giovedì 23 maggio 2013





ASSOCIAZIONE VERONESE ITALIA-ISRAELE
ISRAELE OGGI
MARCO PAGANONI
 
In video conferenza su
 
“ STALLO NEGOZIALE, RIVOLTE ARABE, VECCHI PRECONCETTI”
Alcune riflessioni su uno scenario che non ammette chiavi di lettura obsolete
  Seguirà dibattito
     Giovedì 30 Maggio 2013, ore 21
  Sala proiezioni 1° piano g.c.Comunità Ebraica di Verona Via Portici, 3
   MARCO PAGANONI
Nato in Israele nel 1959 da genitori italiani non ebrei, vive in Italia dal 1967. Nel 1986 pubblica il libro “Dimenticare Amalek – rimozione e disinformazione nel discorso della sinistra sulla questione israeliana” (La Giuntina). Iscritto all’Albo dei giornalisti di Milano, nel 1989 è tra i fondatori, a Milano, del centro di informazione NES – Notizie e Stampa e da allora è direttore del notiziario periodico NES, specializzato su Israele e Medioriente. Dall’ottobre 2000 dirige il sito www.israele.net <http://www.israele.net> .
E’ stato incaricato dell’insegnamento di “Storia e Istituzioni dello Stato d’Israele” presso l’Università di Trieste e di “Storia d’Israele” nel Corso di Laurea in Studi Ebraici di Roma. Nel 2006 pubblica “Ad rivum eundem” (Proedi Editore – Milano). E’ autore del documentario storico “Israele: un racconto per immagini”

Se l’Unione Europea etichetta i prodotti in base alla «linea verde» 
Editoriale del Jerusalem Post,http://www.israele.net/
Che si tratti del vino delle alture del Golan, dei bretzel di Ariel o dei cosmetici del Mar Morto, sta di fatto che l’Unione Europea ha preso di mira tutte le merci israeliane prodotte al di là della “linea verde”. Lo scorso dicembre il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea ha ribadito il suo “impegno a garantire continua, piena ed efficace attuazione della legislazione UE in vigore e degli accordi bilaterali relativi ai prodotti degli insediamenti”. Quello che intendono dire è che l’etichetta “made in Israel” deve valere esclusivamente per i beni prodotti all'interno della “linea verde” affinché i consumatori europei possano distinguerli. Il mese scorso i ministri di Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Slovenia, Lussemburgo e Malta hanno firmato una lettera indirizzata al responsabile della politica estera della UE, Catherine Ashton, in cui ribadiscono il loro sostegno all'etichettatura differenziata dei beni prodotti nelle città, nei villaggi e nei parchi industriali che sorgono in Giudea e Samaria (Cisgiordania). E tredici paesi costituiscono quasi la metà dei 27 stati membri dell’Unione Europea.A quanto risulta, Washington ha già fatto notare che questa decisione non farebbe altro che complicare ulteriormente i rinnovati sforzi americani ed europei per mediare un accordo di pace fra Israele e Autorità Palestinese. A nostra volta vorremmo aggiungere alcune ragioni che dimostrano quanto questa fissazione dell’etichettatura in base alla "linea verde" sia sbagliata.Innanzitutto, l’ipotesi che ne sta alla base è che soltanto Israele sia da ritenere responsabile, e dunque da penalizzare, per lo stallo del processo di pace, ignorando completamente le responsabilità della parte palestinese (rifiuto intransigente delle più avanzate offerte di compromesso, continuo incitamento e indottrinamento all'odio verso l’esistenza stessa di Israele, rifiuto di riprendere i negoziati diretti senza precondizioni). Di più. Incolpando solo Israele, si incoraggia i palestinesi a persistere con l’istigazione, col rifiuto di tornare al tavolo delle trattative, con la mortificazione delle forze più moderate all'interno della loro società.In secondo luogo, un’etichettatura pensata per favorire il boicottaggio dei prodotti israeliani finirebbe col colpire l’economia palestinese. Le aziende israeliane al di là della “linea verde” danno lavoro a decine di migliaia di palestinesi. E poiché i legami economici sono difficili da districare, il boicottaggio inevitabilmente si tradurrebbe in una punizione collettiva degli ebrei che vivono su entrambi i versanti della “linea verde” e degli stessi palestinesi.Infine, nessuno sa dove verranno fissati i confini definitivi. L’idea di uno scambio di terre grazie al quale Israele cederebbe aree all'interno della “linea verde” in cambio dell’annessione dei blocchi di insediamenti più popolosi al di là della "linea verde" (e che non costituiscono più del 2% della Cisgiordania) da tempo è diventata uno dei principi centrali del negoziato fra israeliani e palestinesi. Proprio di recente anche la Lega Araba sembra aver accettato il concetto che le linee armistiziali del 1949 non sono sacre e che “limitati” scambi di territorio sono del tutto accettabili. Dunque, soltanto i negoziati determineranno l’assetto finale dei territori contesi di Cisgiordania. Nel frattempo, i futuri confini restano ignoti: solo il negoziato diretto israelo-palestinese li potrà definire. Etichettando i prodotti, l’Unione Europea si arroga la facoltà di decidere (al posto degli interessati) che tutti gli insediamenti al di là della “linea verde” dovranno essere smantellati e che tutta la Cisgiordania dovrà essere resa Judenrein (epurata dalla presenza ebraica). Un’idea che la stessa Lega Araba non sostiene più.L'etichettatura dei prodotti israeliani ricorda piuttosto il vecchio boicottaggio diplomatico, economico e culturale che gli stati arabi decretarono contro Israele sin dal momento della sua fondazione, quando la Cisgiordania era occupata dalla Giordania e tutti gli insediamenti ebraici che sorgevano al di là delle linee armistiziali del 1949 avevano subito la ripulitura etnica ed erano stati distrutti.Davvero un bell'aiuto al dialogo e alla ricerca di un compromesso di pace.(Da. Jerusalem Post, 19.5.13) 

