sabato 20 agosto 2011

Verso Eilat, a bordo del “392″ (e prima degli attentati)

I terroristi non hanno colpito solo dei civili. Hanno anche scelto di farlo contro i bolidi verdi della Egged, la compagnia di trasporti pubblici più grande del Paese. E non solo. Perché la Egged, in Israele, è quasi un’istituzione. I bus, alcuni vecchi, altri nuovi di zecca, ma tutti con l’aria condizionata, li vedi ovunque. Anche nelle zone colpite spesso dai razzi sparati dai palestinesi di Gaza. Sfrecciano verso Ashqelon, dove ad attenderli c’è una stazione come se ne vedono in quei film ambientati in mezzo al deserto. Viaggiano con solerzia verso Ashdod e Sderot, dove l’asfalto e qualche albero lasciano lo spazio al deserto del Negev. Fanno attenzione quando si avvicinano a Gerusalemme: il muro, per uno strano senso della geografia mediorientale, si vede chilometri prima di entrare nella città santa e contesa.La Egged, per chi non ha una macchina propria, è un punto di riferimento per muoversi in Israele. E a costi contenuti. Ma il tragitto verso Eilat è un’altra cosa. Lasciata Beersheba, una delle più grandi città dello Stato ebraico, i bus – a volte pieni, a volte no, ma sempre frequentati dai soldati in libera uscita – ecco, i bolidi si infilano in questa strada ad alta velocità in mezzo al deserto rossiccio e roccioso.Il «392» è una delle linee che porta alla località turistica per eccellenza. Parte da Beersheba, dal Central bus station. Un viaggio di sola andata costa 55 shekel (poco meno di undici euro). Tre ore e cinquanta minuti di percorrenza, cinquantaquattro fermate intermedie, 257 chilometri di strada ben asfaltata e con indicazioni stradali che ricordano le superstrade americane. E alla fine ci si trova nel punto più a sud e in quello più stretto d’Israele. In un soffio si passa da Taba (Egitto) ad Aqaba (Giordania). In mezzo, Eilat.

Nella maggior parte dei casi, il «392» percorre la Highway 12 senza intoppi. Il peggio che può capitare è di affrontare un viaggio in mezzo al nulla senz’aria condizionata o acqua. Perché, per il resto, è anche un percorso abbastanza monotono a furia di vedere sempre il deserto – sia a destra, che a sinistra – oppure qualche paesino abitato da poche migliaia di persone.Qua e là spuntano queste fermate. Spesso hanno forme strane, qualche volta sono fatte di cemento armato. Seduti, anche a 50 gradi centigradi, ci trovi quasi sempre dei giovani in servizio di leva con il fucile in «stato di riposo», in mano uno smartphone connesso a Internet e cuffie alle orecchie che sparano musica ad alto volume. Sono tutti giovanissimi, molti sono Falash Mura, gli “ebrei neri”, quelli che arrivano dall’Etiopia.Un po’ di brivido lo si prova solo nel tratto finale. Dove un pezzo della «12» passa a poche centinaia di metri dal confine con l’Egitto. Il punto più vicino? A pochi chilometri da Eilat: l’asfalto è a 20 metri di distanza dalle recinzioni. In situazioni normali – quando al potere c’era ancora Mubarak – nessuno se n’è mai dovuto preoccupare.Ma poi qualcuno ha iniziato a raccontare delle cose. Per esempio: che la recinzione di frontiera messa su copre solo il 10% del confine israelo-egiziano. Che il punto in cui sono stati attaccati i bus israeliani oggi – tra Netafim e Carmit – è quello più vulnerabile: non c’è una recinzione, non ci sono pattuglie fisse. Ma solo telecamere di sorveglianza e qualche jeep dell’esercito che passa ogni tanto a dare un’occhiata.Per non parlare dei fondi: 28 milioni di dollari già consegnati nel gennaio 2010 all’autorità che dovrà costruire il confine e un piano che prevede la recinzione lungo i 230 chilometri con l’Egitto entro il 2012. Ma in più di un anno e mezzo di chilometri ne sono stati fatti solo 20.L’attentato multiplo non cambierà le abitudini degl’israeliani. Ma inizia a porre più di un interrogativo sulla sicurezza delle frontiere dello Stato ebraico.

