venerdì 12 aprile 2013
Rispondendo alla domanda di una lettrice, Furio Colombo – sul Fatto Quotidiano
– si sofferma sul triste episodio antisemita avvenuto al Liceo
Caravillani di Roma. “E stato molto importante – afferma Colombo – che
il ministro dell’Istruzione Profumo e il presidente delle Comunità
ebraiche italiane Gattegna abbiano detto insieme: ‘l’antisemitismo e il
negazionismo non si combattono soltanto il 27 gennaio di ogni anno, in
occasione del Giorno della Memoria, ma tutti i giorni’. Giustissimo. Ma
se al liceo Caravillani ci fosse stato anche solo il Giorno della
Memoria, il 27 gennaio scorso, forse la professoressa di quella scuola
non avrebbe potuto dire alla madre della ragazza offesa che il
riferimento ai campi di concentramento era per l’ordine che vi regnava”.“La caduta di un gran rabbino di Francia”. Questo il titolo con cui
Figaro racconta le dimissioni di rav Bernheim dall’incarico di massima
guida spirituale dell’ebraismo francese. La notizia è oggi sui
principali giornali internazionali (Wall Street Journal, tra gli altri) e
italiani. “È uno choc per i 550mila ebrei ma anche per gli altri
francesi – scrive Stefano Montefiori sul Corriere della sera – perché
Gilles Bemheim era l’uomo dell’apertura, dello sguardo rivolto a tutta
la società, dell’autorevolezza morale che supera i confini della propria
comunità tanto da venire riconosciuta pure dal papa”.Sui giornali cattolici, Osservatore Romano e Avvenire,
una riflessione di Roberto Moruzzo Della Rocca sull’attività di
Roncalli e Montini durante la seconda guerra mondiale. “Molte le
sintonie tra loro – si legge – come l’attività nella diplomazia
pastorale e il tenace impegno umanitario”. Numerosi, nell’intervento, i
riferimenti all’operato di Pio XII e ai suoi silenzi.Sull’Espresso
Michele Monni racconta la storia d’amore omosessuale tra Shlomo,
israeliano, e Mohammed, palestinese. Si sono conosciuti sul web e
sposati in Sudafrica. Ora cercano un paese del Nord dove emigrare
“perché in Palestina non si può andare a letto con il nemico”.Il Corriere della sera,
nel dorso fiorentino, continua ad occuparsi del caso “Cinque stelle” in
merito ai volantini prodotti dalla sezione di Empoli-Valdelsa sui
Viaggi della Memoria. Tra le varie reazioni registrate quella del
presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che dice: “Continueremo a
farli e io tornerò su quei treni”.Matrimonio omosessuale: in Francia, come riporta Avvenire, è passato anche il capitolo che riguarda le adozioni. Vibranti proteste dei movimenti cattolici.Sul Venerdì di Repubblica
un approfondimento sul movimento greco di estrema destra Alba Dorata.
Mariangela Paone si è infiltrata tra i suoi militanti. Nel complesso un
quadro estremamente inquietante per il futuro della democrazia nel paese
che fu faro di civiltà nei tempi antichi.“La polizia coprì Alemanno Junior”. Lo denuncia Il Fatto quotidiano.
Nella ricostruzione di Marco Lillo e Ferruccio Sansa i poliziotti
avrebbero fatto sparire dalla scena di un raid punitivo a sfondo
fascista risalente al 2009 l’allora quattordicenne Manfredi. “Uno, al di
fuori dell’orario di servizio – si legge – avrebbe portato via il
rampollo del primo cittadino sulla Mercedes di famiglia nel caos seguito
al pestaggio. Il secondo è accusato di aver falsificato un verbale”.(12 aprile 2013),http://moked.it/blog/
Etichette:
Abbiamo scelto.....
Un eroe come tutti gli altri
I commenti e le polemiche seguite alla pubblicazione del resoconto
della cattura di Gilad Shalit – dal quale si evince che il giovane
militare, in occasione dell’attacco armato che costò la vita ai suoi
sfortunati commilitoni, e a lui cinque anni di crudele prigionia, ebbe
un comportamento non propriamente da ‘eroe’ – sono caduti,
significativamente, in concomitanza con lo Yom haShoah ve haGevurah, il
Giorno della Shoah e dell’eroismo.Shalit, quel tragico mattino del 25 giugno 2006, non fu un eroe. Si era
addormentato – imperdonabile leggerezza – e, una volta svegliato
dall’aggressione, non ebbe il coraggio di rispondere al fuoco, cosa che
avrebbe avuto la piena possibilità di fare. Inoltre, prese l’insensata
decisione di uscire dal tank, disarmato, quando avrebbe potuto resistere
dall’interno, per consegnarsi docilmente nelle mani degli aggressori.
