Il Tizio della Sera legge su un forum del mattino di ispirazione glocal che i 23 morti e 70 feriti di Alessandria d'Egitto sono opera dei servizi segreti israelo-americani. Il Tizio è sconcertato dall'opera segreta dei servizi segreti israelo-americani che ufficialmente non esistono, ma è anche vero che se sono segreti non lo sa nessuno che esistono. E' anzi probabile che più una cosa è segreta, maggiormente essa esiste. Anche se, pensa il Tizio, la segreta responsabilità ebraica di tutto è pubblica da mo'. Per fare un esempio, dice a sé stesso che fa colazione, lo sanno tutti che la responsabilità della crisi economica nel Peloponneso è dei sefarditi di Cipro. Ma fino ad oggi era un segreto inviolato che Israele e Stati Uniti siano un solo Stato velato dall'esistenza di due parlamenti che sono uno, e da due presidenti che poi sono lo stesso, anche se per motivi di chiarezza segreta uno è bianco e l'altro nero. Eppure i glocal hanno intuito tutto, pensa il Tizio: Usa e Israele sono lo stesso Stato. Ci deve anche essere un tunnel segreto che per comodità parte dalla Stanza Ovale e siccome a Gerusalemme c'è sempre traffico, giunge solo alla porta di Giaffa. Obama lo usa sempre perché la mattina gli piace fare colazione con la pitta imbottita. L'unica cosa, si domanda il Tizio intingendo tre gocce al cioccolato nella tazza di latte, è come facciano dei glocal a essere che ne so di Rieti e sapere tutto del Cairo. Non è mica facile. Una volta all'aeroporto di Peretola, il Tizio ha conosciuto una di Dallas che sapeva dove fosse il bagno ma non che esistesse l'Italia.Il Tizio della Sera, http://www.moked.it/
sabato 8 gennaio 2011
Segreti pubblici
Il Tizio della Sera legge su un forum del mattino di ispirazione glocal che i 23 morti e 70 feriti di Alessandria d'Egitto sono opera dei servizi segreti israelo-americani. Il Tizio è sconcertato dall'opera segreta dei servizi segreti israelo-americani che ufficialmente non esistono, ma è anche vero che se sono segreti non lo sa nessuno che esistono. E' anzi probabile che più una cosa è segreta, maggiormente essa esiste. Anche se, pensa il Tizio, la segreta responsabilità ebraica di tutto è pubblica da mo'. Per fare un esempio, dice a sé stesso che fa colazione, lo sanno tutti che la responsabilità della crisi economica nel Peloponneso è dei sefarditi di Cipro. Ma fino ad oggi era un segreto inviolato che Israele e Stati Uniti siano un solo Stato velato dall'esistenza di due parlamenti che sono uno, e da due presidenti che poi sono lo stesso, anche se per motivi di chiarezza segreta uno è bianco e l'altro nero. Eppure i glocal hanno intuito tutto, pensa il Tizio: Usa e Israele sono lo stesso Stato. Ci deve anche essere un tunnel segreto che per comodità parte dalla Stanza Ovale e siccome a Gerusalemme c'è sempre traffico, giunge solo alla porta di Giaffa. Obama lo usa sempre perché la mattina gli piace fare colazione con la pitta imbottita. L'unica cosa, si domanda il Tizio intingendo tre gocce al cioccolato nella tazza di latte, è come facciano dei glocal a essere che ne so di Rieti e sapere tutto del Cairo. Non è mica facile. Una volta all'aeroporto di Peretola, il Tizio ha conosciuto una di Dallas che sapeva dove fosse il bagno ma non che esistesse l'Italia.Il Tizio della Sera, http://www.moked.it/
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Questa settimana abbiamo avuto l'eclissi di sole, ma per inevitabile associazione viene in mente l'eclissi della politica. In Italia come in Israele, nel campo generale come nel campo ebraico. In un mondo ideale la politica dovrebbe svolgere una funzione di alta mediazione fra interessi contrapposti, di integrazione fra diverse e conflittuali correnti, di soluzione dei grandi problemi del momento e di anticipo di quelli del futuro. Ma nel tempo contemporaneo, la cura politica delle complesse esigenze del collettivo sembra voler nascondere più di quanto non voglia rivelare, sembra scomparire nell'ombra dei personalismi, dei settarismi, e degli estremismi. La