martedì 31 marzo 2009

Gerusalemme

Glossario

ABU MAZEN Mahmūd Abbās - conosciuto anche come Abū Māzen (Safad, 26 marzo 1935) è un politico palestinese. Il 9 gennaio 2005 è stato eletto alla presidenza dell' Autorità Nazionale Palestinese, carica precedentemente ricoperta fino alla morte dal leader palestinese Yasser Arafat. Mahmūd Abbās è il primo presidente palestinese nominato sulla base dell'esito di una tornata elettorale.
ACCORDI DI OSLO Ufficialmente denominati Dichiarazione dei Principi riguardanti progetti di auto-governo Interinali o Dichiarazione di Principi (DOP), furono conclusi a Oslo, in Norvegia il 20 agosto 1993, e subito dopo ebbe luogo la cerimonia pubblica ufficiale di firma a Washington D.C. il 13 settembre1993 con Yasser Arafat che siglò i documenti per conto dell' Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e Shimon Peres che firmò per conto dello Stato d'Israele.
AL-FATAHAl-Fatah o, più comunemente, Fatah è un'organizzazione facente parte dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Al-Fatḥ è stata fondata nel 1959 da Yāser Arafāt.Il nome deriva da FTH, acronimo inverso dell'espressione araba Harakat al-Tahrīr al-Filastīnī (Movimento di Liberazione Palestinese, quindi parole molto simili a quelle che compongono l'acronimo OLP). L'acronimo "HATF"avrebbe avuto lo stesso suono di un sostantivo che significa "morte", e perciò Arafāt preferì invertire l'acronimo che,come "F[A]TH”, può venire così anche a significare "conquista" o "vittoria in battaglia".
ANP L'Autorità Nazionale Palestinese, in sigla ANP, è un'istituzione stabilita per disciplinare il controllo di determinate aree nella Striscia di Gaza ed in Cisgiordania.
ANTIOSINISMOL' antisionismo è l'atteggiamento politico di coloro che si oppongono al sionismo ed allo Stato d'Israele. Costituisce un'obiezione di fondo all'esistenza stessa dello stato ebraico e non già l'esercizio di una legittima critica all'operato del suo governo, sebbene la questione sia sovente disputata. Negli ultimi decenni l'antisionismo ha conosciuto ampia diffusione negli ambienti dell'Integralismo religioso di matrice islamica (e, sebbene in misura assai minore, in ambienti del fondamentalismo cristiano) e in settori dell'estremismo politico di sinistra. A volte l’Antisionismo è divenuto copertura per forme di vero e proprio antisemitismo, nascondendo dietro la critica violenta di Israele unatteggiamento di odio nei confronti degli ebrei.
BOMBE ALL’INDROGENO Le bombe all'idrogeno o bomba H (più propriamente bomba a fusione termonucleare incontrollata, in gergo"la superbomba") è una bomba a fissione-fusione-fissione in cui una normale bomba atomica, che serve da innesco,viene posta all'interno di un contenitore di materiale fissile insieme a degli atomi leggeri. Quando la bomba A esplode, innesca la fusione termonucleare dei nuclei degli atomi leggeri; questo processo provoca a sua volta la
fissione nucleare del materiale che la circonda.
CAMP DAVID Gli accordi di Camp David furono firmati dal presidente egiziano Anwar al-Sadat e dal Primo Ministro israeliano Menachem Begin il 17 Settembre 1978, dopo dodici giorni di negoziati segreti a Camp David. La firma ebbe luogo alla Casa Bianca sotto l’auspicio del Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter. Gli accordi portarono direttamente alTrattato di pace israelo-egiziano del 1979.
GAZA-STRISCIA DI GAZA Col termine Striscia di Gaza si indica un territorio palestinese confinante con Israele e Egitto nei pressi della città di Gaza. Si tratta di una regione costiera di 360 km² di superficie popolata da circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese. Quest'area non è riconosciuta internazionalmente come uno Stato sovrano, ma è reclamata dall'Autorità Nazionale Palestinese come parte dei Territori palestinesi. Dalla battaglia di Gaza del 2007 il governo della striscia è oggi nelle mani dell'organizzazione palestinese Hamas.
GERUSALEMME EST Gerusalemme Est è la parte orientale di Gerusalemme che, prima occupata e poi annessa dalla Giordania a seguito della Guerra arabo-israeliana del 1948, fu a propria volta occupata ed annessa da Israele con la Guerra dei sei giorni del 1967. La sovranità territoriale su Gerusalemme Est è ancora oggetto di controversia internazionale, e la determinazione del suo status permanente costituisce probabilmente il principale ostacolo al processo di pace in Medio Oriente
HAMAS Ḥamās, acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya è un'organizzazione religiosa islamica, palestinese di carattere paramilitare e politico,che attualmente detiene la maggioranza dei seggi dell'Autorità Nazionale Palestinese.Fondata dallo Shaykh Ahmad Yasin, Abd al-Aziz al-Rantissi e Mohammad Taha nel 1987 come appendice dei Fratelli Musulmani, nella creazione di uno Stato islamico in Palestina, effettuava inizialmente attentati suicidi contro civili ed esercito israeliano. Hamas gestisce anche ampi programmi sociali, e ha guadagnato popolarità nella società palestinese con l'istituzione di ospedali, sistemi di istruzione, biblioteche e altri servizi in tutta la Cisgiordania e Striscia di Gaza. Lo Statuto di Hamas richiede la distruzione dello Stato di Israele e la sua sostituzione con un Stato islamico palestinese nella zona che ora è Israele, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. La stessa carta dichiara che "Non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel jihad".
