martedì 31 gennaio 2012
«Angelo e Teresa Tosi furono Giusti di Israele»
L'APPELLO. Lo chiedono i parenti di famiglie ebree salvate a CalcinatoE vorrebbero «un albero» anche per gli Speranzini.Da Milano le sorelle Virginia e Margherita Salinas, figlie di Giuseppe, ebreo scampato con altri sette ai nazifascisti grazie a due famiglie di Calcinato, e scomparso il 3 febbraio 2009, lanciano un appello al Comitato per la Foresta dei Giusti «affinché Angelo e Teresa Tosi ed eventualmente anche i signori Speranzini siano riconosciuti come Giusti», come avrebbe desiderato il loro genitore. I coniugi Angelo Tosi e Teresa Pasquali ospitarono infatti nella propria casa in via San Vincenzo a Calcinato due famiglie ebree, i Sarfatti e i Salinas, formate da internati politici e sottrattesi alle autorità dopo l'8 settembre 1943. I clandestini furono alloggiati dai due contadini per quasi 18 mesi, dal 17 novembre 1943 al Natale 1944. I rifugiati coraggiosamente accolti da Angelo e Teresa erano otto: la famiglia di Samuele Sarfatti era composta dalla moglie Clara Eschenazi e dalle figlie Susanna e Sara; quella di Davide Salinas comprendeva la moglie Virginia Sarfatti e i figli Giuseppe e Sara. Internate nel 1941 nel campo di concentramento fascista di Ferramonti (Cosenza), dove erano rimaste per circa un anno, furono trasferite in domicilio coatto a Calcinato, dove trascorsero i primi due anni nella Casa Bianchi insieme ad altri ebrei. Quando i nazisti occuparono il paese, insieme ai fascisti cominciarono a dar loro la caccia per deportarli nei lager. La famiglia Tosi li nascose a proprio rischio nella cameretta al piano di sopra della casa. Nell'ultimo inverno di guerra poi trovarono rifugio nella stalla della casa degli Speranzini, che ricevevano sempre visite dai fascisti, che cercavano loro figlio. Il 27 aprile del 1945, finalmente, la libertà. I Sarfatti si trasferirono negli anni '60 in Israele, dove i genitori morirono poco dopo. I Tosi sono scomparsi negli anni '70. Prima di morire, Giuseppe Salinas aveva voluto tornare con Sara a Calcinato, il 25 aprile 1998, per l'inaugurazione di una mostra a loro dedicata. «Le famiglie Tosi e Speranzini compirono questi atti eroici senza alcun interesse economico, per puro spirito umanitario - ricordano le due sorelle -. La quasi totalità degli abitanti di Calcinato sapeva della clandestinità degli otto perseguitati e nessuno li denunciò alla polizia fascista, anche se c'era una grossa somma di denaro come ricompensa». Alla fine della guerra, i Tosi ricevettero un attestato dalla Comunità ebraica di Milano.Flavio Marcolini http://www.bresciaoggi.it/
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