martedì 4 novembre 2008

Israele secondo al concorso internazionale "Litorale Flegreo nel Mondo 2008"


Nella quarta prova del concorso internazionale gastronomico "Litorale Flegreo nel Mondo 2008", l'evento organizzato dalla Holding Studio di Aldo Foggia, dedicata alla cucina etnica la vittoria è andata alla Croazia, presente anche il console Mariano Barresi, che si è aggiudicata il premio della giuria tecnica assegnato al piatto dello chef Zlatko Marinovic, secondo piazza per l'Israele rappresentato dallo chef Yossi Elad................................
http://fuoridalghetto.blogosfere.it/

Eilat

Il ministero del Turismo israeliano a Josp Fest Stand da 100 mq occupato interamente da Gerusalemme

Il ministero del Turismo israeliano, ufficio del turismo dello Stato di Israele, occuperà 100 mq di spazio espositivo a Josp Fest, Journeys of the Spirit Festival, il primo festival internazionale dedicato ai viaggi dello spirito che si terrà alla Nuova Fiera di Roma dal 15 al 18 gennaio 2009.Lo stand occupato esclusivamente da Gerusalemme sarà situato nel padiglione Journey “Grandi Itinerari della Fede/Main Itineraries of Faith” che è dedicato alle tre mete storiche - Roma, Santiago e Gerusalemme - e le strade che portano a queste città.Il “Time Elevator of Jerusalem” sarà un co-espositore nello stand. Questo strumento turistico è un simulatore dove i partecipanti tra una combinazione di film, immagini e altre effetti speciali potranno vivere la storia di Gerusalemme in un modo innovativo. 04/11/2008, http://www.guidaviaggi.it/

lunedì 3 novembre 2008

Galilea - samaritani a passeggio

Storia della Comunità ebraica reggina

Di Tonino Nocera
Il 25 luglio 1511 (19 tammuz 5271) gli ebrei reggini lasciarono la città dello stretto e si imbarcarono per Messina; per poi dirigersi parte verso Roma e parte verso Livorno. Calava il sipario su una vicenda storica secolare che tanti benefici aveva recato alla città e all’intero Mezzogiorno.L’esodo fu causato da un editto del re di Spagna Ferdinando il Cattolico che il 23 novembre 1510 decretò l’espulsione di tutti gli ebrei dal Regno di Napoli. Stessa sorte era già toccata gli ebrei spagnoli; solo chi accettò di convertirsi poté restare. Ebbe così inizio la vicenda dei marrani ossia degli ebrei convertiti al cristianesimo.Alcuni di loro però in segreto continuarono a praticare l’antica religione. Ma l’Inquisizione era vigile e attenta: pronta a cogliere eventuali segni di culti segreti.Che cosa resta oggi nella nostra città ma più in generale nell’Area dello Stretto e nel Mezzogiorno della presenza ebraica? Per quanto riguarda la città è immediato pensare al Commentario al Pentateuco di Rashì. Infatti, il 18 febbraio 1475 (2 adarl 5235), Avraham Garton stampò il commento al Pentateuco di Shelomoh ben Yshaq. Si presume che ne furono stampati circa trecento esemplari. Oggi l’unico originale rimasto si trova presso la Biblioteca Palatina di Parma.Il De Rossi - un collezionista settecentesco di libri ebraici - ne acquistò due copie ma mentre era in navigazione sul Po una cadde in acqua e sparì. Un frammento è custodito al Jewish Theological Seminary di New York. Nel 1483 Elasar Parnas copiò il commento medico di Averroè agli Analytica postyeriora di Aristotele e in seguito il Lilium medicinae di Bernardo di Gordon. Quest’ultima opera fu anche copiata nel 1508 da Shemuek ibn Musa profugo dalla Sicilia.
Ma gli ebrei non erano presenti solo a Reggio. Esistevano giudecche a Bova, San Lorenzo, Motta S. Giovanni, Bagnara, Pentidattilo, Sant’Eufemia e in altri centri della provincia. Quali erano le occupazioni prevalenti tra gli ebrei? In città l’attività prevalente era l’industria della seta e la tintoria. La tassazione sui proventi del commercio della seta fu oggetto di un confronto tra il governo cittadino e l’arcivescovo che speravano entrambi di poter contare sugli introiti di un ricco mercato. Era diffusa anche la medicina, un medico del quale si ha notizia era Samuele Carto. Da Seminara proveniva la famiglia del medico Lazzaro Sacerdote che agli inizi del 1400 si trasferì a Termini Imerese.La posizione geografica di Reggio – ultimo lembo di continente dinanzi alla Sicilia - rendeva costanti gli scambi tra la città e l’isola. Infatti, Reggio fu meta dei profughi ebrei scacciati dalla Sicilia e sorsero problemi con gli ebrei reggini. Abram Sicar, ebreo messinese dimorante a Reggio, denunciò i correligionari che volevano costringerlo al pagamento di tributi non dovuti.Dopo il luglio del 1511 dovranno passare tre secoli prima che gli ebrei tornino nel Regno di Napoli. Agli inizi del 1700 Carlo di Borbone, sovrano nel nuovo regno, tenterà di ricostituire una presenza ebraica nel Regno di Napoli: l’iniziativa fallirà. Sarà necessario attendere il 1827, quando Carl Rothschild aprì a Napoli una filiale dell’omonima banca. Egli creò, all’interno della propria abitazione (l’attuale Villa Pignatelli), un oratorio, dove gli ebrei di passaggio potevano partecipare alle funzioni religiose.Dopo l’Unità d’Italia fu ufficialmente aperta una comunità ebraica a Napoli. Nel 1861 durante l’impresa dei Mille (cui parteciparono 8 ebrei) uno di essi l’ebreo veneziano Giuseppe D’Ancona perse la vita a Villa San Giovanni travolto da un carro. Non si trattò certo di una morte eroica, ma anche Lord Byron morì di morte naturale a Missolungi ma spesso si scrive che cadde combattendo per la libertà della Grecia.

