martedì 10 aprile 2012


In cornice - Margherita Sarfatti, amica scomoda dei Futuristi

Ricorreva ieri l'anniversario della nascita di Margherita Sarfatti (1880-1961), l'ebrea italiana divenuta amante di Mussolini dopo essere rimasta vedova. Era molto legata al mondo dell'arte: conobbe il futuro Duce perché scriveva di questi argomenti sull'”Avanti” e contribuì non poco allo sviluppo del Futurismo ospitando Marinetti e gli altri nel suo salotto. Era quindi l'unico parallelo italiano delle ricchi berlinesi ottocentesche, che inventarono il concetto di salotto intellettuale borghese in Germania e così animarono la vita intellettuale della loro città. L'abbiamo quasi completamente dimenticata. La Sarfatti è un personaggio scomodo, che viveva defilato dalla vita comunitaria anche nel Dopoguerra. Eppure varrebbe la pena di studiarne la storia in ottica ebraica: potrebbe farci capire qualcosa in più sulle radici della grande assimilazione prima della Shoah, sul rapporto di una buona parte delle nostre comunità con il fascismo, e su cosa sia successo nel Dopoguerra a tanti ebrei fascisti assimilati della prima ora.Daniele Liberanome, critico d'arte.http://www.moked.it/


Oggi purtroppo la libertà religiosa è di fatto negata gli ebrei. E’ possibile parlare di libertà quando si è costretti a studiare o a pregare in un “fortino”, protetti dalla polizia e dal personale di sorveglianza della comunità ebraica? Non sono solo i rappresentanti più in vista della Comunità ebraica che vivono sotto scorta: è una comunità intera che vive sotto scorta, in libertà vigilata. Qualcuno risponderà che in fondo a tutto questo ci si può abituare, anzi ci siamo già abituati. Pur apprezzando la protezione che lo Stato italiano mette a disposizione delle Comunità ebraiche, è lecito chiedersi se sia questa la libertà che uno Stato democratico deve garantire ai propri cittadini, se sia questa la libertà cui aspiravano i nostri padri dopo la Shoah. Lo Stato fa la sua parte, ma chi è assente, è la maggioranza silenziosa, sono i media che distorcono la realtà. “Non essere con la maggioranza per fare del male” (Esodo 23,2): in passato è accaduto che la maggioranza abbia accettato leggi che “democraticamente” hanno soppresso la democrazia e sono serviti come base per discriminazioni nei confronti degli ebrei, dei rom ecc. A chi dorme tranquillo nel proprio letto, va ricordato che, una volta compromessa, questa “democrazia” finisce per colpire anche coloro che oggi si sentono al sicuro.Scialom Bahbout, rabbino capo di Napoli http://www.moked.it/


Il 4 aprile, il parlamento di uno dei paesi dell'Unione Europea, l'Ungheria, ha assistito ufficialmente alla riesumazione dell'accusa di omicidio rituale. E' toccato a un deputato dell'estrema destra ricordare in un lungo intervento in aula una famosa accusa di omicidio rituale, quella che nel 1882 a Tiszaeszlar, che ha portato quindici ebrei in tribunale per l'omicidio di una giovane contadina. I quindici, difesi da un avvocato cristiano, furono assolti. Grazie alle pressioni internazionali, ha sostenuto il deputato, riproponendo l'accusa come veritiera. Sarebbe più o meno come se nel nostro parlamento un deputato si alzasse a commemorare Simonino da Trento, ucciso dagli ebrei nel 1475, o come se in quello francese si sostenesse la colpevolezza di Dreyfus e l'innocenza del capitano Henri. Per di più, nel bel mezzo della Settimana Santa, l'epoca in cui gli ebrei erano solitamente accusati di omicidio rituale. Lo riporta Le Monde di sabato 7 aprile, il giorno di Pesah, anche se a quanto mi risulta nessun giornale italiano ha finora dato attenzione all'episodio.Anna Foa, storica http://www.moked.it/


