mercoledì 6 ottobre 2010


Israele sborsa tremila dollari per comprare l’account Twitter “@israel

Lui dice che la cifra finale «conteneva cinque zeri». Loro, invece, negano e rivelano di aver sborsato solo 3.000 dollari. E tutto per un account Twitter @israel. Usato pochissimo dal primo. Ritenuto strategico dai secondi, soprattutto per rilanciare l’immagine del paese via Internet.
Lui si chiama Israel Melendéz. È uno spagnolo – anche se oggi vive a Miami – noto alle cronache e alla rete per la sua serie di siti web a luci rosse. Loro sono i funzionari del ministero degli Esteri dello Stato d’Israele che hanno fatto di tutto per essere gli unici ad avere la dicitura @israel. L’account Twitter – il principale sito di microblogging – era stato aperto da Israel, il porno-impresario, nel 2007. Soprattutto per capire i gusti del pubblico. «Ma poi l’ho abbandonato», ha detto lui. «Ricevevo un sacco di adesioni, di insulti e di attacchi perché pensavano fosse quello dello Stato ebraico».Ha scritto il giornale spagnolo Pùblico (ripreso – nell’ordine – dal New York Times e dall’israeliano Haaretz) che il governo di Gerusalemme ha sborsato tremila dollari per far “morire” l’account. Il titolare, però, dice che la transazione conteneva cinque zeri. E cioè dai centomila dollari in su. «La cifra pubblicata sugli organi d’informazione spagnola è decisamente esagerata», ha smentito Chaim Shacham, direttore dell’ufficio “Informazione e Internet” del ministero degli Esteri israeliano.Un account, @israel, che nella guerra mediatica che si sta combattendo sulla Rete risultava un avamposto importante. Perché oltre ai proiettili, anche 140 caratteri sparati sul web possono risultare determinanti nella sfida contro i detrattori.5 ottobre

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