Non fu un eroe. Si comportò da normalissimo ragazzo di vent’anni,
strappato così precocemente agli svaghi, lo studio, gli amori, la
spensieratezza, a cui avrebbe avuto pieno diritto, come tutti i ragazzi
della sua età, per avere immediata dimestichezza con carri armati,
mitra, granate, sangue e morte. E, come è stato notato, proprio
l”antieroismo’ di Gilad ha aumentato, non certo diminuito, l’universale
simpatia e solidarietà umana nei suoi confronti. I criminali terroristi
non hanno compiuto una feroce violenza contro un ‘soldato’, ma contro un
ragazzo: un ragazzo come tanti, come tutti, colpevole solo di vestire
la sua divisa. Chi ha commentato il racconto della sua cattura –
conosciuto, fra l’altro, grazie proprio alla sua sincera testimonianza,
cosa di cui gli va reso onore – per criticarne la condotta, ha fatto
male.“Beato il Paese che non ha bisogno di eroi”, disse Bertold Brecht.
Israele, da questo punto di vista, non si può certo dire un Paese beato.
Non è beato un Paese che, per continuare ad esistere, chiede ai suoi
figli di vent’anni non solo di sapere cantare, fare sport, ballare,
studiare, viaggiare – come si chiede, dovunque, ai loro coetanei – ma
anche di essere in grado di passare notti insonni nel chiuso di un
cingolato, di prestare attenzione al minimo rumore sospetto, di guardare
in un mirino e premere il grilletto, senza lasciarsi distrarre,
eventualmente, dal fatto che i loro compagni sono caduti a terra, morti o
agonizzanti. Eppure, proprio la straordinaria gioventù di Israele, la
sua eccezionale tempra morale, rappresenta il vero ‘tesoro’ del Paese,
l’inestimabile risorsa che permette di guardare al futuro, nonostante
tutto, con fiducia. Il vero eroismo non consiste nel sapere compiere
azioni audaci in momenti difficili, ma nel sapere conservare, anche
nelle più tragiche circostanze, una legge morale dentro di sé, il senso
dell’incommensurabile distanza che separa il giusto dal malvagio. Come
disse Kant, “il cielo stellato sopra di sé, la legge morale dentro di
sé”. Basta questo per essere uomini, per essere eroi. Non è poco. Ed è
questo che rende eroi, al di là dei vari comportamenti assunti, tutti
coloro che hanno subito la barbarie nazista, come tutti colori che ad
essa hanno resistito. E tutti, senza eccezione, i soldati di Israele:
coraggiosi e pavidi, temerari e prudenti, piccoli e grandi. Tutti, senza
alcuna differenza, da ammirare e ringraziare.Francesco Lucrezi, storico (10 aprile 2013) http://moked.it/blog/2
Etichette:
Abbiamo scelto.....
Il papa Ebreo
Rubare bambini ebrei e battezzarli forzosamente a Roma era
purtroppo una pratica abbastanza diffusa, fino al XIX secolo. Perfino
Pio IX se ne rese tristemente protagonista. La pratica va fatta risalire
all’età medievale e nel corso dei secoli é sempre stata accompagnata
dal tentativo – meno violento ma altrettanto pesante – di convincere
qualche famiglia ebrea a convertirsi in cambio di una somma di denaro e
di varie regalie. Ciò nonostante le conversioni avvenivano molto
raramente, ma quando accadevano facevano un grande effetto sulla piccola
ma tenace comunità ebraica. Una delle più celebri, quasi leggendarie,
fu quella della famiglia dei Pierleoni, una famiglia nobile allocata
sull’Isola Tiberina, intorno al Mille. Si dice che questa famiglia fosse
in realtà ebraica e che la conversione le consentì di ascendere ai più
alti gradi della gerarchia cittadina, anche a quella curiale. Un
Pierleoni fu perfino nominato papa nel XII secolo con il nome di
Anacleto II, in opposizione a Innocenzo II.Questo evento, ma anche – come si diceva – il non raro rapimento di
bambini ebrei che venivano battezzati e chiusi nei seminari, fece
nascere nella comunità ebraica romana una leggenda che però -come si è
visto – ha un consistente retroterra storico.
Al pio rabbino Simone fu rubato un figlio il quale, essendo stato
battezzato e messo nel seminario per i chierici, salì di grado in grado
e finalmente divenne Papa.Ma il germe del dubbio rimase oscuro e inquietante nella sua anima. Il
Papa divenne presto preda di dubbi atroci intorno alle verità della
dottrina cristiana. Ed allora egli minacciò i suoi servi di morte se non
gli avessero rivelato il segreto della sua origine.Essi glielo confessarono scorgendo in questo il destino divino che voleva renderlo padrone del mondo.Il Papa allora fece chiamare il padre Simone, e gli domandò quanti figli
avesse. Il pio rabbino li enumerò tutti salvo uno, Elhanan, finché,
costretto dall’insistenza dell’interlocutore, raccontò che il figlio gli
era stato rubato.Dai diversi connotati che il padre non poté fare a meno di indicare, il Papa riconobbe la verità e si confessò come suo figlio.Quindi, seguendo il suggerimento del padre, tenne un discorso al popolo,
in cui negò senz’altro l’origine soprannaturale di Gesù e la verità del
cristianesimo.E quando i Vescovi, credendo che il Papa fosse impazzito, lo
circondarono per portarlo via, egli gridò a tutti che la loro fede era
una vera pazzia. Dopo di ciò si gettò tragicamente dalla torre donde
aveva tenuto il discorso evidentemente troppo sovversivo per la sua
posizione.Al padre non restò quindi che comporre una preghiera di lutto per la ricorrenza della morte di Elhanan, il figlio perduto. http://criminiromamedievale.wordpress.com/2009/09/14/il-papa-ebreo/
Etichette:
La storia questa sconosciuta
Rinnovato il consiglio della
Hevràt Yehudé Italia di Gerusalemme: riconfermati il presidente Eliahu Ben
Zimra, e poi Sergio Della Pergola, Angela Polacco Lazar, Viviana Sacerdote Di
Segni, Cecilia Cohen Hemsi Nizza e Angelo Piattelli, cui si è aggiunta Susanna
Tchilibon, ricercatrice in ambito farmaceutico. L’associazione, che costituisce
un’importante espressione della comunità degli italkim, i cittadini israeliani
di origine italiana, in questi anni divenuta sempre più numerosa e ricca di
progetti, ha il compito di gestire il Tempio italiano di Gerusalemme e il Museo
di Arte ebraica italiana Umberto Nahon, importante punto di riferimento del
panorama culturale della città. La visita a questi luoghi rappresenta ormai un
appuntamento imprescindibile per i rappresentanti tricolori in visita nello
Stato ebraico, ma anche per i tanti leader israeliani che negli anni hanno
volto rendere omaggio al contributo che gli italkim hanno offerto nei decenni
allo sviluppo del Paese.moked.it
Etichette:
Abbiamo scelto.....
giovedì 11 aprile 2013
“A nome di tutti gli ebrei noi chiediamo a voi, governati di
Inghilterra, Russia e Stati Uniti, il nostro diritto ad un esercito
ebraico”. Con queste parole David Ben Gurion apriva un suo discorso del
1942 in cui faceva appello alle forze alleate perché permettessero agli
ebrei di formare una forza indipendente per combattere contro i nazisti.Il discorso è stato recentemente rivelato nella sua interezza dagli
Archivi delle Forze di Difesa israeliane e dal Ministero della difesa,
comprese alcune parti che erano state bocciate dal censore britannico
perché facevano riferimento a un’indipendenza ebraica. Ora il testo
completo è stato pubblicato on-line dalle Forze di Difesa israeliane,
incluse le frasi cancellate dalla censura inglese che qui riportiamo,
come quella di apertura.Ben Gurion continuava il suo discorso affermando “il nostro diritto di
combattere contro il nostro più grande nemico in quanto ebrei, in un
contesto ebraico, con un’organizzazione ebraica, un quartier generale
ebraico, disciplina ebraica e sotto una bandiera ebraica. Le nostre
esigenze non saranno soddisfatte dalle briciole che ci vengono
consentite qui, per difendere la nostra patria e i paesi circostanti”.Il regime di Hitler, prevedeva Ben Gurion, verrà sconfitto, ma “noi non
sappiamo se la vittoria della democrazia, della libertà e della
giustizia non finirà col trovare in Europa un immenso cimitero cosparso
delle ossa del nostro popolo, uomini e donne, giovani e vecchi”.“I delegati del popolo ebraico – proseguiva – sono chiamati oggi da Sion
a sfidare, davanti al mondo, lo spargimento del nostro sangue ebraico”.
