venerdì 16 aprile 2010


Gerusalemme

Bocciati in economia i tre partiti in corsa «Nessuno di loro salverà le finanze inglesi»

LondraSi fanno sempre più difficili le relazioni tra Gran Bretagna e Israele. Dopo mesi di ripicche sugli argomenti più svariati adesso il pomo della discordia tra il governo di Londra e quello di Gerusalemme è una pubblicità turistica israeliana definita ingannevole dall’Asa, l’autorità britannica che regola le campagne pubblicitarie. A vederla sulle pagine dei giornali la gente comune non osserva altro che un litorale sabbioso fitto di grattacieli sullo sfondo e in primo piano un mare blu notte con sopra la scritta «Immagina che cosa puoi scoprire in 4 giorni». Sotto due riquadri, uno in cui si ammira il Muro del pianto e nell’altro una veduta di Tel Aviv e Jaffa. L’aspirante turista non nota nulla di strano, ma secondo l’authority inglese il problema sta proprio in questo. Non viene evidenziato in nessuna parte della pubblicità israeliana che molti dei luoghi che si invita a visitare si trovano nella parte Est di Gerusalemme e fanno parte dei Territori occupati, da anni al centro di una sanguinosa disputa territoriale tra palestinesi e israeliani. L’organismo di controllo ha quindi stabilito che la campagna ha infranto le linee guide previste in materia ed ne ha vietato la diffusione. «Abbiamo detto all’Ufficio del Turismo Israeliano di non insinuare che dei luoghi nei territori occupati erano parte integrante dello Stato d’Israele - ha spiegato l’Asa - perché questo è quello che si evince dalla lettura delle frasi collegate alle immagini nella pubblicità insieme al fatto che i siti in questione sono al centro di una disputa internazionale». In risposta agli Inglesi il Ministero del turismo israeliano ha replicato che la pubblicità non fa altro che fornire delle informazioni di base «accurate, riservate al turista inglese che voglia recarsi in Israele». «Omettere una visita nella città di Gerusalemme sarebbe stato scorretto e potenzialmente fuorviante» ha concluso il ministero, sottolineando che il governo, con un accordo siglato nel 1995 con le autorità palestinesi, si è assunto l’obbligo di sostenere tutti i siti religiosi, di ogni denominazione. Ovvio il riferimento al Muro del Pianto conteso tra ebrei e musulmani. «Lo status legale di Gerusalemme non ha nulla a che fare con la questione» hanno spiegato ancora al ministero. «L’unica rilevanza fuorviante potrebbe venir trovata nel tentativo di interpretare un messaggio pubblicitario diretto in un modo che va molto al di là di quanto possono cogliere i lettori da un’inserzione pubblicitaria» hanno aggiunto polemiche le autorità israeliane. Troppo «politicamente corretti» gli Inglesi dunque? Chissà, sicuramente ancora troppo infuriati per il brutto scherzetto giocato loro proprio dagli israeliani lo scorso gennaio quando un loro commando assassinò, in hotel di Dubai, il noto esponente palestinese di Hamas Mahmuoud al Mabhouh. Per coprire le tracce dei killer erano stati utilizzati dei passaporti britannici falsi, cosa che aveva suscitato le ire del governo di Gordon Brown. In seguito alla rivelazione le autorità inglesi avevano avviato un’inchiesta conclusasi con l’espulsione da Dubai di un diplomatico Israeliano. Il caso aveva appassionato i media e l’opinione pubblica e le reazioni del mondo politico all’escamotage usato dagli israeliani per uccidere il leader palestinese erano state particolarmente dure. «Non vi è dubbio che Israele sia stato responsabile per la falsificazione dei passaporti britannici - aveva dichiarato il ministro degli esteri David Milliband, riportando in Parlamento gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla vicenda - e che questo sia accaduto per l’intervento di un governo alleato, con profondi legami economici, diplomatici e persino personali, è un fatto ancora più grave». 16 aprile 2010, http://www.ilgiornale.it/


Gerusalemme

M.O.: a Gaza Hamas giustizia due presunti collaboratori Israele

Gaza, 15 apr. - (Adnkronos/Xinhua) - Due presunti collaboratori di Israele sono stati giustiziati da Hamas a Gaza. A riferlrilo e' stato Issam Younis, direttore del centro per i diritti umani Al-Meza, citato dall'agenzia cinese Xinhua. I due sono stati tenuti per mesi in carcere e poi riportati morti in ospedale. "Tutti sanno che i due sono stati condannati a morte. Non sappiamo se siano stati impiccati o fucilati", ha spiegato Yunis.