HEZBOLLAH Hezbollah o Ḥizb Allāh, ossia “Partito di Dio” è un partito politico sciita del Libano fondato nel giugno 1982, dotato di un'ala militare, creata con l'appoggio della Repubblica Islamica dell'Iran per opporre una resistenza armata all'invasione e all'occupazione israeliana del Libano. L'emblema a bandiera di Hezbollah è caratterizzato da un drappo giallo al cui centro campeggia parte di un versetto del Corano, Sura V, versetto 56, che recita: "E coloro che scelgono per alleati Dio e il Suo Messaggero e i credenti, in verità il partito di Dio saranno i vittoriosi." La lettera alif, prima lettera del nome di Dio, è graficamente resa come una mano che stringe un fucile AK-47 ed è affiancata da una rappresentazione schematica del globo terrestre.
IDF Le forze armate israeliane sono internazionalmente note con l’acronimo IDF, cioè Israel Defence Forces, Tseva Haganah le Israel (Esercito di difesa di Israele) e sono citate anche come Tzahal o Tsahal.
INTIFADA Intifāda è un termine arabo che vuol significare nella fattispecie "rivolta", "sollevazione".Il termine è entrato nell'uso comune come nome con cui sono conosciute due recenti campagne dirette a porre fine alla presenza israeliana in Palestina, presenza considerata legittima dagli israeliani e occupazione militare dalla controparte.L'Intifāda è uno degli aspetti più significativi degli anni recenti del conflitto israelo-palestinese.
JIHAD Jihad è una parola araba che significa "esercitare il massimo sforzo" o "combattere". La parola connota un ampio spettro di significati, dalla lotta interiore spirituale per attingere una perfetta fede fino alla guerra santa. In quanto termine istituzionale si raccomanda di conservare il genere maschile, originario arabo (il jihād), anche alla luce del suo primario significato letterale di "sforzo" o "impegno". Ciò consentirà inoltre di rendere invece femminile la parola (la jihād) quando si voglia parlare di un'organizzazione militante, tradizionalista o terrorista che faccia uso appropriato o strumentale di questo termine, intendendolo chiaramente come "guerra santa".
LA LEGA ARABALa Lega Araba o Lega degli Stati Arabi è un’organizzazione internazionale politica di stati nata il 22 marzo 1945, simile all’Unione Europea ma, diversamente da quest’ultima, non in grado finora di conseguire una significativa integrazione anche solo economica e monetaria- tra i suoi paesi membri. Principali attività sono, invece, il semplice(ancorché importante) coordinamento dell’economia, della difesa, delle attività culturali e sociali e della salute pubblica.
MAHMUD AHMADINEJAD Mahmud Ahmadinejad (Aradan 28 ottobre 1956) è un politico iraniano, sesto ed attuale Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran dal 3 agosto 2005. Ahmadinejad è stato sindaco di Teheran dal 3 maggio 2003 fino al 28 giugno 2005, ed è considerato un conservatore religioso; prima di diventare sindaco era ingegnere civile e professore all’Università Iraniana di Scienza e Tecnologia. Politicamente, è un membro del Consiglio Centrale degli Ingegneri della Società Islamica, ma ha una base politica molto più potente all’interno dell’Alleanza dei Costruttori dell’Iran islamico, (chiamato anche Abadqaran). E’ considerato una delle figure principali all’interno di questa formazione.L’alleanza si è divisa durante le prime elezioni del 2005 sostenendo lui e Mohammad Bagher Ghalibaf ma, mentre i membri del Consiglio Cittadino di Teheran appoggiavano Ahmadinejad, i rappresentanti parlamentari di Teheran si esprimevano a favore di Ghalibaf.
MOSCHEA AL-AQSA Fa parte del complesso di edifici religiosi di Gerusalemme noto sia come Monte Majid o al-Haram al-Sarif (il Nobile Santuario) da parte dei musulmani e Har ha-Bayit (Monte del Tempio) dagli Ebrei. E’ situato nella parte orientale di Gerusalemme, un territorio disputato, governato da Israele da quando è stato occupato nel 1967, ma rivendicato dai palestinesi come parte del futuro Stato di Palestina. E’ la più grande moschea di Gerusalemme e può ospitare circa 5.000 fedeli all’interno e attorno ad essa.
NATO Il North Atlantic Treaty Organization, acronimo NATO, o Organisation du Traité de l’Atlantique du Nord, acronimo OTAN, in italiano Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, è un’organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa. Costituita nel 1949 in supporto del Patto Atlantico firmato a Washiongton D.C., il 4 aprile 1949.
OLP L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) è un’organizzazione politica e paramilitare palestinese, considerata dalla Lega araba a partire dal 1974 la legittima “rappresentante del popolo palestinese”. Fondata a Gerusalemme nel maggio del 1964 da una riunione di 422 figure nazionali palestinesi a seguito di una precedente decisione della Lega araba, il suo obiettivo era la liberazione della Palestina attraverso la lotta armata. L’originale Statuto dell’OLP (del maggio 1964) dichiarava che “la Palestina all’interno dei confini che esistevano al momento del mandato britannico è una singola unità regionale” e ha cercato di “vietare … l’esistenza e l’attività” del sionismo.Ciò è stato inteso come riferimento alla distruzione di Israele.
ONU L’Organizzazione delle Nazioni Unite, in sigla ONU, spesso abbreviata in Nazioni Unite, è la più importante organizzazione internazionale, in particolare è un’organizzazione intergovernativa. Le Nazioni Unite hanno come fine il conseguimento della cooperazione internazionale in ambito di sviluppo economico, progresso socioculturale,diritti umani e sicurezza internazionale. Relativamente alla sicurezza internazionale in particolare ha come fine il mantenimento della pace mondiale anche attraverso efficaci misure di prevenzione e repressione delle minacce e violazioni ad essa rivolte.
RAZZO QASSAM E’ un rudimentale razzo in acciaio pieno di esplosivo, prodotto da Hamas. Non ha bisogno di artiglieria per essere lanciato ed è privo di qualsiasi sistema di guida.
Comunità Ebraica di Roma Dipartimento Educativo Giovani Fonte: www.wikipedia.org