Gli ebrei torneranno in Calabria nel secolo scorso per essere internati a Ferramonti di Tarsia. La loro vita sarà resa più lieve da un Maresciallo di Polizia reggino, Gaetano Marrari, comandante delle guardie, che si adoperò per garantire loro un’esistenza dignitosa. Un’altra storia è quella di San Nicandro, in provincia di Foggia, dove un gruppo di contadini pugliesi – dopo la Seconda Guerra Mondiale - si convertì all’ebraismo, per poi trasferirsi successivamente in Israele.
Ma gli ebrei meridionali espulsi, che fine hanno fatto? Hanno lasciato tracce di sé? Si, anche se sono difficili da seguire, perché il tempo è stato impietoso. L’espulsione degli ebrei dalla penisola iberica (Spagna e Portogallo) e dai domini spagnoli in Italia diede vita a un esodo biblico. Furono migliaia e migliaia coloro che si lasciarono alle spalle la vita quotidiana per affrontare l’ignoto. Molti portarono con sè le chiavi di casa; sperando in un improbabile ritorno.Meta privilegiata fu l’Impero Ottomano. La Sublime Porta, infatti, offriva garanzie di tolleranza che consentivano agli ebrei di vivere serenamente. Ebbe inizio così la storia degli ebrei del Levante con personaggi leggendari che ebbero più nomi e più identità come Righetto alias Anrriquez Nunez alias Abraham Benvenisti: un nome portoghese, uno italiano e uno ebraico da usare a secondo le circostanze. Don Josef Nassi o Giovanni Miguez; Grazia Mendes o Beatrice de Luna. Ma prima dell’espulsione i contatti tra la Calabria e la Sicilia e il Levante erano numerosi. Nel settimo secolo Jona e sua moglie Shabbatia, due ebrei siciliani, si recarono a Gerusalemme, dove fecero una cospicua donazione alla locale comunità ebraica.Beniamino da Tudela intorno al 1170 scrive che Messina è uno dei porti da dove ci si imbarca per Gerusalemme. Così come a Damasco tra il 1324 e il 1332 troviamo rabbì Jacob ben Chananel da Sicilia. Nel 1455 un folto gruppo di ebrei siciliani decise di trasferirsi in Terrasanta; provenivano da varie città dell’isola e tra essi vi era un certo Nissim Fusaru da Messina. Una delle mete degli ebrei in fuga dal Mezzogiorno d’Italia fu la città di Arta nei pressi dell’isola di Corfù, dove esistevano quattro comunità distinte: quella di Corfù, quella di Puglia, quella di Calabria e quella di Sicilia. Menachem Del Medico, il rabbino della comunità Calabria, nel 1570 si trasferì a Safed per contrasti sorti nella comunità. A Patrasso un rabbino famoso fu Isaia da Messina e a Cipro esisteva una comunità siciliana.
A Salonicco c’era una sinagoga chiamata Calabria, che dopo la metà del 1500 si divise in tre: Calabria Jashàn (dopo il 1553 fu nota come Nevè Shalom Dimora di Pace), Chiana e Calabria Chadàsch detta anche Ishmael. Tra i rabbini della comunità calabrese di Salonicco ricordiamo il veneziano David Messer Leon e Samuel di Mosè Cali. Nel 1917 un terribile incendio distrusse buona parte della città cancellando le tracce di un passato secolare; durante la Seconda Guerra Mondiale l’intera comunità ebraica fu deportata nei lager.Anche a Costantinopoli esisteva una sinagoga chiamata Calabria.Ma è nel campo dei cabalisti che si fanno le scoperte più interessanti. Qabbalah è una parola ebraica che può tradursi con ricezione e indica il misticismo ebraico. Secondo Giulio Busi “Nel suo valore di ricezione, qabbalah enuncia, infatti, la continuità con il passato e anche il senso di respons abilità che questa eredità comporta.” A essa si dedicarono anche intellettuali cristiani come Giovanni Pico della Mirandola e per molti secoli fu avvolta da un alone di mistero. Un notevole impulso agli studi sulla Qabbalah venne da Gershom Scholem che si dedicò a essa con rigore scientifico.Safed, sui monti della Galilea, era la città sacra per i cabalisti. Qui gli italiani avevano costituto una comunità chiamata Italia e tra i suoi maggiori esponenti vi era un ricco mercante di spezie: Sabbatai ha Cohen Siciliano. Ma il posto d’onore tra gli italiani di Safed spetta - senza ombra di dubbio - a Chaim Vitale Calabrese (1543-1620) eminente cabalista, nato a Safed da padre calabrese. Egli si trasferì a Damasco, dove divenne rabbino capo per poi tornare a Safed. Il figlio Samuel, dopo aver vissuto a Damasco, sarà rabbino a Il Cairo tra il 1666 e il 1678, a lui succederà il figlio Mosè.
Questi sono alcuni squarci di una vicenda lunga, complessa, affascinante e per alcuni versi ancora poco nota.Ma quali furono le conseguenze della scacciata degli ebrei dal Mezzogiorno? Furono disastrose. Scomparve una comunità che aveva al suo interno consistenti nuclei borghesi caratterizzati da dinamismo economico e vivacità culturale. Si aprì la strada a una concezione della vita nel Mezzogiorno fondata solo sulla rendita parassitaria. Il Sud volse le spalle al mondo e al Mediterraneo.Da quel momento i flussi commerciali e culturali del Mediterraneo non toccarono più il Sud. Diversa fu la storia di Livorno, dove l’accorta e accogliente politica dei Medici trasformò la città in un’oasi per gli ebrei del Mediterraneo. I frutti non mancarono, la nazione livornese stabilì contatti e legami con tutti i maggiori centri del Mediterraneo creando anche una lingua franca: il bagitto. Questa scelta medicea – è bene ricordarlo – non portò solo vantaggi economici ma anche, e forse soprattutto, politici e culturali. La tolleranza di Livorno si estese all’intera Toscana. Da Livorno sorsero poi esponenti di primo piano del mondo ebraico da Moses Montefiore al rabbino Elia Benamozeg.
Oggi riemergono qua e là tracce di un passato millenario che il tempo e, in tanti casi, la ferocia umana non sono riusciti a cancellare. Come un fiume carsico che appare e scompare, senza mai cessare di scorrere. Ottobre 2008, http://www.unideadicitta.it/