Sinai:Hamas chiude tunnel Gaza

Dopo informazioni possibili rapimenti israeliani, esodo turisti
(ANSA)- GAZA, 14 APR - Hamas ha ordinato la temporanea chiusura dei tunnel usati per il contrabbando dall'Egitto e della stazione di confine a Rafah. La misura, che sarebbe stata sollecitata dall'Egitto, e' legata alle voci di un imminente attacco terroristico nel Sinai per rapire cittadini israeliani e portarli a Gaza come ostaggi. La stampa israeliana riferisce che centinaia di israeliani hanno raccolto l'invito a tornare in patria dopo l'allarme israeliano che parlava di informazioni concrete.


M.O./ Israele: Hamas vuole organizzare sequestri nel Sinai

Travel warning a turisti israeliani: tornate a casa
14 apr. (Apcom) - I servizi di sicurezza israeliani temono che un'organizzazione terroristica possa organizzare il sequestro di un cittadino dello Stato ebraico da un albergo nella penisola egiziana del Sinai: è quanto riporta il quotidiano israeliano Ha'aretz. Il gruppo terroristico - sul quale non sono stati resi noti ulteriori dettagli - opererebbe sotto istruzioni e finanziamento dell'organizzazione estremista palestinese di Hamas: i servizi di sicurezza hanno proclamato lo stato di massima allerta e deciso di emettere un travel warning nel quale si ordina a tutti i cittadini israeliani che si trovano in vacanza nel Sinai di fare ritorno nello Stato ebraico.


Gb/ Londra vieta pubblicità Israele che mostra Muro del pianto

Pubblicata su giornali Gb per promuovere turismo: "è ingannevole"
15 apr. (Apcom) - L'Agenzia britannica per il controllo della pubblicità (Asa) ha vietato la pubblicazione di un'inserzione israeliana sui giornali della Gran Bretagna che mostra il Muro del pianto: secondo l'ente di controllo si tratterebbe di pubblicità "ingannevole" perché lascerebbe intendere che Gerusalemme Est, dove si trova il muro, è parte integrante dello stato d'Israele.
Già nel 2009, ricorda oggi la Bbc, l'Asa aveva criticato le autorità per il turismo israeliane per alcuni cartelloni pubblicitari alla metropolitana di Londra che mostravano Gaza, la Cisgiordania e le Alture del Golan come parte del territorio d'Israele.


