lunedì 6 settembre 2010
Per le vie di Gerusalemme
Medio Oriente, segnali di ottimismo nelle trattative per la pace
A conclusione del summit che a Washington ha varato la ripresa dei negoziati di pace diretti tra israeliani e palestinesi, spiragli di ottimismo trapelano da ambedue le parti e anche dall’ala moderata del mondo arabo, in contrasto con lo scetticismo che aveva caratterizzato il clima nei giorni precedenti il vertice di giovedì scorso. L’unica nota stonata continua a venire dal movimento islamico Hamas - ostile a ogni intesa con Israele - che ha elogiato di nuovo gli attacchi in Cisgiordania in cui quattro israeliani sono stati uccisi e altri due feriti nei giorni scorsi. Secondo Hamas i coloni sono «un obiettivo naturale» in quanto «forza di riserva dell’esercito di occupazione sulla terra palestinese». Ieri un razzo sparato da Gaza è caduto nel Neghev senza causare vittime e neppure danni.Sorprendendo gli osservatori, il quotidiano arabo Al Hayat, edito a Londra, ha riferito che in seno alla delegazione palestinese al vertice di Washington lo scetticismo dei giorni scorsi è scomparso. Il giornale, che cita collaboratori del presidente palestinese Abu Mazen, parla addirittura di una svolta. Nei giorni scorso la delegazione palestinese a Washington aveva dato l’impressione di essere stata trascinata «per i capelli» al vertice dagli Stati Uniti. Alla base di questo cambiamento di umori, secondo le fonti del giornale, la volontà degli Stati Uniti di giungere a un accordo sul contenzioso entro un anno e le pressioni Usa su Israele perché estenda il congelamento dell’edilizia ebraica negli insediamenti in Cisgiordania, oltre la scadenza della moratoria di dieci mesi, il 26 settembre prossimo. I palestinesi hanno più volte avvertito che abbandoneranno il tavolo delle trattative se le costruzioni riprenderanno. Più cauto il portavoce presidenziale palestinese Nabil Abu Rudeina: i colloqui, ha osservato, sono solo all’inizio.Secondo il negoziatore palestinese Nabil Shaar la prima sessione negoziale formale tra israeliani e palestinesi si svolgerà a Sharm El-Sheikh, nel Sinai, il 14 settembre. Gli Stati Uniti saranno rappresentati dal segretario di stato Hillary Clinton e dall’inviato in Medio Oriente George Mitchell. Segnali di cauto ottimismo emergono anche da parte della israeliana che parla di «segnali incoraggianti» emersi da Washington. Uzi Arad, consigliere del premier per la sicurezza nazionale, ha affermato che gli ultimi due incontri tra Netanyahu e il presidente Barak Obama sono stati particolarmente positivi per gli interessi di Israele. Il presidente Shimon Peres ha definito «molto promettente» la ripresa dei negoziati di pace e anche il segretario della Lega Araba Amr Mussa si è espresso con cauto ottimismo.
05 settembre 2010, http://www.ilsecoloxix.it/
Etichette:
Abbiamo scelto.....
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento