mercoledì 27 gennaio 2010

Mercoledì 27 ,nella ricorrenza del "Giorno della Memoria vi saranno le seguenti programmazioni televisive :

- RAI/1 alle 21,10 Film : "In ricordo di anna frank" - 2009 Italia
- RAI/3 alle 1,10 "La storia siamo noi" .speciale Olocausto -documenti con Gianni Minoli
- Rete/4 alle 23,30 Film : "IL processo di Norimbergsa" - 2000 Canada/Usa
- LA/7 alle 14,00 Film : "fuga da Absolon" - 1994 USA
- La/7 alle 17,00 documentario " IL segreto dell'olocausto"
- La/7 alle 18,00 Film : "Un treno per la vita".

Andrea Iardella

martedì 26 gennaio 2010








Quello che segue è il mio contributo alla giornata della memoria: 27 gennaio 2010.

I testi e le foto sono state presi da questo sito: http://www.20bambini.org/html/20bambini.htm


W. Junglieb (iugoslavo ?) nato a ?, ? 1932 morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Di questo bambino non si conosce nemmeno il nome. L'unico dato certo della sua vita è che faceva parte del gruppo dei bambini morti nella scuola Amburghese di Bullenhuser Damm.
Roman Zeller (polacco)nato a ?, ? 1932 morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Di Roman Zeller non abbiamo notizie precise. Si sa che dalla baracca dei bambini di Birkenau fu portato a Neuengamme insieme agli altri 20 bambini poi assassinati nella scuola di Bullenhuser Damm.
Marek Steinbaum (polacco)nato a Radom, ? 1934 morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Marek Steinbaum, polacco di Radom, figlio di Mania e Rachmil, entrò a far parte del gruppo dei 20 bambini di Bullenhuser Damm. La prima settimana di ottobre del 1944 tutta la sua famiglia fu deportata ad Auschwitz. Suo padre e suo zio furono poi trasferiti a Dachau. Marek e sua mamma rimasero ad Auschwitz-Birkenau. Il 27 novembre Mania vide Marek in un gruppo di bambini che stava lasciando il campo… lo salutò con la mano… Pochi giorni dopo fu deportata a Theresienstadt. Dopo la liberazione papà e mamma Steinbaum, sopravvissuti, diedero inizio alla disperata quanto inutile ricerca del loro piccolo Marek.
Bluma (Blumele) Mekler (polacca)nata a ?, ? 1934, morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Bluma Mekler, chiamata Blumele, era uno dei 20 bambini che da Auschwitz fu inviata a Neuengamme come cavia umana per esperimenti medici e poi assassinata nella scuola di Bullenhuser Damm.
Surcis Goldinger (polacca)nata a ?, ? 1934morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Surcis Goldinger da Ostrowicz giunse ad Auschwitz il 3 agosto 1944. Fu tatuata con il numero A16918. Finita nella baracca dei bambini di Birkenau divenne uno dei 20 bambini sui quali furono effettuati esperimenti sulla tubercolosi nel campo di concentramento di Neuengamme e poi assassinati nella scuola di Bullenhuser Damm.Lelka Birnbaum (polacca)nata a ?, ? 1932 morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
La storia di Lelka Birnbaum non è nota. Si sa che fece parte del gruppo dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm.
H. Wasserman (polacca)nata a ?, ? 1937morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
H. Wasserman è uno dei 20 bambini di Bullenhuser Damm. Bellissimo il parco che ad Amburgo porta il suo nome: Parco H. Wasserman.
Eleonora Witonski (polacca)nata a Radom, il 16 settembre 1939morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Roman ed Eleonora Witonski dal ghetto di Radom furono deportati con la loro mamma (il padre era stato ucciso sotto i loro occhi il 21 marzo 1943) ad Auschwitz-Birkenau il 31 luglio 1944 "A Birkenau fui mandata nel campo per famiglie, che era vuoto… Io ho avuto il numero A 15158, Eleonora A 15159, Roman A 15160. Ho visto i miei bambini per l'ultima volta nel novembre 1944", raccontò la signora Rucza Witonski , che sopravvisse al lager e cercò in tutti i Paesi d'Europa i suoi bambini. Solo nel 1982 venne a sapere che Roman ed Eleonora Witonski erano due dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm.
Lea Klygerman (polacca)nata a Ostrowicz, ? 1937morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
Ester Klygerman il 3 agosto 1944 era stata scaricata sulla rampa di Auschwitz Birkenau con le sue due bambine, Lea e Rifka. Lea, tatuata con il numero A 16959, fu uno dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm.


Eduard Reichenbaum (polacco)nato a Kattowitz, il 15 novembre 1934morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945. Eduard Reichenbaum era figlio di un rappresentante di libri di editori tedeschi e polacchi. In casa parlavano tedesco e polacco. A raccontarci della famiglia è Jizhak, il fratello maggiore di Eduard, sopravvissuto e trasferitosi ad Haifa: "Dopo l'occupazione della Polonia fummo deportati prima nel campo di lavoro a Blizyn, poi, il 1° agosto 1944, nel campo di sterminio di Auschwitz. Sulla rampa di Auschwitz-Birkenau fummo separati: io fui mandato al campo degli uomini, mio fratello Eduard rimase con la mamma nel campo delle donne fino a metà novembre. Mio padre arrivò con un trasporto successivo e non lo rividi più". Il 23 novembre 1944 Sabina Reichenbaum, partì da Auschwitz con un trasporto di donne destinate a lavorare in Germania, a Lippstadt, in un fabbrica di munizioni. Nella lista era il n. 81. Sopravvisse al lager e andò in Israele; suo marito morì ad Auschwitz; mentre il piccolo Eduard dalla baracca dei bambini finì a Bullenhuser Damm.


Alexander (Lexje) Hornemann (olandese)nato a Eindhoven, il 31 maggio 1936, morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945. La famiglia Hornemann - Elisabeth, Philip e i loro figli, Edo e Lexje vivevano al 29 di Staringstraat. Elisabeth e Philip lavoravano alla Philips, Edo era molto intelligente, Lexje molto spassoso. Il 25 agosto 1942 alla famiglia Hornemann fu espropriata la casa; l'anno seguente, il 18 agosto, le SS entrarono nella fabbrica della Philips e ordinarono a tutti gli ebrei di salire sul camion.' Gli Hornemann finirono nel lager di Vught e Il 3 giugno 1944, insieme ai 400 ebrei prelevati dalla Philips caricati su carri bestiame diretti ad Auschwitz! Philip Hornemann morì il 21 febbraio 1945 a Sachsenhausen, dove era arrivato dopo una tappa a Dachau con la "marcia della morte" partita il 17 gennaio da Auschwitz, con 20 gradi sotto zero; sua moglie morì di tifo nell'ottobre 1944 ad Auschwitz. Edo e Lexje Hornemann rimasero a Birkenau nella baracca dei bambini, poi entrarono a far parte del gruppo dei 20 bambini di Bullenhuser Damm.


Roman Witonski (polacco)nato a Radom, 8 giugno 1938morto ad Amburgo, 20 aprile 1945
Roman ed Eleonora Witonski dal ghetto di Radom furono deportati con la loro mamma (il padre era stato ucciso sotto i loro occhi il 21 marzo 1943) ad Auschwitz-Birkenau il 31 luglio 1944 "A Birkenau fui mandata nel campo per famiglie, che era vuoto… Io ho avuto il numero A 15158, Eleonora A 15159, Roman A 15160. Ho visto i miei bambini per l'ultima volta nel novembre 1944", raccontò la signora Rucza Witonski , che sopravvisse al lager e cercò in tutti i Paesi d'Europa i suoi bambini. Solo nel 1982 venne a sapere che Roman ed Eleonora Witonski erano due dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm.