politica, sia delle persone sia delle istituzioni, sembra imprigionata nella zona d'ombra dell'eclissi. Non sempre ma sovente, la politica offre vecchie problematiche, vecchi concetti, vecchie tecniche, vecchi contratti sociali, vecchie nostalgie. Le realtà si modificano invece a velocità vertiginosa, scorrono alla luce del sole sotto i nostri piedi, accanto e sopra di noi, e creano un mondo fluido che opera con regole diverse da quelle a lungo cristallizzate. Nuove problematiche, nuovi concetti, nuove tecniche, nuovi contratti sociali, nuove nostalgie emergono alla luce del sole con un'impensata massa critica. Non contestiamo le grandi idee che possiedono la forza della validità permanente. Lamentiamo la capacità della politica di voler vedere e capire veramente quello che avviene nella zona di luce e di calore della società vera invece di nascondersi nella zona d'ombra e di freddo dell'eclissi.SergioDella PergolaUniversità Ebraica di Gerusalemme,http://www.moked.it/
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Fanghi del Mar Morto
La Comunità Ebraica di Verona ci comunica e invita a partecipare:SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO DI EBRAICO MODERNO - LIVELLO 1 ALEF Lezione di prova (gratuita e senza impegno): LUNEDI' 17 GENNAIO 2011 ORE 19.00Presso la Comunità Ebraica di Verona Via Portici 3 Il corso si terrà ogni lunedì (ultima lezione lunedì 30 maggio 2011).L'avvio è subordinato al numero di iscrizioni. Si prega di inviare la propria adesione (anche per la lezione di prova) a:outbind://246-00000000E4A7F7EFD74FBF429A9A65939390843C44DF3400/comebraicavr@alice.ittel: 0458007112 Per ulteriori informazioni o chiarimenti contattare: outbind://246-00000000E4A7F7EFD74FBF429A9A65939390843C44DF3400/lezionidiebraico@gmail.com
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Dai nostri lettori
Haifa, centro Bahai
Israele: scetticismo e riserbo sull’apertura dei negoziati con la Siria
Gerusalemme, 4 gennaio 2011Uno scambio di messaggi, tramite un leader ebreo americano, sarebbe avvenuto fra il presidente siriano Bashar Assad e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a rilevarlo è stato un quotidiano del Kuwait e il giornale filo-governativo israeliano Israel Hayom. Ma in Israele si respira un aria di scetticismo circa una possibile ripresa del dialogo di pace israelo-siriano. Mentre a Gerusalemme l’ufficio del premier ha scelto di attenersi a una linea di riserbo il ministro della Difesa Ehud Barak ha gettato acqua sul fuoco, affermando che “non c’è nulla di nuovo” nel canale siriano. Gelida la leader dell’opposizione e del partito di maggioranza relativa Kadima, Tzipi Livni, ministro degli Esteri nel precedente governo, stando alla quale “i segnali che la Siria sta lanciando di essere disposta ad avvicinarci all’Occidente non bastano”. A suo parere “la Siria deve prendere una decisione più seria di quella di dire di essere interessata a un accordo di pace con Israele”. Sul quotidiano Maariv, in un commento, Joel Guzinsky, un ricercatore dell’università di Tel Aviv, ha ricordato che voci di scambi di messaggi tra i leader dei due Paesi sono solite affiorare periodicamente sulla stampa della regione e ha espresso chiari dubbi circa la disponibilità della Siria di prendere le distanze dall’Iran e dagli Hezbollah libanesi per riaprire con Israele un negoziato diretto di pace che è fermo da più di una decina di anni. Il leader ebreo americano che è stato ricevuto dal presidente Assad una decina di giorni fa è Malcolm Hoenlein che ha detto di essere andata a Damasco in missione umanitaria per cercare informazioni sulla sorte di tre soldati israeliani scomparsi nel 1982 durante la prima guerra di Israele in Libano. Hoenlein, che ha negato di essere andato in Siria per conto di Netanyahu o per discutere di un’eventuale ripresa dei negoziati tra Siria e Israele, ha tuttavia riferito al premier sui colloqui avuti a Damasco.http://moked.it/
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Atlit, campo prigionia inglese
Dieci anni
Essendosi appena concluso il primo decennio del XXI secolo, può essere utile tentare di abbozzare un sintetico consuntivo del bene e del male verificatisi, in questi dieci anni, per l’ebraismo e gli ebrei nel mondo. Già abbiamo avuto modo di ricordare come l’11 settembre del 2001 abbia rappresentato un brusco risveglio rispetto alle speranze - sorte, soprattutto, nel 1989, con la caduta del muro - di una definitiva affermazione, sul piano mondiale, dei valori di libertà, democrazia e tolleranza, di un’etica condivisa, riconosciuta e rispettata da tutti. E se l’ultimo decennio del XX secolo è stato segnato da tanti fatti positivi, che sono sembrati avallare, in vario modo, tale grande illusione (l’ampia coalizione internazionale contro Saddam Hussein e la sconfitta del dittatore, nel 1991, la Conferenza di pace di Madrid, nello stesso anno, il reciproco riconoscimento tra Israele e l’Autorità palestinese, nel 1993, l’allacciamento di rapporti diplomatici con la Santa Sede e il regno di Giordania, nel 1994), il primo decennio ha purtroppo confermato, in numerose occasioni, una netta inversione di tendenza. Tale cambiamento, in senso decisamente negativo, a voler essere precisi, ci sembra avviato esattamente nell’anno 2000, quando viene annunciata la beatificazione di Pio IX (il papa del ghetto, del Sillabo e del caso Mortara), è pubblicata la Dichiarazione Dominus Jesus della Congregazione per la Dottrina della Fede (ove si auspica la salvezza degli israeliti “attraverso Cristo”), e la cd. Seconda Intifada sembra violentemente travolgere le speranze di pace in Medio Oriente. Negli anni successivi, le posizioni della Chiesa verso l’ebraismo sembrano prendere un deriva di crescente chiusura e inimicizia (fino alla reintroduzione, nel 2008, della preghiera del Venerdì Santo per la conversione degli ebrei, e, nel 2009, alla revoca della scomunica per i vescovi lefebvriani), e la situazione in Medio Oriente segna un costante deterioramento, con i continui lanci di razzi da Gaza, i crescenti proclami di odio da Siria e Libano, gli apocalittici annunci di olocausti nucleari dall’Iran. Due guerre, nel 2006 e 2008-2009, la crudele prigionia, da quasi cinque anni, di Gilad Shalit, un inquietante moltiplicarsi di episodi di antisemitismo in Europa, Russia, Turchia, preoccupanti segnali di isolamento internazionale di Israele. Eppure, il decennio non ci lascia solo cose brutte. Mai come in questi ultimi anni, infatti, l’ebraismo ha dimostrato una straordinaria vitalità e creatività intellettuale, in Israele, in Europa e in America, raggiungendo mirabili risultati nei più disparati campi delle scienze e delle arti. Gli scambi internazionali con le Università israeliane, nonostante le proposte di boicottaggio avanzate dai soliti gruppetti di professori antisemiti, si sono incrementati, diversi scienziati israeliani sono stati premiati in contesti prestigiosi, fino al Nobel, gli scrittori israeliani ed ebrei americani figurano tra i più amati e ammirati del mondo: Oz, Yehoshua, Roth, Foer hanno aperto, in milioni di case, nuove porte dell’anima e della coscienza. In Italia, in particolare, è molto aumentata la conoscenza, a tutti i livelli, della realtà ebraica, che ha fortemente guadagnato in rispetto e prestigio presso larghi strati di opinione pubblica. E, pur in un clima politico di aspre contrapposizioni, la solidarietà di fondo verso lo Stato ebraico sembra condivisa, alquanto solida e diffusa, in tutti i grandi schieramenti. Abbiamo quindi, nonostante tutto, qualche motivo di consolazione, e qualche ragione di cauta speranza.Francesco Lucrezi, storico http://www.moked.it/
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L'angolo della lettura
Le stragi di cristiani ed ebrei che devastano il Medioriente
Il Giornale, 5 gennaio 2011 di Fiamma Nirenstein
Il Giornale, 5 gennaio 2011 di Fiamma Nirenstein
