mercoledì 10 dicembre 2008

Cafarnao - Sinagoga

AEREI: ACCORDO UE-ISRAELE IN SETTORE AVIAZIONE CIVILE

(ANSA) - BRUXELLES, 9 DIC - L'Unione europea e Israele hanno firmato un accordo nel settore dell'aviazione che eliminera' le restrizioni nazionali previste negli accordi bilaterali in materia di servizi aerei tra gli Stati membri Ue e Israele. L'accordo e' stato firmato a margine del Consiglio dei ministri Ue dei trasporti dal vicepresidente della Commissione con delega ai Trasporti Antonio Tajani e dal ministro israeliano dei Trasporti Shaul Mofaz. L'intesa, ha sottolinea Tajani, e' ''una buona notizia sia per i passeggeri israeliani sia per quelli delle linee europee perche' mette fine all'incertezza giuridica degli accordi bilateriali''.


Marak yerakot ma sorti, Minestra con fagiolini e carne d'oca

Ingredienti:2 tazze di fagiolini bianchi o scuri, 1 radice di sedano affettata, 1 piccolo cavolfiore, 4 patate sbucciate e tagliate a dadini, 2 carote tagliate a dadini, 300 g di spaghetti, 200 di oca affumicata (può essere sostituita dal tacchino) 2 spicchi d'aglio, basilico, prezzemolo tritato, sale, pepe.
Preparazione: Mettere i fagiolini in una casseruola di media grandezza con dell'acqua e bollire fino a che non siano teneri. Aggiungere i piccoli fiori di cavolfiore, patate, carote, radice di sedano. Continuare a cucinare su fuoco basso per un'altra ora. Dopo ciò aggiungere gli spaghetti, aglio, oca affumicata, basilico e prezzemolo. Mescolare bene e aggiungere il sale e il pepe secondo il gusto. Continuare a cuocere per altri 15 minuti. Servire caldo con dei crackers


Dug B'nusach Yehuday Tripoli - cernia cucinata con patate e spezie

Ingredienti: 6 filetti di cernia (5 once ciascuna), 2 libbre di patate, sbucciate e affettate, cipolle primaverili tritate, prezzemolo tritato, 6 alici sfilettate, ½ tazza d'olio per frittura, 1 spicchio d'aglio sminuzzato, sale, pepe
Preparazione: Pulire i filetti di pesce, rimuovere la pelle e le spine. Risciacquare bene e asciugarle in un foglio di carta assorbente. Condire con sale e pepe e mettere da parte. Riporre metà della quantità delle patate affettate finemente un una teglia da forno leggermente oleata. Aggiungere sale e pepe a piacere. Sulle patate mettere cipolle a pioggia, aglio e prezzemolo. Mettere le fette di pesce in una teglia. Metterci sopra i filetti d'alici. Coprire il pesce con le patate rimanenti e spargervi sopra dell'olio e sale. Cuocere in un forno mediamente caldo per 30-40 minuti, controllando di tanto in tanto. Togliere dal forno e far raffreddare. Prima di servire scaldare in forno oppure su di una piastra.Servire caldo con vino o bevande fresche. http://www.cookaround.com

Tzavar Hodu Mishpachti


Ingredienti: 8 colli di tacchino, 4 fette di pane bianco, immerso in acqua e scolato, 1 cucchiaio di grasso di pollo, 85 gr di noci tritate, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 2 uova, 1 cipolla media affettata, 2 cucchiai d'olio per frittura, 1 tazza d'acqua, sale, pepe.
Preparazione: Rimuovere delicatamente dai colli di tacchino e pulirli. Disossare i colli. In una ciotola combinare il pane immerso in acqua e 1 uovo. Schiacciare il tutto con una forchetta e mischiare. Aggiungere le spezie e le noci, il secondo uovo, il grasso di pollo e mischiare. Cucire le pelli dei colli di tacchino da una parte e riempirli con il ripieno fino a ¾ per permettere che si gonfi durante la cottura. Cucire l'altra estremità chiudendola con ago e filo. Versare 1 tazza d'acqua bollente sopra le pelli ripiene. Saltare la cipolla in olio, aggiungere le pelli ripiene e friggere su entrambi i lati per pochi minuti. Aggiungere acqua e cuocere a fuoco lento per 45 min. Rimuovere le pelli ripiene e metterle in una teglia unta. Far cuocere per 15 min. in forno. Se si vuole il ripieno delle pelli può essere cotto con l'arrosto. Servire come primo o come contorno ad un piatto forte con carote cotte e cavolo in agrodolce.