Cedrini di Purim

INGREDIENTI: 330gr di mandorle dolci, 320gr di zucchero a velo, 50gr di cedro candito, 80 gr di cioccolato fondente, 2 bicchierini di liquore dolce (tipo gran marnier...), 1 uovo, un pizzico di vanillina.PREPARAZIONE:Tritare finissime le mandorle e mescolarle con lo zucchero, l'albume ed il liquore. Fare un impasto liscio da stendere con il mattarello e tagliarlo a piccoli dischi che verranno riempiti con un impasto fatto di cedrini, cioccolata grattugiata insieme al rosso d'uovo e a una puntina di zucchero. Chiudere i dischi come i ravioli. Non necessitano cottura. Beteavòn
Sullam n.26

forno ghetto romano

Biscottini di Purim

INGREDIENTI: 5 hg. di noci, 1,5 hg. di cacao dolcificato in p o l v e r e , 3 h g . d i z u c c h e r o , 4 u o v a ,1/2 bicchiere di olio. PREPARAZIONE: Tostate le noci e tritatele finemente. In una ciotola mescolate le uova con lo zucchero, quindi aggiungete le noci tritate, il cacao, il cedro tagliato a pezzetti, la farina: quando l'impasto sarà omogeneo formate con le mani unte d'olio tante palline grandi come noci e mettetele su di una piastra unta d'olio. Cuocete a forno moderato.