Come fermeremo le uccisioni di cristiani nel mondo islamico, come si evita la prossima strage in Iraq, in Turchia, nelle Filippine, in Nigeria, ovunque alberghino gruppi islamisti? Prima di tutto, chiamandole per nome e cognome: non si tratta di «intolleranza religiosa» ideologica, non di casuali «gruppi di fondamentalisti» né di «alcuni terroristi». Se si guarda la carta geografica, è ormai maculata da stragi, espulsioni, rapimenti, chiese vandalizzate... È il mondo islamista nella sua vasta, massiccia terribilità che colpisce i cristiani, e la responsabilità è di chi per opportunismo o per paura di rappresaglie sui cristiani ha ritenuto che col silenzio avrebbe pacificato gli aggressori. Il fatto che appena il Papa ha protestato chiamando il mondo islamico «mondo islamico» e il Mufti di Al Azhar abbia esclamato «ingerenza», la dice lunga sul paradoss o dell’atteggiamento dell’islam istituzionale: che sarà mai qualche morto, taccia il secolare nemico romano.Se lo si chiede il teologo e professor padre Peter Madros, oggi al Patriarcato di Gerusalemme, per tanti anni direttore della scuola dei Freres a Betlemme, un sacerdote che ha combattuto la decimazione dei cristiani a Betlemme senza fare sconti anche agli israeliani, pure egli mi indica chiaro, per capire, il testo del Corano: «Dopo pagine sulla concordia che deve vigere, pur nella sottomissione dei cristiani e degli ebrei che (versetto 9/29) devono comunque pagare la Gizia (la tassa per i non musulmani, ndr) se non abbracciano l’Islam, c’è un altro verso rivelatore (5/51): non lasciatevi dominare né dagli ebrei né dai cristiani».Il nodo è tutto qui: il mondo islamista è determinato a costruire un mondo in cui i due comprimari siano tenuti in stato di sottomissione culturale, religiosa, politica. Ed è invece accaduto negli ultimi sette secoli ch e il mondo occidentale abbia preso il sopravvento, dichiarando così, nell’interpretazione bigotta di vaste organizzazioni e persino di Stati interi, come l’Iran, una guerra contro l’Islam che deve ancora essere vinta. Naturalmente non tutti la pensano così, ma le bombe fanno rumore, mentre la buona volontà non si sente. Nel 1919 la rivoluzione egiziana portava per egida una bandiera verde con la mezzaluna e la croce. Sia i musulmani che i cristiani erano parte di una rivoluzione nazionalista contro il colonialismo britannico. Ma le elite dei nostri decenni, spaventate anche dall’omicidio di Sadat che aveva concluso la pace con Israele, hanno lasciato spazio a un processo di islamizzazione strisciante che pacificasse i gruppi più aggressivi, come la Fratellanza Musulmana. I libri di testo nelle scuole rappresentano oggi l’Egitto come un Paese soltanto islamico e includono testi anticristiani. Il trapianto di organi fra musulmani e cristiani è proibito per una decisione del sindacato dei dottori, che come altri è dominato dalla Fratellanza Musulmana. Il governo recentemente ha bloccato la costruzione di una scala in una chiesa copta e i copti, continuamente aggrediti (8 furono uccisi un anno fa), non esistono in politica benché siano il 10 per cento della popolazione.Mubarak, che così facendo tiene a bada la Fratellanza tanto che l’ha emarginata alle ultime elezioni, fa come l’Arabia Saudita, lo Yemen, la Siria, la Giordania e più lontano il Pakistan: crede di domare il domatore, che invece viene messo in grado di sguinzagliare il suo odio a piacimento, mettendo a repentaglio anche la sua leadership.Le televisioni iraniane, libanesi, turche hanno accusato i “sionisti” della strage di Capodanno. Ma sì, perché non cercare di colpire almeno un po’ gli ebrei anche in questa occasione? È nello stile della casa: dal pogrom Farhud di Baghdad nel 1941, in cui furono uccisi 180 ebrei, e poi in Libia (130 morti) e poi in Turch ia (tre attacchi alle sinagoghe dall’86 a oggi, 47 morti), a tutte le violenze che hanno causato la fuga di quasi tutti gli ebrei, il mondo islamico ha fatto fuggire da 600mila a un milione di ebrei. Profughi irriconosciuti dall’Onu, come i cristiani fuggiti dallo stesso mondo in cui ormai la popolazione cristiana, una volta quella originale, è ridotta al 6 per cento.