Farrotto al sedano e noci


Ingredienti (4 persone):400g di chicchi di farro integrale 2 coste di sedano 8 noci ½ bicchiere di vino bianco Salsa di soia Sale, pepe Olio extra vergine di oliva Sciacquare il farro sotto l’acqua corrente e farlo lessare in un quantitativo di acqua salata pari al doppio del suo volume.Tagliare le coste di sedano in fettine sottili e schiacciare nel pestello le noci sgusciate.In una padella scaldare dell’olio extra vergine di oliva, aggiungere il sedano con 2 cucchiai di salsa di soia e coprire con un coperchio mescolando di tanto in tanto.Togliere il coperchio e lasciar asciugare per qualche minuto;quando il sedano risulterà appena abbrustolito, aggiungere le noci, mescolare, quindi unire il vino e il farro lessato.Saltare il farro fino a quando non avrà assorbito il vino, togliere dal fuoco e unire dell’olio crudo.Servire con una spolverata di pepe.da Sullam n.90


PILLOLE DI UMORISMO

A volte le buone intenzioni...
Moishe Abramovitz e la moglie Sarah, una giovane coppia molto religiosa di New York, erano in ansiosa attesa del loro primo bambino.Sarah entra in travaglio di shabbat e quindi non avevano altra scelta se non quella di chiamare un taxi per portarli in ospedale.Moishe per minimizzare la violazione shabbat, telefonando al radiotaxi chiede che gliene mandino uno con guidatore non-ebreo.Il taxi arriva prestissimo, loro ci salgono dentro di corsa, ma appena entrano sentono il messaggio della centrale dei taxi all’autista: “Hei Jo’ hai già preso su quella coppia antisemiti?”

Quando una yeddish-mame dice al proprio marito:“che cosa hai detto?”non è che non ha sentito.gli sta dando un’ultima possibilità di cambiare idea!

La sanità russo/israeliana.
Rifka Levy, 71enne di Tel Aviv, va a passare una visita in un ambulatorio della ASL locale. Viene visitata dal giovane dottore,russo immigrato, Smuel Abramovich e dopo qualche minuto la signora esce urlando dall’ambulatorio, si accascia su un divano piangendo e il primario del reparto deve accorrere per confortarla.Dopo pochi minuti il primario va dal Dr. Abramovich e gli dice: “Ma che diavolo hai fatto? la signora Levy ha 71 anni, 5 figli, nove nipoti e tu le hai detto che è incinta?! Si è quasi sentita mala per l’emozione. Ma sei impazzito?”...e Smuel risponde:E’ vero capo, ma mi dica le è passato quel singhiozzo insitente che aveva da una settimana? Sullam n 90


ABRAMOVICH I

Itzhak Abramovich domanda un visto di uscita dall’Unione Sovietica per emigrare in Israele. Viene convocato nell’Ufficio Emigrazione dal Commissario del Popolo che gli chiede:“Hai un grande appartamento e un buon lavoro compagno Abramovich. Perché vuoi emigrare in Israele?” “Non mi dispiacerebbe rimanere, Compagno Commissario, ma mia moglie vuole assolutamente andare via.” “Tu sei un uomo, non una femminuccia. Non puoi fare cambiare idea a tua moglie?” “Potrei, ma i suoi genitori e tutti i suoi fratelli e sorelle, i nonni ed i nipoti, anche loro vogliono lasciare purtroppo”.“Convinci anche loro, oppure lasciali andare e tu invece resta” replica il commissario del partito “Purtroppo, non posso proprio restare,Compagno” risponde Abramovich “Io sono l’unico ebreo della famiglia”.
ABRAMOVICH II
Yossi Abramovich, un 70enne vedovo ed estremamente ricco, dopo un assenza di qualche mese si ripresenta al club ebraico di Miami con al braccio una bellezza mozzafiato di 25 anni, così sexy, formosa,bionda e sensuale che faceva voltare tutti i maschi presenti e pendeva dalle labbra di Yossi ascoltando con attenzione ogni sua parola.I suoi amici erano tutti sbalorditi.Alla prima occasione lo chiudono in un angolo e gli chiedono: “Yossile, dicci il tuo segreto! ma come hai fatto a trovare questo popò di fidanzata?” E Yossi risponde: “Ma che fidanzata? Rivka è mia moglie! Siamo felicemente sposati già da tre settimane!”E gli amici invidiosissimi gli continuano a chiedere: “Dai! dai! Dicci come hai fatto a convincerla a sposarti!” “E’ semplice, le ho mentito sulla mia età”- rispose Yossi.“Davvero?! E che le hai detto? hai fatto finta di avere solo 50 anni?”Yossi sorride, li guarda e dice: “No cari, gli ho detto che ne avevo già 90!” da Sullam n.91


