lunedì 5 novembre 2012
Nugae - Fred e Ginger
C’è
un mondo tutto in bianco e nero dove le scarpe suonano e il tempo non
passa mai: è quello dei film di Fred Astaire e Ginger Rogers. I vestiti
lunghi e svolazzanti pieni di piume e brillantini e i boccoli biondi di
lei, così longilinea e stupenda, le scarpe lucide e il fiore nel
taschino di lui, tutto evoca leggerezza ed eleganza. Rifugiati
sotto un gazebo in un temporale improvviso o nella sala da ballo di un
caffè parigino, ogni situazione e ogni luogo sono buoni per lanciarsi
in un allegro tiptap o in un valzer romantico. E sembra davvero che in
quei momenti nulla di male possa succedere al mondo. La loro intesa
insuperabile, la loro grazia maestosa, i loro movimenti che sembrano
disegni, tutto conferisce l’idea di un’armonia che nulla può intaccare.
Nonostante il bianco e nero si percepisce ogni singola sfumatura di
questa realtà assolutamente perfetta. E il fatto che la storia di Fred
abbia origini lontane e un po’ sperdute, ma il suo successo sia venuto
in modo così spontaneo, non fa altro che alimentare questa atmosfera da
sogno. Il suo vero nome infatti era Frederick Austerlitz, suo
padre era nato a Linz, in Austria, da genitori ebrei poi convertiti al
cristianesimo. Si era trasferito a Omaha, in Nebraska, per cercare
fortuna, ma sua moglie sognava di scappare, e per questo incoraggiò i
figli, Fred e sua sorella Adele, a sfruttare il loro talento,
portandoli finalmente alla conquista di Broadway. Quando Adele si sposò
e abbandonò le scene, per Fred fu un trauma perdere la sua partner. Ma
poi incontrò Ginger, agli inizi degli anni trenta, e con lei formò la
coppia che, anche una volta sciolta, nessuno ha mai dimenticato. Certo
tutta questa spensieratezza danzante potrebbe risultare un po’
stucchevole. Forse sono solo i vaneggiamenti di una dilettantissima
ballerina di tiptap. O probabilmente provengo da un’altra epoca, ne
sono sempre più convinta. Ma qualche volta si ha bisogno di pensare che
esista un posto protetto da tutte le cose brutte, e Fred e Ginger sono
lì per ricordarcelo.Francesca Matalon - http://www.moked.it
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