Tel Aviv

VIDEOSORVEGLIANZA,COMUNE IN ISRAELE PER STUDIO SISTEMI INNOVATIVI

"Una delegazione del Comune di Milano, su invito ufficiale dell'Ambasciata di Israele, si recherà domani a Tel Aviv per conoscere i più innovativi sistemi di sicurezza e videosorveglianza usati in quel Paese". Lo comunica il vice Sindaco Riccardo De Corato, che guiderà la rappresentanza comunale, di cui faranno parte il comandante della Polizia Municipale, Emiliano Bezzon, e il direttore del settore Sicurezza, Tullio Mastrangelo. "Fin dalla fondazione - spiega De Corato - Israele è stata costretta dalla situazione geopolitica a sviluppare sistemi di protezione e di sicurezza. Grazie al know how sviluppato in questo settore, oggi vanta più di 600 aziende che producono software e strumenti altamente sofisticati, praticamente unici al mondo. L'invito rivolto a Milano, che con più di 900 telecamere è una delle città più controllate d'Europa - sottolinea De Corato -, da una parte ci inorgoglisce, dall'altra rappresenta un'opportunità per conoscere e verificare le ultime tecnologie, soprattutto in vista di un appuntamento di forte richiamo internazionale come l'Expo". (omnimilano.it) , 30 ottobre 2008

Haifa

Israele: "Supereremo la soglia dei 100mila italiani"

Primi nove mesi del 2008 in forte crescita per Israele. Il Ministero del Turismo diffonde i dati dei flussi dall'Italia: sono stati 96mila i nostri connazionali che hanno visitato la destinazione, e confermano la tendenza di incremento, +68%, superando i risultati record ottenuti nel 2000. "L'obiettivo previsto per il 2008 era di raggiungere i 100mila turisti dall'Italia - dichiara Suzan Klagesbrun, direttore dell'Ufficio nazionale israeliano del Turismo in Italia - ed è stato ormai concretizzato. Con ogni probabilità verrà superato con gli arrivi dei mesi di novembre e dicembre" 30/10/2008 , http://www.ttgitalia.it/


Israele. Partito dei Verdi per la legalizzazione della marijuana

La riforma sulla politica delle droghe e' stata alla base della creazione del Partito dei Verdi (Ale Yarok party). Boaz Wachtel nel 1999 pago' 13 mila shekels e raccolse le 100 firme necessarie per fondarlo, e ne e' stato presidente fino al 2006.Ex addetto militare dell'ambasciata israeliana di Washington, Wachtel si e' laureato in amministrazione e marketing all'universita' del Maryland.Pioniere nel Paese oer quanto riguarda una riforma della legge sulla marijuana, ha lavorato in un gruppo di studio della Knesset (Parlamento) per cambiare lo status della marijuana."Stiamo cercando di cambiare le leggi sulle droghe, che sono molto simili a quelle, disastrose, degli Stati Uniti. Alle volte abbiamo raggiunto dei risultati e altre volte abbiamo perso", ha dichiarato intervistato dal quotidiano The Jewish Advocate.Dal 2006 il nuovo presidente del Partito e' il ventisettenne Ohad Shem Tov, il piu' giovane presidente di partito dalla formazione dello Stato di Israele.Le pene, negli anni, sono state alleggerite, ma la marijuana continua ad essere illegale.I Verdi non si occupano solo delle droghe, ma vorrebbero legalizzare anche la prostituzione e il gioco d'azzardo. Infatti riformando questi settori, ritengono che si alleggeriscano i problemi causati dal consumo e dal mercato nero. Inoltre sono per una politica di pace.Il Partito non ha ancora alcun rappresentante alla Knesset.

Gerusalemme - mura erodiane

Libri/ Perchè Stalin creò Israele?

Perché Stalin creò Israele è il nuovo titolo scelto dall’editore Sandro Teti per Historos, collana ideata per la conoscenza e la comprensione della Storia senza limiti cronologici e geografici. L’uscita dell’opera coincide con il sessantesimo anniversario della nascita dello stato di Israele. Il libro verrà presentato in occasione di “Più Libri Più Liberi”, la Fiera della piccola e media editoria in programma a Roma dal 5 all’8 dicembre. La traduzione è di Chiara Spano, la prefazione di Luciano Canfora, mentre l’introduzione è curata da Enrico Mentana.
29 novembre 1947. L’Assemblea delle Nazioni Unite si riunisce per approvare la Risoluzione 181, il piano di spartizione della Palestina. Al voto contrario del Regno Unito si oppone il consenso degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica. Perché quel giorno venne presa quella decisione? Perché Stalin creò Israele? Attraverso un imponente lavoro di documentazione, il giornalista russo Leonid Mlecin indaga uno dei momenti più importanti della storia del Novecento. Con piglio avvincente l’autore ripercorre i passaggi salienti della politica estera sovietica nella gestione dei rapporti in Medio Oriente a partire dal 1917. Reperti originali e in parte inediti, materiale d’archivio del Politbjuro, del Comitato centrale del Partito comunista, dei servizi segreti e del Ministero degli Esteri dell’Unione Sovietica, telegrammi cifrati degli ambasciatori, memorie di politici e diplomatici che hanno vissuto da protagonisti quei cruciali avvenimenti. A riemergere è il progetto strategico di Stalin, finalizzato alla costituzione di un presidio sovietico nelle zone calde del Medio Oriente. Questo testo, scorrevole nella lettura, si presenta come un importante strumento di approfondimento conoscitivo tanto per gli studiosi specialisti, quanto per chi è interessato alla questione mediorientale e intende guardare oltre i recenti sviluppi.
Leonid Mlecin Nato nel 1957, è giornalista, scrittore, storico e corrispondente della rivista “Novoe Vremja”. È Autore e conduttore di trasmissioni televisive di informazione, attualità e analisi politiche sui temi più importanti della storia del Novecento. Ha scritto diversi libri – E. Primakov, L. Brežnrv, I presidenti del KGB, I ministri degli Esteri, Morte di Stalin – e romanzi gialli tradotti in inglese, giapponese, spagnolo, polacco e altre lingue dell’ex Unione Sovietica.