Mania Altmann (polacca)nata a Radom, ? giugno 1940morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945
I genitori di Mania Altmann si chiamavano Shir e Pola. Lo zio Chaim Altmann sopravvissuto ad Auschwitz racconta: "Mania era dolcissima ed era adorata da mamma e papà. La mamma cercò di nasconderla, di proteggerla, ma ad Auschwitz le fu strappata via. Shir è morto a Mauthausen, Pola vide per l'ultima volta la sua piccola Mania nell'agosto 1944. Pola sopravvisse ad Auschwitz, emigrò in America e fino alla morte sperò che Mania tornasse"… ma Mania Altmann era nel gruppo dei 20 bambini di Bullenhuser Damm.



Marek James (polacco)nato a Radom, il 17 marzo 1939morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945
La famiglia James abitava a Radom, non lontano dalla famiglia Witonski. Arrivò ad Auschwitz il 1° agosto 1944. Marek venne tatuato con il numero B 1159 e mandato nella baracca dei bambini. Marek James è un bambino di Bullenhuser Damm.


Riwka Herszberg (polacca)nata a Zdunska Wola, il 7 giugno 1938 morta ad Amburgo, il 20 aprile 1945. Riwka Herszberg fu deportata ad Auschwitz con la mamma Mania e il papà Moische alla fine di ottobre 1943. Sembra che un ufficiale SS vedendo Riwka sulla rampa sia rimasto così colpito dalla sua bellezza che abbia fatto di tutto per impedire che la famiglia fosse mandata al gas. Infatti gli Herszberg dalla rampa furono mandati nel campo per famiglie. Qui rimasero insieme finché Mania e Moishe non furono trasferiti in un campo di lavoro e Riwka nella baracca dei bambini a Birkenau. Mania sopravvisse alla prigionia e per anni cercò disperatamente la sua piccola, ma Riwka Herszberg faceva parte del gruppo dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm.


Sergio de Simone (italiano)nato a Napoli, il 29 novembre 1937 morto ad Amburgo, il 20 aprile 1945. Sergio de Simone era nato a Napoli il 29 novembre 1937. Le leggi antiebraiche del 1938 e la partenza del padre Edoardo per la guerra indussero sua mamma Gisella a tornare nella casa di famiglia a Fiume. Dapprima la vita sembrava scorrere serena, poi i bambini ebrei vennero espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Un delatore segnò la condanna di Sergio, della sua mamma, della sua nonna, delle sue cuginette Andra e Tatiana e della loro mamma Mira: furono tutti deportati alla Risiera di San Sabba e da lì a Auschwitz il 29 marzo 1944, con il convoglio 25T. Era la notte del 4 aprile1944 quando furono scaricati sulla rampa di Auschwitz-Birkenau. Con la prima selezione, nonna Rosa fu mandata a destra, caricata su un camion e spedita al gas. Mamma Mira con le bimbe Andra e Tatiana raggiunsero Birkenau a piedi insieme a Gisella e Sergio. Furono tutti tatuati. Mira da quel momento divenne il numero 76482, Andra il 76483, Tatiana il 76484, Gisella il numero 76516 e Sergio il numero 179614. Sergio e le cugine la stessa notte furono separati dalle loro mamme e spediti nella baracca dei bambini. Il nome di Sergio appare in un raro referto medico datato 14 maggio 1944 e firmato dal dottor Josef Mengele, che riferisce di una visita che gli fecero alla gola. Si tratta di un importantissimo documento perché conferma la presenza dei "bambini di Bullenhuser Damm" nel campo di Birkenau. Da quell'inferno Gisella tornò, tornò anche la sorella Mira e le bimbe Andra e Tatiana. Sergio no, lui non tornò. Fu sopraffatto dall'inganno perpetrato da Mengele una fredda mattina di novembre del 1944, quando entrò nella baracca dei bambini di Birkenau e disse: "Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti". Sergio de Simone sarà uno dei 20 bambini assassinati a Bullenhuser Damm e commemorato con un giardino di rose bianche sorto a loro memoria nella stessa scuola, che oggi porta il nome del grande pedagogo polacco Janusz Korczak, morto a Treblinka insieme ai bambini dell'orfanotrofio che aveva istituito e dirigeva nel ghetto di Varsavia.