Israele blocca l'iPad alla dogana:manca il via libera all'importazione

Alcuni dispostivi Apple confiscati in aeroporto in attesa dell'autorizzazione del ministero delle Comunicazioni
Tutti ne parlano, qualcuno lo ha già tra le mani e presto arriverà anche da noi. Il nuovo oggetto del desiderio targato Apple, tuttavia, non può varcare i confini israeliani. Il ministero delle Comunicazioni ha temporaneamente vietato l'importazione di iPad nel Paese. La causa: «La tecnologia WiFi non è compatibile con gli standard israeliani». In altre parole: la potenza di trasmissione del chip all'interno dell'apparecchio è troppo alta, la motivazione ufficiale. WIFI - Il giorno dell'iPad per gli americani è arrivato dieci giorni fa; in Italia lo sbarco dell'ultimo gioiello della casa di Cupertino è previsto per fine mese. Ma i numerosi fan israeliani della tavoletta dei sogni per ora devono attendere. Visto che la tecnologia WiFi del dispositivo è incompatibile con gli standard israeliani, il ministero della Comunicazione non ha ancora concesso l'autorizzazione per il gadget della Apple, riferisce Haaretz. TRASMISSIONE - Secondo il quotidiano israeliano l'alterco è tra il dicastero e gli ingegneri responsabili dei test sul dispositivo, quest'ultimi rei di non aver informato in anticipo il capo del dipartimento della loro decisione. Al momento lo stato delle cose è questo: i responsabili hanno richiesto informazioni tecniche dettagliate all'importatore ufficiale dell'iPad - e per ora il dispositivo non può essere introdotto. «I modelli iPad venduti negli Stati Uniti utilizzano potenze di trasmissione compatibili per gli standard americani», ha riferito un collaboratore del ministero al giornale. Che aggiunge: «La normativa israeliana in questo settore si orienta piuttosto agli standard della Ue, che sono diversi dalle regole degli Stati Uniti e consentono una potenza di trasmissione più bassa». SEQUESTRI - Nel frattempo la dogana ha cominciato a confiscare diligentemente gli iPad che entrano nel Paese: all'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, sono stati sequestrati nella sola giornata di martedì una decina di apparecchi. Ad un proprietario di iPad le autorità avrebbero lapidariamente consigliato di rispedire il dispositivo negli Usa. Oltre a ciò, il proprietario deve pagare una tassa per ogni giorno in più che l'iPad rimane alla dogana. Elmar Burchia 14 aprile 2010,http://www.corriere.it/



Cammelli che attraversano il Giordano 1913 (e pensare che adesso le rive del fiume sono tutte verdi....)

Il retroscena La mossa vincente? Lasciare a casa Israele

Con la conferenza di Washington sulla sicurezza nucleare il Presidente Obama, cinto di freschi allori raccolti a Praga con la firma dell'accordo con la Russia sulla riduzione delle testate nucleari, ha riportato almeno tre successi. Essi trasformano la sua immagine di esitante e ingenuo leader della politica estera americana in uomo di stato deciso e internazionalmente rispettato. Il primo di questi successi è costituito dall'appoggio, ancora condizionato, della Cina ai suoi sforzi per ottenere l'approvazione del Consiglio di Sicurezza di sanzioni contro l'Iran. Il secondo successo è stato l'annuncio del'Ucraina di eliminare tutte le sue scorte atomiche. Il terzo meno apparente ma importante è stato l'avvio da parte del presidente americano, all'occasione della conferenza, di un processo di avvicinamento del Pakistan all'India. Esso appare garantito dalla volontà di Obama di diluire l'appoggio dato da Bush all'India nel campo delle armi nucleari. In questi frangenti il conflitto israelo-palestinese ritorna ad occupare un posto di primo piano nella politica estera di Washington. La conferenza sulla sicurezza nucleare, appena conclusa, ne ha dato qualche segno interessante. Anzitutto per l'assenza di Natanyahu dopo che il premier israeliano aveva annunciato la sua partecipazione. Alcuni commentatori in Israele e fuori di esso, Italia inclusa, avevano giudicato questa voluta assenza come un grosso errore da parte israeliana. Tuttavia sin dal briefing dato ai giornalisti nell'aereo che riportava Obama da Praga si era avuto l'impressione che l'assenza di Nethanyahu fosse stata concordata con gli americani. Obama e Nethanyahu avevano interesse ad impedire che Egitto e Turchia tentassero di usare la conferenza per trasformarla in una occasione per denunciare il presunto armamento atomico israeliano. Questo avrebbe rischiato di deviare la conferenza dal suo scopo: quello di raggiungere un accordo internazionale sul controllo di materiale nucleare (plutonio e uranio arricchito) che da tempo i terroristi cercano di acquisire o rubare, per fabbricare una «bomba sporca» di cui tutti i governi hanno paura. Turchia e Egitto negano ora di aver voluto imbarazzare il presidente americano e hanno taciuto di fronte a una presenza israeliana significativa: quella del ministro Meridor responsabile dell'energia atomica di Israele. Altro segno interessante: non è stato firmato a Gerusalemme il progetto tecnico di costruzione del nuovo quartiere ebraico a Gerusalemme che aveva fatto naufragare il piano di «incontri ravvicinati» fra israeliani e palestinesi, patrocinato da Washington e approvato dalla Lega araba.Intoppo burocratico o diplomatico? Non è chiaro ma è evidente che a Gerusalemme ci si rende conto che Obama non è più il presidente «debole e da educare» di tre mesi fa. É il leder forte e deciso del solo Paese alleato dello Stato ebraico col quale si può essere in disaccordo ma non imprudenti. Terzo fatto interessante accaduto alla conferenza di Washington: il lungo incontro fra Obama e il re Abd Allah di Giordania. Per quanto critico della politica di Natanyahu, il monarca hashemita sa che l'Olp e Hamas odiano la sua dinastia non meno di quanto essi odino Israele. Qualunque sia il piano che Obama sembra deciso di proporre o di imporre ai palestinesi e agli israeliani, nel prossimo futuro, nessun governo di Gerusalemme accetterà l'esistenza di uno Stato palestinese che non sia disarmato e sotto un controllo di efficace della sicurezza. In questo contesto un eventuale ruolo giordano in Cisgiordania potrebbe essere utile. Comunque sulle vere intenzioni di Obama in merito al conflitto medio orientale se ne saprà di più alla prossima riunione dell'Onu nella quale i Paesi arabi islamici si preparano a lanciare un grande offensiva contro Israele. La grande incognita è se l'America di Obama userà, come è avvenuto in passato, il suo veto per difenderlo. http://www.ilgiornale.it/ 15 aprile 2010


