lunedì 6 giugno 2011


Israele protagonista alla Biennale

Peres biennale“One man’s floor is another man’s feelings”. Una variazione del modo di dire “one man’s floor is another man’s ceiling”. Questo il titolo dell’installazione di Sigalit Landau inaugurata oggi all’interno del padiglione israeliano in occasione della 54esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.Nei tre piani della palazzina modernista del padiglione israeliano ai Giardini della Biennale, troviamo la rappresentazione di tematiche esistenzialiste e di problemi legati alla sopravvivenza. Al centro dell’apparato simbolico c’è il sale, simbolo della precarietà dell’esistenza umana che si cristallizza in un effimero attimo, e l’acqua, metafora della conoscenza e dei sentimenti. Curata da Jean de Loisy e Ilan Wizgan, la mostra ha come fulcro l’idea di libertà, il sogno di confini tracciati nella sabbia e cancellati dalle onde del Mediterraneo. Una messa in discussione del concetto di confine tra uomo e uomo, dove, come dice il titolo, non solo il pavimento di un uomo è il soffitto di un altro, ma dove anche i sentimenti di uno equivalgono sul piano valoriale a quelli di un altro. Un viaggio che esplora il legame tra israeliani e palestinesi, che traccia una via seppur onirica sul futuro che li accomuna.Ed è proprio il sogno al centro del messaggio del presidente di Israele Shimon Peres, Premio Nobel per la Pace, arrivato ai Giardini della Biennale per inaugurare il padiglione israeliano : “Bisogna allargare la portata dei sogni affinché essi si sostituiscano a una realtà già troppo amara. La nostra testa è divisa in due parti: il cervello e la mente. La mente controlla il cervello e quando si va a dormire essa cade addormentata, mentre il cervello rimane vigile. Non si può sognare, fantasticare o sentirsi liberi senza l’utilizzo della mente. L’arte di Sigalit Landau è priva di un controllo razionale, prescinde da ogni forma di protocollo e da ogni legge. Questo è il vero messaggio che ci trasmette l’arte moderna israeliana.”Tra gli interventi anche quello dell’ambasciatore di Israele a Roma, Gideon Meir, che ha ringraziato il responsabile del padiglione israeliano, Arad Turgeman e le molte autorità intervenute per l’occasione alla cerimonia tenutasi al Bar Paradiso della Biennale: dal Ministro israeliano della Cultura e dello Sport, Limor Livnat, al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, a Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, Amos Luzzatto, presidente della Comunità ebraica di Venezia, e Paolo Baratta, presidente della Fondazione Biennale di Venezia. “Questo è il quinto anno in cui prendo parte all’apertura della Biennale di Venezia” ha spiegato l’ambasciatore Meir. “Ma quest’anno è diverso per tre motivi. Prima di tutto per l’artista Sigalit Landau che onora Israele e offre una visione diversa dal solito del nostro Stato. Il secondo motivo è la presenza qui oggi della persona che ha in mano le sorti della cultura israeliana, il ministro Limor Livnat. Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, la presenza qui oggi del presidente di Israele, Shimon Peres, istituzione che gode della massima stima da parte di tutti i cittadini e che rappresenta con la sua personalità il volto migliore del nostro paese”.M.C. http://www.moked.it/

Nessun commento: