lunedì 29 novembre 2010
Lo rivela il quotidiano Haaretz. La Bulgaria ha già messo a disposizione il suo spazio aereo per gli addestramenti dell’aviazione israeliana
Israele è impegnato a costituire un «Patto Balcanico» avversario della Turchia che negli ultimi mesi si è ulteriormente avvicinata a Iran e Siria e si mostra pronta a sostenere il Libano in caso di un attacco militare israeliano. Lo riferisce oggi il quotidiano israeliano Haaretz, che descrive le attività diplomatiche in atto come le «più significative» finora avviate dal governo Netanyahu in politica estera. Haaretz pubblica anche una foto che ritrae Meir Dagan, capo del servizio segreto israeliano Mossad, a colloquio (nel gennaio scorso) con il primo ministro bulgaro Boiko Borisov. La Bulgaria, aggiunge il quotidiano, sarebbe molto interessata a stringere le relazioni militari ed economiche in Israele e avrebbe messo il suo spazio aereo a disposizione dell’aviazione militare israeliana. I due paesi già si scambierebbero importanti informazioni di intelligence. Israele, afferma Haaretz, punta a creare un fronte con i paesi di Balcani «allarmati» dalla politica regionale di Ankara. Oltre alla Grecia, che ha già svolto esercitazioni militari con Israele e alla Bulgaria, avrebbero espresso interesse per il «fronte anti-turco» guidato da Israele anche Cipro, Serbia, Montenegro, Macedonia e Croazia. Ieri in Libano il premier turco Erdogan ha confermato che rimane irrisolta la crisi nei rapporti con Tel Aviv cominciata durante l’offensiva israeliana «Piombo fuso» di due anni fa a Gaza (1.400 palestinesi uccisi, migliaia feriti) e che ha toccato il punto più critico quando i commandos dello Stato ebraico hanno lo scorso 31 maggio nove civili turchi sulla nave Mavi Marmara, parte della Freedom Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari. «Israele pensa forse di poter entrare in Libano con gli aerei più moderni e i tank per uccidere donne e bambini, usare bombe a grappolo, e si aspetta che noi rimaniamo in silenzio?», ha detto Erdogan intervenendo ad una conferenza organizzata a Beirut. Il primo ministro turco ha fatto sapere al governo Netanyahu che il suo paese è ben consapevole che Israele pianifica un nuovo conflitto in Libano con il movimento sciita Hezbollah, preludio, forse, di quella guerra tra Tel Aviv e Tehran che si ritiene sempre più vicina. L’avvertimento di Erdogan è giunto poche ore dopo la conclusione della riunione tenuta mercoledì dai sette ministri del gabinetto di sicurezza israeliano, presieduto da Netanyahu, convocato per fare il punto proprio sulla situazione interna libanese. Il governo israeliano sostiene che il movimento sciita si starebbe preparando a compiere un «colpo di stato» in reazione all’eventuale incriminazione di suoi membri da parte del Tribunale Speciale per il Libano (Tsl) incaricato di fare luce sull’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri. Uno sviluppo che, afferma Tel Aviv dal suo punto di vista, porterebbe l’Iran (alleato di Hezbollah) a ridosso della frontiera con Israele. Il governo Netanyahu ha anche lanciato ammonimenti riguardo la «presenza» di militanti di Hezbollah nel villaggio libanese di Ghajar, sul confine tra i due paesi, dal quale Israele ha deciso di ritirarsi dopo averlo occupato per anni.
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