lunedì 18 marzo 2013

Viaggio in Palestina di un giovane erede al trono e del suo fotografo

Il 6 febbraio del 1862, il principe del Galles, futuro re Edoardo VII partì per un viaggio di quattro  mesi nel medio Oriente. Un viaggio deciso un anno prima dalla Regina Vittoria e dal Principe Alberto affinché il loro giovane figlio, erede al trono,  prendesse “confidenza” con le civiltà antiche, la storia, le religioni. Un tour durante il quale, secondo le disposizioni della Regina, Edoardo avrebbe anche incontrato diplomatici e governanti della regione. Insomma un tour educativo a tutto tondo, che i regnanti inglesi consideravano parte essenziale della formazione di un erede al trono.Il principe fu accompagnato nel suo viaggio mediorientale da un fotografo londinese Francis Bedford, il quale fu incaricato direttamente dalla Regina Vittoria di tenere un diario fotografico del viaggio. Ora i 200 scatti di Bedford – primo fotografo al seguito di un “tour reale”- e il diario del giovane Edoardo, sono esposti in una mostra alla Queen’s Gallery di Palazzo di Holyroodhouse, a Edimburgo, con il titolo  “Cairo to Costantinople: Early Photographs of the Middle East,“. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a novembre 2013;  verrà trasferita a Buckingham Palace nel novembre 2014 dove rimarrà fino al febbraio 2015.Edoardo, insieme a Bedford e allo stuolo di servitori e aiutanti, giunsero in Palestina nel porto di Jaffa il 29 marzo 1862 da dove partì il viaggio alla volta di Gerusalemme, Betlemme, Hebron, Nablus e la Galilea. All’epoca la Palestina era ancora ottomana; il sionismo e la prima aliah dei coloni russi, erano ancora lontani.Dopo lo sbarco a Jaffa il “gruppo reale” si mise in cammino verso Gerusalemme: tre giorni di viaggio a cavallo passando per Beit Horon e la valle dell’Ayalon. Giunti a Gerusalemme, si accamparono fuori delle mura della Città Vecchia, vicino alla Porta di Damasco.Il principe ottenne il permesso speciale di visitare i luoghi santi dell’Islam, in particolare la Cupola della Roccia e la moschea di Hebron; Bedford ottenne a sua volta il permesso speciale di fotografarli. La foto della Cupola della Roccia risale al 1° aprile 1862.Dopo una visita a cavallo a Betlemme, alla tomba della Natività, il 21 aprile il gruppo di inglesi raggiunse Cafarnao in Galilea dove, dalle foto di Bedford, si vede il futuro re d’Inghilterra e i suoi accompagnatori, fare un picnic sotto un albero di fico. Fu l’ultima tappa del tour palestinese: da lì infatti ripartirono alla volta della Siria e del Libano per raggiungere come ultima tappa Costantinopoli. Sulla strada del ritorno verso l’Inghilterra si fermarono anche ad Atene e in diverse isole greche.Le foto del viaggio “reale” in Medio Oriente, furono esposte da Bedford poco dopo il rientro in Inghilterra in una mostra che all’epoca fu definita come “la più importante rassegna fotografica finora presentata al pubblico”.Il diario giorno per giorno del viaggio (dal 6 febbraio al 14 giugno 1862)  dal Cairo a Costantinopoli e l’anteprima delle foto, sono consultabili sul sito della Royal Collection Trust.http://www.mosaico-cem.it/

M.O./ in israele 10.000 agenti si preparano alla visita di Obama

Saranno oltre 10.000 gli agenti di polizia impegnati a garantire la sicurezza del Presidente americano Barack Obama durante la sua visita in Israele, in programma la prossima settimana. Lo ha annunciato oggi il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, sottolineando come l'operazione sia la più grande del suo genere dopo quella approntata nel 2008 per l'arrivo dell'allora Presidente Usa, George W. Bush.Obama arriverà in Israele accompagnato da circa 500 persone, ha sottolineato il portavoce, aggiungendo che il Secret Service del Presidente collaborerà con lo Shin Bet per garantire la sicurezza.Stando a quanto riportato oggi dal Jerusalem Post, il prossimo 20 marzo la polizia e lo Shin Bet saranno impegnati a garantire la sicurezza all'aeroporto Ben Gurion per l'arrivo di Obama, il cui convoglio si dirigerà quindi a Gerusalemme. Il giorno dopo,il Presidente visiterà Ramallah e i territori palestinesi, dove la sicurezza sarà gestita dal personale Usa, dall'esercito israeliano e dalle autorità palestinesi. Il terzo e ultimo giorno, Obama sarà a Tel Aviv.http://www.ilmondo.it/esteri/

 Si chiude domenica il 6^ Nizza Israele Film Festival e Nizza premia Lior Ashkenazi