18.8.2011 http://falafelcafe.wordpress.com/


venerdì 12 agosto 2011


Sono oltre 150 i parlamentari italiani appartenenti a tutti i partiti politici che hanno firmato, su invito dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, un documento che chiede a tutto il consesso internazionale, all’ONU e ai Paesi Europei, di non procedere alla dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese.
La lettera, promossa dal direttivo dell’associazione - i deputati Enrico Pianetta (Pdl), Fiamma Nirenstein (Pdl), Gianni Vernetti (Api) e la senatrice Rossana Boldi (Lega Nord) - invita a una più rapida ripresa dei colloqui di pace fra le due leadership, israeliana e palestinese, così da arrivare a una pace stipulata di comune accordo. Ogni unilateralismo, dice il documento dei parlamentari, viola la legalità internazionale e mette in discussione il principio della trattativa tra i popoli. Il preambolo stesso dello statuto delle Nazioni Unite afferma che l'Onu si impegna a “creare le condizioni in cui la giustizia e il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati (…) possano essere mantenuti”.La lettera firmata da 150 parlamentari chiarisce come l’unilateralismo metterebbe a repentaglio tutti gli sforzi internazionali per la pace affermati nelle risoluzioni 242, 338, 1850 del Consiglio di Sicurezza, nella Roadmap per la pace e in numerose prese di posizione del Quartetto e cancellerebbe di fatto tutti gli accordi già esistenti tra israeliani e palestinesi. Inoltre, se una dichiarazione unilaterale d’indipendenza dello Stato palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovesse essere approvata, ciò costituirebbe un riconoscimento di Hamas, organizzazione terroristica fuorilegge nell’Unione Europea, Stati Uniti e Canada e oggi parte dell’esecutivo palestinese.La raccolta procede e le firme saranno recapitate al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, prima dell’avvio dei lavori assembleari.
Ecco il testo della lettera:

Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele
"
Per il ritorno alle trattative, contro l’unilateralismo"

Noi, parlamentari italiani, riaffermiamo con forza il nostro impegno per una risoluzione pacifica e negoziata del conflitto tra israeliani e palestinesi, fondata sul principio di due Stati per due popoli che convivano l’uno accanto all’altro in pace e sicurezza. Una prematura dichiarazione unilaterale, invece, non solo minerebbe il processo di pace, ma costituirebbe un affronto permanente all’integrità delle Nazioni Unite, dei trattati esistenti e del diritto internazionale.Crediamo che l’unilateralismo violi la legalità internazionale e metta in discussione il principio delle trattative tra i popoli.Come evidenziato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo discorso del 19 maggio 2011 al Dipartimento di Stato americano, una pace giusta e duratura è possibile solo attraverso un negoziato che implichi concessioni reciproche. “Le azioni simboliche per isolare Israele alle Nazioni Unite il prossimo settembre non creeranno nessuno Stato indipendente” ha dichiarato il Presidente. Lo stesso principio è stato riaffermato anche durante il G8 del 27 maggio 2011.Una posizione simile è stata presa anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek. Durante una conferenza stampa congiunta del 15 giugno 2011 a Ramallah con il primo ministro palestinese Salam Fayyad, Buzek ha dichiarato che il riconoscimento unilaterale di unilaterale di uno Stato palestinese sarebbe “pericoloso”.Anche il governo Italiano ha dichiarato di essere impegnato a favorire la ripresa di un dialogo tra le due parti senza precondizioni e che l’Italia non è favorevole alla dichiarazione unilaterale. Si è espresso in tal senso anche il governo tedesco.La posizione congiunta di America ed Europa nell’opporsi alla strada dell’unilateralismo palestinese, chiedendo al contempo negoziati diretti tra le parti, è motivata da alcuni principi cardine:

• L’unilateralismo metterebbe a repentaglio tutti gli sforzi internazionali per la pace affermati nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242, 338 e 1850, nella Roadmap per la pace e in numerose prese di posizione del Quartetto; in ognuno di questi documenti si invoca una soluzione negoziata e accettata da entrambe le parti, rifiutando la via dell’unilateralismo. Come evidenziato dal Quartetto nel Febbraio 2011: “…azioni unilaterali da entrambe parti non possono pregiudicare il risultato dei negoziati e non saranno riconosciute dalla comunità internazionale”.

• Una dichiarazione unilaterale violerebbe gli accordi già esistenti tra israeliani e palestinesi, tra cui gli Accordi di Oslo II in cui si afferma che: “Nessuna parte può prendere iniziative che cambino lo status della Cisgiordania e della Striscia di Gaza in attesa del risultato dei Negoziati Permanenti” (articolo 31).

• Si facevano garanti dell’Accordo ad Interim tra israeliani e palestinesi, siglato da Israele e dall’OLP, le Nazioni Unite, l’Unione Europea, la Federazione Russia, gli Stati Uniti (ovvero il Quartetto), l’Egitto e la Norvegia. Sarebbe quindi altamente inappropriato per tutti questi garanti autorizzare una risoluzione delle Nazioni Unite che violi questo accordo, minando così le risoluzioni stesse del Consiglio di Sicurezza e del Quartetto.

• Se una dichiarazione unilaterale di indipendenza dello Stato palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovesse essere approvata, ciò costituirebbe un riconoscimento di Hamas, oggi parte dell’esecutivo palestinese e tuttavia un’organizzazione terroristica fuorilegge nell’ Unione Europea, Stati Uniti e Canada. Tutto ciò mentre Hamas continua a opporsi ai principi base stabiliti dalla comunità internazionale: il riconoscimento del diritto di Israele a esistere, la rinuncia del terrorismo e il rispetto dei precedenti accordi internazionali.

L’Italia si deve dunque impegnare, oggi e nel futuro, per una soluzione negoziata del conflitto israelo-palestinese e si deve opporre al riconoscimento unilaterale di uno Stato Palestinese. Solo attraverso un immediato ritorno al tavolo dei negoziati, basato sul principio del reciproco riconoscimento, sarà possibile garantire una pace giusta e duratura.

