lunedì 15 aprile 2013

Israele, la riflessione collettiva e il Movimento Cinque Stelle
Giorni speciali per Israele. A partire dal tramonto di domenica 14 aprile, 5 Iyar (con un giorno di ritardo rispetto alla data ufficiale per evitare il conflitto con lo Shabbat), per 48 ore lo Stato ebraico celebrerà due appuntamenti fondamentali, diversi eppure legati, Yom HaZikaron, il Giorno del Ricordo dei soldati caduti e delle vittime del terrorismo, e Yom HaAtzmaut, il Giorno dell’Indipendenza. Per lunedì sera e martedì, in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno, sono previsti grandi festeggiamenti in sinfonia bianco-azzurra, con annessa la tradizionale barbecue, ormai divenuta una sorta di sport nazionale.
Cerimonie solenni si terranno invece sin dal pomeriggio di oggi con la partecipazione delle massime autorità israeliane, mentre la sirena suonerà per un minuto, interrompendo le normali attività in tutto il Paese, per rivolgere un pensiero a coloro che in suo nome hanno perso la vita. Anche l’ambasciata di Israele a Roma ricorderà i caduti in una commemorazione organizzata al Centro Pitigliani cui prenderà parte l’ambasciatore Naor Gilon e l’addetto militare alla difesa Yehu Ofer, mentre a Milano un evento è stato organizzato dai movimenti giovanili e dall’Assessorato ai giovani della Comunità. Numerosi poi, in tutte le Comunità ebraiche, i festeggiamenti in programma per Yom HaAtzmaut.E, tuttavia, anche la capacità di ricordare, riflettere e festeggiare la propria storia e identità riceve una bocciatura senza appello, insieme a tutto il resto, da parte del Cinque Stelle Salvatore Mandarà, uomo di fiducia del leader Beppe Grillo, che a proposito di un possibile successo di Emma Bonino nelle “Quirinarie”, dichiara “La Bonino è a favore di Israele, e io non sopporto lo Stato di Israele”, come riportato dal Corriere della Sera.E sulla necessità di riflessione a proposito del Movimento Cinque Stelle il quotidiano di via Solferino va oltre, ricordando, in prima pagina a firma di Aldo Grasso, le uscite sconsiderate del capo gruppo alla Camera Roberta Lombardi, tra cui quella sul “fascismo buono” e ancora, su Repubblica Roma, la denuncia dell’assessore del Municipio IX Carla Di Veroli a proposito delle esternazioni negazioniste dell’attivista grillino del Municipio XV Antonio Caracciolo, ricercatore di Filosofia del Diritto all’Università La Sapienza.
Tutti elementi che tendono verso una sola certezza: un po’ di riflessione collettiva su storia e identità, farebbe tanto bene anche all’Italia.Rossella Tercatin(14 aprile 2013)moked.it

Boldrini incontra UCEI e Comunità ebraica: “Il razzismo non può passare inosservato”
“Il colloquio con il presidente della Camera Boldrini si è rivelato estremamente proficuo e utile a mettere a fuoco numerosi orizzonti comuni: difesa della democrazia, diritti civili, solidarietà sociale, processo di pace in Medio Oriente, lotta al razzismo e al cybercrime. Punti d’azione che ci vedono al lavoro sinergicamente per la costruzione di un futuro di pace, fratellanza e armonia tra i diversi popoli e le diverse identità. Un impegno che il presidente Boldrini, di cui memorabili restano le parole pronunciate in occasione del discorso di insediamento alla Camera, ha lasciato intendere di voler assolvere con il contributo e l’impegno di noi tutti”. Ad affermarlo il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna al termine dell’incontro del presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini con i vertici dell’ebraismo italiano e romano. Insieme al presidente dell’Unione il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il rabbino capo rav Riccardo Di Segni e numerosi esponenti di entrambi i Consigli. Per l’UCEI il vicepresidente Roberto Jarach, gli assessori Victor Magiar e Raffaele Sassun, il consigliere Elvira Di Cave (questi ultimi tre nomi esponenti anche dell’esecutivo comunitario). Dopo un colloquio nella stanza del rabbino capo, la visita al Tempio Maggiore e al Museo ebraico. In rappresentanza del Consiglio romano hanno preso la parola anche gli assessori Ruben Della Rocca e Joseph Di Porto. A chiedere l’incentivazione e il rafforzamento ulteriore dei rapporti di collaborazione tra Italia e Israele l’assessore Sassun. “Sono sicuro – ha spiegato – che ne trarranno vantaggio tutti, anche i palestinesi con cui Israele cerca di fare la pace dal giorno in cui è nato. I valori portanti della nostra Comunità sono solidarietà, cultura, pace. Questi sono anche i suoi valori, presidente. Lavoriamo insieme per rafforzarli e sedimentarli in Italia e in Israele”.“Questa visita – ha dichiarato Pacifici – testimonia quanto ancora una volta le istituzioni siano attente a ogni sfumatura della nostra società. Alla Boldrini abbiamo messo a disposizione le nostre sensibilità sui temi dell’accoglienza e delle politiche sociali. Ma abbiamo anche detto che oggi la nostra società si scontra contro il rigurgito di antichi sentimenti ostili alla libertà della persona. E allora non possiamo restare a guardare come chi decenni anni fa rimase indifferente. L’odio on line, il fascismo del terzo millennio e il revisionismo della Shoah vanno combattuti e il presidente Boldrini ha dato la sua piena disponibilità su questi temi”. Disponibilità affermata di persona e, più tardi nel pomeriggio, anche attraverso i social network. “Ci sono forme di antisemitismo sul web che fanno paura e che comprendono anche razzismo e apologia di fascismo. Ci sono intere pagine Facebook con decine di migliaia di persone che inneggiano al fascismo. Tutto questo non può passare inosservato in uno Stato democratico. È giusto che ci sia più impegno e da parte mia – ha scritto Boldrini sul proprio profilo Facebook – garantisco che ce ne sarà”.(14 aprile 2013) moked.it