 Il Professore Daniel Benchimol, Consigliere generale in rappresentanza di Christian Estrosi, Deputato-sindaco di Nizza, Presidente della Metropoli Nizza Costa Azzurra parteciperà il 17 marzo  alle 19 alla Cerimonia di chiusura del 6 Nizza Israele Film Festival al Pathé Masséna a Nizza A questa cerimonia saranno presenti Barnéa Hassid, Console Generale dell'Israele a Marsiglia, Claude Bensadoun, Presidente dei Bnai Brith Golda Meir e Laurent Gahnassia dell'ufficio del Turismo israeliano di Parigi, nonchè l'invitato di onore del Festival, l'attore Lior Ashkenasi, si assegnerano le " Mimosa d'oro" ai migliori film selezionati Al termine della cerimonia, il Professore Daniele Benchimol,offrirà a Lior Ashkenasi, la medaglia d'onore della Città di Nizza. Lior Ashkenazi è la più grande stella del cinema e di teatro della sua generazione in Israele.http://www.montecarlonews.it/

Obama, collaborero' con governo Israele

(ANSA) - WASHINGTON, 16 MAR - Barack Obama si congratula con il popolo israeliano, il premier Netanyahu, ed i nuovi membri della coalizione di governo e auspica di lavorare assieme a stretto contatto. Lo rende noto la Casa Bianca.La collaborazione, si legge nel comunicato, sara' necessaria ''per affrontare le numerose sfide che abbiamo di fronte e far progredire i nostri interessi comuni a favore della pace e della sicurezza''. Il Presidente sara' in Israele la prossima settimana per la sua prima visita.

Gli israeliani godono di grande simpatia (in America) 
Mentre si approssima la prima storica visita di Obama in Israele, un sondaggio condotto di recente da Gallup evidenzia il raggiungimento di un nuovo massimo assoluto nei livelli di simpatia del popolo americano nei confronti dello stato ebraico. Il perenne conflitto arabo-israeliano è definito in termini netti dai residenti negli Stati Uniti: il 64% dei quali appoggia le posizioni di Gerusalemme, mentre soltanto il 12% parteggia per i palestinesi.

Il livello di simpatia nei confronti di Israele risulta in crescita dalla fine degli anni '90: in particolare l'accordo di pace saltato nel 2000 a causa del voltafaccia di Arafat, la rivolta palestinese (Seconda Intifada) che seguì, con la sua lunga scia di sangue, hanno provocato un drastico mutamento di orientamento da parte degli americani, il cui filo-sionismo si colloca adesso ai livelli più alti della storia. Orientamento ora molto polarizzato: gli indecisi, gli incerti e i privi di una posizione sul conflitto sono in netta caduta, da più del 50% di 15 anni fa all'attuale 23%: praticamente sui minimi assoluti. Una informazione più obiettiva e trasparente ha consentito in questi anni di evidenziare il desiderio di pace e sicurezza da un lato, e il ripudio della prima e offesa della seconda, dall'altro.
Significativo rilevare come l'appoggio nei confronti delle posizioni israeliane risulti - come si suole dire oggi - bipartizan: mostrano simpatia verso Israele il 78% di chi si dichiara repubblicano, in calo peraltro dal picco quasi plebiscitario di tre anni fa; al tempo stesso, la maggioranza dei democratici sostiene le posizioni di Gerusalemme.La diffidenza del popolo americano verso le posizioni palestinesi spiega perché in pochi si aspettano concreti passi in avanti nel processo di pace; interrottosi nel 2010 con il rifiuto di Abu Mazen di sedersi al tavolo delle trattative con il Primo Ministro israeliano Netanyahu, malgrado la concessa sospensione dell'attività edilizia nei territori contesi; e tuttora in stallo per le improponibili richieste palestinesi (oltre al famoso blocco, la questione dei discendenti dei profughi palestinesi del 1949, i confini fra i due stati, i quartieri orientali di Gerusalemme e i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane). La dirigenza palestinese sa bene che il presidente Obama, malgrado la sua nota ostilità verso le posizioni israeliane, non dispone di un mandato favorevole ai palestinesi da parte dell'elettorato americano, e ha ammonito Obama a non visitare il Monte del Tempio e i luoghi sacri di Gerusalemme, dove peraltro di recente sono state registrate provocazioni e veri e propri scontri.http://ilborghesino.blogspot.it

