martedì 31 gennaio 2012
Turchia: in onda ''Shoah'', prima volta in Paese musulmano
(ANSAmed) - ANKARA - Per la prima volta in un paese musulmano, il monumentale documentario "Shoah" del francese Claude Lanzmann viene trasmesso dalla tv pubblica turca. Siti turchi riferiscono che una prima parte del lungo film sullo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale e' andato in onda ieri sera su uno dei 14 canali della rete Trt, quello dedicato ai documentari. La trasmissione, preannunciata da fonti ufficiose due giorni fa senza molto clamore, e' avvenuta dunque come previsto alla vigilia della Giornata della memoria del genocidio ebraico.Promotore dell'iniziativa è il "progetto Aladino", un'associazione che si adopera per la comprensione interculturale soprattutto fra ebrei e musulmani. In dichiarazioni rilanciate mercoledi', lo stesso regista e produttore cinematografico ha definito la trasmissione del suo documentario di nove ore e mezza sulla tv turca "un evento veramente storico" dato che la "Turchia sarà il primo paese a popolazione musulmana a trasmettere 'Shoah'". Lanzmann ha detto inoltre che "si deve apprezzare la determinazione e il coraggio dei turchi che fanno da pionieri". La Turchia, paese con popolazione musulmana ma costituzione laica, è guidata dal 2003 dal governo islamico-moderato del premier Recep Tayyip Erdogan che si propone come modello di democrazia e sviluppo per tutto il Medio Oriente ed il Nord Africa. Il documentario, diffuso in Francia per la prima volta nel 1985, viene trasmesso con sottotitoli in turco proprio mentre Turchia e Israele - ex alleati - sono da oltre un anno e mezzo nel pieno di una crisi a causa dei nove turchi uccisi nel maggio 2010 durante il raid israeliano in acque internazionali contro una flottiglia filo-palestinese. Anche se vi sono stati numerosi tentativi di ricucitura soprattutto da parte israeliana, Ankara insiste nel chiedere scuse per l'arrembaggio, indennizzi per le famiglie delle vittime e revoca del blocco israeliano su Gaza. L'attrito non ha impedito pero' al ministero degli Esteri turco di emettere oggi un comunicato in cui si sottolinea come sia ''cruciale apprendere la giusta lezione dal razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo. Ricordiamo con il dovuto rispetto i sei milioni di ebrei e appartenenti ad altre minoranze che sono morti durante l'Olocausto''.La Turchia peraltro è ora in conflitto anche con la patria di Lanzmann, la Francia, per la questione dei massacri e delle deportazioni degli armeni nell'impero ottomano: proprio lunedi' a Parigi è stata approvata definitivamente (ma non ancora promulgata) una legge la quale punisce chi nega che quelle stragi e morie rappresentino un genocidio. Il varo ha fatto infuriare il governo di Erdogan, che considera l'accusa di genocidio rivolta agli ottomani del 1915 un'offesa alla nazione turca attuale, per giunta asseritamente infondata perché i massacri sarebbero stati perpetrati anche a danno di turchi e curdi nell'ambito di un conflitto, senza pianificazione.
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