Salute animale e produzione bovina, studiosi israeliani in visita all'IZSAM di Teramo 

Una delegazione di 12 studiosi provenienti da Israele è stata ospitata all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale "G. Caporale" di Teramo nell'ambito del progetto EU Twinning: "Strengthening of Israeli Veterinary Inspection Authorities for Animal Health and Livestock Production". L'iniziativa mostra ancora una volta quanto sia forte l'esigenza di scambiare conoscenze fra le varie realtà mondiali in tema di rafforzamento dell'ispezione veterinaria per la salute animale e la produzione del bestiame. E in questo contesto ha tutte le carte in regola l'IZSAM per dire la sua a livello internazionale.La delegazione ha quindi visitato il CED (Centro Elaborazione Dati) dell'Istituto per acquisire informazioni sui Sistemi informativi a livello nazionale e regionale, per poi dirigersi al LAOA (Laboratorio Alimenti Origine Animale) per conoscere le attività dell'Izs relative alla contaminazione da residui, pesticidi e diossina. Ad accogliere i colleghi provenienti da Israele c'era il dott. Federigo Santini da sempre esperto dell'Izs in giro per il mondo, che ha guidato il gruppo nella sua veste attuale di consulente dell'Izs della Lombardia ed Emilia Romagna. http://www.teramonews.com/