Akko - cittadella

SONDAGGIO: PER IL 63% DEGLI ISRAELIANI LE ONG PER LORO NATURA SONO CONTRO LO STATO

09 dic. - I diritti umani sono importanti per l'89 per cento degli israeliani, ma pochi nello Stato ebraico hanno fiducia nelle organizzazioni non governative per la tutela dei diritti umani. E' quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi da 'Ynet', il sito web del quotidiano israeliano 'Yedioth Ahronoth' e commissionato dal centro Ngo Monitor e dal Public Diplomacy Program dell'Università di Bar-Ilan al centro di ricerche Keevon, alla viglia del 60esimo anniversario Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Stando al rilevamento, il 51 per cento degli israeliani ritiene che le ong favoriscano i palestinesi, mentre solo il 19 per cento crede che le organizzazioni si preoccupino tanto degli israeliani quanto dei palestinesi.
Per il 64 per cento delle persone interpellate per il sondaggio, le ong sono per natura contro Israele. "I diritti umani sono chiaramente importanti per gli israeliani", ha affermato il direttore del centro Ngo Monitor e presidente del Dipartimento di studi politici all'Università di Bar-Ilan, Gerald Steinberg. Secondo quest'ultimo, però, gli israeliani sono contrari alle "limitazioni di Amnesty, B'tselem, Machsom Watch e di moltre altre ong" che "contribuiscono a demonizzare Israele". Secondo l'83 per cento delle persone interpellate per il sondaggio, inoltre, Israele è il Paese che più tutela i diritti umani in tutto il Medioriente e, per il 55 per cento degli israeliani, lo Stato ebraico è il numero uno anche rispetto ad altre democrazie occidentali. Il 68 per cento degli israeliani, inoltre, è convinto che i rapporti critici nei confronti di Israele che arrivano dalle ong danneggino l'immagine dello Stato ebraico all'estero.
Stando al centro Ngo Monitor, fondato per "promuovere la trasparenza, l'analisi critica e il dibattito sul ruolo politico delle organizzazioni per i diritti umani", attori influenti, come il Dipartimento di Stato americano e la Banca mondiale, diffondono periodicamente rapporti su Israele sulla base di affermazioni delle ong, tra le quali B'tselem, Amnesty International e Human Rights Watch. E questa risulta essere una pratica accettabile solo per il 32 per cento degli israeliani. Per il sondaggio sono state interpellate 503 persone, escludendo la comunità degli arabo-israeliani, tra il 27 novembre e il primo dicembre scorso. (Adnkronos).

Akko - il vecchio porto

ASSOCIAZIONE VERONESE ITALIA-ISRAELE Attività 2007-2008

Biennale di Pittura di Venezia: una delegazione dell’Associazione di Verona fa una visita guidata al padiglione di Israele: mostra “Guardian of the Threshold” di Yehudit Sasportas – agosto 2007
Incontro con Yitzak Reichenbaum, fratello di uno dei “20 bambini di Bullenhuser Damm”, presentato da Maria Pia Bernicchia: Libreria paginadodici, 28 agosto 2007
Partecipazione al Congresso della Federazione a Gualdo Tadino: ottobre 2007
“Inchiostro Fiera dei Libri “ – Rassegna nazionale dell’editoria di qualità: Palazzo della Gran Guardia, 10 e 11 novembre 2007: l’Associazione è presente con uno stand, con vendita di libri e distribuzione di materiale
“Israele a tavola” Proedi Editore presentato in Sala Convegni della Gran Guardia da Lucia Forneron: 10 novembre 2007
“Medio Oriente, una pace è davvero possibile?”: convegno con la partecipazione di Marco Paganoni e Toni Capuozzo -Auditorium della Gran Guardia, 11 novembre 2007
Assemblea dei soci: 6 novembre2007
"I ricordi di Inge e dei figli Rolf e Nico Kamp”: in occasione della Giornata della Memoria il libro è presentato da Nico Kamp e da Maria Pia Bernicchia, curatrice del testo - Salone della Comunità Ebraica, 24 gennaio 2008
“60° anniversario dello Stato di Israele: storia, vita e cultura” in collaborazione con la Comunità Ebraica di Verona e Adei-Wizo
“Gerusalemme, capitale di Israele: lo studio dell’archeologia 1948-2008”: DAN BAHAT , 11 marzo 2008
”Teodoro Herzl: un umanista, padre del Sionismo e di Israele”: RICCARDO MAURONER, 27 marzo 2008
“Icone nazionaliste. Per un’analisi della rappresentazione geografica”: MARCOPAGANONI, 10 aprile 2008
”Sionismo e/o razzismo? Le controverse risoluzioni ONU e i Diritti umani”: GIOVANNI MATTEO QUER, 24 aprile 2008
"JERUSALEM MUSICAL TRIO”: in collaborazione con la Comunnità Ebraica e il Circolo Ufficiali dell’Esercito, grande concerto di Musica Klezmer in occasione del 60° anniversario dello Stato di Israele – Salone del Circolo Ufficiali dell’Esercito, in Castelvecchio - 13 maggio 2008

martedì 9 dicembre 2008



Carissima Chicca,Ti propongo un libretto che non ha un rapporto diretto con Israele e il mondo ebraico, ma è legato al tema della Memoria.Lo ha scritto un avvocato bolognese, Francesco Paolucci delle Roncole, il quale, al di là del cognome altisonante, è persona molto affabile e simpatica. Attraverso gli eventi locali come visti da un ragazzino di tredici anni, l'Autore, si può leggere, in filigrana, la storia nazionale nel periodo drammatico che va dal 25 luglio 1943 in poi.

