(ASCA) - Roma, 7 feb - Piu' tempo si passa davanti a Facebook e piu' crescono le probabilita' di sviluppare un'immagine distorta del proprio corpo andando incontro a disturbi alimentari come anoressia, bulimia e diete esagerate. A dimostralo un nuovo studio dell'Universita' di Haifa, in Israele.Lo studio, condotto dai professori Yael Latzer, Ruth Katz e Zohar Spivak della Facolta' di Scienze Sociali e della Salute presso l'Universita' di Haifa, si proponeva di esaminare gli effetti di due fattori legati allo sviluppo di disordini alimentari nelle ragazze giovani: l'esposizione ai media e l'autostima. Hanno preso parte alla ricerca 248 ragazze tra i 12 e i 19 anni (eta' media di 14,8) che sono state invitate a fornire informazioni sulle loro abitudini in merito a internet e televisione. Per quanto riguarda questi ultimi, le ragazze sono state invitate a ricordare il numero di spettacoli legati a standard estremi dell'immagine fisica (il modello ''Barbie'') che avevano guardato. Le ragazze hanno anche compilato questionari che hanno esaminato il loro approccio nei confronti del dimagrimento, bulimia, soddisfazione o insoddisfazione del proprio corpo, le loro prospettive generali sul mangiare e la loro autostima.I risultati hanno mostrato che piu' tempo le ragazze passavano su Facebook, piu' soffrivano di bulimia, anoressia e approcci negativi nei confronti dell'alimentazione. Una lunga esposizione su internet a contenuti di moda e musica ha mostrato tendenze simili, ma si manifesta in un minor numero di disturbi alimentari: piu' e' l'esposizione su internet alle tematiche legate alla moda, piu' alta e' la probabilita' di una ragazza di sviluppare l'anoressia.L'esposizione ai media e il senso di autostima sono stati associati anche alla presenza o meno dei genitori nel momento in cui le ragazze utilizzavano i media. Le giovani che hanno navigato su internet insieme ai genitori e hanno discusso criticamente con loro i contenuti fruiti hanno mostrato piu' autostima e formato cosi' uno scudo protettivo contro i disturbi alimentari.
mercoledì 9 febbraio 2011
SALUTE: STUDIO, PIU' NAVIGHI SU FACEBOOK PIU' RISCHI DISTURBI ALIMENTARI
(ASCA) - Roma, 7 feb - Piu' tempo si passa davanti a Facebook e piu' crescono le probabilita' di sviluppare un'immagine distorta del proprio corpo andando incontro a disturbi alimentari come anoressia, bulimia e diete esagerate. A dimostralo un nuovo studio dell'Universita' di Haifa, in Israele.Lo studio, condotto dai professori Yael Latzer, Ruth Katz e Zohar Spivak della Facolta' di Scienze Sociali e della Salute presso l'Universita' di Haifa, si proponeva di esaminare gli effetti di due fattori legati allo sviluppo di disordini alimentari nelle ragazze giovani: l'esposizione ai media e l'autostima. Hanno preso parte alla ricerca 248 ragazze tra i 12 e i 19 anni (eta' media di 14,8) che sono state invitate a fornire informazioni sulle loro abitudini in merito a internet e televisione. Per quanto riguarda questi ultimi, le ragazze sono state invitate a ricordare il numero di spettacoli legati a standard estremi dell'immagine fisica (il modello ''Barbie'') che avevano guardato. Le ragazze hanno anche compilato questionari che hanno esaminato il loro approccio nei confronti del dimagrimento, bulimia, soddisfazione o insoddisfazione del proprio corpo, le loro prospettive generali sul mangiare e la loro autostima.I risultati hanno mostrato che piu' tempo le ragazze passavano su Facebook, piu' soffrivano di bulimia, anoressia e approcci negativi nei confronti dell'alimentazione. Una lunga esposizione su internet a contenuti di moda e musica ha mostrato tendenze simili, ma si manifesta in un minor numero di disturbi alimentari: piu' e' l'esposizione su internet alle tematiche legate alla moda, piu' alta e' la probabilita' di una ragazza di sviluppare l'anoressia.L'esposizione ai media e il senso di autostima sono stati associati anche alla presenza o meno dei genitori nel momento in cui le ragazze utilizzavano i media. Le giovani che hanno navigato su internet insieme ai genitori e hanno discusso criticamente con loro i contenuti fruiti hanno mostrato piu' autostima e formato cosi' uno scudo protettivo contro i disturbi alimentari.
(ASCA) - Roma, 7 feb - Piu' tempo si passa davanti a Facebook e piu' crescono le probabilita' di sviluppare un'immagine distorta del proprio corpo andando incontro a disturbi alimentari come anoressia, bulimia e diete esagerate. A dimostralo un nuovo studio dell'Universita' di Haifa, in Israele.Lo studio, condotto dai professori Yael Latzer, Ruth Katz e Zohar Spivak della Facolta' di Scienze Sociali e della Salute presso l'Universita' di Haifa, si proponeva di esaminare gli effetti di due fattori legati allo sviluppo di disordini alimentari nelle ragazze giovani: l'esposizione ai media e l'autostima. Hanno preso parte alla ricerca 248 ragazze tra i 12 e i 19 anni (eta' media di 14,8) che sono state invitate a fornire informazioni sulle loro abitudini in merito a internet e televisione. Per quanto riguarda questi ultimi, le ragazze sono state invitate a ricordare il numero di spettacoli legati a standard estremi dell'immagine fisica (il modello ''Barbie'') che avevano guardato. Le ragazze hanno anche compilato questionari che hanno esaminato il loro approccio nei confronti del dimagrimento, bulimia, soddisfazione o insoddisfazione del proprio corpo, le loro prospettive generali sul mangiare e la loro autostima.I risultati hanno mostrato che piu' tempo le ragazze passavano su Facebook, piu' soffrivano di bulimia, anoressia e approcci negativi nei confronti dell'alimentazione. Una lunga esposizione su internet a contenuti di moda e musica ha mostrato tendenze simili, ma si manifesta in un minor numero di disturbi alimentari: piu' e' l'esposizione su internet alle tematiche legate alla moda, piu' alta e' la probabilita' di una ragazza di sviluppare l'anoressia.L'esposizione ai media e il senso di autostima sono stati associati anche alla presenza o meno dei genitori nel momento in cui le ragazze utilizzavano i media. Le giovani che hanno navigato su internet insieme ai genitori e hanno discusso criticamente con loro i contenuti fruiti hanno mostrato piu' autostima e formato cosi' uno scudo protettivo contro i disturbi alimentari.
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