Da Israele la formula EatWith: cene in famiglia per turisti

Si chiama “EatWith” ed è la nuova “avventura” che consente ai turisti che si recano in Israele di vivere l’emozione dell’accoglienza all’interno delle case israeliane, un’esperienza unica e autentica. Attraverso “EatWith” infatti i visitatori possono scegliere di cenare in decine di case israeliane in ogni parte del Paese e in differenti ambienti: dal loft alla moda a sud di Tel Aviv alle antiche case in pietra di Gerusalemme, alle belle abitazioni rurali nei Kibbutz. I turisti potranno spaziare dai piatti tradizionali ortodossi a Gerusalemme ai pic-nic asado-style argentini; dai piatti gourmet creati da chef di fama internazionale alle feste ungheresi con le antiche rovine romane di Cesarea sullo sfondo.Gli ospiti hanno anche la possibilità di visitare le aziende agricole e corsi d’acqua in tutto Israele, dove i prodotti locali sono coltivati e pescati. Ogni casa o struttura extraalberghiera è stata accuratamente selezionata in base alla storia personale, ai servizi che offre, agli spazi di intrattenimento e alla qualità del cibo.I padroni di casa possono accogliere un numero variabile di ospiti, da due a 20, a seconda dello spazio e delle condizioni meteorologiche. I prezzi vanno da 100 NIS a 300 NIS per ospite (1 NIS = 0,21 euro), in base al prezzo delle materie prime, dell’esperienza culinaria del padrone di casa e dello stile dell’evento o manifestazione proposti.Per fornire informazioni dettagliate è stato anche creato un sito ad hoc: eatwith.com.http://www.lagenziadiviaggi.it/

(Nei tour che organizzo dal 2000, queste cene sono state svolte in tutti i viaggi e senza pagare nulla grazie all'ospitalità delle famiglie israeliane!!!!!n.r.)

Terrorismo: fonti Ue, presto Hezbollah nella lista nera

(AGI) - Bruxelles, 21 mag. - L'Unione europea si accinge a inserire l'ala militare del movimento sciita libanese Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici, dopo che la Gran Bretagna ha avanzato formale richiesta. Lo hanno rivelato fonti diplomatiche, specificando che la questione sara' discussa all'inizio di giugno. "Speriamo di arrivare a un accordo per la fine di giugno", ha affermato un diplomatico, spiegando che una commissione speciale di esperti si riunira' appositamente all'inizio del mese. E' da tempo che Stati Uniti e Israele fanno pressioni sui Ventisette affinche' Hezbollah sia inserito nella lista dei gruppi terroristici, ma sul tema le posizioni sono diverse. Se Londra e' apertamente a favore, piu' riluttanti sono Roma e Parigi, con quest'ultima preoccupata per il potenziale effetto destabilizzante sul Libano, dove il movimento sciita partecipa al governo, e per la sicurezza dei caschi blu schierati. Ad aumentare la pressione hanno concorso l'attentato dell'anno scorso in Bulgaria contro turisti israeliani, per il quale Sofia ha accusato il movimento sciita libanese, e il coinvolgimento di miliziani Hezbollah nella crisi siriana al fianco del regime di Damasco .

Polonia/ Ryanair propone volo diretto Israele-Auschwitz

Londra, 21 mag. (TMNews) - La compagnia irlandese low cost Ryanair punta ad aprire un collegamento fra Israele e la Polonia per sfruttare il fiorente mercato dei viaggi scolastici degli studenti israeliani nell'ex lager nazista di Auschwitz-Birkenau. Lo ha affermato oggi un suo portavoce confermando le dichiarazioni rilasciate dal numero due del vettore."Apparentemente, tutti i giovani israeliani devono recarsi in Polonia per vedere Auschwitz. Noi possiamo aiutarli a farlo", aveva affermato ieri il direttore generale aggiunto di Ryanair, Howard Millar, secondo quanto riportato da diversi media. La compagnia "è in contatto con alcuni aeroporti israeliani ma attualmente siamo in una fase esplorativa", ha confermato il portavoce di Ryanair all'Afp.Ryanair, la cui sede è a Dublino, è attiva in tutta Europa e da un anno è diventata la prima compagnia aerea della Polonia, secondo i risultati resi noti ieri. L'ex campo di sterminio di Auschwitz, situato ad una sessantina di chilometri da Cracovia, nel sud della Polonia, nel 2012 è stato visitato da un numero record di 1,43 milioni di persone. Ogni anno migliaia di studenti israeliani vi si recano, la maggior parte nell'ambito di viaggi scolastici. Circa 1,1 milioni di persone, fra cui circa un milione di ebrei, sono perite fra il 1940 e il 1945 nel famigerato lager nazista. (con fonte Afp) 