FRANCESCO PAOLUCCI 1943. IL SILLARO RACCONTA

Alberto Perdisa Editore, Settembre 2008, pp. 82 €. 10,00
“La vita in campagna era una continua rappresentazione, uno spettacolo che ogni personaggio offriva agli altri e a se stesso. Ognuno di noi giocava un ruolo, come i personaggi di un presepio o della Commedia dell’arte, ma spontaneamente”.L’Autore di queste righe, quanto mai evocative, è un illustre avvocato bolognese, specializzato in Diritto amministrativo; materia che sembrerebbe lontanissima da suggestioni e digressioni poetiche. Invece Francesco Paolucci, con la stessa passione con cui svolge l’attività forense, ha saputo raccogliere in questo libretto -da lui definito “diario minimo”, ma che tanto minimo non è: tra l’altro è impreziosito da belle foto d’epoca- i pensieri, i sentimenti, le difficoltà, la paura, le speranze di un ragazzo di tredici anni, lui stesso, di fronte ai drammatici eventi che si dipanarono dal 25 luglio 1943 in poi, a cominciare dall’armistizio dell’8 settembre, che, come egli scrive, costrinse i cittadini a “far da soli le loro scelte, non solo politiche, ma anche di vita”. Il durissimo scontro, non solo verbale, tra il padre di Francesco e un militare tedesco, in merito all’onore degli italiani, costringe la famiglia a lasciare con urgenza Rimini, dove si trova in villeggiatura. A causa dello sfollamento dalle città era impossibile rientrare a Bologna e così il gruppo sceglie, anche per ragioni di prudenza dopo quel grave episodio, la villa di campagna degli zii Rusconi, a Castel S. Pietro Terme, per tutti “Castello”, un prospero centro sulla via Emilia, lambito dal torrente Sillaro, quasi all’imbocco della Romagna.
Il tono del racconto è lieve -con precise indicazioni dei luoghi, il che t’invita ad intraprendere passeggiate per (ri)trovarli-, non privo di una certa ironia, con la consapevolezza che andava maturando una nuova coscienza, mescolata con le ambasce quotidiane dovute alle difficoltà di vita. Il ragazzo si rende pian piano conto che, dietro l’apparente calma, l’ambiente comincia a fermentare, anche nella tranquillità conservatrice del mondo rurale.La Disillusione e la Rabbia nei confronti della Repubblica Sociale, creatura del Reich, sono destinate a trasformarsi in lotta attiva: “si creò così l’occasione per cominciare a ragionare in termini politici e ad immaginare di poter resistere…E in modo non pacifico”. Si rafforzano e proliferano quei gruppi che, già nel periodo fascista, avevano iniziato la loro opposizione al regime. In primo luogo quelli aderenti al movimento di “Giustizia e Libertà”, cui aderirono lo stesso padre di Francesco e il Prof. Renato Giorgi, figura di primo piano nella crescita umana e politica dell’A.La vita quotidiana è ripercorsa con immagini vivide, dove il De bello gallico e le proiezioni ortogonali sono mescolati al risuonare di discorsi adulti, all’inizio poco comprensibili, all’ansia per approvvigionamento dei generi di prima necessità e ai diversi problemi creati dall’insediamento, nella medesima abitazione, della fanteria e contraerea tedesca. I ricordi emergono nitidi, pur a distanza di tanti anni, nel racconto ricco di partecipazione: quel misto di paura e di magia suscitato dall’oscuramento, con il conseguente uso delle lampade a petrolio che rendevano la villa una “casa abitata da fantasmi, con una luce che si spostava, ma non si vedeva mai chi la portava…” Il sapore evocativo di un raro pezzo di pinza, la tradizionale ciambella bolognese arrotolata con marmellata…Il dormire con un occhio aperto e l’orecchio teso ai movimenti di “Pippo”, il notissimo aereo notturno americano, che “svolazzava qua e là lasciando cadere a caso una bomba” per poi scomparire fino alla volta successiva. La nascita dell’amore per la lettura, complice la scoperta della vasta biblioteca dello zio. L’ascolto di Radio Londra, trepidante fin da quella sigla che altro non era che il timpano della Quinta di Beethoven. Il terribile bombardamento che, nel gennaio 1944, ferisce il centro storico di Bologna, distruggendo edifici come l’antico Teatro del Corso o il celeberrimo Hotel Brun (lasciandovi, a severo monito, significative vestigia) e la conseguente corsa al saccheggio delle case rimaste incustodite dai proprietari sfollati. Triste copione che si ripete in tutte le guerre.
Anche a causa dell’impegno politico del padre, il nostro protagonista è maturato in fretta, rispetto ai cugini più grandi di età che talora, rischiando di brutto, va a trovare in bicicletta nella vera casa di campagna della famiglia, posta in una frazione del Comune di Budrio: oh, Riccardina dreaming!
Tante schegge di vita che si conservano immutate nel tempo, venate di affettuosa nostalgia, con descrizioni a volte esilaranti, come il tentativo di salvare l’insostituibile ricchezza, costituita dal maiale, dalle brame degli invasori affamati. Le iniziali piccole azioni di sabotaggio si trasformano nella partecipazione, come staffetta, ad iniziative di appoggio ai gruppi partigiani. Francesco commenta la difficile vita di brigata, sempre a rischio: in quel territorio abita, insieme ad altri personaggi pericolosi, una coppia trucemente famosa, gli attori Luisa Ferida e Osvaldo Valenti.
Senza contare l’angoscia, provata dal padre e da tutti coloro che provenivano dall’esercito, di trovarsi prima o poi di fronte a connazionali, magari conosciuti, che militavano nella parte avversa.Uno spazio importante nel racconto è riservato ai genitori.
La figura paterna è tracciata con profondo affetto. Uomo d’azione, dotato di notevoli abilità manuali che gli furono di grande aiuto psicologico nei momenti di maggiore tensione, aveva partecipato alla guerra in Grecia; indi, visto che questa esperienza “non gli era bastata”, aderisce alla Resistenza col nome di battaglia di “Orso”. Ad un certo punto egli diviene dunque “uccel di bosco”, ma la sua presenza è quanto mai forte.L’amore per la madre è raccolto in sintetiche, significative frasi; ma soprattutto in quel toccante modo di nominarla: “mamma”, senza articolo, seguito dal verbo che esprime l’azione da lei compiuta.
Nel recente incontro pubblico di presentazione del libro l’A. ha evidenziato la serenità (“stupenda”, l’ha definita), che ha contraddistinto sempre la vita della sua famiglia nonostante gli eventi tragici “…..in cui eravamo coinvolti. Una lezione per i miei figli”. Cioè i tre giovani Paolucci, dedicatari dell’opera, cui il padre ha inteso indirizzare il lungo racconto di un periodo emozionante che ne ha forgiato il carattere e stimolato lo spirito di avventura.
Un piccolo gioiello letterario da godere in un momento tranquillo, quando intorno a noi c’è quiete. E si può assaporare il cibo della Memoria, magari sotto forma di una Torta Nera, che compare in tavola ogni 3 dicembre. Mara Marantonio Bernardini, 8.12 2008 http://www.mara.free.bm/

Yossi Boublil

L'eroe del Reality conquista Israele

Maschilista e volgare, Yossi Boublil è al centro di accesi dibattiti: arabi ed ebrei, Tel Aviv contro Gerusalemme
«Perché un ebreo orientale porta sempre la cravatta? Per non far salire troppo sangue al cervello». «E perché guida solo Bmw col volante piccolo? Perché così può tenere le manette ai polsi». «E perché ce n'è così pochi nell'Aeronautica israeliana? Perché sugli F-16 non possono abbassare il finestrino e appoggiare fuori il gomito». La sera in cui l'ebreo orientale Yossi Boublil s'è messo a fare il gioco dei perché sugli ebrei orientali, annoiato da non si sa più quante settimane di reclusione nella casa del Grande Fratello israeliano, l'auditel è schizzata: 36% di share. Roba mai vista negli ultimi anni, un successo d'ascolti battuto solo dai drammi telegiornalistici della guerra in Libano o dal ritiro in diretta dei coloni di Gaza. Maschilista, volgare, d'ostentata e orgogliosa ignoranza, catene e anelli quanti capelli, Yossi è un palazzinaro del sud — il prototipo del mizrahi, l'ebreo orientale immigrato dal Maghreb o dall'Iraq o dall'India — che dopo tre mesi di reality, due mesi prima delle elezioni politiche, è ormai vicino a una doppia nomination. Di vincitore dello show.
Di personaggio più famoso del Paese: ben più di Tzipi Livni, di Bibi Netanyahu e perfino d'un Nobel come il presidente Shimon Peres. Se lo dice da solo, il buon Yossi: «The most popular men in Israel» — così, al plurale — è il benvenuto sul suo sito web, per simbolo un istrice «che punta all'obbiettivo e punge se l'attaccano». Sentenze tipo «ruttare Sprite è uno dei piaceri della vita!», i nonsense sulla situazione politica (parlando della sua città, colpita spesso dai razzi di Hamas: «Sogno di fare un'inversione a U nel centro di Ashkelon!») non resteranno nel verbo dei Padri, eppure sono stampati sulle magliette, citati alla radio, rilanciate dai blog. Dal primo settembre un israeliano su sette, vecchi e lattanti compresi, guarda ogni giorno «Ha'Ah Ha'Gadol», su Canale 2, via cavo o su internet, e si prepara al gran finale del reality, il 14 dicembre, quando il cinquantacinquenne Yossi (sondaggi unanimi) dovrebbe vincere i 250mila euro in palio e finalmente uscire dalla Casa alla periferia di Gerusalemme, 56 telecamere e un centinaio di bodyguard, un luogo più protetto d'un insediamento cisgiordano. Per fare che? «Mi compro la macchina e mi rifaccio l'appartamento», promette lui.
«La sensazione è che Boublil sia al momento la persona più importante d'Israele — prevede il quotidiano Yediot Ahronot — Sul web lo vogliono premier, invitano a votarlo. Ci chiediamo se la destra del Likud non abbia già deciso di candidarlo». C'è più Israele in quella Casa, è probabile, che nelle analisi di molti giornali: nessuna edizione del Grande Fratello ha mai avuto tanto successo, nei 62 Paesi che l'hanno trasmesso. Un cast normale e perfetto: l'ebreo gay d'origine russa e malato di moda, la hostess laica di Tel Aviv che odia gli ultraortodossi, il giovane avvocato askenazita, la palestinese emancipata che fa la modella, la francese sexy appena immigrata, il nazionalista osservante... Impegno e leggerezza. Voglia di capire e desiderio di stordimento. Un micromondo in una microterra: quando non si scatena la rissa tra arabi e religiosi, tiene banco l'antica rivalità tra sefarditi ed europei, o tra Gerusalemme la spirituale e Tel Aviv la secolare.
«È raro che in tv si dibatta in modo così acceso su queste cose — ha notato Yediot Ahronot — nonostante i pregiudizi e un sottile razzismo siano più diffusi di quanto s'ammetta. Il trionfo di Yossi è la rivincita degli ebrei di serie B». Anche d'un Paese meno conosciuto, di sicuro molto cambiato, che da settimane ride amaro con una sit-com sulla vita difficile degli arabi di Gerusalemme e condivide i gusti del nostro eroe: il cinema poco raffinato di Ze'ev Revach, l'odio per «i circoli culturali e gli snob», l'ansia più per i crolli in Borsa che per la caduta dei missili, gli sghignazzi un po' beceri al racconto d'un partouze... Condonando pure i privilegi della popolarità tv, un tempo impensabili: durante il reality, un muratore ha denunciato Yossi per non avergli pagato i contributi, 9mila euro, ma s'è dovuto accontentare d'un decimo. «Sta ancora chiuso dentro la Casa», ha deciso il giudice: «E chi non può venire a difendersi, ha diritto a condanne lievi».08 dicembre 2008 http://www.corriere.it/