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La luna e il lunario ebraico
Il calendario ebraico si basa su un sistema di osservazione che fa riferimento ai moti apparenti del sole e della luna.Esso è definito lunario, anche se questa definizione appare limitativa in quanto la caratteristica peculiare dal calendario ebraico è proprio quella di riferirsi sia al sole che alla luna. Il lunario è quindi un calendario lunisolare.Il sole, anche nel calendario ebraico, segna la cadenza dei giorni e regola l’avvicendarsi delle stagioni, che sono indipendenti dalle fasi lunari.Le fasi lunari, invece, determinano il mese, detto appunto mese lunare. Il mese lunare è l’intervallo di tempo che intercorre tra una luna nuova e quella successiva e dura 29 giorni e 12,734 ore, arrotondato a 29 o a 30 giorni.Poiché l’anno solare che determina l’avvicendarsi delle stagioni è di circa 365 giorni (365,242), l’anno lunisolare,che deve tener conto anche di questo fenomeno, dovrebbe avere un numero di mesi tali da formare, in un anno, 365 giorni.Ma ciò non accade. Non accade neanche per i mesi del calendario civile (Calendario Gregoriano), a causa della frazione di giorno dell’anno solare (0,242).In entrambi i casi, quindi, è stato necessario ricorrere ai noti espedienti dell’anno embolismico (di 13 mesi) e dell’anno bisestile (di 366 giorni), per pareggiare i conti. E i conti tornano dopo un certo periodo di anni che, nel caso del calendario ebraico, è di 19 anni. E, ogni 19 anni circa, si verifica anche la coincidenza dei due calendari.La settimana, cioè l’avvicendarsi ciclico di sette giorni, di origine biblica (... il settimo giorno si riposò), invece èpresente in tutte e due i calendari, anche se con decorrenza diversa.Il giorno resta di ventiquattro ore per tutti ed è determinato dall’intervallo di tempo tra due successivi passaggi del sole al meridiano dell’osservatore. Anche in questo caso, siccome il sole apparente non ha una velocità costante e quindi la durata di un giorno sarebbe diversa da un giorno all’altro, si è ricorso ad un astro fittizio, detto “sole medio”, che si muove con la velocità media del sole vero. Alla fine gli scostamenti tra il sole medio e il sole vero si compensano. Si compensano anche gli scostamenti, di ben maggiori dimensioni, che si registrano quando si voglia considerare, come nella tradizione ebraica, l’inizio della giornata al sopraggiungere dell’oscurità (... separò la luce dalle tenebre. E fu sera e fu mattina: primo giorno.). Dopo un anno, anche questi scostamenti si compensano perfettamente, ovunque. La durata media della luce nella zona polare è di dodici ore, come all’equatore e inqualsiasi altro luogo della Terra.Il motivo per il quale siano state la luna e il sole, con i loro movimenti ciclici apparenti, ad informare la misurazione del tempo fin dai tempi antichi, appare evidente: tra l’altro sono i due astri che maggiormente colpiscono la fantasia di un qualsivoglia osservatore. La luna poi, per il suo moto apparentemente capriccioso, ha dato origine anche ad alcuni modi di dire: si dice di una persona che è lunatica, che ha la luna di traverso, che si è svegliata con la luna storta, etc...La luna, infine, sembra essere diversa a seconda del luogo dal quale la si osserva, a Napoli, per esempio, c’è anche“la luna rossa”, celebrata dall’omonima nota canzone di De Crescenzo.Paolo Camerini Sullam n 63
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Cultura
RISO AI SAPORI DELL’ORTO
