lunedì 29 novembre 2010


kibbutz Qallia

Cari amici, l’iniziativa a cui vi chiedo di partecipare nasce da una riflessione che ho fatto con alcune persone, a me vicine, circa l’opportunità di contrastare, nel nostro piccolo, manifestazioni che, ammantate dal buonismo di circostanza, risultano essere nella realtà solo pubblicità ingannevoli, attuate per scopi ben più miseramente commerciali. Tra queste la raccolta di firme per boicottare i prodotti agricoli israeliani promossa da una catena di supermercati italiani. Non è favorendo altri, a scapito di alcuni, che si possano cambiare le cose. Per una seria politica di pace sono altre le strade da perseguire, possibilmente non affamando proprio coloro che si cerca di “aiutare”. Se pensate, dunque, di provare a fare qualcosa anche voi, aiutatemi a raggiungere almeno 3000 firme, per poter far capire a tutti cosa vuol dire mangiare israeliano, mangiare palestinese, insomma mangiare nel mondo.Grazie Giovanni



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