro che la Barbie Dreamhouse. Si tratta di un museo in cui i visitatori possono camminare per davvero fra le stanze lussureggianti della casa di bambole più meravigliosa e kitsch del mondo, quella della signorina Barbara Millicent Roberts, con percorsi interattivi per imparare a preparare finti dolcetti e a sentirsi più bionde. Inaugurata giovedì scorso, l’installazione ha ovviamente scatenato numerose polemiche, contro i cliché che la Barbie rappresenta. Non solo da parte delle femministe in semi deshabillé di Femen, che hanno addirittura messo al rogo una bambola, al grido di “Barbie is not a carreer!”, ma secondo gli attivisti di Pinkstinks si promuoverebbe addirittura “un modello sociale basato sui ruoli della cultura nazista”, in quanto per Barbie, la perfetta reginetta della casa il cui unico compito è sorridere dalla mattina alla sera, ogni porta è aperta solo “perché è bella”. Su Facebook nelle ultime settimane sono state inviate al museo numerose minacce dal gruppo Occupy Dream House, che come modello alternativo per le bambine propone Pippi Calzelunghe. Ora, Pippi è veramente fantastica e sicuramente più educativa, però insomma, palesemente non ha abbastanza glitter. È anche giusto cercare di entrare nella testa di una bambina romantica e un po’ smorfiosa. Come fece nel lontano 1959 Ruth Handler, statunitense figlia di immigrati ebrei polacchi, che creò la prima Barbie dopo aver osservato sua figlia, Barbara, giocare con delle bambole di carta, che si divertiva a vestire con abitini colorati dando loro spesso ruoli da adulti. Così creò una bambola diversa da tutte quelle dell’epoca, che avevano l’aspetto di neonati paffuti, e nacque una giovane spilungona e formosa fashion victim dal costume da bagno zebrato. Il suo successo fu straordinario, e col tempo si crearono anche le versioni più politically correct, di tutte le religioni e dalla pelle di tutti i colori, facendole intraprendere le più disparate carriere (porta il camice da medico con grande stile), altro che a casa a far nulla. Perché la verità è che il rosa shocking può piacere o non piacere, ma quello di Barbie è davvero un mondo in cui tutto può succedere.Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche (19 maggio 2013),http://moked.it/

venerdì 17 maggio 2013

E nella Striscia di Gaza arriva il fast food americano. Ma è di contrabbando
Alcune delle ordinazioni giornaliere di ali e cosce di pollo KFC durante il tragitto in uno dei tunnel sotterranei tra la Striscia di Gaza e l'Egitto (foto Xinhua)
Alcune delle ordinazioni giornaliere di ali e cosce di pollo KFC durante il tragitto in uno dei tunnel sotterranei tra la Striscia di Gaza e l’Egitto (foto Xinhua)
Il servizio non è proprio quello da fast food. E i prezzi, ecco, nemmeno quelli. Ma in una zona dove le sigle occidentali – da McDonald’s a Burger King fino a Kfc – sono soltanto visibili in tv o su Internet si può anche chiudere un occhio. Soprattutto se da casa si possono ordinare dell’americanissimo pollo fritto con patatine e Coca Cola.Dai tunnel che collegano l’Egitto alla Striscia di Gaza ora si fa anche questo: si trasportano – illegalmente – centinaia, migliaia di ali e cosce di pollo con la sigla KFC, Kentucky Fried Chicken. A raccontarlo è l’agenzia francese Afp che, però, non mostra un minimo di stupore. Abituata, forse, a tutto quello che in precedenza è passato all’interno di quegli scavi pericolosi e illegali, ma a tratti vitali per l’economia di Gaza. E allora, dopo macchine (intere o a pezzi), animali (comprese giraffe ed elefanti), dopo armi e beni di prima necessità, ecco la nuova idea imprenditoriale: portare il fast food dentro la Striscia.Da quelle parti funziona più o meno così. Tu prenoti. L’ordinazione viaggia per un po’ di chilometri. Se tutto va bene, nel giro di qualche ora (circa 4) ti ritrovi davanti quello che avevi scelto. Più che fast food, slow food. E anche expensive food. Visto che bisogna pagare non solo il cibo, ma anche il costo del carburante utilizzato. Alla fine il prezzo è il triplo, anche 27 euro per una ventina di pezzi di pollo.
L'idea di portare il fast food nella Striscia è di una ditta di spedizioni (illegali) di Gaza: l'ordinazione di solito impiega 3-4 ore prima di arrivare a casa del cliente (foto Xinhua)
L’idea di portare il fast food nella Striscia è di una ditta di spedizioni (illegali) di Gaza: l’ordinazione di solito impiega 3-4 ore prima di arrivare a casa del cliente (foto Xinhua)
L’idea è di un’azienda locale di consegne (di contrabbando), la Yamama. I suoi “dipendenti” fanno gli ordini in Egitto, in un KFC di Al Arish. «Solitamente prendiamo non più di 30 ordinazioni», spiega Khalil al-Ifranji, direttore della società. Quindi con una macchina trasportano il tutto a ridosso dei tunnel, presso il valico di Rafah. Una volta portate nella Striscia, le ordinazioni viaggiano casa per casa attraverso altri giovani a bordo di motorini.I palestinesi di Gaza, a sentire al-Ifranji, sarebbero entusiasti. E gli affari per la Yamama – nel ramo fast/slow food – pare stiano andando alla grande. Anche se sono soltanto tre settimane di attività. «Ci sono moltissime ordinazioni – aggiunge il numero uno della ditta di spedizioni – anche perché la gente qui non si può muovere e quelli che hanno già provato questo cibo prima vogliono mangiarlo di nuovo».http://falafelcafe.wordpress.com/

giovedì 16 maggio 2013

Noa a Sanremo



video: http://www.youtube.com/watch?v=804RVyiZlm4

mercoledì 15 maggio 2013

Yoran Svoray ebreo in Germania come Indiana Jones cerca tesoro nazista nel lago

BERLINO – Un israeliano in Germania a caccia del tesoro nazista di  Hermann Göring: questa è la storia vera, anche se sa un po’ di un nuovo sequel di Indiana Jones, di Yoran Svoray ,un ricercatore israeliano. Lui e la sua squadra di 15 esperti sono al lavoro da alcuni giorni per scovare il presunto tesoro nazista che, per ordine di Hermann Göring, le SS , nel marzo 1945, avrebbero fatto scomparire nel lago Stolpsee, situato nella regione tedesca del Brandeburgo.Già nel novembre del 1981, quando la Germania era ancora divisa, il capo della Stasi Erich Mielke aveva intrapreso la ricerca del “tesoro” , ma, dato che l’operazione “Herbstwind” (vento d’Autunno) non dava risultati, abbandonò i suoi propositi otto mesi dopo. Da allora nessuno ci ha più riprovato, almeno non in maniera professionale.Come riporta il giornale tedesco Bild, l’operazione di Svoray nello Stolpsee, un lago che si estende per 400 ettari ed arriva alla profondità di 13 metri, è stata preparata per 6 anni, durante i quali il ricercatore ha sentito racconti di testimoni sia Germania che in Israele, ha messo assieme il denaro ed ha studiato la tecnica di ricerca più giusta da adottare.La ricerca si avvale degli strumenti tecnici più avanzati portati dagli Stati Uniti, di un modernissimo sonar-scanner del valore di 50 mila euro e di sommozzatori. Tra poche settimane, terminata la valutazione delle prove, le immersioni potrebbero già avere inizio.Secondo quella che è ormai diventata la leggenda del lago Stolpsee, nel marzo del 1945, due mesi prima della resa tedesca, alcuni camion scesero lentamente lungo il ripido sentiero della Krebsbucht ( la Baia del Cancro), a ridosso di gigantesche querce. Dopo un breve silenzio si sentì un boato.Gli uomini delle SS ( Schutzstaffel, milizie di sicurezza per Hitler che giuravano fedeltà a quest’ultimo e non allo Stato) spingevano davanti a loro un gruppo di prigionieri emaciati del vicino campo di concentramento di Ravensbrück. Vennero gonfiati dei gommoni, fatti scivolare in acqua e vi furono caricate delle casse. I prigionieri, tra gemiti e con molta fatica riuscirono a mettere le casse in equilibrio sulle imbarcazioni che vennero spinte nel lago. Alla fine del lavoro i prigionieri dovettero mettersi in fila sulla riva, dalle loro divise carcerarie gocciolava l’acqua . Poi si sentì un altro comando, spari e poi silenzio di morte.Non ci sarebbero prove della vicenda ma, Erich Köhler , che vive e lavora nel Brandeburgo da 40 anni, prima parroco nella ex Repubblica Democratica Tedesca ed ora cronista locale, ha raccontato alla Bild di avere sentito negli anni lo stesso racconto da diversi abitanti del luogo:“Sono sicuro che nel racconto del tesoro c’è qualcosa” . E ha una sua teoria circa il contenuto delle casse che, piuttosto che bottino di furti, oro e platino proveniente dalla residenza di Carinhall di Hermann Göring, potrebbero contenere documenti delle SS riguardo al campo di concentramento di Ravensbrück che sarebbero stati inabissati per eliminare delle prove .Ravensbrück , infatti, è ritenuto ancora oggi uno dei peggiori campi di concentramento scoperti sul suolo tedesco e, come dice alla Bild un impiegato del monumento commemorativo del campo, sarebbero troppi i documenti che mancano.Non è tuttavia il contenuto delle casse, si presume 18, che è importante per Svoray. E’ sicuro del fatto che delle casse siano state messe nel lago e vuole trovarle, non fosse altro che per dare giustizia, anche se tardiva, a chi aveva con quelle casse una qualche relazione.La squadra di Yoran Svoray ha trovato il consenso di Thomas Kersting, capo dipartimento dell’organismo statale che si occupa della conservazione dei monumenti (Landesamt für Denkmalpflege Brandenburg) che oltre a dichiarare che la spedizione riveste un interesse storico ha detto anche che vi darà supporto con i propri esperti.Le intenzioni del ricercatore israeliano, nel caso si trovasse qualcosa, sono di dare tutto alla regione del Brandeburgo o al Governo federale.Dice Svoray: “Forse il tesoro potrebbe finanziare un museo, un monumento commemorativo, oppure una istituzione sociale. Sarebbe bello”http://www.blitzquotidiano.it/

Missione sheqel per la Banca Centrale di Israele 

Poteva la Banca Centrale di Israele restare a immobile in questi tempi di aggressive politiche monetarie da parte del gotha degli istituti centrali? No, soprattutto se a rischio c'è l'importante settore dell'export.La Bank of Israel ha deciso inaspettatamente di tagliare il tasso sui prestiti di un quarto di punto portandolo all'1,5%, valore più basso degli ultimi tre anni, annunciando al contempo un programma di acquisto di valute estere per limitare l'eccessivo apprezzamento della propria valuta, lo sheqel.Si tratta di una mossa perlopiù inattesa, anche se a ben vedere era assolutamente prevedibile. L'Istituto guidato dal Governatore Stanley Fisher ha infatti spiegato di aver preso questa decisione "in scia al continuo apprezzamento dello sheqel, all'imminente avvio della produzione di gas naturale nel giacimento Tamar, al taglio dei tassi operato da molte altre Banche centrali - in particolare la Banca Centrale Europea, alle politiche di quantitative easing attualmente in atto in molti Paesi e alla revisione al ribasso delle stime sulla crescita globale".Come darle torto? Nell'ultimo mese gli Istituti centrali che "vigilano" su circa un quarto del PIL mondiale hanno adottato politiche più accomodanti. In più, la divisa israeliana ha guadagnato quasi 9 punti percentuali negli ultimi sei mesi indebolendo l'export, grande risorsa di Israele (pesa per il 40% sull'economia totale).La notizia ha immediatamente avuto ripercussioni sia sullo sheqel, in calo sulle principali controparti, che sulla Borsa di Tel Aviv, i cui indici sono scattati al rialzo mostrando ora guadagni di quasi un punto percentuale.  http://teleborsa.it/