Un motociclista, come nella migliore tradizione terroristica, passa lentamente presso un'automobile parcheggiata nel cuore di Tel Aviv
non lontano dal Ministero della Guerra, lascia cadere un pacco e fugge
nel traffico rarefatto dalle insolite condizoni atmosferiche. Poco dopo
un'esplosione. L'auto va in fiamme, cinque o sei persone sono ferite ma
non gravemente.E' stata probilmente la mancanza di un risultato più letale a
insospettire la polizia che già in stato d'allarme per le condizioni
meteorologiche dà la caccia al motociclista e, a quanto si dice, lo
arresta. In attesa di maggiori dettagli è bastato l'annuncio della
polizia secondo cui si è trattato di una resa di conti fra criminali, a
far tirare un sospiro di sollievo all'intero paese. Sarebbe "solo" il
quinto o sesto tentativo di ammazzare Nissim Alperon,
illustre membro della più potente famiglia mafiosa del Paese, con il
capostipide ammazzato, l'erede in prigione e Nissim, altro membro
importante del clan, scampato per miracolo a un attentato.Ma perché tanta gioia per un'esplosione criminale?
Perché contro le previsioni dei servizi d'informazione e dello stesso
Presidente dello Stato non si è trattato dell'inizio della "terza
intifada" che tutti ritengono imminente a causa del senso di delusione
politica e per la crisi economica che pervade il settore palestinese.La prima rivolta palestinese, detta "l'intifada delle pietre"
(1987) aveva causato 160 morti israeliani, 1162 palestinesi uccisi
dall'esercito e altri 1000 dai palestinesi stessi. La seconda denominata
"intifada di al Aqsa" dal nome della moschea di Gerusalemme da dove era
partita nel 2000 aveva causato 3858 morti palestinesi e 1022
israeliani, quest'ultimi sopratutto con attacchi suicidi contro civili
nelle città. Occorre aver presente queste cifre (e i danni collaterali
umani, materiali e politici) causati dalle due intifade per comprendere
l'ansia della popolazione che in periodo elettorale é soggetta a un
bombardamento quotidiano di profezie cantradditorie ma ugualmente
catastrofiche (naturalmente per colpa dell'avversario).http://www.ilgiornale.it/
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