Tel Avivmercoledì 21 gennaio 2009
Tel AvivCara Chicca, sono una delle partecipanti al viaggio, da te organizzato, in Israele dello scorso dicembre.Ecco le mie impressioni: Ci siamo trovati immersi nella storia; per tutti è stato coinvolgente. Per tutti ha funzionato da molla per capire meglio e di più. Angela Polacco, la nostra guida, ha risposto alle nostre domande. Eravamo al sicuro con lei perché Angela sa cosa si deve fare e ciò che non si deve fare; sa dove bisogna e dove non bisogna essere.Essere nelle cose non è mai come vederle da lontano col cannocchiale. Da lontano si vede in modo deformato. La realtà è sì complessa ma viverla è tutto sommato semplice. Lo facciamo tutti i giorni: momento dopo momento, scelta dopo scelta. Non si è mai immersi in una situazione generalizzabile: guerra ovunque, mafia ovunque, stupri ovunque, .... E' un po' come dire che i calabresi di Calabria sono tutti mafiosi, non andare a Napoli perché il giorno prima c'è stata una sparatoria, non permettere ai figli di andare in discoteca perché sono tutti drogati o perché poi ci saranno incidenti al ritorno. Esistono luoghi sicuri e non sicuri in tutto il mondo, Emilia compresa, regione da dove io ti scrivo.Inoltre: dare ascolto alla paura vuol dire incrementarla e il futuro nostro e dei nostri figli non può essere fatto di paura.Dare ascolto alla paura vuol dire fare il gioco di chi vuole questo. La paura è una delle nostre emozioni e sulle emozioni ben "guidate o gestite" da parte di pochi si è purtroppo scritta tanta storia nel nostro recente passato.Infine, ed è ciò che sottolineo: io non sono partita da turista e non parto mai da turista, ma da viaggiatore. Il viaggiatore ha bisogno di un tempo lungo: prima del viaggio e sopratutto dopo il viaggio. Il turista, invece, sceglie le cose e non gli uomini; preferisce paesaggi, monumenti e rovine. Il turista è un visitatore frettoloso perché la visita fa parte delle vacanze e non della sua vita identitaria, morale, di crescita; egli privilegia le cose inanimate alle animate: senza incontri, tutto è più riposante. E' meno pericoloso osservare cammelli che uomini!!NOI, invece, abbiamo incontrato uomini e parlato con persone, incontrato luoghi e abitanti con le loro storie. Abbiamo fatto domande, ci hanno risposto e ci siamo messi in gioco. Abbiamo cercato di capire e ora a casa continuiamo a srotolare questa intrigata matassa. La conoscenza dei costumi umani, diceva Chateaubriand, richiede tempo.Per me questo viaggio NON E' STATA UNA VACANZA. Tornerò e ritornerò in Israele: come VIAGGIATORE . Tante belle cose con amicizia Gabriella B.
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Tel AvivCara Chicca,ho partecipato al viaggio in Israele di dicembre, fatto proprio nel momento piu' cruciale e critico dell'inizio della guerra (siamo partiti il 28 dicembre per tornare il 6 gennaio). Vorrei riportare le mie impressioni.Io ero gia' stata lo scorso anno nel mese di febbraio, e quanto ho visto , non solo dal punto di vista strettamente naturalistico e storico, ma anche i rapporti intrecciati , mi hanno spinto a partecipare a quello di dicembre. Siamo partiti nel momento piu' difficile della guerra,ed abbiamo seguito passo passo tutti gli eventi, grazie alle puntuali informazioni che Angela, la nostra guida,nostro punto fermo da tutti i punti di vista, organizzativo, emozionale e ch piu' ne ha piu' ne metta.., ci dava quotidianamente dato il suo osservatorio privilegiato di cittadina israeliana. Quindi il primo punto di forza di questo viaggio è che non abbiamo fatto i "turisti" nel senso letterale della parola: certo, abbiamo visitato posti splendidi e ricchi di emozioni e di storia, , ma anzi rispetto a chi vive lontano da quei luoghi così belli e martoriati , abbiamo potuto raccogliere le idee direttamente parlando con chi vive quella quotidianità e soffre per questa terribile ed ingiusta guerra che tante lacrime fa versare ad innocenti, di quì e di là dal muro e dai confini.Anche l'opportunità di poter condividere i propri sentimenti , le proprie ansie, anche le proprie perplessità con le famiglie della comunità ebraica italiana di Gerusalemme che così generosamente ci ha ospitato la sera di shabbat è stata un'opportunità che non a tutti è concessa.Così durante queste giornate abbiamo messo insieme gioie, emozioni, dolori, tristezze e scambi di opinioni, ma soprattutto abbiamo condiviso con chi vive quella realtà gli stessi sentimenti, ( per quanto possibile) la stessa fatica .Inoltre posso garantire che direttamente non abbiamo vissuto nessun problema ( nonostante che il 31 dicembre eravamo a 3 km dal Libano!). IO sono contenta di non aver avuto la tentazione di rinunciare, perche' grazie a quanto ho visto, sentito, discusso , ( anche a quanto non ho condiviso, visto che non sempre ho concordato con le posizioni espresse...), ho potuto direttamente, senza mediazioni mediatiche a senso unico ( in entrambi i sensi), riflettere ed avere spunti , una volta tornata a casa, di approfondimenti personali che mi sono costati fatica e confronti molto intimi con me stessa e con chi non ha avuto questa opportunità. Insomma , alla luce anche di questo viaggio, proprio perchè fatto in un momento così difficile, non riesco piu' a tollerare le prese di posizione antitetiche: il giusto, lo sbagliato, il vero ed il falso, le ragioni ed i torti mi si sono rivelati mescolati ed impastati insieme dal sangue e dalle lacrime di chi ama i popoli che soffrono, a qualunque colore e religione e nazionalità appartengano. Sinceramente Silvana Caronna
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Tel AvivCarissima Chicca,il nostro gruppo si è trovato a viaggiare nel bel mezzo della crisi.Tutti noi eravamo tristi e non certo con l'aria di turisti vacanzieri.Solo grazie ad Angela alla sua assistenza ed alle sue rassicurazioni, abbiamo potuto conoscere queste famiglie che vivono da anni in situazione precaria.Con la nostra presenza abbiamo contribuito a portare un sostegno.Spero molto nella pace, ma penso anche che il miglior aiuto per la pace sia il rispetto, l'onore verso la patria, l'educazione e l'applicazione delle regole.Trovo che queste caratteristiche siano le fondamenta per costruire una vera società e noi le abbiamo trovate andando a conoscere un popolo meraviglioso come quello ebreo.Portando loro la nostra presenza riusciamo nel nostro piccolo ad aiutarli sostenendoli con la nostra amicizia :così si chiama la tua associazione "Amici di Israele".Il viaggio in Isreale è un viaggio nella cultura,nel passato e nel presente di un popolo che ha sofferto e soffre,ma che per fortuna non vuole morire. Tanti cari saluti Mara e Fabio
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Yaffo - al ristoranteCara Chicca,
vorrei sinteticamente farti presente alcune impressioni del viaggio di dicembre 2008.Prima di tutto è stato tranquillissimo, non è accaduto nulla pur trovandoci nel mezzo di eventi bellici; inoltre aggiungo che tutte le persone con cui siamo stati in contatto (dal portiere dell'albergo, al cameriere, all'addetto delle biglietterie dei musei, al ristorante, etc...) non hanno mai mostrato nervosismo o apprensione, anzi l'unica rimostranza era dovuta al calo del numero dei turisti, questo era ancor più evidente a occhio "nudo"a Gerusalemme e soprattutto nei quartieri attorno alla Chiesa del Sepolcro. L'unica annotazione riguarda le misure di sicurezza aumentate a Gerusalemme (in termini di vigilanza) ma nel resto del paese non vi era nulla di diverso dall'anno scorso.Il programma delle località visitate è stato molto interessante e variegato (bel tempo permettendo per quanto riguarda alcuni luoghi all'aperto); non ho da segnalare alcun disguido organizzativo.Ritengo di poter dare un giudizio più che positivo dell'esperienza. A presto, saluti Silvio Brienza e Carla Crippa
p.s.: per chi a Gerusalemme volesse andare in un buon ristorante italiano con un simpatico proprietario (Jonathan) segnalo La Mela e la Pera, nella piazza del Municipio.