Luglio 2011

SOTTOSCRITTORI

Camera dei Deputati

ADERENTI Irene – Lega Nord; ADORNATO Ferdinando – Udc; ARACU Sabatino –Pdl; BERNARDINI Rita - PD/Radicali; BERNARDO Maurizio – Pdl; BERTOLIN Isabella – Pdl; BIANCOFIORE Michaela – Pdl; BOCCHINO Italo – Fli; BOCCIARDO Mariella – Pdl; BONCIANI Alessio - Pdl; BONIVER Margherita – Pdl; CALDERISI Giuseppe – Pdl; CARFAGNA Mara – Pdl; CASINI Pierferdinando – Udc; CASTIELLO Giuseppina – Pdl; CAZZOLA Giuliano – Pdl; CERONI Remigio – Pdl; CICCIOLI Carlo – Pdl; CORSINI Paolo - Pd; CROSETTO Guido – Pdl; D’AMICO Claudio – Lega Nord; D’ANNA VINCENZO – Popolo e Territorio; D’ANTONA Olga – Pd; DELFINO Teresio – Udc; DELL’ELCE Giovanni – Pdl; DELLA VEDOVA Benedetto – Fli; DI BIAGIO Aldo – Fli; DI CATERINA Marcello – Pdl; DI CENTA Manuela – Pdl; DI VIRGIGLIO Domenico – Pdl; EPOSITO Stefano – Pd; FARINA Renato – Pdl; FAVA Giovanni – Lega Nord; FORMICHELLA Nicola – Pdl; FUCCI Benedetto – Pdl; GARASSANO Maurizio – Popolo e Territorio; GERMANA’ Antonio Salvatore – Pdl; GIRLANDA Rocco – Pdl; GOISIS Paola – Lega Nord; GOTTARDO Isidoro – Pdl; GRIMOLDI Paolo – Lega Nord; HOLZMANN Giorgio – Pdl; LA LOGGIA Enrico – Pdl; LAFFRANCO Piero – Pdl; LAINATI Giorgio – Pdl; LANDOLFI Mario – Pdl; LEHNER Giancarlo – Popolo e Territorio; LORENZIN Beatrice – Pdl; MAGGIOLI Marco – Lega Nord; MALGIERI Gennario – Pdl; MANCUSO Gianni – Pdl; MANTINI Pierluigi – Udc; MARINI Giulio – Pdl; MERLO Giorgio – Pd; NAPOLI Osvaldo – Pdl; NASTRI Gaetano – Pdl; NICOLUCCI Massimo –Pdl; NIRENSTIN Fiamma – Pdl; NUCARA Francesco – Pri; ORSINI Andrea – Popolo e Territorio; PAGANO Alessandro – Pdl; PANIZ Maurizio – Pdl; PETRENGA Giovanna – Pdl; PIANETTA Enrico – Pdl; PICCHI Guglielmo – Pdl; PIZZOLANTE Sergio – Pdl; POLLEDRI Massimo – Lega Nord; RAISI Enzo – Fli; RIVOLTA Erica – Lega Nord; ROCCELLA Eugenia – Pdl; SAVINO Elvira – Pdl; CAPAGNINI Umberto – Pdl; SISTO Francesco Paolo – Pdl; SPECIALE Roberto – Pdl; TERRANOVA Giacomo – Pdl; TORAZZI Alberto – Lega Nord; TORRISI Salvatore – Pdl; VENTUCCI Cosimo – Pdl; VERNETTI Gianni – Api; ZACCHERA Marco – Pdl

Senato della Repubblica

ALLEGRINI Laura – Pdl; AMATO Paolo – Pdl; BALBONI – Alberto – Pdl; BALDASSARRI Mario – Fli; BALDINI Massimo – Pdl; BARBIERI Emerenzio – Pdl; BIANCONI Laura – Pdl; BODEGA Lorenzo – Lega Nord; BOLDI Rossana – Lega Nord; CAGNIN Luciano – Lega Nord; CALABRO’ Raffaele – Pdl; CARRARA Valrio – Io Sud; CARUSO Antonio – Pdl; CASELLI Esteban Juan – Pdl; CASOLI Francesco – Pdl; CASTELLI Roberto – Lega Nord; COMPAGNA Luigi – Pdl; COSTA Rosario Giorgio – Pdl; CURSI Cesare – Pdl; D’ALI’ Giampiero – Udc; DE FEO Diana – Pdl; DELOGU Mariano – Pdl; DIGILIO Egidio – III polo; DIVINA Sergio – Lega Nord; ESPSOSITO Giuseppe – Pdl; FLERES Salvo – Coesione Nazionale Forza del Sud; FLUTTERO Andrea – Pdl; FOSSON Antonio – Udc; GALLONE Maria Alessandra – Pdl; GARAVAGLIA Massimo – Lega Nord; GASPARRI Maurizio – Pdl; GERMONTANI Mario Ida – III polo; LATRONICO Cosimo – Pdl; LEONI Giuseppe – Lega Nord; MALAN Lucio – Pdl; MARITATI Alberto – Pd; MASSIDDA Piergiorgio – Pdl; MONTI Cesarino – Lega Nord; MORRA Carmelo – Pdl; MURA Roberto – Lega Nord; NESSA Pasquale – Pdl; OLIVA Vincenzo – gruppo misto; PALMIZIO Elio Massimo – Pdl; PARAVIA Antonio – Pdl; PICCHETTO FRATIN Gilberto – Pdl; PICCIONI Lorenzo – Pdl; PINZGER Manfred – Udc; PISCITELLI Salvatore – Io Sud; PISTORIO Giovanni – gruppo misto; PITTONI Mario – Lega Nord; POSSA Guido – Pdl; QUAGLIARIELLO Gaetano – Pdl; RAMPONI Luigi – Pdl; RIZZI Fabio – Pdl; RIZZOTTI Maria – Pdl; SACCOMANNO Michele – Pdl; SALTAMARTINI Filippo – Pdl; SANTINI Giacomo – Pdl; SCARABOSIO Aldo – Pdl; SCARPA BONAZZA Aldo - Pdl; SERAFINI Gianmarco – Pdl; SPEZIALI Vincenzo – Pdl; STIFFONI Piergiorgio – Lega Nord; THALER AUSSERHOFER Helga – Udc; TOMASSINI Antonio – Pdl; VACCARI Gianvittore – III polo; VALDITARA Giuseppe – Pdl; ZANETTA Valter – Pdl; ZANOLETTI Tomaso – Pdl www.fiammanirenstein.com

martedì 9 agosto 2011



Un altro possibile Medioriente….

Questa sera ho partecipato all’ Iftar, la cena che rompe il digiuno nel mese di Ramadan, a Rahat, citta’ beduina nel Negev. L’invito mi era stato rivolto dall’Avraham Fund, una istituzione che promuove la coesistenza tra arabi e israeliani. Alla cena hanno partecipato autorita’ religiose e politiche locali: musulmani, ebrei e cristiani. I due co-direttori, Ammon Be’eri Sulitzearu e Mohammad Darawshe mi hanno spiegato che l’iniziativa intende inviare un messaggio al governo: Israele e’ una societa’ multiculturale e multi religiosa e necessita di politiche conseguenti. Alle 19.40 in punto, il muezzin ha intonato la preghiera che segna la fine del digiuno. Un nutrito gruppo di beduini, incapaci di resistere alla tentazione della tavola imbandita di tutto punto, gia’ da qualche minuto avevano intinto la pita nell’humus. Non e’ cosa che accade spesso vedere uomini con il dishdasha, l’abito tradizionale bianco e poliziotti con la kippa mangiare gomito a gomito. Alcune scene le ho catturate con la camera dell’Iphone. Ve le propongo, in segno di speranza. Il Medioriente puo’ essere diverso…Claudio Pagliara 7.8.2011 http://www.claudiopagliara.it/


venerdì 5 agosto 2011


Le sei “tende” di boulevard Rothschild

Scena esilarante, ieri sera, a boulevard Rothschild. Ben sei diversi cortei, con i programmi più disparati, si sono ritrovati a marciare verso la tendopoli di Tel Aviv divenuta il simbolo del malessere del Paese.I poliziotti, di solito molto seri durante nell’esercizio delle loro funzioni, non sono riusciti a trattenere il sorriso quando ai due lati del boulevard si sono contrapposti due singolari gruppi: quello dei lavoratori caseari e quello degli animalisti, i primi contrari alla riduzione delle tasse sulle importazioni di formaggio, i secondi arrabbiati per lo sfruttamento intensivo delle mucche. L’ilarità della scena ha raggiunto l’apice quando un dimostrante del secondo gruppo ha invitato i manifestanti del primo a bere il proprio latte invece di quello degli animali d’allevamento, ottenendo per tutta risposta il consiglio di bere latte per curarsi la demenza precoce.A convergere verso la tendopoli anche due cortei di giovani di destra. La lotta contro il caro casa non è patrimonio di una parte politica, questo il messaggio. Ma le due manifestazioni avevano slogan diversi. Per il primo gruppo, la soluzione è nell’accelerare le costruzioni negli insediamenti in Cisgiordania; per il secondo gruppo questa opzione non è all’ordine del giorno.Poco lontano, i manifestanti per la liberazione di Gilad Shalit, che si sentono vicini allo spirito della tendopoli di Tel Aviv si sono ritrovati fianco a fianco con i riservisti, venuti per dimostrare con i giovani accampati non sono hippie fuori stagione, come la destra tende a descriverli, ma la spina dorsale del Paese, gente che come loro è andata alle armi e è pronta ad impugnarle di nuovo in caso di necessità.
Una cacofonia di voci, specchio di un Paese che ha la democrazia nei cromosomi.