INGREDIENTI: Ingredienti per 4 persone:350 g di riso, 100 g di piselli,100 g di funghi champignon, 100 g di burro, 2 zucchine, pomodoro nø2, una carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla, 1/2 lt di brodo, 4 cucchiai di grana grattugiato.PREPARAZIONE: Avete poco tempo? Usate verdure surgelate. Pulite,lavate e tagliate le verdure: sedano, carota e zucchine a dadini; i pomodori grossolanamente; i funghi a lamelle e la cipolla a fette sottili. Fate soffriggere in una casseruola per pochi minuti, a fuoco lento cipolla, carota e sedano con 50 g di burro. Versate il riso,mescolando bene perché non si attacchi alla pentola, fate insaporire e aggiungete piselli, pomodori, zucchine e funghi. Unite il brodo mano a mano che asciuga, cuocendo per circa 20 minuto a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto.Nel frattempo salate e pepate. Quando il riso e cotto, toglietelo dal fuoco, mantecatelo con il burro rimasto e con il grana, versatelo in una terrina che avrete precedentemente scaldato in forno a 50 gradi e servite.Sullam n 63
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cucina ebraico - israeliana
TORTINO DI PORCINI E PATATE
INGREDIENTI: Ingredienti per 4 persone:600 g di patate, 1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva, 2 spicchi d'aglio, 1 ciuffo di prezzemolo, un cucchiaio di origano secco, 600 g di porcini, sale e pepe nero.PREPARAZIONE: Lavate i porcini e riduceteli a fette di 1 cm. Pelate le patate,affettatele sottili e cuocetele a vapore finché saranno a metà cottura. Ordinate a strati, in una teglia ben unta, i funghi e le patate,insaporite con l'aglio e il prezzemolo tritati, l'origano, poco sale e il pepe, poi irrorate con l'olio. Passate in forno già caldo a 200ø fino a quando tutta l'acqua dei funghi sarà riassorbita. Sullam n 63
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"Ogni cosa è illuminata"
è il primo libro dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer, pubblicato nel 2002. Da esso è stato tratto un omonimo film nel 2005.Il romanzo è ispirato alla vicenda personale dell'autore, che nel 1999 viaggiò in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno. Il titolo del romanzo è una citazione da L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera.Jonathan, un giovane ebreo statunitense, si reca in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che salvò la vita a suo nonno durante le deportazioni naziste. Armato di una fotografia che ritrae suo nonno e Augustine, Jonathan inizia così la sua ricerca della città fantasma di Trachimbro, lo shtetl dove suo nonno viveva all'epoca, distrutto dai nazisti durante la guerra e perciò scomparso dalle mappe. Nel suo viaggio è accompagnato da una guida locale, Aleksandr (Alex), con il quale stringerà presto amicizia, e dallo strambo nonno di Alex, che dichiara continuamente di essere cieco (ma in realtà ci vede benissimo), e quindi si fa condurre dal proprio cagnolino, Sammy Davis Junior Junior.Incontreranno infine Lista, una delle amanti di Safran (nonno di Jonathan) e unica sopravvissuta al podgrom, che racconterà loro che Trachimbrod è stata rasa al suolo dai tedeschi, e Augustine sua sorella, è morta. Alex, il Nonno e Jonathan si innamorano della vecchia Lista, simbolo del dolore del popolo ebraico ucraino, tradito da nazisti e da gentili (ucraini) cui non resta più nulla, neanche i ruderi degli edifici, se non qualche scatola colma di vestiti e fotografie, raccolti da Lista, che nessuno verrà più a reclamare. L'incontro con Lista e la visita notturna del punto in cui era Trachimbrod, dove a Augustine fu sparato nella vagina, facendole abortire il figlio che portava, segna una nuova via per Nonno Alex - già distrutto per la perdita della moglie. Alex (il nonno) inizia a fantasticare di trovare Augustine, come a purificarsi del segreto che da 50 anni porta in petto: il Nonno ha infatti causato la morte del suo migliore amico, facendo una delazione ai nazisti.Tutte queste storie, quella di Brod, quella di Safran, di Jonathan e del suo rapporto con Alex, di quello di Alex con suo Nonno, quella del passato di Nonno Alex, quella del suo migliore amico, si mescolano assieme, dipanandosi come in un libro giallo.http://it.wikipedia.org/
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