vorrei sinteticamente farti presente alcune impressioni del viaggio di dicembre 2008.Prima di tutto è stato tranquillissimo, non è accaduto nulla pur trovandoci nel mezzo di eventi bellici; inoltre aggiungo che tutte le persone con cui siamo stati in contatto (dal portiere dell'albergo, al cameriere, all'addetto delle biglietterie dei musei, al ristorante, etc...) non hanno mai mostrato nervosismo o apprensione, anzi l'unica rimostranza era dovuta al calo del numero dei turisti, questo era ancor più evidente a occhio "nudo"a Gerusalemme e soprattutto nei quartieri attorno alla Chiesa del Sepolcro. L'unica annotazione riguarda le misure di sicurezza aumentate a Gerusalemme (in termini di vigilanza) ma nel resto del paese non vi era nulla di diverso dall'anno scorso.Il programma delle località visitate è stato molto interessante e variegato (bel tempo permettendo per quanto riguarda alcuni luoghi all'aperto); non ho da segnalare alcun disguido organizzativo.Ritengo di poter dare un giudizio più che positivo dell'esperienza. A presto, saluti Silvio Brienza e Carla Crippa
p.s.: per chi a Gerusalemme volesse andare in un buon ristorante italiano con un simpatico proprietario (Jonathan) segnalo La Mela e la Pera, nella piazza del Municipio.
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lunedì 19 gennaio 2009
Tel AvivComunicato Stampa: nasce Sardos pro Israele Cagliari 16 Gennaio 2009
Da qualche giorno su Facebook, il fenomeno mediatico che va conquistando tantissimi italiani, è presente un nuovo gruppo. Si tratta di Sardos Pro Israele, gruppo che fin dal nome (i sardi per Israele) chiama i tanti sardi amici dello Stato Ebraico ad una riflessione su quanto va accadendo in Medio Oriente. Ma lo scopo del gruppo, un'associazione libera, indipendente, sarda, viene meglio definito nella descrizione di Sardos Pro Israele (così si chiama su FB lo scopo che ogni gruppo mette in evidenza sulla propria home page) scritto di pugno dal fondatore di SpI, Mario Carboni: Israele gherrat contra Hamas che cheret destruere s'Istadu de Israele e est peus de sos nazistas. Hamas no cheret s'Istadu palestinese , ma ghettare a mare sos ebreos. Sos palestinese sun sequestrados dae hamas e dae sos funtamentalistas e terroristas islamicos. Ebbia un istadu palestinesu laicu e democraticu podet cunbivere cun Israele riconoschende su dirittu soi a s'esistenzie e a sa paghe. (Israele combatte contro Hamas che vuole distruggere lo Stato d'Israele ed è peggio dei nazisti. Hamas non vuole uno Stato palestinese ma vuole buttare in mare gli ebrei. I palestinesi sono sequestrati da Hamas e dai fondamentalisti e terroristi islamici. Solo uno stato palestinese laico e democratico può convivere con Israele riconoscendone il diritto a l'esistenza a alla pace.)
Oltre a Mario Carboni, fanno parte del comitato organizzativo Tore Pirino, e Alessandro Matta. Ma in pochi giorni, si sono iscritti a Sardos Pro Israele decine e decine di sardi e di sarde. E non sono mancate le adesioni amichevoli di cittadini che vivono ben oltre i confini della nostra Isola.
Così che a tutt'oggi (16 gennaio) si sono iscritti a SpI oltre 177 amici. Insomma, l'iniziativa di pochi amici, si va tramutando in un autentico successo. A Sardos Pro Israele ci si può iscrivere in due modi: su Face Book, cliccando sulla pagina dedicata. Oppure inviando una mail con la propria adesione a sardosproisraele@gmail.com Responsabile del Gruppo: Mario Carboni sardosproisraele@gmail.com Ufficio Stampa: Tore Pirino (torepirino@ymail.com)
Da qualche giorno su Facebook, il fenomeno mediatico che va conquistando tantissimi italiani, è presente un nuovo gruppo. Si tratta di Sardos Pro Israele, gruppo che fin dal nome (i sardi per Israele) chiama i tanti sardi amici dello Stato Ebraico ad una riflessione su quanto va accadendo in Medio Oriente. Ma lo scopo del gruppo, un'associazione libera, indipendente, sarda, viene meglio definito nella descrizione di Sardos Pro Israele (così si chiama su FB lo scopo che ogni gruppo mette in evidenza sulla propria home page) scritto di pugno dal fondatore di SpI, Mario Carboni: Israele gherrat contra Hamas che cheret destruere s'Istadu de Israele e est peus de sos nazistas. Hamas no cheret s'Istadu palestinese , ma ghettare a mare sos ebreos. Sos palestinese sun sequestrados dae hamas e dae sos funtamentalistas e terroristas islamicos. Ebbia un istadu palestinesu laicu e democraticu podet cunbivere cun Israele riconoschende su dirittu soi a s'esistenzie e a sa paghe. (Israele combatte contro Hamas che vuole distruggere lo Stato d'Israele ed è peggio dei nazisti. Hamas non vuole uno Stato palestinese ma vuole buttare in mare gli ebrei. I palestinesi sono sequestrati da Hamas e dai fondamentalisti e terroristi islamici. Solo uno stato palestinese laico e democratico può convivere con Israele riconoscendone il diritto a l'esistenza a alla pace.)
Oltre a Mario Carboni, fanno parte del comitato organizzativo Tore Pirino, e Alessandro Matta. Ma in pochi giorni, si sono iscritti a Sardos Pro Israele decine e decine di sardi e di sarde. E non sono mancate le adesioni amichevoli di cittadini che vivono ben oltre i confini della nostra Isola.
Così che a tutt'oggi (16 gennaio) si sono iscritti a SpI oltre 177 amici. Insomma, l'iniziativa di pochi amici, si va tramutando in un autentico successo. A Sardos Pro Israele ci si può iscrivere in due modi: su Face Book, cliccando sulla pagina dedicata. Oppure inviando una mail con la propria adesione a sardosproisraele@gmail.com Responsabile del Gruppo: Mario Carboni sardosproisraele@gmail.com Ufficio Stampa: Tore Pirino (torepirino@ymail.com)
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Tel Aviv - artisti di stradaDa un'amica di Rehovot (Israele):
E' iniziata in Israele una catena umanitaria per mandare aiuti alla popolazione palestinese.
Nei centri di raccolta di SDEROT e dintorni i cittadini di Israele, anche quelli colpiti dai missili, tra essi c'e' una donna che ha avuto il fratello morto e molti rimasti senza casa, portano coperte, latte in polvere per i bambini e vari generi alimentari a lunga conservazione, poi l'IDF li porta al di la' del confine e li distribuisce alla gente.Oggi l'IDF ha avvisato di non portare piu' giocattoli e vestiti perche' ne sono pieni.
Nei centri di raccolta di SDEROT e dintorni i cittadini di Israele, anche quelli colpiti dai missili, tra essi c'e' una donna che ha avuto il fratello morto e molti rimasti senza casa, portano coperte, latte in polvere per i bambini e vari generi alimentari a lunga conservazione, poi l'IDF li porta al di la' del confine e li distribuisce alla gente.Oggi l'IDF ha avvisato di non portare piu' giocattoli e vestiti perche' ne sono pieni.
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Dai nostri lettori
Akko - mercatoLettera del viaggio di dicembre 2008
Carissima Chicca, shalom!!…………………..Comunque tutto è stato ripagato abbondantemente dal viaggio fattoRingrazio ancora il D-o che mi ha riservato un posto in questo viaggio!!Sono già fermamente convinta di ripeterlo il prossimo anno, sempre durante le vacanze natalizie, unico mio periodo possibile.Il viaggio mi ha chiarito tante cose, ma mi ha aperto tante finestre che ora devo approfondire e che dovranno trovare nel prossimo viaggio altre risposteNe sto parlando abbondantemente con i miei colleghi e probabilmente alcuni di loro porterò con me. Anche con i miei studenti di IV e V il lavoro è cominciato. Chissà se potrò mai portarne alcuni con me. Sarà un lavoro molto lungo, soprattutto nei confronti delle famiglie, sempre molto iperprotettive... Molto più facile per i mie figli. Comunque vedremo. Il tempo giocherà senz'altro in mio favore. Sono positiva e vivo positivamente!La nostra guida, ma più una tutor, è stata eccezionale. Angela è indispensabile anche per il prossimo viaggio.La sua carica positiva, la sua disponibilità, le sue conoscenze, il suo mettersi in gioco sempre, sono state per me (ma penso per tutti) la carta vincente -travolgente- del viaggio. Sono sicura che tutti avremmo continuato, anche se gli avvenimenti politici fossero peggiorati.Abbiamo dato a lei i nostri suggerimenti ma qualunque sarà il taglio del prossimo viaggio andrà bene.Con Silvana, Laura e Daria, riorganizzeremo gli appunti presi e le registrazioni e ne faremo una piccola pubblicazione con allegato dvd di foto di tutti. Angela ci correggerà. Ne abbiamo già parlato a tutti prima della partenza. Sarà un modo per rivederci, indicativamente prima dell'estate. Ti terremo aggiornata grazie ancora Gabriella
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La Rassegna Mensile di Israel LXXIII - 2 (La Giuntina ed.)
Rivista letta e conosciuta in Europa, Israele e Stati Uniti, "La Rassegna Mensile di Israel" è divenuta da tempo uno strumento indispensabile allo studioso della storia, del pensiero, della letteratura degli ebrei in Italia. "La Rassegna Mensile di Israel" nasce nel 1925 e da allora, salvo per una interruzione dal 1939 al 1948 causata dalle leggi raziali prima, dagli eventi bellici poi, ha continuato la sua pubblicazione con lo scopo di rendere accessibili ai suoi lettori le problematiche religiose, politiche, sociali e storico-culturali dell'ebraismo, dando loro modo di conoscere anche i risultati delle nuove ricerche in ambito archeologico, letterario, artistico e scientifico. Diretta a lungo da Dante Lattes (che fu anche uno dei suoi fondatori), negli oltre settanta volumi sinora pubblicati ha raccolto articoli di personalità eminenti, sia italiane che straniere. Questo numero monografico esce nel settantesimo del varo della legislazione antiebraica da parte del regime fascista nel 1938.Contiente alcuni studi di inquadramento e contestualizzazione, alcuni dei queli dedicati agli ebrei italiani, alla loro vita prima della discriminazione e alle loro reazioni immediate. A queste rimanda la stessa copertina. Altri contributi concernono gli eventi maggiormente rilevanti di quell'anno di persecuzione, e mettono volta per volta in rilievo le caratteristiche del singolo provvedimento, la sua attenta preparazione, i suoi effetti, la sua specifica collocazione all'interno di tutte le misure prese nella loro globalità. Particolare rilievo viene ad assumere in questo contesto il "calendario" delle misure discriminatorie varate in quell'anno.Ciascuno studio ha una propria autonoma caratterizzazione. Nel suo insieme, il fascicolo innova i risultati della recente storiografia, presenta novità documentarie, consente l'affinamento di ipotesi interpretative e di ulteriori percorsi di ricerca.
Gli autori sono tra i maggiori specialisti degli ambiti indagati. Il volume contiene saggi di Michele Sarfatti, Enzo Collotti, Tullia Catalan, Giorgio Fabre, Giorgio Israel, Francesca Cavarocchi, Annalisa Capristo, Alessandra Minerbi, Ilaria Pavan, Marco Mondini, Valerio Di Porto, Bruno Di Porto. http://www.giuntina.it/
Gli autori sono tra i maggiori specialisti degli ambiti indagati. Il volume contiene saggi di Michele Sarfatti, Enzo Collotti, Tullia Catalan, Giorgio Fabre, Giorgio Israel, Francesca Cavarocchi, Annalisa Capristo, Alessandra Minerbi, Ilaria Pavan, Marco Mondini, Valerio Di Porto, Bruno Di Porto. http://www.giuntina.it/
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L'angolo della lettura
domenica 18 gennaio 2009
tel Aviv - Ramat GanLettera da Israele
Cara amica, Sì, siamo molto preoccupati, sebbene qui, come in tutto il centro-nord, si viva come se fossimo in pace.Data la sincerità della nostra antica amicizia, mi permetto di andare giù "duro" e butto là qualche dato e riflessione. 1. la guerra non l'ha voluta Israele, ma Hamas; 2. Israele si è ritirato unilateralmente da Gaza nel 2005, quindi: a. non può essere responsabile di quel che lì è avvenuto fino a adesso;b. se i gazani avessero voluto, avrebbero potuto darsi un'autonomia e, perché no?, anche un piccolo inizio di Stato;c. invece ci sono state elezioni, in cui hanno votato grande maggioranza per Hamas;3. Hamas è ritenuto da tutto il mondo occidentale, inclusa UE e Italia, un movimento terroristico; 4. dal 2000 sono piovuti sulle cittadine israeliane decine di migliaia di missili; 5. da ultimo i missili cadevano su un raggio di 40 km, inclusa Beer Sheva, costringendo più di 1 milione di abitanti di questo piccolo Paese (7 mil.) a vivere nei rifugi, causando morti, feriti e danni materiali, oltre ai disagi nell'andare a scuola, al lavoro, ecc.; forse che il sangue dei bambini palestinesi è più rosso di quello dei bambini israeliani? 