Il nazista Eichmann scoperto grazie alla fidanzata ebrea del figlio Bettina Stangneth
Adolf Eichmann venne scoperto in Argentina grazie al fatto che il
figlio ventenne si era innamorato di una ragazza ebrea di 16 anni,
residente come la famiglia del criminale nazista a Buenos Aires.Lo rivela un documentario che va in onda domenica sera sulla prima
rete televisiva tedesca Ard, basato sulle ricerche della storica
amburghese Bettina Stangneth.Nel 1956 il figlio di Eichmann, Klaus, si era innamorato di Silvia
Hermann, il cui padre Lothar era riuscito a scampare all’Olocausto dopo
essere stato internato per sei mesi nel campo di concentramento di
Dachau. Nessuno dei due ragazzi conosceva la storia delle rispettive
famiglie, così quando Silvia condusse Klaus a casa dei suoi genitori,
Lothar Hermann chiese al figlio del criminale nazista che cosa avesse
fatto il padre in Germania durante il nazismo. «È stato in guerra ed
abbiamo fatto numerosi trasferimenti, abitando per un certo tempo
perfino a Praga. Papà diceva che eravamo lì per diffondere nel mondo i
valori tedeschi».Dopo pranzo Hermann chiese alla figlia come si chiamasse il suo
ragazzo, ma dopo aver appreso il nome di Eichmann era rimasto sconvolto.
Poco fiducioso nelle autorità argentine, Lothar Hermann aveva scritto a
Fritz Bauer, il procuratore generale tedesco che stava dando la caccia
ai nazisti superstiti.«La informo che, secondo le mie informazioni, qui a Buenos Aires vive
il criminale nazista Adolf Eichmann», aveva scritto il supersite della
Shoah, il quale aveva pregato la figlia, che nel frattempo aveva
lasciato Klaus Eichmann, a riallacciare i suoi rapporti con il figlio
dello sterminatore di Auschwitz, in modo da verificarne con assoluta
certezza l’identità.Da quel momento si era messa in moto la macchina che nel maggio 1960
avrebbe permesso al Mossad, il servizio segreto israeliano, di rapire
Eichmann per condurlo in Israele, dove al termine di un lungo processo
venne impiccato il 31 maggio 1962.Per timore di rappresaglie da parte dei nazisti superstiti, Lothar
Hermann aveva fatto emigrare nel 1974 la figlia negliStati Uniti, dove
vive tuttora con un’altra identità.IL CORRIERE DELLA SERA
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