domenica 28 novembre 2010
“Il responsabile delle risorse umane”, viaggio sui valori più profondi
A Gerusalemme una donna muore in un attentato. Il cadavere è senza documenti e resta all’obitorio per una settimana. Dopo il riconoscimento si viene a sapere che si chiama Yulia e che era una immigrata in terra santa, venuta a Gerusalemme per realizzare un sogno. Yulia lavorava in un grande panificio ma l’ azienda non si è accorta della sua assenza e un articolo sulla stampa locale l’accusa di “ crudele mancanza di umanità”. Il responsabile delle risorse umane, per rimediare al danno d’immagine, parte da Israele per accompagnare la bara di Yulia in Romania dove scopre come la donna sia morta nel tentativo di ottenere una condizione più umana, sperando di essere raggiunta dal figlio e dalla madre. Durante il percorso avventuroso – che si conclude con un finale simbolico e imprevisto - assieme a un giornalista invadente, alla console, al figlio adolescente di Yulia, il responsabile delle risorse umane va alla ricerca di se stesso, dei significati più profondi dell’esistenza, delle “risorse umane” che occorrono per viverla al meglio e sconfiggere la paura della morte.Tratto dal romanzo di Abraham Joshua, questo lungometraggio - in inconfondibile stile Sacher, impegnato, inconsueto, catartico – ha ricevuto nel 2010 il riconoscimento di “miglior film israeliano dell’anno”, al festival di Locarno 2010 il premio del pubblico ed è candidato di Israele all’Oscar 2011. Da consigliare a chi ama i film d’autore.26 Novembre 2010, http://www.dazebaonews.it/
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