6. era stata stipulata una tregua, che peraltro Hamas non ha mai rispettato de facto; la tregua scadeva in dicembre; Hamas ha dichiarato di non volerla rinnovare; 7. cosa credi che fareste voi, se per 8 anni Milano, Torino, Trieste, Firenze venissero ogni giorno bombardate da centinaia di missili (fatta 1 a 10 la proporzione tra i 2 Stati)? 8. anche nel diritto internazionale è sancito il diritto di difesa; 9. è ben noto che Hamas si fa scudo dei civili, questo sì vietato dalla convenzione di Ginevra; 10. l'esercito israeliano invece fa ogni sforzo per evitare obiettivi civili (anche questo secondo la convenzione di Ginevra: se avessi tempo, ti spiegherei che cosa significa "proporzione" in guerra); anche il fatto che il numero dei civili palestinesi caduti sia finora meno di 1/4 rispetto ai terroristi di Hamas ne costituisce prova; 11. non c'è nessuna crisi umanitaria a Gaza: tutti i gg Israele fa transitare centinaia di camion di aiuti umanitari; per non parlare del fatto che continua a fornire elettricità, acqua e combustibile (pur sapendo che con ciò fornisce ossigeno al nemico); se non ricevi documentari in proposito, dimmelo: te li manderò: si trova tutto in rete; certo, bisogna volere e sapere informarsi, non è facile, inondati come siete/siamo da media perlopiù orientati, politicamente o ideologicamente, e spesso poco oggettivi (eufemismo mio); 12. p. es. non ho visto in risalto la notizia che, il giorno stesso dell'inizio della guerra, Hamas ha proclamato la legge della Sharìa a Gaza: immagino tu sappia di che cosa si tratti; 13. questa guerra non è contro i palestinesi, ma contro i terroristi di Hamas; 14. hai letto la carta di Hamas? se non l'hai fatto, dovresti: è molto istruttiva; tra l'altro non solo non riconosce nemmeno il diritto all'esistenza dello Stato di Israele, ma dichiara di volerci buttare a mare (come proclamavano i leaders degli Stati arabi nel '48, Nasser nel '67, ecc.); tu hai qualche proposta di mediazione da fare? Va detto che anche la carta fondamentale dell'OLP, tuttora non emendata, come avrebbe dovuto in séguito al processo di Oslo, contiene articoli dello stesso contenuto, nonostante vi siano state elezioni anche su questo; ora Al-Fatah (i cui membri sono stati fatti a pezzi da Hamas, nell'ipocrita indifferenza del mondo) passa pe essere moderato; tu che ne dici: saresti disposta a trattare con chi non riconosce il tuo diritto all'esistenza e si pone come obiettivo la tua eliminazione? 15. lo sai che quasi tutti gli Stati islamici presenti all'ONU non hanno ratificato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomoé lo sai perché? ti posso mandare il confronto tra il testo e quello che loro chiedono in alternativa (leggi: una Dichiarazione islamica dei diritti dell'Uomo); 16. c'era un tempo, fino all'inizio della 1a intifada fine anni '80, in cui palestinesi e israeliani convivevano pacificamente a Gaza, andavano al mercato, al caffè, lavoravano insieme, ecc.; conosaco delle persone che hanno vissuto questa esperienza, che non si vuole appartenga alla storia. 17. sono sicuro che tu non credi che gli israeliani odino i palestinesi, né che Zahal (l’esercito) sia composto da criminali assetati del sangue di donne e bambini. 18. certo che, spero converrai, leggere le parole del Cardinal Martino, che definisce Gaza un grande campo di concentramento, fa un po' impressione, no? anche perché, come sempre, non lo si è avuto il piacere di sentirlo, quando le vittime erano ebrei o israeliani; parole che ricordano: ora gli ebrei fanno agli arabi peggio di quel che i nazisti facevano a loro; nei lager si veniva nullificati nei forni e nei ghetti si moriva di fame e di stenti; a Gaza non è certo un hotel a 5 stelle, ma non si muore di fame; 19. se i palestinesi avessero fatto un uso normale delle masse di aiuti da tutto il mondo nei decenni, miliardi di usd e euri, invece di armarsi per annientare l'entità sionista, costruire bunker, tunnel per il traffico di armi e droga dal confine di Raf'ah (che è egiziano), costruendo ospedali, scuole, infrastrutture, porto