giovedì 14 febbraio 2013



Il giovanissimo pianista israeliano Yaron Herman all'Auditorium Parco della Musica di Roma
Il giovanissimo pianista israeliano Yaron Herman, musicista dotato di forte personalità e di un fraseggio straordinario, è ormai riconosciuto come uno dei migliori solisti di oggi. In brevissimo tempo Yaron Herman è diventato un brillante pianista e conferenziere, ottenendo premi e riconoscimenti. Nato a Tel Aviv, Yaron inizia a studiare pianoforte a sedici anni con il maestro Opher Brayer, famoso per il metodo di insegnamento basato su filosofia, matematica e psicologia. Un elemento sorprendente di Yaron è la profondità della sua ricerca musicale. Il pianista ha sviluppato una teoria della musica e dell’improvvisazione chiamata “composizione in tempo reale” per la quale è stato invitato a una serie di conferenze alla Sorbona. Musica, filosofia e matematica si incontrano su un terreno che il musicista dimostra di padroneggiare come un esperto conferenziere, analizzando brillantemente i suoi maestri, specialmente Paul Bley, John Coltrane, Lennie Tristano ma anche Bach, la musica della sua terra e gli artisti pop della sua generazione (Björk, Beasty Boys).
Sabato 09/03/2013 Teatro Studio, ore 21 
 Ufficio culturale – Ambasciata di Israele

 


Lo Spinoza antisemita

Il sito di satira Spinoza.it rivela il suo lato peggiore quando i redattori e molti lettori commentano il rifiuto del cantante ebreo Raiz a cantare di shabbat a Sanremo. Italiani brava gente.
Raiz osserva lo Shabbat e non canterà venerdì.
Gli Almamegretta: "Il prossimo vocalist lo prendiamo ateo".
Catafurgio: Raiz osserva lo Shabbat e non canterà venerdì. Questa la metterei tra le cose buone dell'ebraismo.
Serpicone: Raiz non può cantare venerdì sera perché osserva lo Shabbat, riposo che inizia al tramonto del venerdì e si conclude al tramonto del sabato.Cioè mi state dicendo che ho fatto due anni di straordinari al sabato quando sarebbe bastato dire che ero ebreo per evitarli?
giggi - Spinoza staff: Sanremo, Raiz è ebreo e non può cantare il venerdì sera.Bisognerà aspettare lunedì mattina, quando riaprono le banche.
sasuke : Sanremo, Raiz è ebreo: non può cantare venerdì sera.Al limite un intervento breve e circonciso.
jackbass68: Raiz è ebreo e di venerdì sera non può cantare perchè deve seguire la rigida usanza dettata dalla sua religione: bombardare la Palestina.
avvocato brosisky: Raiz è ebreo, non può cantare venerdì sera. Prima deve insediarsi.
cardif: Forse e' un problema di traduzione: doveva cantare, mica lavorare
Milingopapa - Spinoza staff : Raiz è ebreo, venerdì sera non può cantare. E nemmeno giocare a bowling.
Milingopapa: Raiz è ebreo e non può andare a Sanremo il venerdì sera. Ci ha giuda (o Ci ha judeo).
filipio: Durante il Festival di Sanremo il cantante degli Almamegretta si prenderà un giorno sabbatico.
LVIX: Sanremo, Raiz è ebreo e non può cantare il venerdì sera. Io stimo i fratelli yiddish quando se ne vanno affanculo.
filipio: Il cantante degli Almamegretta non si esibirà venerdì, giorno dedicato alle cover, essendo di religione ebraica.Neanche se ti facciamo fare "Terra Promessa"?Il cantante degli Almamegretta, di scena a Sanremo, è ebreo.Quindi è loro quel pezzo sul Dio degli eserciti, delle città e dell'immensità?
donlione: Raiz.... Un ebreo napoletano.ama il prossimo tuo!No, non questo... il prossimo!
ilduca: Il cantante degli Almamegretta non si esibirà venerdì, giorno dedicato alle cover*, essendo di religione ebraica.* secondo la religione della SIAE
jackbass68: Raiz è ebreo, non può cantare venerdì sera. Ancora con queste odiose leggi razziali...
'ncagnét: Raiz è ebreo, non può cantare venerdì sera : vabbè ma stavolta s'é fatto fuori da solo però !
atlantide:La religione ebraica non consente al cantante degli Almamegretta di esibirsi venerdì sera a Sanremo. Tipica questione di cashér.
 http://www.kolot.it/