L'ambasciatore Talò invita i tifosi in Israele 

Anche l'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv Francesco Maria Talò all'apertura ufficiale della vendita dei biglietti per i prossimi europei di calcio under 21 in programma dal 5 al 18 giugno in Israele. Da Talò è giunto l'invito a tutti i tifosi azzurri a prendere in considerazione l'ipotesi di venire a sostenere i giovani calciatori agli ordini di Devis Mangia direttamente in loco.moked.it


 


L'antisemita della classe accanto 
Caro Colombo, mi serve una spiegazione. Perché non sappiamo il nome della professoressa del liceo romano Caravillani che ha detto alla sua studentessa ebrea: "Se fossi stata ad Auschwitz, saresti stata più attenta"? Perché usare il riguardo dell'anonimato alla responsabile di un'affermazione crudele e violenta, aggravata dall'autorità di un docente? Flavia

Questa è una storia a due facce, in un mondo di confusione e delirio. Una faccia è quella triste e squallida della professoressa a cui viene in mente una simile affermazione, immensamente volgare e immensamente offensiva. Disturbano anche le giustificazioni. Come quella della preside Anna Maria Trapani (di lei almeno si sa il nome) che avrebbe detto una frase purtroppo priva di senso che non solo non scusa, ma rende più grave ciò che è accaduto: "La professoressa non voleva offendere la ragazza. Quella frase ha oltrepassato le sue intenzioni". Poi, come se non bastasse, la preside continua in modo anche più infelice. Sentite: "la cosa importante è che i ragazzi abbiano espresso solidarietà alla loro amica". Con questa frase si fa credere, con versione riduttiva e infelice, che la ragazza ebrea sia stata difesa in quanto aveva degli amici in classe, degli amici, in caso di mobbing, sono sempre una bella cosa. La vera storia è diversa. La vera storia è che tutta la classe si è ribellata contro la professoressa razzista perché il suo comportamento era ignobile, e non poteva e doveva essere accettato, amici o non amici, perché il razzismo non è uno sgarbo a qualcuno, ma un'intollerabile offesa a tutti. Ecco perché i ragazzi del liceo Caravillani non vorrebbero avere un premio al Quirinale per la loro protesta collettiva (Repubblica, 6 aprile). Infatti, nel respingere insieme l'offesa di una donna stupida o malata, però simbolicamente potente (parlava dalla cattedra di insegnante) si sono sentiti normali e hanno fatto una cosa normale, tipica di normali esseri umani: dire no al razzismo. Anche più grave se è frutto di "sbadate" abituali di modi consueti di pensare parlare. E stato molto importante, in questo caso, che il ministro dell'Istruzione Profumo e il presidente delle Comunità ebraiche italiane Gattegna abbiano detto insieme: "l'antisemitismo e il negazionismo non si combattono soltanto il 27 gennaio di ogni anno, in occasione del Giorno della Memoria, ma tutti i giorni". Giustissimo. Ma se al liceo Caravillani ci fosse stato anche solo il Giorno della Memoria, il 27 gennaio scorso, forse la professoressa di quella scuola non avrebbe potuto dire alla madre della ragazza offesa "che il riferimento ai campi di concentramento era per l'ordine che vi regnava". Per fortuna ha offeso tutti i ragazzi e non solo la sua vittima designata. Per fortuna tutti i ragazzi normali si sono ribellati. Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano 12 aprile 2013


Pensare Israele

Il nuovo ministro dell'Educazione di Israele , Shay Piron, ha invitato oggi una lettera aperta indirizzata a tutti gli insegnanti. Dopo aver espresso alcune considerazioni circa le ricorrenze dei prossimi giorni, Yom ha-Ziqqaron e Yom ha-'Atzmaut, chiede agli insegnanti delle scuole di dedicare con i propri allievi del tempo per riflettere sull'identità dello Stato di Israele. "Tutti", scrive il ministro, "siamo invitati a prender parte al processo di formazione del nostro sistema educativo". Come diceva Cartesio "Cogito ergo sum".Andrea Yaakov Lattes, Università Bar Ilan, moked.it