Non sappiamo, diceva Ben Gurion, quanti sono già stati uccisi, e come.
Ma il loro eccidio “è dovuto esclusivamente a un'unica colpa: quella di
essere ebrei. Giacché solo gli ebrei sono senza difesa, senza soldati”.
Questa frase passò il filtro dalla censura, che cancellò invece il
successivo riferimento di Ben Gurion a una vera e propria indipendenza e
le sue critiche al Libro Bianco varato dalla Gran Bretagna nel 1939:
“Giacché gli ebrei non hanno status, non hanno un emblema statale, un
esercito ebraico, un’indipendenza ebraica, una patria libera e sicura”.Ben Gurion scongiurava i leader delle forze alleate di “impedire
l’annientamento di una nazione indifesa, incatenata, imprigionata”, e li
esortava a lasciar immigrare almeno i bambini ebrei nella Palestina
sotto Mandato britannico. “Rigettate le ignobili disposizioni per cui a
un ebreo [in fuga] da un paese nemico non è permesso tornare nella sua
patria. Finché esisteranno questi decreti vergognosi, finché le porte
della nostra terra resteranno sbarrate ai profughi d’Israele, le vostre
mani saranno intrise di sangue ebraico, versato nell'inferno nazista”.
Tutto cancellato dal censore.
Ben Gurion chiedeva poi che gli inglesi permettessero agli ebrei di combattere contro i nazisti come un esercito ebraico: “Ogni ebreo porterà con orgoglio la stessa gialla, e se incontreremo i nostri fratelli dai ghetti nazisti li porteremo sulle nostre braccia con la stessa gialla. Sarà una vessillo d’onore, un contrassegno di martiri e santi”. E aggiungeva (ma la censura non lo permise): “Non i nazisti ma voi, nazioni civili, ci disonorate dal momento che ci private del nostro diritto come popolo, come nazione eguale alle altre, del nostro diritto di combattere Hitler in quanti ebrei”.Quello che chiedeva Ben Gurion non era una semplice forza ausiliaria, come la Brigata Ebraica, ma un vero esercito ebraico indipendente, richiesta che venne puntualmente censurata: “Noi vogliamo combattere come un esercito ebraico. Per tutti gli ebrei che non sono chiamati ad arruolarsi in un altro esercito [perché cittadini di paesi in guerra col nazismo], per tutti gli ebrei liberi di scegliere, noi chiediamo il loro diritto umano, il loro diritto all'onore di arruolarsi in un esercito ebraico sotto una bandiera ebraica, come un alleato alla pari delle forze alleate”.Al culmine del suo discorso, Ben Gurion chiedeva l’indipendenza in Terra d’Israele: “Noi chiediamo non solo il nostro diritto di combattere come ebrei; noi chiediamo il diritto che ha ogni nazione al mondo, piccola o grande che sia, il diritto a una patria indipendente. Tutte quelle vittime non necessarie, tutte le migliaia, le centinaia di migliaia, forse i milioni di vittime sono il prodotto della discriminazione contro la nazione ebraica. Sono le vittime di una nazione che non ha un paese e non ha libertà. Noi vi chiediamo di correggere questo torto: pari dignità nazionale, patria e indipendenza per il popolo ebraico”.Tutto censurato.Concludeva Ben Gurion, rivolgendosi direttamente agli ebrei in Europa: “Faremo il possibile per rendervi giustizia e non ci daremo pace fino a quando non vi avremo salvati dai nazisti e dalla atrofia della Diaspora, e non vi avremo portati tutti con noi, nella nostra terra redenta”. Ma anche quest’ultimo riferimento alla “nostra terra redenta” venne cancellato dalla censura.(Da: YnetNews, 8.4.13) http://www.israele.net/
Ben Gurion chiedeva poi che gli inglesi permettessero agli ebrei di combattere contro i nazisti come un esercito ebraico: “Ogni ebreo porterà con orgoglio la stessa gialla, e se incontreremo i nostri fratelli dai ghetti nazisti li porteremo sulle nostre braccia con la stessa gialla. Sarà una vessillo d’onore, un contrassegno di martiri e santi”. E aggiungeva (ma la censura non lo permise): “Non i nazisti ma voi, nazioni civili, ci disonorate dal momento che ci private del nostro diritto come popolo, come nazione eguale alle altre, del nostro diritto di combattere Hitler in quanti ebrei”.Quello che chiedeva Ben Gurion non era una semplice forza ausiliaria, come la Brigata Ebraica, ma un vero