Lago Tiberiade (Kinnereth)

Per l’Halachà, l’omosessualità non è una malattia

Tutt’altro che sessuofobo, l’ebraismo mette la sessualità al centro dell’unione di coppia. In ognuno di noi la libido oscilla tra maschile e femminile Gay, omosessuale, lesbica. Qual è la posizione dell’ebraismo al riguardo? Un acceso e recente dibattito sull’argomento ha visto protagonisti un gruppo di 40 ragazzi di Efes2 e Rav Shalom (Mino) Bahbout, figura storica dell’ebraismo italiano, docente universitario di Fisica e Statistica. Argomento di grande attualità, specie dopo la polemica sul cosiddetto Homocaust, l’olocausto degli omosessuali nei lager nazisti. Tutt’altro che sessuobo, l’ebraismo da sempre mette la sessualità al centro dell’unione di coppia e del concetto di famiglia, ha spiegato Bahbout.Tuttavia, nella Torà, i comportamenti omosessuali vengono fortemente stigmatizzati: secondo il Midràsh, Cam viene maledetto per aver abusato sessualmente del padre Noach ubriaco; ma ben più esplicito è l’episodio di Sodoma e Gomorra. In entrambi i casi però, non si trova una condanna diretta alla natura omosessuale, ma esclusivamente all’atto fisico in sé, che in questi due casi è meno grave rispetto ad altre mancanze (quella dell’ospitalità dei Sodomiti e quella del rispetto verso la figura paterna). In generale possono esistere poi pulsioni sessuali così forti da non poter essere controllate e quindi l’omosessuale può essere considerato una sorta di anùs (“costretto”), reso schiavo dalla propria natura e dalla compulsività, spiega Bahbout. Ma anche così l’atto rimane proibito. Va precisato che parliamo di persone che fin dalla nascita manifestano interesse per l’altro sesso e non di coloro che possono farlo per motivi episodici (prostituzione, gusto dell’avventura, per moda...). E che dire poi del problema della diversità fisica? Ossia quando una persona presenta attributi del sesso opposto, oppure non li ha sviluppati verso nessuno dei due sessi? Nella Mishnà si trovano riferimenti al caso dell’androghinòs (ermafrodita) e dei tumtum (persone il cui sesso non si è ancora rivelato): su queste due figure non è stata trovata una definizione condivisa e anche nell’ebraismo vale qualcosa di simile al principio freudiano: “In ognuno di noi, attraverso tutta la vita, la libido normalmente oscilla tra l’oggetto maschile e quello femminile”. Scendendo nella normativa halakhica, conclude Bahbout, è l’atto in sé ad essere proibito, ma non sono in genere sanzionate le tendenze ed i pensieri. Inoltre anche per un omosessuale non vengono meno i doveri religiosi (come ad esempio salire al Sefer di shabbat), anche se posizioni più estreme non condividono questa impostazione. L’omosessualità femminile è invece meno vincolata a restrizioni: non esistono divieti espliciti nella Torà e l’obbligo della procreazione rimane di primaria responsabilità maschile. Tuttavia i Maestri proibiscono anche le pratiche lesbiche (era tra i comportamenti sessuali abominevoli praticati in Egitto ai tempi della schiavitù, Maimonide, Hilchot Isuré Bià 21,8), riconoscendone ai fini della procreazione il forte potenziale negativo, pericoloso per la trasmissione identitaria. In ogni caso, nell’ebraismo, l’omosessualità non viene certamente considerata una malattia da curare. Marzo 2009, da Bollettino Com. Ebraica di Milano n. 12/2009

lunedì 30 marzo 2009

Idan Raichel

MUSICA: ESCE IN ITALIA 'WITHIN MY WALLS' NUOVO ALBUM DI 'THE IDAN RAICHEL PROJECT'

Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - Esce in Italia ''Within My Walls'' il nuovo album di The Idan Raichel Project, uno dei piu' acclamati gruppi di world music a livello internazionale, guidato dalla pop star israeliana Idan Raichel, trentunenne tastierista, compositore, produttore e arrangiatore. The Idan Raichel Project e' esploso sulla scena musicale nel 2002, rivoluzionando, fin dal suo esordio, il volto della musica popolare israeliana grazie alla contaminazione tra la pop music israeliana e una suggestiva miscela di musica etiope tradizionale, poesia araba, canti yemeniti, ebraici e ritmi caraibici. Il primo album pubblicato in Israele ha venduto oltre 150.000 copie diventando velocemente uno dei piu' grandi successi nella storia della musica israeliana popolare, e conseguendo numerosi dischi di platino. Sulla scia di questa esplosiva ascesa di popolarita', di record di vendite battuti in Israele e concerti sold-out intorno al mondo, Idan Raichel e' tornato al dirigere The Idan Raichel Project per il suo secondo album internazionale ''Within My Walls'', in uscita negli US e in Canada il 24 febbraio 2009 e nel resto del mondo e in Italia a marzo. Nel frattempo The Idan Raichel Project si sta attrezzando per affrontare, nel corso del prossimo anno, nuovi tour internazionali per portare sui principali palcoscenici una miscela sempre meglio assortita di musicisti. Alla base del nuovo album di Idan Raichel ci sono il tema del conflitto tra sogno e realta', tra il desiderio di esplorare il mondo e quello di restare al sicuro nella propria casa e questioni universali come la ricerca della soddisfazione personale e il profondo significato dell'amore in un mondo sempre difficile e in conflitto.

Lago Tiberiade (Kinnereth)

Cari amici inviandovi i migliori auguri per la vicina festa di Pasqua che coincide quest'anno durante i giorni della Pasqua ebraica festa della liberta' festa della Primavera e della rinascita dopo l'inverno vi segnalo l'album fotografico che riassume la serata del 19 marzo a Gerusalemme annuale serata di "Tsad Kadima "che ho organizzato quest'annocol valido aiuto di mio figlio Yoel http://www.facebook.com/album.php?aid=98596&id=787730311&l=fd323706fc il link e' apribile senza legame col facebook mi auguro di continuare con tutti un sincero legame di amicizia e collaborazione a tutti un affettuoso abbraccio Alessandro Viterbo

Israele deve fare la pace... Due popoli per due stati, anzi, meglio un solo stato per due popoli (!?!)...