domenica 17 marzo 2013

Super-caldo in Israele: un morto e tanti malori alla Maratona di Tel Aviv

Un morto e diverse persone colte da malore a causa del forte caldo: e’ successo oggi nel corso della Maratona di Tel Aviv dove attualmente si registrano 34 gradi e un’ondata di afa inusuale anche per Israele. I medici del pronto soccorso hanno affermato di aver curato 50 persone e 20 di loro sono state trasportate in ospedale. Il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai ha detto di ritenere che, nonostante il tempo caldo e umido, ”non sarebbe stato giusto cancellare la maratona. La prossima settimana il presidente Usa Barack Obama visitera’ Israele – ha spiegato – e per questo non si poteva spostarla senza abolire la competizione”. Fonti del comune – Huldai ha deciso comunque di avviare un’indagine sui fatti – hanno fatto notare che il maratoneta morto ”ha cominciato a correre alle 6 di stamattina ed e’ stato soccorso dai medici alle 8 di stamattina. Secondo il servizio meteorologico questo significa che ha corso in una fase di caldo leggero”. Il comune ha anche ricordato che, proprio secondo le direttive del ministero della sanita’ – nei giorni scorsi era stato deciso, a causa del caldo in arrivo, di non effettuare la maratona sul percorso totale ma di consentire soltanto un tracciato ridotto. http://www.meteoweb.eu/

Voci a confronto
“Siamo certi che ebrei e cattolici, collaborando nell’impegno per il bene dell’umanità, anche attraverso le proprie specificità, potranno dimostrare che la costruzione di un futuro di vera amicizia tra i popoli e gli individui è realmente possibile”. L’auspicio del presidente e dal consiglio direttivo dell’Assemblea rabbinica, in una lettera inviata venerdì mattina al nuovo pontefice, è ripreso sulle pagine dell’Osservatore Romano e di Avvenire.Sempre il quotidiano della Cei intervista rav Abraham Skorka, il rabbino con cui papa Francesco ha intessuto i legami più solidi durante la sua missione ecclesiastica in Argentina.Di grande interesse, sul domenicale del Sole 24 ore, l’elzeviro di Donald Sassoon sul tema dell’identità ebraica. “Che cosa caratterizza l’ebraismo? Quali i veri tratti distintivi? Un problema difficile – sottolinea l’autore – anche per chi è interno alle Comunità”.Sul Corriere, nell’inserto La Lettura, intervista su due pagine a Philip Roth alla vigilia del suo 80esimo compleanno. Numerosi gli addentellati ebraici che emergono nelle parole di uno più grandi intellettuali americani.Sull’Unità un approfondimento sulla storica visita di Obama in Israele.(17 marzo 2013)http://moked.it/blog/

Nugae - Banksy
"Se i graffiti cambiassero qualcosa - sarebbero illegali", recita in rosso vivo un muro di Londra. Un bel ratto nero disegnato in basso suggerisce che l'autore di questo slogan tagliente, che esprime la forte critica nei confronti del governo che si ostina a etichettare i graffiti come forma di vandalismo, sia opera di Banksy, uno degli artisti di strada più noti al mondo. Nessuno conosce il suo vero nome, nessuno l'ha neanche mai visto, di lui non si sa niente. Tranne che le sue opere vengono battute all'asta per migliaia di sterline, e i suoi documentari ricevono candidature agli Oscar. Altro che vandalo insomma, rientra a pieno titolo nella categoria artisti, e anche uno di quelli impegnati, di quelli entusiasti e sognatori che vogliono davvero rendere il mondo migliore con la loro arte. Originario di Bristol, Banksy disegna soprattutto nelle strade londinesi, combattendo il sistema con la tecnica dello stencil. Anti-imperialismo, anti-razzismo, anti-consumismo, l'uomo che sprofonda nella povertá, nell'ipocrisia, nella perdita di speranza, nell'alienazione, e nell'assurdo, sono alcuni dei principali temi delle opere di Banksy. Le sue immagini hanno un che di surreale, di straniante. Spesso come soggetti hanno i simboli dell'ingessatissima autoritá anglosassone, le guardie col colbacco di Buckingham Palace, i vigili con i loro cappelli allungati, ribaltati in situazioni paradossali. Ma le opere più belle sono quelle che parlano di pacifismo. C'è il ragazzo che invece che una bomba sta per lanciare un mazzo di fiori. C'è la bambina in abitino rosa confetto che perquisisce un soldato in divisa. E poi, forse i più toccanti, ci sono i graffiti che nel 2005 Banksy dipinse sul muro fra Israele e territori palestinesi. Una bambina vola dall'altra parte appesa a dei palloncini. Un bambino si apre un buco attraverso cui si vede il cielo azzurrissimo con le sue nuvole bianche e leggere. Un uomo scosta il grigio del muro come un sipario dietro il quale s'intravede l'orizzonte. E poi un salottino così typically british (manca solo il the caldo), con una finestra con le tendine dalla quale si ammira un sereno paesaggio di montagna.Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche,http://www.moked.it/

