mercoledì 16 dicembre 2009



Gb, tensione con Israele per i prodotti "Made in Palestine"

Un innocuo ‘consiglio' per una maggiore trasparenza verso i consumatori o l'inizio di un subdolo boicottaggio dei prodotti israeliani? Per Londra è il primo, per Tel Aviv decisamente il secondo. Sale la tensione tra Gran Bretagna e Israele in seguito alla decisione del Governo britannico di suggerire ai supermercati di indicare sulle etichette di tutti i prodotti provenienti dalla West Bank se sono stati fatti da produttori palestinesi o da israeliani che vivono negli insediamenti illegali nei territori occupati.Defra, il ministero dell'alimentazione e degli affari rurali, ha consigliato ai supermercati di modificare le etichette che attualmente indicano "prodotto della West Bank" rendendole più specifiche per informare i consumatori sulla provenienza dei cibi o beni acquistati, scrivendo quindi "prodotto palestinese" o "prodotto degli insediamenti israeliani". Non si tratta di un obbligo legale ma di una "indicazione di comportamento". L'obiettivo, secondo Londra, è semplicemente «permettere ai consumatori di scegliere quale prodotto acquistare». Le regole Ue impongono che ci sia una netta differenziazione tra prodotti israeliani e prodotti dei territori. Israele non ha gradito la mossa e ha accusato apertamente Londra di incoraggiare il boicottaggio dei prodotti che provengono dagli insediamenti israeliani della West Bank, che teme possa portare a una ostilità più generalizzata verso il "made in Israel". «Siamo preoccupati, - ha dichiarato stamani Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. – Sembra che Londra stia dando ragione a chi vuole boicottare tutti i prodotti israeliani». Il ministero degli Esteri britannico ha sottolineato di essere «contrario a qualsiasi forma di boicottaggio di Israele, che certamente non aiuterebbe il processo di pace», però ha aggiunto: «Gli insediamenti israeliani nei territori occupati sono illegali e sono un ostacolo alla pace, su questo siamo sempre stati chiari». Sono 27 le società controllate da israeliani che vivono negli insediamenti della West Bank e che esportano frutta, verdura, cosmetici, tessili e prodotti di plastica e metallo in Gran Bretagna, che vengono poi venduti in tutte le maggiori catene di negozi e supermercati. 11 dicembre 2009, http://www.ilsole24ore.com/

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