esercito ebraico indipendente, richiesta che venne puntualmente censurata: “Noi vogliamo combattere come un esercito ebraico. Per tutti gli ebrei che non sono chiamati ad arruolarsi in un altro esercito [perché cittadini di paesi in guerra col nazismo], per tutti gli ebrei liberi di scegliere, noi chiediamo il loro diritto umano, il loro diritto all'onore di arruolarsi in un esercito ebraico sotto una bandiera ebraica, come un alleato alla pari delle forze alleate”.Al culmine del suo discorso, Ben Gurion chiedeva l’indipendenza in Terra d’Israele: “Noi chiediamo non solo il nostro diritto di combattere come ebrei; noi chiediamo il diritto che ha ogni nazione al mondo, piccola o grande che sia, il diritto a una patria indipendente. Tutte quelle vittime non necessarie, tutte le migliaia, le centinaia di migliaia, forse i milioni di vittime sono il prodotto della discriminazione contro la nazione ebraica. Sono le vittime di una nazione che non ha un paese e non ha libertà. Noi vi chiediamo di correggere questo torto: pari dignità nazionale, patria e indipendenza per il popolo ebraico”.Tutto censurato.Concludeva Ben Gurion, rivolgendosi direttamente agli ebrei in Europa: “Faremo il possibile per rendervi giustizia e non ci daremo pace fino a quando non vi avremo salvati dai nazisti e dalla atrofia della Diaspora, e non vi avremo portati tutti con noi, nella nostra terra redenta”. Ma anche quest’ultimo riferimento alla “nostra terra redenta” venne cancellato dalla censura.(Da: YnetNews, 8.4.13) http://www.israele.net/
Etichette:
La storia questa sconosciuta
Il 17enne che parla 20 lingue diverse
L'incredibile talento di Timothy Doner, 17enne di
New York che parla in maniera fluente venti lingue. Tutto parte dal suo
amore per la storia di Israele, che gli ha permesso di scoprire
quest'incredibile attitudine.
Lui si chiama Timothy Doner, è di New York
ed a soli 17 anni parla fluentemente venti lingue. Dal francese al
greco antico, dal cinese al giapponese, passando per l’arabo,
l’italiano, l’olandese e per i dialetti africani.Timothy ha cominciato studiando l’ebraico attraverso
i testi di canzoni israeliane. L’interesse per la storia del popolo di
Israele ha stimolato in lui un forte amore per le lingue. Amore che gli
ha consentito di scoprire la sua incredibile propensione.Timothy si è allenato sulla musica israeliana.Ama
quella elettronica e il pop. Memorizzando i testi delle canzoni è
diventato capace di formare delle frasi. Dopo qualche mese ha iniziato
ad avviare conversazioni scorrevoli in altre lingue. Il tutto,
semplicemente, usando le parole delle canzoni. Poi è stata la volta
dell’arabo. Da lì in poi, per Timothy si è profilata una scalata verso la conoscenza di tutte le altre lingue.Sicuramente il fatto di vivere in una città multiculturale come New York ha aiutato molto Doner. Nella Grande Mela Timothy si diverte a captare i dialoghi della gente che parla un’altra lingua.VIDEO: http://www.aciclico.com/curiosita/il-17enne-che-parla-20-lingue-diverse-video.html
Etichette:
Curiosità
Il Guatemala riconosce la Palestina stato sovrano
Le autorità del Guatemala hanno
deciso di riconoscere la sovranità della Palestina. Lo hanno reso noto
in una dichiarazione diffusa mercoledì dalla cancelleria del presidente.Nella
dichiarazione viene specificato che le autorità guatemalteche sperano
che presto vengano dati nuovi impulsi alle trattative di pace fra
Israele e Plaestina.«La nostra decisione non deve in
alcun modo guastare i rapporti di amicizia e di cooperazione con
Israele. Le autorità guatemalteche hanno la più alta considerazione
delle relazioni con questo paese», viene specificato nel comunicato.http://italian.ruvr.ru/
Etichette:
Abbiamo scelto.....
Boicotti Israele? Almeno fallo nel modo giusto
Qualche giorno fa l'Unione irlandese degli insegnanti ha votato a
favore del boicottaggio di Israele, che comporta la cancellazione di
tutte le attività di cooperazione nel campo culturale e accademico.E' la prima volta che, all'interno dell'Unione Europea, una
organizzazione di questo tipo prenda parte questo tipo di boicottaggio.
Facciamo finta che si tratti di apartheid nonostante israele fornisca
quotidianamente carburante e altre merci a Gaza e che molti abitanti
della Striscia vengano spesso ricoverati in ospedali israeliani (cosa
comunissima negli stati dove vige l'apartheid, vero?). Ora, se volessimo
davvero boicottare israele, dovremmo non solo cancellare tutti gli
accordi bilaterali, cosa relativamente fattibile. Per danneggiare
veramente l'economia di questo stato guerrafondaio, dovremmo però anche
rinunciare a tutti quei prodotti che vengono pensati o fabbricati in
Israele.Prendete carta e penna. Dovete dire addio alla speranza di
diagnosticare alcune malattie e di guarire perchè in Israele sono state
inventate tra le altre: la pillcam (per effettuare gastro e
colonscopie), il Copaxone (per la cura della sclerosi multipla),
il Ladostigil (per la riduzione dei sintomi dell'Alzeimer). Altre
invenzioni israeliane da boicottare: le chiavette USB, i pomodori
pachino, le chat (la prima chat ICQ è stata inventata in Israele),
diversi microprocessori tra cui il Centrino Intel, il sistema operativo
Windows XP, il primo antivirus ecc. Anche Facebook usa delle
applicazioni sviluppate in Israele, meglio non usarlo. Smettete anche di
mandare SMS perchè la tecnologia è stata sviluppata in Israele, come
quella della telefonia mobile in generale del resto.Bene, ora che conoscete tutti i principali prodotti da boicottare,
potete anche procedere. Certamente, lì dove hanno finito decine di
iniziative di pace e negoziati, il potere del boicottaggio funzionerà,
non è vero? http://www.linkiesta.it/blogs/
Etichette:
Abbiamo scelto.....
(di Massimo Lomonaco) (ANSAmed) - TEL AVIV - Non porra' rimedio alla
'dispersione' delle genti voluta dall'Eterno, ma il sistema messo a
punto dall'azienda israeliana Lexifone sembra poter in parte riparare
alla attuale biblica Babele di lingue (circa 6500 sulla terra), frutto
dell'anatema divino. Con questa applicazione si potra' dunque
conversare - via telefono, via internet o semplicemente faccia a faccia -
nella propria lingua materna e ascoltare, senza dover ricorrere ad un
interprete, la risposta dell'interlocutore. E lo stesso potra' fare
quest'ultimo. Il sistema permette gia' ora di esprimersi in inglese,
francese, spagnolo, italiano, portoghese, tedesco, russo e mandarino, ma
ben presto lo si potra' fare anche in giapponese, arabo, coreano ed
ebraico. E in vista ci sono altri idiomi, inclusi ulteriori dialetti
cinesi. Usare Lexifone - ha spiegato al 'Times of Israel' il
direttore del marketing dell'azienda Itay Sagie - ''e' come lavorare con
un traduttore, ma molto piu' economico''. ''La nostra macchina - ha
aggiunto - interagisce con l'utente, ascoltando cio' che dice e
traducendo per chi ascolta. Il sistema e' estremamente accurato e la
macchina e' dotata di altoparlanti davanti e dietro in modo che sia
capito cio' che viene detto''. Ma c'e' di piu': la tecnologia vantata
da Lexifone puo' distinguere tra varianti come l'americano, il
britannico e l'australiano per restare all'inglese, e anche accenti
regionali. Il sistema e' basato - e' stato sottolineato - su una
'ricognizione vocale' accresciuta con un meccanismo di traduzione. La
capacita' di 'parlare' ai computer ed essere compresi da essi e' nota da
anni, ma Lexifone - secondo le spiegazioni date al giornale - mette a
disposizione un sistema di traduzione unico, chiamato in inglese
'computational linguistics' che prende le frasi usate da chi parla e
subito le traduce in un'altra lingua. Traduzione che - assicura la
Lexifone - non e' solo letterale bensi' anche 'culturale'. ''Abbiamo
un comitato - ha aggiunto Itay Sagie - che valuta frasi e idiomi nelle
diverse lingue e decide quale e' la migliore corresponsione'' da
proporre.Lexifone - ha detto l'azienda basata a Haifa, nel nord di Israele - e'
gia' usato da centinaia di aziende piccole e grandi che offrono servizi
di traduzione per utenti, clienti o impiegati che vivono in Paesi nei
quali hanno meno familiarità con la lingua del posto.Insomma, a dispetto della Babele attuale, una vera e propria rivoluzione linguistica sembra bussare alle porte.
Etichette:
Curiosità
Iscriviti a:
Post (Atom)