dove è Safed (Tsfat)

ISRAELE: VOLTO DI RABBINO IN UNA PENTOLA

Ha destato grande impressione fra i timorati ebrei nella città di Safed (Galilea) l'apparizione sul fondo di una vecchia pentola di una immagine che ricorda la effigie di un noto rabbino. Lo riferisce il quotidiano Maariv. Safed è considerata da tempo la 'capitale' del misticismo ebraico ed è meta costante di pellegrinaggi di ebrei religiosi che pregano presso le tombe di antichi rabbini nella convinzione che essi possano intercedere in loro favore.In questo clima ha preso le mosse la vicenda di un abitante della città, Reuven Cohen, che dopo molto tempo ha ripreso in mano una vecchia pentola, sul fondo della quale ha intravisto la immagine di un volto. Per vederci chiaro ha interpellato tre diversi rabbini che gli hanno confermato che si tratta effettivamente del volto di un rabbino vissuto il secolo scorso a Djerba, in Tunisia. La casa di Cohen è ora affollata, aggiunge il giornale, perché molti chiedono di vedere la pentola ed insistono per deporvi biglietti votivi.
ANSA 2008-12-08

domenica 7 dicembre 2008


Galilea - kibbutz Gazzit

Partita la campagna promozionale di Israele

L’ente del turismo vanta la collaborazione di t.o. specializzati nel turismo religioso e nei pellegrinaggi
E’ partita ieri, 2 dicembre, l’ultima fase della campagna di comunicazione dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo. Questa volta il mezzo prescelto è stato il circuito metropolitano, come già annunciato da questa agenzia di stampa (vedi Gv no-stop del 24 novembre), che vede la presenza della campagna Israele per 14 giorni.Si tratta di un circuito Mixer che consentirà di visionare la campagna Israele nelle più importanti stazioni della metropolitana milanese, a cui seguirà una campagna di Station Domination a partire dal 9 dicembre.Ancora una volta l’ente vanta la collaborazione di alcuni dei più importanti t.o. specializzati nel turismo religioso e nella promozione del pellegrinaggio. Gli operatori Brevivet di Milano e Brescia ed Opera Romana di Roma hanno confermato la loro presenza in questa ultima fase della campagna 2008, mentre entrano per la prima volta nella campagna di comunicazione, tra i partner dell’Ufficio Nazionale Israeliano del Turismo, Rusconi Viaggi di Lecco e 2000 Impronte di Roma.La realizzazione della creatività è stata affidata anche questa volta all’agenzia Hi Comunicazione. 03/12/2008 http://www.guidaviaggi.it/