Per far visita ai parenti ha scelto la strada più lunga. E faticosa. Per non parlare del maltempo che avrebbe trovato lungo la strada. E delle persone che avrebbe incontrato. E degli intoppi burocratici che l’avrebbero aspettato a poche decine di chilometri dalla meta.Comunque sia, per incontrare i suoi parenti residenti in Israele, il tedesco Stephen Schuster, 45 anni, è salito sopra alla sua amata bicicletta e ha pedalato, pedalato, pedalato. Da Monaco di Baviera a Haifa, con una breve sosta a Damasco, in Siria. In tutto: seimilaseicento chilometri.Ci ha messo quattro mesi Stephen per arrivare a bussare alla porta dei famigliari. È partito a settembre, caricando sulla due ruote lo stretto necessario: lo spazzolino, qualche cartina, una tenda, un sacco a pelo. Ha salutato la sua città, ha attraverso l’Austria, quindi ha costeggiato per chilometri il Danubio. Ha pedalato sopra al territorio slovacco e ungherese, serbo e bulgaro, turco e siriano e giordano. Poi è entrato nello Stato ebraico. Facendo qualche chilometro più del previsto. Dalla Siria non si passa. Dal Libano nemmeno. Così gli è toccato allungare fino alla Giordania.«È stato un viaggio fantastico», ha detto Stephen a parenti e amici. «Sono molto contento di aver portato a termine questo tragitto che era anche una sfida con me stesso». Migliaia di chilometri vissuti intensamente. E da solo. Già, la solitudine. «Spesso mi sono maledetto da solo per non aver convinto nessuno a farmi compagnia durante il viaggio», racconta l’uomo. Che però, all’aver viaggiato da solo, attribuisce il fatto di aver conosciuto molte culture locali.L’unico momento di paura? «Quando dovevo attraversare l’area che divide la Turchia con la Siria», racconta Stephen. «Poi però ho visto che non c’era nulla di cui preoccuparsi e, anzi, le strade erano bellissime».Dopo qualche giorno il tedesco è ritornato a casa, a Monaco. Ma stavolta con un aereo. «Anche se avrei voluto farlo di nuovo sulla due ruote».
lunedì 7 febbraio 2011
Da Monaco a Haifa, sopra alla bicicletta per 6.600 chilometri
1 feb http://falafelcafe.wordpress.com/
Per far visita ai parenti ha scelto la strada più lunga. E faticosa. Per non parlare del maltempo che avrebbe trovato lungo la strada. E delle persone che avrebbe incontrato. E degli intoppi burocratici che l’avrebbero aspettato a poche decine di chilometri dalla meta.Comunque sia, per incontrare i suoi parenti residenti in Israele, il tedesco Stephen Schuster, 45 anni, è salito sopra alla sua amata bicicletta e ha pedalato, pedalato, pedalato. Da Monaco di Baviera a Haifa, con una breve sosta a Damasco, in Siria. In tutto: seimilaseicento chilometri.Ci ha messo quattro mesi Stephen per arrivare a bussare alla porta dei famigliari. È partito a settembre, caricando sulla due ruote lo stretto necessario: lo spazzolino, qualche cartina, una tenda, un sacco a pelo. Ha salutato la sua città, ha attraverso l’Austria, quindi ha costeggiato per chilometri il Danubio. Ha pedalato sopra al territorio slovacco e ungherese, serbo e bulgaro, turco e siriano e giordano. Poi è entrato nello Stato ebraico. Facendo qualche chilometro più del previsto. Dalla Siria non si passa. Dal Libano nemmeno. Così gli è toccato allungare fino alla Giordania.«È stato un viaggio fantastico», ha detto Stephen a parenti e amici. «Sono molto contento di aver portato a termine questo tragitto che era anche una sfida con me stesso». Migliaia di chilometri vissuti intensamente. E da solo. Già, la solitudine. «Spesso mi sono maledetto da solo per non aver convinto nessuno a farmi compagnia durante il viaggio», racconta l’uomo. Che però, all’aver viaggiato da solo, attribuisce il fatto di aver conosciuto molte culture locali.L’unico momento di paura? «Quando dovevo attraversare l’area che divide la Turchia con la Siria», racconta Stephen. «Poi però ho visto che non c’era nulla di cui preoccuparsi e, anzi, le strade erano bellissime».Dopo qualche giorno il tedesco è ritornato a casa, a Monaco. Ma stavolta con un aereo. «Anche se avrei voluto farlo di nuovo sulla due ruote».
Per far visita ai parenti ha scelto la strada più lunga. E faticosa. Per non parlare del maltempo che avrebbe trovato lungo la strada. E delle persone che avrebbe incontrato. E degli intoppi burocratici che l’avrebbero aspettato a poche decine di chilometri dalla meta.Comunque sia, per incontrare i suoi parenti residenti in Israele, il tedesco Stephen Schuster, 45 anni, è salito sopra alla sua amata bicicletta e ha pedalato, pedalato, pedalato. Da Monaco di Baviera a Haifa, con una breve sosta a Damasco, in Siria. In tutto: seimilaseicento chilometri.Ci ha messo quattro mesi Stephen per arrivare a bussare alla porta dei famigliari. È partito a settembre, caricando sulla due ruote lo stretto necessario: lo spazzolino, qualche cartina, una tenda, un sacco a pelo. Ha salutato la sua città, ha attraverso l’Austria, quindi ha costeggiato per chilometri il Danubio. Ha pedalato sopra al territorio slovacco e ungherese, serbo e bulgaro, turco e siriano e giordano. Poi è entrato nello Stato ebraico. Facendo qualche chilometro più del previsto. Dalla Siria non si passa. Dal Libano nemmeno. Così gli è toccato allungare fino alla Giordania.«È stato un viaggio fantastico», ha detto Stephen a parenti e amici. «Sono molto contento di aver portato a termine questo tragitto che era anche una sfida con me stesso». Migliaia di chilometri vissuti intensamente. E da solo. Già, la solitudine. «Spesso mi sono maledetto da solo per non aver convinto nessuno a farmi compagnia durante il viaggio», racconta l’uomo. Che però, all’aver viaggiato da solo, attribuisce il fatto di aver conosciuto molte culture locali.L’unico momento di paura? «Quando dovevo attraversare l’area che divide la Turchia con la Siria», racconta Stephen. «Poi però ho visto che non c’era nulla di cui preoccuparsi e, anzi, le strade erano bellissime».Dopo qualche giorno il tedesco è ritornato a casa, a Monaco. Ma stavolta con un aereo. «Anche se avrei voluto farlo di nuovo sulla due ruote».
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