giovedì 10 febbraio 2011


I religiosi ultraortodossi: “Internet provoca il cancro"

Non solo è peccaminoso. Fa pure male. Peggio: provoca il cancro. Insomma: porta dritto alla morte. La sfida all’uso di Internet da parte della comunità di ebrei ultraortodossi scala ancora un gradino nella società israeliana. E si alimenta di una campagna pubblicitaria a colpi di poster che mettono in guardia dal web.«Dove c’è Internet non piove», si può leggere su un grande foglio esposto lungo le vie dei quartieri ultraortodossi israeliani. E ancora: «Scacciamo l’idolatria dalla nostra comunità. Centinaia di migliaia di persone sono ammalate di cancro per colpa di Internet». Per rendere ancora più esplicito il messaggio, in alcuni stampati si è fatto ricorso persino alla Ghimatriah, lo studio numerologico delle parole scritte in lingua ebraica. Il tutto per dimostrate che fatte le dovute conversioni lettere-cifre la parola “Internet” equivale a “tumore”.Le reazioni, per ora, arrivano tutte dai vertici religiosi. Preoccupati – più che dei palestinesi – di tenere alla larga i propri fede dal web. Il rabbino capo, Ovadia Yosef, continua a sostenere in ogni occasione che navigare su Internet significa prenotare il viaggio verso l’Inferno. Mentre il rabbino Yosef Shalom Elyashiv ha aggiunto che «connettersi alla rete è un abominio, quindi chi lo fa è come se portasse l’abominio in casa propria».Quindi è la volta del rabbino Shmuel Halevi Wosner: «Internet provoca malattie e ogni genere di avversità. Da che esiste il mondo, il web è in assoluto lo strumento più pericoloso». 10 febb. http://falafelcafe.wordpress.com/

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