e aeroporto (sì, c'era un porto a Gaza, prima del 2000, e c'erano alberghi per i turisti sulle sue splendide spiagge!), forse oggi non dovrebbero essere curati negli ospedali israeliani, già oberati dai feriti israeliani; 20. se Gaza è chiusa lungo il confine con Israele, è solo a causa del terrorismo e dei continui tentativi di infiltrazione: come la barriera difensiva (che per inciso non è un muro, bensì una griglia controllata elettronicamente con sterrto di perlustrazione; solo circa 15 km che attraversano centri urbani sono muro di cemento, su una lunghezza di circa 500 km), barriera che gli israeliani non hanno voluto, ma che ha azzerato i terroristi kamikaze che facevano saltare gli autobus e i mercati durante la 2a intifada detta El Aksa; un tempo non c'erano tutte queste restrizioni; 21. il confine di Gaza a Rafìah non è con Israele, ma con l'Egitto: a me sembra un po' doppiopesistico appioppare tutta questa presupposta volontà di isolare Gaza solo agli israeliani; e gli egiziani no? 22. lo sai che agli israeliani è vietato andare a Betlemme (tra l'altro per me, che faccio la guida turistica, è una penalizzazione non da poco? Però tutti i palestinesi, superati i posti di blocco, possono circolare liberamente per il Paese, lavorare, studiare all'università, curarsi negli ospedali israeliani, ecc. ecc. ecc.; quelli muniti di carta d'identità israeliana ricevono tutti i benefici economici, assistenziali e simili come gli israeliani; può capitare che fermi un taxi (che non è riconoscibile se arabo o israeliano) e il tassista arabo ti porta dove vuoi, però, se è ebreo, può darsi che non ti voglia portare in zone a rischio di prendersi delle sassate: tu che ne dici? ti sembra normale? è giusto? ma fa parte del fardello pesantissimo di cui gli israeliani sono abituati a farsi carico, nella speranza infinita di compromesso per arrivare a una pace.
Cara amica, se sono stato eccessivo, mi scuso. Per me è importante che il nostro rapporto rimanga onesto e integro.
Ciò detto, permettimi di accennare alle emozioni e ai nostri timori in maniera separata, e lo farò molto brevemente: nostro genero , padre di due bambine piccole, è stato richiamato sabato sera e anche nostro figlio (che non vuole che si sappia), è stato richiamato, neanche 2 mesi dopo aver fatto 3 anni di servizio militare. Sta' bene. Scialòm! Davide
Cara amica, se sono stato eccessivo, mi scuso. Per me è importante che il nostro rapporto rimanga onesto e integro.
Ciò detto, permettimi di accennare alle emozioni e ai nostri timori in maniera separata, e lo farò molto brevemente: nostro genero , padre di due bambine piccole, è stato richiamato sabato sera e anche nostro figlio (che non vuole che si sappia), è stato richiamato, neanche 2 mesi dopo aver fatto 3 anni di servizio militare. Sta' bene. Scialòm! Davide
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Dai nostri lettori

Max Brenner - una delizia israeliana
A La7 TV:
Tante chiacchiere, ripetute alla noia.
Sono pochi i giornalisti che presentano i fatti e abbandonano un approccio a senso unico quando affrontano la questione del Medio Oriente.D'altra parte, con esclusione di Giordania ed Egitto con cui Israele ha siglato successivamente un trattato di pace, la ris. Onu n. 181 del '47, che sancisce la fondazione dello stato d'Israele, non viene riconosciuta nel mondo arabo e islamico.Il terrorismo è il braccio armato di quella politica, le cui esternazioni non sono mistero per nessuno.
Su Hamas c'è o molto o poco da dire. Dipende dalle informazioni e conoscenza che se ne hanno.
Riconosciuta come organizzazione terroristica anche dall'UE, finanziata sappiamo da chi, non fa mistero dei metodi che usa, addestra bambini alla guerra contro Israele, incoraggia uomini donne e bambini a farsi esplodere in Israele, usa civili palestinesi come bersagli e scudi umani. I terroristi si camuffano, addirittura da medici, e si confondono tra i malati a Gaza.