Israele deve smantellare il "muro"... Israele deve aprire i valichi... Israele deve rispettare le risoluzioni Onu... Le risposte d'Israele devono essere proporzionate... Israele qui, Israele là... Bla bla bla... Pace, pace, pace.... Già, la pace. Ma con chi? Con Hamas che lancia dozzine e dozzine di missili dalla Striscia di Gaza inutilmente evacuata dagli israeliani nel 2005 che, in nome della pace, ha deportato i suoi cittadini nel Negev? No, certo che no! Con L'Autorità Palestinese di Abu Mazen? Ovvio che sì... O no?No, decisamente meglio di no. Leggete qui sotto. Per una buona volta - e dico una - che la controparte palestinese NON ha indottrinato la gioventù all'odio e alla menzogna, apriti cielo! Un'orchestra di giovani palestinesi ha suonato ad un concerto in onore dei sopravvissuti dell'Olocausto e... per punizione, l'Autorità Palestinese ha smantellato l'orchestra. L'Olocausto è una questione politica, ha sostenuto Adnan Hindi, e i giovani non devono essere coinvolti in questioni politiche (evidentemente i campi d'addestramento per terroristi bambini non sono questioni politiche!). Di qui lo smantellamento e non poche grane per Wafa Younis, direttore della giovane orchestra palestinese.Intanto, buona notizia davvero, l'Italia non espellerà i tre terroristi palestinesi (e relative famiglie) che avevano posto sotto assedio la chiesa della Natività di Betlemme. Sono con noi dal 2002: avrebbero dovuto restare un anno soltanto, ma evidentemente si trovano bene e non se ne vogliono andare. Pensavate che l'Italia non sarebbe stata in grado di trovare altro denaro per foraggiarne la lussuosa permanenza? Mica sono insegnanti, operai, precari o poliziotti... per i terroristi della Natività i soldini si trovano sempre. E così, evviva evviva, resteranno qui a spese degli italiani (che hanno votato il governo più amico d'Israele di tutti i tempi...): parola di S. Erekat, capo negoziatore palestinese, che avrebbe avuto l'ok dal Ministro Frattini in persona. Ma chi sono i nostri tre graditi ospiti? Mohammed Said Salem (30 anni) accusato da Israele di essere coinvolto in "operazioni di martirio"; Ibrahim Salem Obaiat (48 anni) ritenuto dal Mossad "un capo delle Brigate Ezzedine al Qassam" braccio armato di Hamas; e Khalid Abu Najma (42 anni) "membro dell'intelligence palestinese" accusato di essere anche "attivista nelle file delle Brigate al Aqsa", braccio armato del movimento al Fatah e che avrebbe "partecipato in azioni di martirio nella seconda intifada". Mah, ho le idee confuse. Una cosa però l'ho capita anch'io: se hai un figlio, meglio terrorista che musicista! Shalom e salam aleikhum a tutti, Daniela.
Palestinian authorities disbanded a youth orchestra from a West Bank refugee camp after it played for a group of Holocaust survivors in Israel, a local official said on Sunday. Palestinian children from the Jenin refugee camp in the West Bank play for Holocaust survivors at a center in Holon, last Wednesday.Adnan Hindi of the Jenin camp called the Holocaust a "political issue" and accused conductor Wafa Younis of unknowingly dragging the children into a political dispute. He added that Younis has been barred from the camp and the apartment where she taught the 13-member Strings of Freedom orchestra has been boarded up. On Saturday, The Jerusalem Post found that leaders and representatives of the Jenin refugee camp condemned the participation of Palestinian teenagers from the camp in a concert honoring Holocaust survivors in Holon last week

kascerut in Cina

EBREI GLOBALI Beijing: gli ebrei della città proibita

Sono 1500 anime. Imprenditori, manager, giornalisti. Con famiglia. Ecco come vivono nella capitale del business planetario.Nel 1996 abbiamo celebrato il nostro primo bar mitzvah e nel 1997 il nostro primo b’rit milah, una bella impresa in una città senza neanche un rabbino”. C’è ancora chi, a Pechino, ricorda con emozione quei tempi da pionieri. Perché rispetto ad altri insediamenti in Cina, qui la comunità ebraica si è sviluppata molto di recente. Per l’esattezza dal 1979, quando, dopo la politica di apertura di Deng Xiaoping, cominciano ad arrivare i primi uomini d’affari e diplomatici, tutti americani. Per il resto non c’è molto altro. “Appena giunta qui, c’erano solo pochi ebrei che vivevano negli alberghi” dice Roberta Lipson, americana, amministratore delegato di una società di tecnologia medica e una delle fondatrici di Kehillat Beijing. Kehillat è un’associazione reformed americana che comincia a riunire i primi ebrei per pregare e mangiare insieme a casa dell’uno o dell’altro. Nel 1992, quando Cina e Israele stabiliscono relazioni diplomatiche, Kehillat Beijing organizza il primo Seder insieme all’ambasciata israeliana. L’associazione cresce fino a seguire una cinquantina di famiglie e a istituire una scuola domenicale, Ahavat Ytzchak, che oggi istruisce 40 bambini. Tuttavia la vita a Pechino è più difficile per il crescente numero di ebrei osservanti che vogliono seguire la kashrut: non c’è il rabbino né una sinagoga né una scuola. Di cibi kasher neanche l’ombra, a meno di mangiare vegetariano nei ristoranti cinesi. La lingua impenetrabile, le vaghissime nozioni d’igiene e un sistema a dir poco opaco di produzione, controllo e distribuzione delle merci, rendono avventurose anche le azioni più banali. “Una piega dal parrucchiere o l’acquisto di un petto di pollo qui sono cose a rischio, finché non si trova l’indirizzo giusto”. Per dirla con Rachel Vantoben, venuta dalla Svizzera in sabbatico postlaurea e neoiscritta al corso Survival Chinese: “Come fai a preoccuparti del cibo kosher se devi controllare che il latte che compri non sia già scaduto da una settimana?”. “In effetti all’inizio, gli unici due alimenti kosher qui a Pechino erano lemon juice e ketchup”, ammette Rabbi Freundlich con un sorriso, “le cose sono molto cambiate da allora”. Shimon Freundlich e sua moglie Dini, lui di origine inglese, lei sudafricana, arrivano a Pechino nel 2001, dopo otto anni a Hong Kong. A differenza di Shanghai, Canton, Shenzhen, e persino della gelida Harbin, Pechino è priva di un vero centro religioso e comunitario che possa soddisfare anche gli ebrei più osservanti. Fondano quindi la Chabad Lubavitch Beijing, che negli anni è diventata il cuore della numerosa e sempre più cosmopolita comunità locale (circa 1500 persone, di cui 900 residenti fissi). Azerbaijian, Usa, Russia, Israele, Canada, Australia, Francia, Germania, Ungheria e Polonia sono i principali paesi di provenienza di un gruppo di diplomatici, giornalisti, uomini d’affari, esperti di high-tech, insegnanti e ingegneri, con le loro famiglie. “Volevamo creare una casa per tutti gli ebrei fuori casa”, aggiunge Dini, “ecco perché ci siamo mossi su più fronti”. La Chabad House, dimora della famiglia Freundlich, è una villetta in perfetto stile americano (Shimon e Dini hanno cinque figli). Da fuori sembra identica a tutte le altre case, dentro invece ospita un piccolo museo sino-giudaico, la sinagoga (in Cina ci sono cinque religioni riconosciute, e l’ebraismo non è fra queste, ed è vietato costruire edifici per i culti non autorizzati), dove viene celebrato lo Shabbat con rito ortodosso. Al tramonto del venerdì e alle 11 del giorno dopo vengono offerti i pasti dello Shabbat. Il Chabad Community Center, è dove hanno sede Mei Tovah, un mikveh e, dal 2002, la Ganeinu International School, una scuola montessoriana riconosciuta che educa oggi circa 50 bambini, da un anno e mezzo fino ai 12, 13 anni. Chabad Yabaolu è la terza sede, che serve soprattutto gli ebrei del centro città e i circa 2-300 russi, ed è infatti gestita da Rabbi Mendi Raskin, israeliano di lingua russa, sotto la supervisione di Freundlich. Il “quarto polo” per Chabad Lubavitch, è senz’altro il Dini’s, vicino all’ambasciata israeliana, unico ristorante kasher della città inaugurato nel 2007. Intelligentemente, Dini’s non si limita a offrire piatti della tradizione ebraica, ma spazia da specialità mediorientali a piatti occidentali e cinesi, persino del sushi. In questo modo riesce a soddisfare una clientela piuttosto ampia e non necessariamente osservante: il 30% dei clienti sono cinesi. Con il progredire dell’apertura verso l’Occidente e del numero di negozi che vendono specialità importate, oggi è diventato molto più facile procurarsi del cibo kosher. Il latte a lunga conservazione arriva da Australia o Francia, mentre un macellaio ogni tre mesi vola in Sudafrica per preparare carne di manzo e pollo, e portarla a Pechino. Ma non basta: l’infaticabile rabbino vola continuamente su e giù per tutta la Cina per certificare l’idoneità di oltre 500 fattorie e coltivazioni che possano così spedire prodotti kosher a tutte le comunità in Asia. L’atteggiamento cinese verso gli ebrei è soprattutto di curiosità: per la lunga barba del Rabbino ogni volta che va al supermercato, ma soprattutto perché nella percezione pragmatico-materialistica cinese gli ebrei sono “bravi a fare soldi”, quindi evidentemente assistiti da una “buona” religione. Dal canto suo, il governo monitora con attenzione e discrezione la comunità, spesso mandando “in visita” un paio di osservatori, per evitare ogni forma di proselitismo. Pur nelle sensibili differenze, Kehillat Beijing e Chabad Lubavitch Beijing sembrano accomunate da una certa apertura, nel tentativo di accogliere e far convivere ebrei provenienti da situazioni molto diverse. “Cerchiamo di concentrarci su quello che ci unisce, non su quello che ci divide” dice Freundlich. “Io non chiedo le credenziali a nessuno. Sono uno strumento di Dio, non il suo poliziotto”. Sante parole, Rabbi.
Nel paese del dragone dai tempi di Marco Polo A Kaifeng, nello Shandong, ha sede una piccola comunità di cinesi che sostengono di essere ebrei.Un’ipotesi parla di una piccola tribù che un millennio fa lasciò la Terra Promessa per arrivare in Cina dopo un viaggio di 7000 km. Un’altra li vuole discendenti di mercanti arrivati in Cina nell’VIII secolo, lungo le Vie della Seta. Marco Polo scrisse di avere incontrato degli ebrei all’epoca della dinastia Yuan. Secondo altri studi la comunità era in realtà islamica: tutto nacque da un errore del gesuita Matteo Ricci, che incontrò uno studente di Kaifeng, A Tian. Costui, visitando la missione gesuita di Pechino nel 1605, disse a Ricci di appartenere a una religione che venerava un unico Dio. Queste parole, e un cappello blu indossato dallo studente, quando i musulmani li portavano bianchi, indussero il missionario a considerarlo un ebreo. In realtà non esistono prove inconfutabili di una Torà. Ma la comunità continua a sentirsi tale, e a sperare in un riconoscimento ufficiale. M. C. di Mavì Cerenza e Marco del Corona, da Pechino (Marzo 2009, da Bollettino Com. Ebraica di Milano n. 12/2009)