Colpito veicolo militare israeliano

 L'esercito siriano ha detto di avere colpito e distrutto un veicolo militare israeliano che aveva oltrepassato la linea di demarcazione sulle Alture del Golan. Lo riferisce la Tv di Stato. Stamane, Tel Aviv aveva detto che un suo veicolo era stato colpito mentre si trovava di pattuglia la notte scorsa e che i suoi soldati avevano risposto.ISRAELE,NESSUN VEICOLO MILITARE DISTRUTTO Nessun veicolo militare israeliano è stato distrutto la scorsa notte sulle alture del Golan. Lo ha detto all'ANSA una portavoce militare israeliana, commentando informazioni divulgate dalla televisione di Stato siriana. In seguito a quell'incidente il capo di stato maggiore gen. Beny Gantz si è recato sulle alture del Golan per un sopralluogo. La sensazione di Israele è che il fuoco sia stato indirizzato con precisione verso la pattuglia israeliana, che di conseguenza ha avuto ordine immediato di reagire. Secondo radio Gerusalemme, i militari israeliani hanno fatto ricorso a un razzo 'Tamuz' che - secondo la versione della emittente - ha centrato il bersaglio. In quello scontro a fuoco non si sono avute vittime israeliane.http://www.ansa.it/

Voci a confronto
Una forte denuncia a proposito dell’odio antiebraico che rende irrespirabile il clima nella città svedese di Malmo, considerata simbolo del multiculturalismo, arriva dal Foglio. La sezione cultura del Corriere della Sera apre con la presentazione del volume “Eichman o la banalità del male” di Hannah Arendt e Joachim Fest in questi giorni in libreria grazie alla Giuntina, che contiene inedite lettere e documenti di scambi fra i due, a 50 anni dalla pubblicazione della banalità del male. Presentata nella Capitale la sezione italiana dell’Associazione ambientalista Beautiful Israel (Messaggero Roma). Il Centro internazionale Primo Levi di New York ha assegnato il Centaur Award all’attore John Turturro. A consegnarlo John Elkann, che ha ricordato il forte legame fra Primo Levi e la nonna Carla Ovazza (Maurizio Molinari sulla Stampa). Sull’Osservatore romano Anna Foa interviene sulla vicenda dell’ufficiale della Wermacht premiato come Giusto fra le Nazioni. Nella sua rubrica di lettere sul Corriere, Sergio Romano risponde a un lettore in merito al diverso grado di riconoscimento delle proprie responsabilità rispetto al periodo del nazi-fascismo tra Italia e Germania.Rifiuto della procura generale di Stoccarda di riaprire l’indagine sull’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema. Ora l’ultima possibilità è la Corte costituzionale tedesca (tra gli altri, il Giornale).(22 maggio 2013),http://moked.it/