Oggi, con la documentazione presente in Internet non si può dire di non sapere! L'ignoranza non è accettabile.
Se poi vogliamo a tutti i costi mettere Israele sul banco degli imputati, verificate prima tutte le notizie. Es: si è scritto e detto che mancava cibo a Gaza; con un articolo del suo inviato Il Corriere della Sera ha smentito. Si parla di utilizzo di bombe al fosforo; la Croce Rossa ha rilaciato questa dichiarazione:"La Croce Rossa martedì ha fatto sapere che Israele, nella sua offensiva a Gaza, non ha fatto uso improprio o illegale di ordigni al fosforo, utilizzati per creare una cortina fumogena capace di proteggere l'avanzata delle truppe. (Jerusalem Post il 14 gennaio e ripreso da Associated Press) Nel filmato dell'attacco della scuola a Gaza ripreso dagli aerei israeliani, si vede inequivocabilmente che dall'area antistante la scuola vengono sparati colpi di mortaio. Di chi è la responsabilità? Di chi spara da una scuola o chi risponde al fuoco?Finalmente Israele, dopo le balle su Jenin che secondo fonti palestinesi sarebbero state centinaia e una commissione internazionale stabilì il numero di 46, dopo la balla di Al Durra che, dopo accertamenti si scoprì non venne ucciso dagli israeliani ma da fuoco amico (cecchino terrorista) ha deciso di filmare le operazioni! Era ora!
Le smentite e le scuse della stampa non si sono mai sentite. Tuttavia quando l'amore per la verità è debole, nemmeno l'evidenza basta. Tiziana Nulli
Sono pochi i giornalisti che presentano i fatti e abbandonano un approccio a senso unico quando affrontano la questione del Medio Oriente.D'altra parte, con esclusione di Giordania ed Egitto con cui Israele ha siglato successivamente un trattato di pace, la ris. Onu n. 181 del '47, che sancisce la fondazione dello stato d'Israele, non viene riconosciuta nel mondo arabo e islamico.Il terrorismo è il braccio armato di quella politica, le cui esternazioni non sono mistero per nessuno.
Su Hamas c'è o molto o poco da dire. Dipende dalle informazioni e conoscenza che se ne hanno.
Riconosciuta come organizzazione terroristica anche dall'UE, finanziata sappiamo da chi, non fa mistero dei metodi che usa, addestra bambini alla guerra contro Israele, incoraggia uomini donne e bambini a farsi esplodere in Israele, usa civili palestinesi come bersagli e scudi umani. I terroristi si camuffano, addirittura da medici, e si confondono tra i malati a Gaza.
Oggi, con la documentazione presente in Internet non si può dire di non sapere! L'ignoranza non è accettabile.
Se poi vogliamo a tutti i costi mettere Israele sul banco degli imputati, verificate prima tutte le notizie. Es: si è scritto e detto che mancava cibo a Gaza; con un articolo del suo inviato Il Corriere della Sera ha smentito. Si parla di utilizzo di bombe al fosforo; la Croce Rossa ha rilaciato questa dichiarazione:"La Croce Rossa martedì ha fatto sapere che Israele, nella sua offensiva a Gaza, non ha fatto uso improprio o illegale di ordigni al fosforo, utilizzati per creare una cortina fumogena capace di proteggere l'avanzata delle truppe. (Jerusalem Post il 14 gennaio e ripreso da Associated Press) Nel filmato dell'attacco della scuola a Gaza ripreso dagli aerei israeliani, si vede inequivocabilmente che dall'area antistante la scuola vengono sparati colpi di mortaio. Di chi è la responsabilità? Di chi spara da una scuola o chi risponde al fuoco?Finalmente Israele, dopo le balle su Jenin che secondo fonti palestinesi sarebbero state centinaia e una commissione internazionale stabilì il numero di 46, dopo la balla di Al Durra che, dopo accertamenti si scoprì non venne ucciso dagli israeliani ma da fuoco amico (cecchino terrorista) ha deciso di filmare le operazioni! Era ora!
Le smentite e le scuse della stampa non si sono mai sentite. Tuttavia quando l'amore per la verità è debole, nemmeno l'evidenza basta. Tiziana Nulli
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