L’esorcista, di solito, è un prete, come ben si vede nel classico del genere horror L’esorcista diretto nel 1973 dal bravo regista ebreo americano William Friedkin. Ma adesso con il nuovissimo The Possession
in uscita nelle sale italiane oggi, 25 ottobre, le cose cambiano
notevolmente e a fare questa parte è nientemeno che un rabbino, che si
chiama Tzadok, interpretato dalla popstar internazionale Mathisyahu.La trama è forte e decisamente originale e la pellicola è prodotta da
un maestro del genere, Sam Raimi, che ha realizzato una serie di film,
alcuni riusciti altri meno, di grande successo al botteghino come La casa, Darkman e The gift
e che a 53 anni, compiuti lo scorso 23 ottobre, è più che mai attivo
come produttore e come regista. Nel 2013 uscirà la sua nuova fatica Il grande e potente Oz.Tornando a The Possession, il film è pieno di sorprese,
scene terrificanti che intrecciano il quotidiano e il soprannaturale; il
film è diretto dal regista danese Ole Bornedal ed è interpretato oltre
che dal cantante Mathisyahu, che raggiunse la fama con l’album in bilico
fra reggae e ispirazioni religiose King of crown anche da due
attori di tutto rispetto come Jeffrey Dean Morgan e Kyra Sedgwick, nella
parte dei due ex coniugi Berek da poco divorziati. Hanno due figlie,
Em e Hannah.Particolarità dell’opera è che non è un semplice film dell’orrore ma
si collega alla tradizione ebraica e al tema del Dibbuk, figura
leggendaria, proveniente dal mondo yiddish e degli shtetl dell’Europa
Orientale, di anima vagante che si aggira fra gli esseri viventi.Il film è basato su una storia vera, si dice. Racconta di una bambina
di nome Em, interpretata dalla bravissima Natasha Calis, che viene
posseduta dallo spirito malvagio contenuto in una scatola acquistata in
un mercatino. Da quel momento l’entità entrerà dentro di lei
trasformandola in una creatura diabolica e imprevedibile. Peraltro
riuscendo a riunire i suoi genitori, da poco divorziati, per combattere
assieme le forze del Male.Si tratta di una rilettura dell’Esorcista, di Riposseduta o di Poltergeist
o è qualcosa di completamente diverso? Agli spettatori tocca formulare
il giudizio finale. A metà fra leggenda yiddish e film dell’orrore puro e
semplice, il nuovo prodotto cinematografico si preannuncia ricco di
suspence così come di scene melodrammatiche.A quanto pare esiste davvero una scatola del Dibbuk dalla quale il
regista e Raimi hanno preso lo spunto per scrivere la storia del film.
Pare che nel 2004 un ragazzo del Missouri avesse comprato all’asta una
scatola dalla nipote di un sopravvissuto alla Shoah. Questa scatola è
stata soprannominata il “Dibbuk box”, perché dopo esserne entrato in
possesso (scusate il gioco di parole…) strane cose accaddero al
giovane, che fu così costretto a disfarsene, vendendola a un mercatino…Di: Roberto Zadik http://www.mosaico-cem.it/
Ottimi siti sui viaggi se ne trovano tantissimi, ma forse è più raro trovare un blog su questo argomento.Da anni organizzo viaggi in Israele con lo scopo di entrare nel cuore del Paese. Non viaggi di pellegrinaggio, ma di conoscenza, di cultura, di divertimento e di scambio.Israele è un Paese unico nel mondo proprio perché abitato da numerose etnie in un territorio molto piccolo.L’intento di ViaggiIsraele è quello di formare una “famiglia” con i viaggiatori che sono già venuti con me in Israele e con quelli che ci verranno. Foto, impressioni, esperienze: il blog sarà un salotto di scambi tra amici.Ci saranno anche notizie, avvenimenti, articoli particolarmente significativi sul mondo israeliano, per far crescere la conoscenza della realtà di un paese molte volte distorta o poca nota.Questo vuole essere un blog laico, leggero, divertente ma anche ricco di apporti umani. Si richiede rispetto e correttezza che sono fondamentali per ogni buona amicizia.
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