COMUNICATO STAMPA
NUOVO CINEMA ISRAELIANO 2013
6. edizione
La Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC Onlus organizza, dal 23 al 28 febbraio 2013 presso lo Spazio Oberdan, la sesta edizione della rassegna dedicata alla cinematografia israeliana, a cura di Nanette Hayon e Paola Mortara.Si tratta di un appuntamento milanese ormai consolidato da anni, frutto di una proficua collaborazione con la Fondazione Cineteca di Milano e il Pitigliani Kolno’a Festival di Roma.Il cinema israeliano continua a suscitare interesse, ad essere apprezzato e a vincere premi nelle manifestazioni internazionali. Tra i film presenti nella rassegna, ad esempio, Footnote di Joseph Cedar si è aggiudicato il premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes ed è stato poi nominato agli Oscar; Hadas Yaron, protagonista di La sposa promessa di Rama Burshtein, ha vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia; The Exchange di Eran Kolirin è stato candidato al Leone d’Oro 2011, mentre Restoration di Yossi Madmoni ha ottenuto il Crystal Globe a Karlovy Vary; God’s Neighbors di Meni Yaesh si è aggiudicato il premio SACD a Cannes e Life in Stills di Tamar Tal ha vinto, tra gli altri, il premio Talent Dove al Leipzig DOK Festival.Dalla vasta scelta di titoli in programmazione, vale la pena di segnalare, oltre a “La sposa promessa”, l bellissimi film Footnote e Restoration, che trattano in maniera diversa del rapporto conflittuale tra padre e figlio, anche in campo professionale. L’originale God’s Neighbors, invece, mostra come la forte religiosità di tre giovani li spinga a commettere azioni violente che diventano l’essenza stessa della loro quotidianità.Da non perdere alcuni documentari di grande interesse che difficilmente vedremmo sui nostri schermi. Ad esempio “The last Flight of Petr Ginz”, storia di un ragazzo morto ad Auschwitz, all’età di 16 anni. I suoi poetici racconti illustrati da lui stesso, prigioniero in un lager ma libero con la fantasia, sono stati lasciati nello spazio dal primo astronauta israeliano.E ancora “Life in Stills”, in cui attraverso il racconto di una storia vera molto curiosa, si narra l’intenso e, a tratti, divertente rapporto tra una anziana signora e suo nipote.A un grande del cinema, Woody Allen, è dedicato un lungometraggio, frutto di una recente intervista all’attore/regista arricchita da numerosi spezzoni di film, che ne racconta la storia umana e professionale in modo interessante e divertente.Infine nel programma viene dato spazio alla creatività dei giovani studenti del Dipartimento di Cinema e Televisione dell’Università di Tel Aviv, la scuola israeliana più importante del settore.Da segnalare alcuni interessanti incontri con personalità del mondo della cultura, ad esempio con Roni Hamaoui, autore del libro Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe tra sviluppo e democrazie e quello con Ruggero Gabbai, Consigliere Comunale nonché regista, che parlerà sui rapporti tra le città gemellate di Milano e Tel Aviv. E poi ancora lo studioso di ebraismo Marco Ottolenghi che ci guiderà nella conoscenza del pensiero di Yeshayahu Leibowitz, un grande personaggio che ha scosso profondamente l’opinione pubblica israeliana sui temi della politica, della scienza e della religione.

