mercoledì 21 novembre 2012
Quando
da Gaza sparano missili su Israele e Israele risponde, l’ebreo di
sinistra che non ama le smaccate partigianerie e l’ideologizzazione
fine a se stessa, sente tutta la fragilità della sua posizione. Perché,
se non è disposto a dire che il governo di Israele ha sempre ragione,
non è neppure disposto a dire che lo stato di Israele ha torto per
definizione. L’antisemitismo, quello vero, passa proprio per questa
sottile linea di demarcazione. Che Israele sia manifestamente sotto
attacco è fuori di dubbio, e sembra non si voglia ammettere che la
cortina fumogena dei missili palestinesi intenda far velo ai massacri
siriani e all'inverno dello scontento che ha fatto seguito alle fallite
primavere arabe. Israele funziona sempre da ottimo distraente. E a far
male, oltre al sangue che sta scorrendo, è il silenzio vergognoso della
sinistra italiana che non osa giudicare gli eventi in corso con i
propri occhi, e, quando lo fa, lo fa dall’ottica delle sue ideali
alleanze populiste. Vendola, almeno, parla chiaro e pronuncia la sua
verità ideologizzata, rafforzata da inamovibili certezze. Così, fra una
sinistra demagogica, cieca e vigliacca, e una destra che offre sostegno
ad alto tasso di interesse, mentre a Roma fascismi di destra e di
sinistra ci sguazzano, l’ebreo si ritrova ancora una volta solo con i
suoi incubi. Bersani, Renzi, Di Pietro, l’equilibrista Casini, e tutti
gli altri, sono troppo impegnati a giocare con i programmi elettorali.
Perché sporcarsi mani e bocca con rischiose uscite su Israele, specie
se fuori dal coro, quando invece il silenzio assicura il consenso di
gran parte dell’opinione pubblica? Ora, a dirla franca, Netanyahu e i
suoi alleati non sono certo i personaggi giusti per portare Israele
fuori dalla palude. Ma, sia detto senza esitazioni, lo stato d’Israele
ha il diritto e il dovere di difendere le sue città e la sua gente. E
serve a poco richiamare le lontane origini del conflitto e tutta la sua
intricata storia, e l’ingiustizia degli insediamenti dei coloni. Un
missile rimane un missile, e un crimine terroristico rimane sempre un
crimine terroristico. Ma la politica tace, mentre la stampa imperversa
con animose semplificazioni. L’ebreo di sinistra, orfano sventurato, si
troverà di fronte a un bel dilemma quando, fra qualche mese, andrà a
inserire la scheda nell’urna. Noi tuttavia paghiamo solo con la crisi
delle nostre coscienze. Altrove stanno pagando prezzi ben più alti. E
beato l’ebreo di destra, che queste crisi non le conosce!Dario Calimani, anglista http://www.moked.it/
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