Torta al limone per Pesach

Ingredienti:zucchero g 270, farina azzima g 270,fecola g 65, succo di limone g 50, 6 uova, la scorza grattugiata di 2 limoni,olio per ungere, sale.per la crema: zucchero g 270, 2 uova, 2 limoni, fecola.Preparate la torta: montate i tuorli con metà dello zucchero, incorporate il succo di limone e la scorza dei due limoni. Montate a neve ferma le chiare aiutandovi con un pizzico di sale, poi aggiungete lo zucchero rimasto, continuando a montare.Versate i tuorli montati sugli albumi e mescolate delicatamente,quindi unite la farina azzima e la fecola e amalgamate. Versate questo composto in uno stampo a cerniera ben unto con l’olio.Mettete in forno a 180° per 40 minuti, se vedete che la torta si scurisce troppo copritela con un foglio di alluminio. Quando è pronta sfornatela, lasciatela raffreddare e dividitela a metà.Nel frattempo che cuoce la torta preparate la crema: mescolate le uova con lo zucchero, unite 2 cucchiai di fecola, il succo dei due
limoni filtrato, la loro scorza grattugiata e mettete il composto a cuocere a bagnomaria, fino a che non inizia ad addensarsi, mescolando sempre.Una volta pronta la crema lasciatela raffreddare continuando sempre a mescolare. Se credete che la torta diventi troppo secca con uno strato solo di farcitura, tagliatela in 3 dischi, in modo da avere 2 strati di crema e renderla più morbida.


LA PASQUA DELLA BRIGATA EBRAICA

La festività di Pesach del 1946 sorprese gli uomini della 680esima compagnia Trasporti dell’esercito britannico nella città italiana di Capua. Questi soldati, ebrei della Palestina britannica, si trovavano allora in bilico tra due guerre, quella mondiale appena conclusa e quella che li avrebbe attesi poco più di un anno dopo in patria, per l’Indipendenza di Israele.Una copia della Haggadah (il testo della cerimonia) redatta per loro 66 anni fa , è arrivata fino a noi, conservata in una scatola di legno da uno dei soldati dell'unità, un autista di 23 anni di nome Nathan Rubin. Questa Haggadah rappresenta un frammento unico della storia ebraica moderna. In essa i giovani soldati di Israele leggevano gli antichi fatti dell’Esodo come una storia attuale, che li riguardava da vicino e li vedeva protagonisti.Sarebbe toccato a loro infatti dare il maggiore contributo all’esodo che avrebbe portato tanti ebrei d’Europa sopravvissuti alle persecuzioni nella nuova patria, che dopo duemila anni stava per ritrovare la sovranità perduta…
Come racconta QUESTO bellissimo articolo di Matti Friedman
Buon Pesach/Pasqua a tutti i lettori. http://brigadeinitaly.blogspot.it/

“La fabbrica dei fantasmi”, otto voci e un Olocausto

C’è la mamma. Si preoccupa, lei, delle incombenze di casa. E di mettere a posto – nel lavoro e nella vita – la figlia e il figlio. C’è il militare. Si preoccupa, lui, di rispettare il più possibile alla lettera gli ordini calati dall’alto. Così, senza filtri. Senza una ragione. Ma con un obiettivo. Una soluzione. Finale. C’è il ragazzo. Un po’ così. Ma l’unico, terribilmente l’unico, a vedere quello che tutti gli altri non possono vedere. Non vogliono vedere.Poi c’è la figlia. Giovane. Con la testa già verso il fidanzato da favola, il matrimonio da favola, la vita da favola. L’esistenza – per lei, per tutti – prenderà un’altra piega. C’è il colluso. Ancorato, nel bel mezzo della disperazione, a un pragmatismo mortale. E il Rosso. Che sembra aver trovato, nel puzzo di campagna, la sua dimensione. C’è pure il fantasma. E l’amico del fantasma. Morti viventi, prima. Morti veri, poi.E infine c’è quella fabbrica. Costruita nel cuore della notte e nel cuore della foresta. Tirata su in modo che nessuno possa vedere cosa si produce dentro. Sorvegliata per tenere tutti a larga. Ché quella non è una vera fabbrica. È un buco nero. È la morte dell’uomo. È il nulla.L’Olocausto visto dall’altra parte. Dal fronte di chi – e sono stati in tanti – per un pizzico di lavoro non ha voluto vedere. Non ha voluto sentire. Non ha voluto pensare e vivere. Dal fronte di chi vedeva la Morte lavorare giorno dopo giorno. Di chi alla Morte portava il pane e le donne. E lavava e stirava la divisa. Di chi poteva sentire il puzzo di bruciato, ma preferiva sopportare.C’è tutto questo nel libro di Francesca Bettelli «La fabbrica dei fantasmi» (Gaffi Editore, 130 pagine, 10 euro). C’è la storia di un villaggio (non sapremo mai quale) che vive e lavora come se nulla fosse a pochi passi da un campo di concentramento. Perché questo è stato l’Olocausto. Un ammasso di individui che per mesi, per anni, ha vissuto vite parallele, sospese. Che da un giorno all’altro si son visti sparire il vicino di casa lì da decenni. Per poi non farsi domande. Nemmeno una.Il libro «corale» di Francesca Bettelli non ricorre a frasi ad effetto. Non strizza l’occhio alla prosa aggraziata. E nemmeno alla pancia – sensibile – di chi si ricorda degli oltre 6 milioni di ebrei sterminati nei lager. Semplicemente racconta. Immagina. Riporta. Sintetizza. Del resto, di fronte all’Orrore umano, non c’è bisogno di fantasia. È successo tutto per davvero.«Quando saremo all’altro mondo – scrive nell’ultima pagina la Bettelli, riprendendo una frase di Simon Wiesenthal – e incontreremo i milioni di ebrei sterminati nei campi nazisti ed essi ci chiederanno cosa abbiamo fatto noi che siamo sopravvissuti, io risponderò: “Io non ho dimenticato”».http://falafelcafe.wordpress.com/

INVITO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO di GIOVANNI e SILVIA TOMASI:

EBREI NEL VENETO ORIENTALE

CONEGLIANO, CENEDA E INSEDIAMENTI MINORI

EDIZIONI GIUNTINA FIRENZE

PRIMO CALENDARIO PRESENTAZIONI:

1.Vittorio Veneto** Biblioteca Civica di Ceneda 13 aprile ore 18:30.

2.Ferrara** Festa del Libro Ebraico Fondazione Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara) 1° maggio ore 16:00 "Incontri con L' Autore". (vedi sito WEB http://www.festalibroebraico.it/Festa_del_Libro_Ebraico.html )_

3.Belluno Sala Bianchi ex Segherie viale G.Fantuzzi 10 maggio ore 18:00.

4.Conegliano avrà due presentazioni - dettagli a seguire.

5.Treviso avrà due presentazioni - dettagli a seguire.

** presenta il prof. P.C. Ioly Zorattini docente di Storia delle Religioni.