Israele, trovato testo ebraico


(ANSA) - TEL AVIV, 31 OTT - E' stato ritrovato in Israele un coccio su cui erano tracciate alcune righe in lingua 'proto-canaanea', da cui ha origine l'ebraico. Secondo gli esperti si tratta della piu' antica scritta del genere, risalente a 3.000 anni fa. Il reperto e' stato trovato all'interno della Fortezza di Elah, sud-ovest di Gerusalemme, dove - secondo la Bibbia - in quell'epoca si affrontarono David e Golia. Finora solo alcune parole sono state decifrate:'schiavo', 're','giudice' ed un termine di divieto.

giovedì 30 ottobre 2008


Israele/ Livni riceve anello con diamante da ammiratore canadese
Insolita proposta di nozze per il ministro, sposata con due figli

Roma, 28 ott. (Apcom) - Regalo insolito per il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni: un ammiratore le ha spedito dal Canada un anello col brillante, scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth. Il pacchetto-regalo, recapitato dalla FedEx negli uffici della nuova leader del Kadima, conteneva per l'esattezza un anello d'oro da 18 carati con diamante, una foto del mittente (tale Laurent Belanger residente in Quebec) e un biglietto scritto a mano su carta intestata con la frase, esaustiva: "So quello che faccio". La busta ha creato inizialmente qualche problema allo staff della candidata premier, che temeva contenesse materiale esplosivo. I servizi segreti sono stati felici di scoprirvi un 'semplice' anello adagiato in una scatoletta.
L'autenticità del prezioso, ci tiene a sottolineare il giornale, non è stata per il momento verificata, né il biglietto di accompagnamento ha fornito una spiegazione esatta sul significato del regalo. Gli assistenti di Livni ritengono si tratti di "una specie di proposta matrimoniale". La leader centrista - che è sposata con due figli - ha ordinato allo staff di rispedire, con tanti ringraziamenti, l'anello al mittente.

mercoledì 29 ottobre 2008

alcuni dei ragazzi ospiti

DALLA RAI TRE E DALLA FONDAZIONE VILLA EMMA (NONANTOLA) VENIAMO A SAPERE:
IL DOCUMENTARIO "I RAGAZZI DI VILLA EMMA - RAGAZZI EBREI IN FUGA" SARA' IN ONDA MERCOLEDI' 12 NOVEMBRE 2008, ALLE ORE 08.05 E 00.40, SU RAI TRE PER LA STORIA SIAMO NOI - RAI EDUCATIONAL - DIRETTA DA GIOVANNI MINOLI.

Villa Emma è una delle più belle residenze ottocentesche dell'Emilia Romagna. Fu realizzata a Nonantola (prov. di Modena) nel 1898 dall'architetto modenese V. Maestri per conto di Carlo Sacerdoti che la dedicò alla moglie Emma Coen. Nel 1913 la villa fu venduta e dopo alcuni passaggi di proprietà divenne, durante la prima guerra mondiale, granaio governativo. Dal 1940 transitarono e furono ospiti di Villa Emma, allora di proprietà del signor Grassi di Milano, numerosi emigrati e profughi israeliti.
Tra il luglio 1942 e il settembre 1943 giunsero e soggiornarono a Villa Emma due gruppi di ragazzi ebrei della Jugoslavia. Con l'occupazione nazista in Italia, il rischio di deportazione gravava anche sui giovani di Villa Emma. I nonantolani dimostrarono allora di voler offrire, oltre all'ospitalità, anche amicizia, solidarietà e fratellanza. Infatti nel giro di ventiquattro ore tutti i ragazzi e i loro accompagnatori furono nascosti e protetti all'interno del seminario o presso famiglie del luogo. In seguito grazie all'opera di don A. Beccari, del dott. Moreali nonchè diversi cittadini venne organizzata la loro fuga verso la Svizzera. Tutti si salvarono e alcuni di loro sono tornati a salutare e ringraziare la gente di Nonantola. (ulteriori informazioni e foto al sito: http://digilander.libero.it/fdp_1970/Villa%20Emma/villa_emma.htm)