Claudio Pagliara, 4 agosto 2011, http://www.claudiopagliara.it/

martedì 2 agosto 2011





Julie Andrews - Mazel Tov Wedding in idish
: http://www.youtube.com/watch?v=YvDLNLOJo8E


TEL-AVIV...voted top world city: http://www.youtube.com/watch?v=YvDLNLOJo8E


da Barbara

lunedì 1 agosto 2011


Il prossimo viaggio sarà per dicembre - gennaio.
Il programma sarà pubblicato con largo anticipo. Grazie

giovedì 28 luglio 2011


.....Non prendiamoci troppo sul serio......

Lo sapete come mai gli sciatori israeliani arrivano sempre ultimi nelle gare di slalom?
Perchè gli avversari gli mettono una mezuzà su ogni porta!
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Perchè Adamo ed Eva, nella tradizione ebraica, ebbero un matrimonio lungo e felice?
Perchè lui non la sentì mai parlare di quell'altro uomo che lei avrebbe dovuto sposare e non lo aveva fatto scegliendo lui, ed Eva non dovette mai sentire come cucinava bene la mamma di Adamo.
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Definizione di Genio? Uno studente medio che abbia una madre ebrea
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Proverbio sefardita: una moglie ebrea può anche perdonare e dimenticare, ma non dimenticherà mai ciò che ha perdonato!
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Grandi misteri della vita: come faccia una scatola di cioccolatini da 250 grammi a fare ingrassare una donna ebrea di 1 chilo.
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Un altro grande ed irrisolto mistero della vita: come mai i vestiti delle donne ebree, solo a rimanere appesi nell'armadio si restringono in media di due taglie da soli.
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Il problema esistenziale di alcune mogli ebree è che spesso si eccitano talmente tanto per una nullità, che poi finiscono addirittura per sposarla!

a cura di Roberto Modiano. Sullam n.76

venerdì 22 luglio 2011




Come si insegna l'alfabeto ai pargoli israeliani











Da Gaza, video
: http://www.youtube.com/watch?v=VKcWYHUZMks

Hello Rafah, hello Gaza (video):

http://elderofziyon.blogspot.com/2011/07/hello-rafah-hello-gaza-video.html


venerdì 15 luglio 2011



Un "giocattolo" utile, video: http://worldfocus.org/blog/2009/08/06/israel-unveils-miniature-spy-plane/6665/

Una bella storia video: http://www.youtube.com/v/FwCPaDipc1k?version=3

Jerusalem | Filmed in Imax 3D, VIDEO: http://vimeo.com/15034110

Latma presents: The Audacity of Dopes Band brings you "Guns, Guns, Guns!"VIDEO:http://www.youtube.com/watch?v=Y5CsGViY5JQ

It's a long way to Gaza City (song parody/video) :

http://elderofziyon.blogspot.com/2011/07/its-long-way-to-gaza-city-song.html

sabato 25 giugno 2011


Luci a Gerusalemme video
: http://he.lightinjerusalem.org.il/2011/node/110


Love boat video: http://www.youtube.com/watch?v=7kdk6WMh1mE&feature=relate

Gaza city video: http://www.youtube.com/watch?v=oJQgDBKeDFU&feature=youtu.be

La nave italiana che salperà per Gaza video: http://video.corriere.it/nave-italiana-che-salpera-gaza/ed1f49f6-a274-11e0-b1df-fb414f9ca784