Osteria del vescovado

Osteria del grossetano / paraponzi ponzi po / c'è l'emerito un po' strano / paraponzi ponzi po / se gli cascano le uova / son gli ebrei lui ha la prova / taratazum lallero taratazum lallà Osteria della pasticca / paraponzi ponzi po / il cervello ormai si incricca / paraponzi ponzi po / se non trova il bollitore / è perché uccisero il Signore / taratazum lallero taratazum lallà Osteria della disdetta / paraponzi ponzi po / questa cosa io non l'ho detta / paraponzi ponzi po / son gli ebrei coi loro media / io mi grattavo su una sedia / taratazum lallero taratazum lallà Osteria del vecchio andazzo / paraponzi ponzi po / non è che l’ebreo sia pazzo / paraponzi ponzi po / delle volte non è santo / e gli girano anche tanto / taratazum lallero taratazum lallà

Il Tizio della Sera http://www.moked.it/


Tunewiki, il primo social network musicale

Quando Rani Cohen pensò di creare Tunewiki insieme al suo partner Amnon Sarig e al programmatore Chad Kause non lasciò decisamente nulla al caso. Ad oggi, dopo solo tre anni, TuneWiki è tra i primi social network musicali al mondo e il primo per numero di file musicali fruibili legalmente dal suo database. Nello specifico la tecnologia che sta dietro a Tunewiki permette di poter ascoltare musica, visualizzare e leggere i testi delle canzoni in modalità Karaoke, visualizzare video musicali e accedere ai servizi di radio streaming.I numeri sono strabilianti: “Quando nel 2007 abbiamo lanciato Tunewiki - spiega Cohen - c’erano solo tre utenti iscritti e i testi delle canzoni disponibili erano all’incirca 60. Dopo sole tre settimane il nostro database aveva raggiunto le 41 mila canzoni e ora ne abbiamo più di 400 mila”.Con la crescita del mercato mondiale legato alla telefonia mobile e in particolare al settore smartphone è difficile calcolare le potenzialità di un servizio così semplice e allo stesso tempo innovativo. Per stare al passo con le nuove tecnologie lo staff di Tunewiki ha sviluppato un’applicazione figlia da poter installare sui cellulari più diffusi: dall’Iphone ai cellulari dotati di piattaforma Symbian e Android. Il perfetto connubio tra un lettore musicale portatile e una piattaforma di social networking, che permette, durante l’ascolto, di sincronizzare il proprio dispositivo con il database online e permette di scaricare le informazioni sugli artisti, i testi delle canzoni e le copertine dei dischi.Il database è in continuo aggiornamento, grazie anche ai contributi degli utenti che giornalmente inviano testi e informazioni per le relative sincronizzazioni. Le canzoni sono inoltre tradotte in più di 40 lingue differenti, con una prevalenza di testi in lingua inglese, più di 30 mila in francese e oltre 70 mila in spagnolo.Abitualmente applicazioni di questo genere richiederebbero un congruo esborso di denaro da parte degli utenti, non è questo il caso. Forte dei 5 milioni di utenti provenienti da più di 210 paesi nel mondo, Tunewiki riesce a vivere degli introiti provenienti dalla pubblicità online. Da non dimenticare le questioni legali connesse al servizio, decisive se si considera la crisi del mercato musicale dovuta agli innumerevoli servizi di file-sharing illegale. Tunewiki a questo proposito ha stretto accordi con più di 1600 compagnie musicali. Integrando l’Api (Application Programming Interface) messa a disposizione da Youtube è inoltre possibile fruire di tutti i contenuti legalmente riconosciuti e pubblicati su questa piattaforma, comodamente dal proprio computer o cellulare: “Tunewiki - a detta di Cohen - risulta quindi essere lo strumento per eccellenza nella condivisione legale di musica. Riguardo agli aspetti “social” del servizio, consultando una apposita mappa è possibile visualizzare cosa gli altri utenti stanno ascoltando e informarsi sulla collocazione geografica degli iscritti. La piattaforma è fortemente integrata con i più importanti servizi online, cliccando sul titolo di una canzone potremo per esempio visualizzarne il video su Youtube, mentre consultando il profilo di un utente potremo contattarlo su Twitter o Facebook e lasciare un commento sul brano ascoltato. Questi sono gli elementi che conferiscono a Tunewiki i connotati tipici del social media music player.Tunewiki è una società pluripremiata che negli anni si è affermata a livello mondiale, una vera e propria organizzazione internazionale con uffici negli Stati Uniti, in Australia, in Russia e ovviamente a Tel Aviv, in Israele. “La musica è un linguaggio universale - ha affermato Cohen - e siamo felici che grazie a Tunewiki molte persone possano fruire della buona musica”.Michael Calimani, http://www.moked.it/



Gabriella Shalev

L'Organizzazione delle Nazioni Unite viene spesso percepita come un luogo dove una maggioranza pre-stabilita di paesi non democratici approva regolarmente sbilanciate e offensive mozioni contro Israele. Da ciò in Israele è nato un senso di disagio nei confronti dell'ONU e della sua capacità di guidare iniziative equilibrate e promotrici della pace in Medio Oriente. Ma questa settimana è avvenuto un fatto davvero insolito. La delegazione israeliana, guidata dall'ambasciatrice Gabriella Shalev e dall'ambasciatore Dani Carmon, è stata eletta alla presidenza della quarantatreesima Sessione della Commissione dell'ONU per la Popolazione e lo Sviluppo. La riunione tratta quest'anno dei problemi della sanità e dello sforzo per diminuire la mortalità e assicurare condizioni di vita più confortevoli ed egualitarie alla popolazione del globo terrestre. A parte il seggio vuoto del delegato iraniano che, secondo l'ordine alfabetico, figurava accanto al delegato israeliano, questa è una rara occasione in cui si è parlato dei problemi del mondo contemporaneo seriamente e senza pagare un eccessivo pedaggio agli slogan fissi della polemica politica. Israele si è presentata con buone credenziali con la sua comprovata capacità nella promozione sanitaria di popolazioni locali o immigrate caratterizzate da condizioni socioeconomiche e culturali difficili. In questi giorni all'ONU, lo stato israeliano ha potuto essere apprezzato, per una volta, anche da molti paesi che solitamente lo criticano. http://www.moked.it/ Sergio Della Pergola,Università Ebraica di Gerusalemme