La sofferenza degli animali
Dell’interessante incontro svoltosi lo scorso venerdì 10 maggio presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli – in occasione della pubblicazione del numero della Rassegna Mensile di Israel dedicato alla sofferenza degli animali – ha già parlato martedì 14, Ilana Bahbout, a cui va un plauso, insieme a Luisella Battaglia, Lorenzo Chieffi e gli altri organizzatori, per avere voluto e realizzato l’importante incontro, ottimamente introdotto e moderato da Maria Valeria Del Tufo.Vorrei soltanto segnalare, a tale proposito, che la tavola rotonda, così come la pubblicazione del numero monografico della Rassegna (da apprezzare, oltretutto, per la leggiadra apertura verso il linguaggio artistico, attraverso il corredo di suggestivi disegni e poesie), si collocano nel solco di un importante filone della speculazione di pensiero ebraica, avviato già agli inizi del scolo scorso (pensiamo al grande Rav Cook), ma fortemente lievitato nell’ultimo ventennio – ampiamente testimoniato dai numerosi contributi apparsi su questo portale e sul mensile Pagine Ebraiche -, volto a definire i doveri dell’uomo verso le altre creature viventi. Un movimento culturale di grande profondità e intensità etica, che tende a una sostanziale risignificazione delle stesse Sacre Scritture, nelle quali la tradizionale interpretazione dell’uomo come “re del creato” viene di fatto abbandonata, a favore di una nuova assunzione di responsabilità.Si tratta, in un certo senso, di una sorta di rivincita postuma di Spinoza, la cui esclusione dalle Comunità ebraiche del suo tempo fu in buona parte dovuta proprio alla sua pretesa – al’epoca giudicata inconcepibile – di estendere a tutti gli esseri viventi la stessa dignità di creature divine, compartecipi della natura spirituale di tutto il creato.Oggi, di nuovo, l’ebraismo riflette sul fatto che l’uomo è accomunato a tutti gli altri esseri senzienti, innanzituto per la medesima capacità di soffrire. I libri di Giobbe e del Qohelet, da questo punto di vista, non riguardano più soltanto la specie umana, ma tutta la natura cosciente. Ma, se l’uomo soffre come gli altri animali, è differenziato da loro per il fatto che è consapevole non solo della propria sofferenza, ma anche di quella delle altre creature. E’ questa, e solo questa, forse, l’unica vera differenza tra l’uomo e le altre forme di vita, ed è evidente che è una differenza che non porta alcun diritto, ma solo doveri.Difficile dire dove questa riflessione potrà condurre, ma il fatto che essa esista, e coinvolga un numero sempre crescente di uomini di pensiero e di azione – rabbini, giuristi, scienziati, filosofi, veterinari, allevatori, semplici cittadini – mi pare, di per sé, un fatto di notevole significato.Francesco Lucrezi, storico,http://moked.it/ (22 maggio 2013)

Ticketless – Viaggiare con gusto
Il monitor in queste settimane mescola le ghiottonerie della carrozza ristorante con il patrimonio di immagini che Trenitalia finalmente sembra decisa a valorizzare. Tu alzi gli occhi dal libro che stai leggendo e vedi i panzerotti svanire davanti alle locomotive fumanti che piacevano a Carducci. Sul peso che il treno ha avuto nella letteratura italiana vengono in mente le ricerche di uno dei più bravi italianisti, Remo Ceserani, ma quali sono gli scrittori di cose ebraiche che hanno descritto viaggi in treno? Un sommario indice, che spero di infoltire nei prossimi ticketless. C’è l’incubo di Matilde Serao che, sbarcata a Giaffa, scopre con orrore che sarà la locomotiva, il simbolo della modernità e dunque la nemica della tradizione, a condurla a Gerusalemme sul finire dell’Ottocento; c’è il viaggio in treno da Ferrara a Bologna ne “Gli occhiali d’oro” di Giorgio Bassani; c’è, soprattutto, il “Corto viaggio sentimentale” di Svevo. Aghios, il protagonista, trova il coraggio di confessare ciò che raramente Svevo ha avuto la forza di fare e cioè la sua ebraicità: «È comodo di appartenere a un’altra razza. Così è come se ci si trovasse sempre in viaggio. Si ha il pensiero più libero». Svevo si divertiva a raccontare di treni ribaltati dalla bora. Occorrerebbe, pensa Aghios, che un ingegnere delle Ferrovie dello Stato inventasse un treno con la locomotiva ferma nella stazione di partenza e l’ultimo vagone fermo nella stazione di arrivo. Partenza e arrivo coinciderebbero. Questo sì che sarebbe “viaggiare con gusto”! Progettare un treno così lungo da coprire il tragitto che si deve compiere. La domanda più assurda diventerà reale: da dove si parte e dove si arriva? Per pura coincidenza il libro che stavo rileggendo questa settimana, con l’intenzione di raccomandarlo in questa rubrica ferroviaria, è il “Viaggio con la giovane ebrea”, che Alfredo Panzini scrisse alla vigilia delle leggi razziali, descrivendo il suo arrivo in treno ad Ancona con una giovane ebrea dalmata in fuga. Un piccolo capolavoro che può ancora oggi aiutare a “viaggiare con gusto”.Alberto Cavaglion (22 maggio 2013),http://moked.it