Voci a confronto
Saranno giudicati con rito abbreviato i quattro estremisti di destra arrestati nel corso delle operazioni che hanno portato all’oscuramento del portale Stormfront (Repubblica Roma). Si sono costituiti parte civile, oltre alla Comunità ebraica di Roma, tre magistrati del tribunale di Palermo, Roberto Saviano e il giornalista Marco Pasqua. Alcuni quotidiani, tra cui il Corriere, riportano le frasi choc nei confronti del ministro Riccardi. “Andrebbe bruciato vivo”, si legge nelle intercettazioni. Gianfranco Fini, presidente della Camera, ha inviato una lettera al giudice in cui spiega di aver accettato le scuse offerte da Daniele Scarpino, ideologo e ispiratore del gruppo.Luigi Poli, ex capo di Stato maggiore grande protagonista della Liberazione, si è spento ieri all’età di 89 anni. A darne l’annuncio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con una nota (Corriere Roma).“Un giovane servitore dello Stato che di fronte a leggi infami e disumane preferì applicare la legge della coscienza salvando migliaia di vite umane”. Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna intervenendo alla consegna del premio intitolato alla memoria dell’ultimo questore di Fiume, Giovanni Palatucci (Avvenire).Il Louvre, con una decisione che ha fatto il giro del mondo, ha deciso di restituire alcuni quadri sequestrati dai nazisti ed esposti nel celebre museo parigino a due famiglie di ebrei austriaci, i Wiener e i Neumann (Repubblica).“Contro Sharon Nizza una disgustosa campagna di delegittimazione” scrive Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, in un comunicato ripreso oggi dal Jerusalem Post in cui si attaccano con parole molto forti le scelte editoriali dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.“Quanto all’Unione – scrive la Nirenstein – ho sempre avuto la sensazione che il suo giornale sia uno strumento di disinformazione con cui il giornalismo non ha proprio un bel niente a che fare”.Si infittisce intanto il mistero intorno al cosiddetto “prigioniero x” suicidatosi nel 2010 in carcere in Israele. L’uomo, cittadino australiano di origine ebraica, sarebbe stato un agente del Mossad e il governo avrebbe tentato di occultarne l’identità (Stampa, tra gli altri).(14 febbraio 2013) http://moked.it/blog/

Il nuovo governo si fa attendere
Sono passate oltre tre settimane dalle elezioni, e quasi due dal conferimento ufficiale dell’incarico di formare il nuovo governo all’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu, ma sulla fisionomia della maggioranza che guiderà il paese ancora non si hanno risposte.Tecnicamente il leader del Likud ha a disposizione 28 giorni, rinnovabili per altri 14: il margine quindi non manca. Tuttavia, all’indomani delle elezioni, fonti del Likud avevano assicurato che Bibi aveva intenzione di metterci molto meno tempo di quanto accordatogli dalla legge.Nel frattempo però i negoziati sembrano più spinosi del previsto. Netanyahu ha atteso diversi giorni prima di incontrarsi con Naftali Bennett, il leader del partito di destra vicino agli insediamenti Habayit Hayehudì, che molti avevano indicato come un naturale partner del Likud. Alla base, secondo quando ha spiegato la stampa israeliana, ci sarebbe un conflitto di natura personale. Un conflitto talmente profondo da dubitare che i due possano collaborare, nonostante molte idee in comune. Bennett lavorò anche per Netanyahu come capo dello staff dal 2006 al 2008. Le loro strade si separarono per dissapori con la moglie di Netanyahu Sarah. Che il leader di Habayit Hayeudì ha preso in giro nel corso di una recente intervista alla televisione. Episodio che, nonostante le successive scuse, non ha aiutato a stemperare la tensione. Durante il suo primo discorso alla Knesset, Bennett ha dichiarato impossibile che possa nascere uno Stato di Palestina accanto a Israele, proprio nello stesso giorno in cui Yair Lapid, alla guida della seconda forza politica del paese Yesh Atid, sottolineava la necessità di tornare al negoziato con i palestinesi, all’indomani di una dichiarazione di reiterato supporto alla soluzione dei due Stati da parte di Netanyahu, per cui è fondamentale portare il centro di Lapid nel governo. Alla finestra, i partiti religiosi, che premono per entrare nella coalizione per difendere i propri interessi, non solo i fondi alle scuole rabbiniche, ma anche l’esenzione degli studenti di Yeshivah dalla leva obbligatoria. Un punto, quello di portare i haredim a “condividere il fardello” del militare che unisce invece Lapid e Bennett, che sarebbero pronti a lavorare insieme per raggiungerlo. In questa prospettiva s’inquadrerebbe il rifiuto di Habayit Hayehudì, dell’offerta di entrare nella coalizione con il ministero dell’Educazione “Un’offerta fatta per irritare Yesh Atid”, hanno commentato funzionari del partito.Intanto Obama ha annunciato la sua imminente visita a Gerusalemme (20-23 marzo) e tutta Israele si interroga sulla vicenda del “Prigioniero X”, un detenuto, tenuto in isolamento e sotto sorveglianza speciale, morto suicida nel 2010. I media australiani ne hanno nelle scorse rivelato la vera identità, Ben Zygier, doppia cittadinanza australiana e israeliana. Forse un ex agente del Mossad, forse arrestato per tradimento. Di certo la vicenda e i suoi punti oscuri dominano tutti i giornali di oggi, da Yedioth Achronoth ad Haaretz, da Maariv a Israel Hayom. Mentre guardando ai siti web dei quotidiani, elezioni e negoziati di coalizione sono scomparsi dagli “hot topics”, gli argomenti caldi del momento. Non rimane dunque che attendere che ci tornino. Anche per accogliere Obama e per fare luce sul prigioniero X, Israele avrà bisogno del suo nuovo governo.Rossella Tercatin moked.it