Israele – Il volto del nuovo governo
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha presentato il nuovo governo israeliano al presidente Shimon Peres al termine dello Shabbat. A consentirlo è stato l’accordo perfezionato venerdì solo all’ultimissimo momento tra Likud-Beytenu (31 seggi, di cui 20 del Likud e 11 di Yisrael Beytenu), e i partiti rivelazione di questa tornata elettorale, il centrista Yesh Atid (19 seggi) e l’ultradestra religiosa Habayit Hayehudi (12 seggi). Completa il quadro dell’esecutivo Hatnua (6 deputati): Netanyahu potrà dunque contare su una maggioranza di 68 parlamentari sui 120 della Knesset.“Ho portato a termine la missione che mi era stata assegnata – ha dichiarato al presidente – Sono convinto che questa coalizione potrà portare ai cittadini israeliani buone notizie in tutti i campi”. Peres ha sottolineato che accanto alle grandi sfide che deve affrontare lo Stato ebraico esistono anche “grandi opportunità da cogliere nelle aree di sicurezza, azione sociale e progressi di pace e questo è il momento di sfruttarle”.Nel complesso il governo avrà un numero di posti ridotto rispetto al precedente (da 30 a 22), come fermamente richiesto dal leader di Yesh Atid Yair Lapid. Di questi sette saranno assegnati al Likud (Difesa a Moshe Ya’alon, Trasporti a Yisrael Katz, Acqua ed Energia a Yuval Steinitz, Sviluppo regionale e di Negev e Galilea a Silvan Shalom, Sicurezza interna e Comunicazione a Gilad Erdan, Interni a Gideon Sa’ar, Cultura e Sport a Limor Livnat), in cui però rimangono molti scontenti, soprattutto dalle nuove leve del partito che dopo aver ottenuto un ottimo risultato alle primarie si sono viste scavalcate dai nomi storici nelle nomine di maggiore peso. Quattro ministeri andranno a Beytenu (Esteri ad Avigdor Liberman – una volta prosciolto dalle accuse di frode per cui è attualmente sotto processo – Pubblica Sicurezza a Yitzhak Aharonovitch, Agricoltura a Yair Shamir, Immigrazione a Sofa Landver), cinque a Yesh Atid (Finanze a Yair Lapid, Educazione al rabbino Shai Piron, Sanità a Yael German, Welfare a Meir Cohen, Scienza e Tecnologia a Yaakov Peri), tre a Habayit Hayehudi (Economia e Commercio a Naftali Bennett, che manterrà anche quello per gli Affari Religiosi, Abitazione a Uri Ariel, Anziani a Uri Orbach), due ad Hatnua (Giustizia alla leader Tzipi Livni, e Ambiente ad Amir Peretz).Caso più unico che raro nella storia delle amministrazioni targate Likud, i partiti haredim (il sefardita Shas, 11 seggi, e l’ashkenazita Yahadut HaTorah, 7 seggi) andranno dunque all’opposizione, che sarà guidata da Shelly Yachimovich, leader del Labor (15 deputati). Un risultato ottenuto dalla forte alleanza tra Lapid e Bennett, che sono riusciti a strappare molto a Netanyahu nei negoziati di coalizione. Un’alleanza che i due hanno promesso proseguirà anche nell’azione di governo, anche se sono molti analisti si domandano se questo sarà effettivamente possibile, data la diversità di posizione dei due su svariati temi, soprattutto legati agli insediamenti e alle prospettive di pace con i palestinesi.Il giuramento del nuovo esecutivo è previsto per lunedì, a poche ore dall’arrivo di Barack Obama, in programma per il 20 marzo. Il presidente Usa ha rivolto a Netanyahu un messaggio di congratulazioni “Sono ansioso di lavorare fianco a fianco con il primo ministro e il nuovo governo – ha dichiarato tramite il portavoce Jay Carney – di affrontare le tante sfide che abbiamo davanti e di progredire nel comune interesse della pace e della sicurezza”.Rossella Tercatin,http://moked.it/blog/
(17 marzo 2013)

Un incontro casuale con una signora durante un viaggio
Cominciamo a chiacchierare per ingannare le ore che ci separano alla nostra destinazione. Lei mi racconta della sua attività: è proprietaria, con il marito, di un albergo a Levanto, sulla costa ligure. Io le parlo del mio blog e d'Israele e mi meraviglia molto la sua inusuale risposta: "Sono molti gli israeliani che vengono da noi. Sono belle persone, interessanti con le quali spesso instauro un ottimo rapporto". Beh, quando con degli sconosciuti parlo di Israele, spesso mi sono trovata di fronte i soliti preconcetti che noi, che amiamo questo Paese, conosciamo bene. Invece la signora Sonia ne è priva e naturalmente è venuto naturale parlare, raccontare, condividere .......
Vi segnalo il suo albergo, dove sarete sicuri di trovare un clima "friendly" e spero anche che le camere ed il cibo siano buoni. Fatemi sapere    Chicca
Hotel Abetaia Levanto 5 Terre,
loc. Pian del Momo   19015- Levanto SP  tel. 3287436241/ 0187893036