martedì 9 febbraio 2010





Campo di concentramento di Fossoli

Un nuovo successo della Fondazione CDEC

Il libro di Liliana Picciotto sul campo di Fossoli Il libro di Liliana Picciotto sul campo di Fossoli riceve il plauso del Capo dello Stato
Fossoli, frazione di Carpi, fu lo scenario “inconsapevole” di una tragica pagina della nostra storia: qui fu attivo, tra il dicembre 1943 e i primi giorni dell’agosto 1944, un campo di concentramento in cui furono reclusi 2845 ebrei arrestati in tutta l’Italia centrosettentrionale sotto la Repubblica di Salò e l’occupante nazista. Gli ebrei non furono gli unici reclusi nel campo, che ospitò a turno prigionieri politici, militari alleati fatti prigionieri durante la guerra, ed altre categorie di prigionieri. Un’apposita Fondazione Fossoli, a Carpi, conserva il campo come monumento a questa tragica pagina della storia nazionale. Ma la sorte dei reclusi ebrei fu la più funesta, perché essi furono da Fossoli deportati ad Auschwitz, dove furono quasi tutti assassinati.È una pagina memorabile della Shoah in Italia, ricade sotto la competenza della Fondazione CDEC di Milano. La Fondazione Fossoli ha perciò preso l’iniziativa di affidare a una storica della Fondazione CDEC la redazione di un libro sulla storia degli ebrei reclusi a Fossoli. Il libro, L’alba ci colse come un tradimento, esce per i tipi di Mondadori, ed è stato presentato, in occasione delle celebrazioni ufficiali del Giorno della Memoria, alla sala della Provincia il 27 gennaio, introdotto da Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera e presidente della Fondazione Memoriale della Shoah. Ha già ottenuto il lusinghiero apprezzamento del Presidente della Repubblica Napolitano, che ha scritto all’Autrice: “Desidero complimentarmi con lei e con i suoi collaboratori per avere condotto a termine questa ulteriore, documentata e dolorosa ricerca, promossa congiuntamente dalla Fondazione CDEC e dalla Fondazione Fossoli, sul campo di concentramento e di transito di Fossoli, da cui oltre 2800 ebrei furono deportati verso i campi di sterminio tedeschi. Esso fa emergere tutte le tremende responsabilità di quelle strutture poliziesche ed amministrative che, eseguendo l’ordine di arresto di tutti gli ebrei italiani emanato il 30 novembre 1943 dal Capo della Polizia della Repubblica di Salò, consegnarono alle forze di occupazione naziste uomini e donne di ogni età, vecchi e bambini, per la loro deportazione in convogli ferroviari piombati fino ai campi di sterminio tedeschi, dove la maggior parte di loro trovò la morte. Possa la conoscenza degli eventi e l’orrore per quanto è stato scuotere le coscienze delle nuove generazioni, rendendole consapevoli del valore di quelle istituzioni che permettono loro di vivere in un’Europa restituita alla pace, alla civiltà, alla concordia fra le nazioni. Soltanto la memoria degli orrori di quel tempo può impedire che essi possano mai ripetersi”.L’apprezzamento del Capo dello Stato torna ad onore, oltre che dell’Autrice, anche dell’intera Fondazione CDEC: è motivo di orgoglio e soddisfazione che il risultato delle proprie fatiche non passi inosservato. Aurelio Ascoli http://www.mosaico-cem.it/

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