Qui Sanremo - Refaeli, Avidan e Raiz sulla scena

Se venerdì ci sarà la puntata dedicata alla storia di Sanremo, quella di ieri sera è stata un gemellaggio con Israele. Dopo il magnifico Fiorello jr con una esibizione in onore di Modugno, entra in scena Bar Refaeli avvolta in un fluttuante abito turchese. Lucy Littizzetto si dimostra preparata: "Bar posso chiamarti chiosco? Barbie in confronto a te è nonna Abelarda". La biondissima modella ride ma non risponde e consola il pubblico femminile, almeno non è anche simpatica. Una Carla Bruni in un tailleur grigio un po' deprimente, da spending review (Sanremo ci piace per i brillantini un po' cafoni), canticchia. Entrano gli Almamegretta. Il loro front man Raiz aveva fatto parlare di sé la scorsa settimana con la sua decisione di non cantare venerdì sera per rispettare Shabbat. Solo challah e kiddush quindi per Raiz, che indossava un piccolo Maghen David nascosto sotto la camicia. Si è meritato pure un tweet raffinato di Roberto Saviano, "Raiz, napoletano ebreo con voce araba. Il Mediterraneo intero nella sua gola". Poi arriva lui ed è standing ovation. Oramai anche noi a casa ci stiamo esaltando come la finale dei Mondiali: Asaf Avidan intona One day, si contorce, gorgheggia e il miracolo è compiuto. Perfino Bar diventa più amichevole e nemmeno il buon Fazio lo vuole più mandare via. Saviano raddoppia:"Asaf Avidan canta un brano che ascolto sempre come un imperativo a vivere vivere vivere". Il leitmotiv del festival però è sempre lo stesso: meno male che Luciana c'è.Rachel Silvera.moked.it


Con il definitivo addio a Papa Giovanni Paolo II, e con l'addio (o arrivederci?) di Papa Benedetto XVI, si conclude una fase irripetibile nella storia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. I due Pontefici, cosí diversi per carattere e rating, sono infatti gli ultimi per i quali il periodo della Shoah è stato vissuto in prima persona e ha lasciato una profonda traccia nella memoria – nel sentire, nel pensare e nell'agire individuale. D'ora in avanti, chiunque sia il nuovo capo designato della Chiesa, per Lui la memoria sarà una nozione acquisita indirettamente, libresca, non vissuta e metabolizzata dall'esperienza reale. In un certo senso, è come se la storia delle relazioni fra Chiesa cattolica e collettivo ebraico debba ripartire da zero, come se tutto ciò che è stato finora acquisito nella comprensione e nell'interpretazione di ciò che è avvenuto – e non è poco e non è semplice – debba essere riscoperto e rispiegato. È un'immensa sfida per la Chiesa, è una sfida di pari magnitudine per il mondo religioso, intellettuale e politico ebraico.Sergio Della Pergola,Università Ebraica di Gerusalemme,moked.it