I cimiteri di guerra del Commonwealth (di cui faceva parte anche la Brigata Ebraica)

Nel dopoguerra, per onorare degnamente i militari del Commonwealth deceduti nell’ambito della seconda guerra mondiale, furono creati appositi cimiteri militari in prossimità dei principali luoghi di combattimento. L’architetto principale che ne curò la realizzazione fu Luis de Soissons, che li disegnò in modo che questi cimiteri simboleggiassero l’esercito stesso, con le file di tombe ben ordinate per richiamare alla mente l’immagine del battaglione in parata. Inoltre ogni cimitero doveva salvaguardare i principi dell’uguaglianza fra i soldati morti e del rispetto fra gli individui, per questo ogni lapide, oltre ai dati identificativi del caduto, reca lo stemma del reparto, il numero di matricola e il simbolo della propria fede religiosa.In Italia i militari del Commonwealth deceduti per liberarci dai nazifascisti sono oltre 40.000, sepolti in 39 cimiteri di guerra; mentre 1.500 sono stati cremati ed i loro nomi vengono tuttora ricordati in monumenti commemorativi presenti in tre diversi cimiteri.Inoltre più di 4.000 militari, di cui non si conosce il luogo di sepoltura, sono ricordati nel monumento commemorativo di Cassino (FR).
La Commissione delle tombe dei caduti in guerra del Commonwealth (CWGC), ha l’incarico di conservare le tombe di 1, 7 milioni membri delle Forze Armate del Commonwealth che caddero durante le due guerre mondiali, di costruire e mantenere cippi commemorativi ai caduti di cui non si conosce il luogo di sepoltura e di mantenere registrazioni e documenti relativi ai cimiteri e ai monumenti commemorativi esistenti nella maggior parte dei paesi del Commonwealth.In Emilia-Romagna esistono ben 13 cimiteri di guerra del Commonwealth all’interno dei quali sono sepolti 8.628 soldati.Essi sono di varie nazionalità (Inglesi, Canadesi, Israeliani, Greci, Polacchi, Neozelandesi, Indiani, Nepalesi e Sud Africani).Durante le ricerche svolte recentemente come Associazione abbiamo identificato un centinaio di caduti ebrei sepolti in Romagna, di questi ben 41 appartenevano alla Brigata Ebraica e sono stati sepolti in cinque cimiteri diversi: Ravenna (36), Forlì (2), Faenza (1), Bologna (1) e Coriano (1). http://www.brigataebraica.org/

Fanis Gekas (Grecia) e Dudu Aouate (Israele)

Golan regala un punto a Israele

Grazie a una rete di Omer Golan al 55', Israele strappa un 1-1 alla Grecia capolista nel Gruppo 2 di qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA e resta a un punto dalla vetta prima della sfida di mercoledì a campi invertiti....................http://it.uefa.com/ 28 Marzo 2009