Arrestati 4 israeliani: stavano piazzando i preziosi a Tel Aviv. La rapida soluzione grazie a Internet
mercoledì 9 febbraio 2011
Gerusalemme - Corte Suprema
Il grande colpo nella sinagoga diventa un intrigo internazionale
Arrestati 4 israeliani: stavano piazzando i preziosi a Tel Aviv. La rapida soluzione grazie a Internet
Tutta la refurtiva, compresa la Chiave d'oro, recuperata, i ladri già dietro le sbarre. Non poteva avere finale migliore il clamoroso furto di oggetti sacri scoperto venerdì mattina nella sinagoga di via della Guastalla, uno dei palazzi più presidiati di Milano (guarda la scheda). La comunità ebraica milanese tira un sospiro di sollievo: presto ritornerà in possesso dei pregiati pezzi rubati dall'inestimabile valore storico. Gli arrestati sono quattro giovani di età compresa tra i 21 e i 24 anni, tutti israeliani, bloccati in un hotel mentre cercavano di incassare 200 mila dollari come saldo della vendita che ammontava a 270 mila. Secondo la polizia di Tel Aviv, dove sono stati catturati, i quattro non sono nuovi a colpi del genere: avrebbero già derubato altre sinagoghe in giro per l'Europa con l'intento di rivendere i preziosi oggetti sacri che hanno un loro mercato. Ma come è stato possibile catturare in un brevissimo lasso di tempo i ladri? Il colpo di via della Guastalla è andato male per l'abilità e l'intelligenza del rabbino David Shunnach. Quando venerdì mattina, in preparazione dello Shabbat, aveva aperto «l'armadio sacro», si era accorto del clamoroso furto. Dopo un momentaneo svenimento il rabbino si è attaccato al telefono e al computer e ha lanciato una sorta di allarme internazionale. Nel frattempo i carabinieri del comando provinciale erano riusciti a capire cosa era successo. Grazie alle telecamere piazzate in sinagoga e alle testimonianze dei custodi, i militari avevano la ragionevole certezza che i ladri erano due. Il primo, vestito da ebreo ortodosso, era entrato in sinagoga lunedì mattina con in mano un borsone. Aveva fatto finta di pregare e aveva fatto finta di dimenticare un borsone che aveva con sé. Il giorno dopo, attorno alle 12, quando c'è il cambio di turno, si è ripresentato e utilizzando la «Chiave d'oro» che aveva trovato aveva ripulito «l'armadio sacro»: aveva preso sei coppie di Rimonim, i puntali di argento cesellato che sovrastano il Sefer Torà e quattro Keter (corone). Poi la fuga. In auto fino in Francia e l'aereo per raggiungere Tel Aviv, Israele. Venerdì i ladri hanno contattato un commerciante di oggetti sacri ebraici lasciando la merce e ricevendo come acconto 70.000 dollari. Subito dopo il commerciante ha scoperto che si trattava di oggetti rubati e ha contatto un investigatore privato amico. Che gli ha consigliato di rivolgersi alla polizia, Distretto di Yarkon. La trattativa è continuata davanti alle telecamere nascoste della polizia. Il momento clou è stato quando venditori e compratore si sono dati appuntamento al Ramada Jerusalem Hotel dove doveva avvenire lo scambio definitivo: altri 200 mila dollari in cambio del lotto di oggetti preziosi rubati a Milano. I ladri sono arrivati all'incontro senza accorgersi di essere pedinati dalla polizia. Al momento di chiudere la trattativa nella camera dell'hotel hanno fatto irruzione i detective del Sovrintendente Capo Dudi Bar. I malviventi non hanno avuto la possibilità di reagire. Una volta in caserma hanno ammesso il furto fatto in Italia e di aver già commesso reati simili in altre sinagoghe europee. Il presidente della comunità ebraica di Milano Roberto Jarach: «Esprimo grande soddisfazione perché il caso si è risolto in tempi brevissimi e dico grazie alle forze dell'ordine per l'impegno e la competenza dimostrata». Alberto Berticelli07 febbraio 2011, http://milano.corriere.it/
Etichette:
Abbiamo scelto.....
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento