martedì 8 gennaio 2013
Una leggenda metropolitana (che, come vedremo, tanto leggenda poi non
è), ha portato rispettabili storici, giornalisti, ma anche faccendieri,
a impegnarsi per decenni per riportare alla luce uno dei tanti piccoli
segreti che avvolgono Tel Aviv e dintorni: il tesoro dei Templari.Ma procediamo con ordine: i Templari di questa storia non sono i
cavalieri crociati che conquistarono Gerusalemme ed Acco nel XII secolo e
rimasero in Palestina per oltre duecento anni; ma un vasto movimento
cristiano-protestante tedesco secondo il quale, per accelerare la
redenzione e la nuova venuta del Messia, era necessario stabilirsi in
Palestina, fondare colonie agricole e ritornare alle origini più pure e
spirituali del cristianesimo. I primi Templari arrivarono nel 1868
quando ancora la zona era una provincia dell’Impero Ottomano e vi
rimasero sino alla metà della Seconda Guerra Mondiale, per essere poi
deportati in Australia dagli inglesi; allo scoppio del conflitto, il
loro numero era stimato in circa duemila anime.Fra i vari insediamenti fondati dai Templari quello che ci interessa è
Sarona, situato in quello che adesso è il pieno centro di Tel Aviv, a
due passi dalle torri Azrieli e di fronte al Ministero della Difesa.
Oggi è difficile immaginarlo, ma negli anni Trenta la zona era
considerata piena campagna e Sarona, grazie alla laboriosità dei suoi
abitanti -unita a nuove tecniche agricole importate dall’Europa-, era di
fatto una fattoria modello e iper produttiva.I guai per Sarona e per i Templari cominciarono con l’ascesa del
nazismo al potere: il senso di attaccamento alla madre patria e la
presenza di frange estremiste portò i Templari ad una situazione
complessa e contradditoria. Da un lato la volontà di assumere una
posizione neutrale nel conflitto fra arabi ed ebrei, visto che i primi
fornivano la mano d’opera a basso costo e gli altri erano i principali
acquirenti, dall’altro la costante propaganda nazista influì a tal punto
su parte di loro, fino a spingerli a fondare una sezione del partito
nazionalsocialista; all’inizio del 1938, il numero degli iscritti al
partito arrivò a 330, pari al 17% della popolazione tedesca residente in
Palestina. Pochi giorni prima dello scoppio della Seconda Guerra
Mondiale un gruppo non indifferente di uomini abili al servizio militare
tornò in Germania per arruolarsi. I Templari restanti furono
considerati “nemici” dagli inglesi e i loro insediamenti furono
trasformati in campi di prigionia; alcune centinaia di loro verranno
scambiati con 551 ebrei di nazionalità straniera internati nei campi di
concentramento nazisti. Con l’avvicinarsi delle truppe di Rommel verso
la Palestina, gli inglesi decisero di esiliare molti Templari in
Australia. Ad ogni nucleo familiare fu concesso di portarsi appresso un
bagaglio di soli 40 kg a testa. Da qui la realtà cominciò a confondersi
lentamente con il “sentito dire”, fino a diventare una “verità”
inconfutabile: in alcune delle case abbandonate dai Templari, se non in
tutte, esistono dei tesori, nascosti in vista di un loro ritorno
dall’esilio. La leggenda dei tesori nascosti è riuscita ad alimentare
per decenni la curiosità di molti e il lavoro di ricerca di non pochi,
con risultati più che deludenti. Ma come si sa, dietro ad ogni leggenda
si nasconde una labile verità e finalmente, nel 2004, grazie alla
stretta collaborazione fra due architetti -un arzillo vecchietto di 97
anni che aveva nascosto 23 monete d’oro nelle mura di casa ed un
affermato professionista israeliano esperto di archittetura templare-,
il piccolo tesoro ritornò alla luce.Nei sotterranei di Sarona, in mezzo a quelle che erano una volta le
cantine della comunità, venne poi installata la prima zecca del neonato
Stato d’Israele e l’ubicazione fu considerata per anni top secret.Gli ultimi Templari residenti nella Palestina mandataria
abbandonarono definitivamente il Paese dopo l’uccisione, nel 1946, di
uno dei loro leader, filo nazista dichiarato, da parte di un commando
del Palmach. Oggi la zona di Sarona è soggetta a grandi cambiamenti e si
trasformerà in un complesso residenziale e commerciale. Per poter
permettere la realizzazione del progetto e salvaguardare gli ultimi
edifici rimasti della comunità templare si è dovuto ricorrere ad un
complesso piano di recupero che ha comportato il taglio delle fondamenta
e lo spostamento delle case di qualche decina di metri tramite il loro
traino. Le cantine e i cunicoli esistenti serviranno per parcheggi e
strade sotterranee.La storia dei Templari termina di fatto con la fondazione dello Stato
d’Israele; la maggior parte di loro rimase in Australia e conseguì,
pochi anni dopo la fine della guerra, la cittadinanza australiana
riuscendo a ricreare una florida comunità. Nessuno sa esattamente se ci
siano ancora delle monete nascoste nei resti delle loro case,
sicuramente il vero tesoro si trova nelle mani di chi ha fiutato
l’affare e sta costruendo la nuova Sarona, antitesi dello spirito
puritano e mistico dei fondatori. D’altra parte Tel Aviv, la “città
senza sosta”, ha altro a cui pensare…Di: Luciano Assin,http://www.mosaico-cem.it/
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La storia questa sconosciuta
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