Donne ebree fotografe nell'Austria che dagli inizi
del Novecento, passa attraverso la Prima guerra mondiale, la prima
repubblica fino all'annessione della Germania nel 1938. Tra ritratti e
fotografie di moda, la Vienna di Klimt e Freud, assume nella mostra
allestita dal Museo ebraico di Vienna, un'immagine inusuale, molto...
femminile.
L'Austria Felix delle donne fotografe ebree
Madame d’Ora, Trude Fleischmann, ma anche Edith Tudor Hart, Hilde
Zipper-Strnad, o Claire Beck: note o meno note, queste donne della
Vienna d’inizio Novecento, erano tutte fotografe e tutte ebree.La mostra che si è aperta un mese fa al Museo ebraico di Vienna e che
rimarrà aperta fino al marzo 2013, è dedicata proprio a loro. In
“Vienna’s Shooting Girls. Jüdische Fotografinnen aus Wien” – questo il
titolo della mostra – sono esposte infatti le opere di circa 40
fotografe ebree che fecero successo come fotografe professioniste, nel
campo della ritrattistica come della moda, del teatro, della danza.
Prese nel loro insieme, offrono una visione insolita di Vienna e della
storia della fotografia dei primi decenni del Novecento.Madame d’Ora, ovvero Dora Kallmus, nel 1905 fu la prima donna ad
essere accettata dall’associazione dei fotografi austriaci, e la prima a
cui fu dato accesso ai corsi del Graphischen Lehr- und Versuchsanstalt.
Nel 1908 fece un ritratto al pittore Gustav Klimt e nel 1916 in piena
guerra, le fu chiesto di ritrarre l’incoronazione del Kaiser.Trude Fleischmann è rimasta famosa per i ritratti di Karl Kraus, di
Albert Einstein, Stefan Zweig, di Alban Berg e di molti degli
intellettuali della Vienna degli anni ’20. La sua carriera di fotografa è
considerata oggi uno dei simboli dell’indipendenza e dell’emancipazione
femminile del Novecento.Dora Kullman e Trude Fleischmann tuttavia, sono solo due degli
esempi, i più noti, di un fenomeno e di una passione molto in voga fra
le giovani donne ebree della Vienna della “belle epoque” e degli anni
del primo dopoguerra.Sfogliando giornali e riviste dell’epoca della Prima Repubblica, ci si
rende conto, o meglio si ha la sensazione di una Vienna centro del mondo
non solo per i suoi scrittore e pittori, e intellettuali, ma anche per
un’attenzione tutta particolare all’universo del femminile. E alla
formazione di questa immagine, contribuì anche la diffusione delle
opere, dei ritratti, delle fotografie di moda, o alle sperimentazioni
artistiche, delle numerose fotografe dell’epoca, molte delle quali erano
provenivano da liberali famiglie ebraiche viennesi.L’istruzione superiore e la formazione professionale avevano una
lunga tradizione nel mondo ebraico, e la carriera era sempre più
importante per le donne. La fotografia, in questo senso, è stata un
compromesso di successo e di grande attrazione – perchè non richiedeva
titoli accademici – non facili da ottenere a quell’epoca per le donne – e
perchè gli studi fotografici potevano facilmente essere allestiti anche
in casa e l’unico investimento significativo era l’attrezzatura.Dai ritratti alla moda, la fotografia offrì alle donne dell’epoca,
reali possibilità di successo e di importanti riconoscimenti sul piano
artistico. L’idillio per molte di esse tuttavia si interruppe
bruscamente nel 1938 con l’annessione dell’Austria alla Germania: molte
lasciarono Vienna, i loro studi fotografici, le loro carriere. Alcune
riuscirono a proseguire le loro ambizioni professionali all’estero –
come fu nel caso della Kullman o della Fleischmann – altre abbandonarono
la fotografia e forse anche la speranza di poter tornare ai loro studi.http://www.mosaico-cem.it/
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