Lo scrittore Yehoshua Sono nostri nemici la guerra è inevitabile
«È tempo che Israele riconosca che Gaza è un nemico. Ed agisca di
conseguenza: smetta di fornire elettricità e far passare cibo. Dichiari
ufficialmente che siamo in uno stato di guerra e agisca di
conseguenza». Parole che non ti aspetti da Abraham Yehoshua, uno degli
scrittori israeliani più famosi della sua generazione, a lungo icona
del pacifismo. Oggi, deciso sostenitore della necessità di un
intervento armato contro Gaza. Signor Yehoshua, tornano le esecuzioni
mirate. Qual è la sua reazione? «Sono per principio contrario alle
esecuzioni mirate. Non risolvono la questione. Questa azione arriva
dopo giorni e giorni di lancio di missili sulle nostre città: e non
credo cambierà nulla da questo punto di vista. Il fuoco continuerà e
quindi questa sarà stata un' azione inutile. È questa considerazione
che mi porta a dire che non si può trattare con Gaza come se fosse un
territorio occupatoo un gruppo di terroristi: Gaza è un nemico e come
tale va trattato». Cosa intende? «Israele fornisce elettricità a Gaza,
fa passare dal suo territorio cibo diretto a Gaza: e loro ci sparano.
Se a spararci fosse la Siria, reagiremmo militarmente, non con
esecuzioni mirate». Sta invocando una guerra? «Parliamo di uno Stato,
che ha un suo esercito e lo usa contro di noi. Ha un senso scegliere
quali sonoi cattivi in questa situazione ed eliminare solo loro? Non
funziona, lo abbiamo già visto. La situazione va chiarita una volta per
tutte». E quindi? «Io non sono un militare, non posso fare strategie:
posso dire che siamo già in uno stato di guerra, ci sono lanci di
missili contro Israele tutti i giorni. Dobbiamo dichiarare
ufficialmente che siamo in guerra ed agire di conseguenza. Non si può
trattare Hamas come un gruppo terroristico: è un governo e deve essere
considerato responsabile delle sue azioni». E la gente? I civili? Lei
sa bene che i civili sono sempre le prime vittime di una guerra. «Le
rigiro la domanda: la gente di Gaza pensa alla gente di Sderot, che
vive sotto l' incubo dei missili lanciati da Gaza? La gente di Gaza sta
partecipando alla guerra contro Israele: abbiamo ritirato i coloni,
siamo andati via, perché continuano a spararci? È la gente di Gaza che
ha eletto il governo di Hamas, che - lo ripeto - è un governo
responsabile delle sue azioni. In Israele questa situazione ha minato
alle basi la fiducia nella possibilità di una pace con i palestinesi:
gli israeliani oggi pensano che se si ritireranno completamente dalla
Cisgiordania accadrà lì quello che già accade a Gaza. E che ci
ritroveremo i missili a Gerusalemme e a Tel Aviv. Il comportamento di
Hamas è uno dei più grandi ostacoli alla pace fra i palestinesi e gli
israeliani». Signor Yehoshua, lei ha parlato per anni della possibilità
di una pace giusta fra israeliani e palestinesi. Ci crede ancora? «Io
penso che la pace non si fa con Gaza. Con il governo dell' Autorità
palestinese c' è la possibilità di parlare: possiamo discutere di
fermare gli insediamenti e di tornare alle frontiere del ' 67. Ma Gaza
non risponde all' autorità del governo palestinese, Gaza è un' altra
storia» FRANCESCA CAFERRI http://ricerca.repubblica.it/
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