martedì 27 novembre 2012
Tel Aviv - Con una mossa che ha colto del tutto di sorpresa il
sistema politico israeliano nella imminenza delle elezioni del gennaio
2013, il ministro della difesa Ehud Barak (71) ha annunciato la
propria volontà di lasciare la politica attiva. Le dimissioni entreranno
in vigore, ha precisato, con la costituzione di un nuovo governo, dopo
il voto: «presumibilmente, fra tre mesi».Dopo di che aprirà una nuova pagina dandosi «agli studi, alla scrittura e magari ai viaggi». Ex leader del partito laburista,
oggi alla guida di una piccola formazione centrista (Atzmaut), Barak
viene egualmente considerato come l’uomo politico più influente in Israele dopo lo stesso premier Benaymin Netanyahu: dunque un personaggio-chiave, in particolare nello sforzo di Israele di contrastare i progetti atomici iraniani.La sua repentina uscita dalla scena politica lascia aperto un notevole vuoto politico. In un primo commento Netanyahu ha
espresso grande apprezzamento per il contributo di Barak alla sicurezza
del Paese: sia da quanto comandava le unità speciali, poi da capo di
Stato maggiore e anche da primo ministro (2000-1). Parole di rammarico
sono giunte da diverse formazioni politiche.Notevole soddisfazione è stata manifestata invece a Gaza da Hamas e dalla Jihad islamica che vedono nelle sue dimissioni «la conferma definitiva della vittoria della resistenza palestinese» nella recente Operazione Colonna di Nuvola,
conclusasi dopo otto giorni di combattimenti con un cessate il fuoco.
Nel frattempo il sistema politico israeliano cerca di trovare nuovi
equilibri.Il Likud prosegue anche oggi le elezioni
primarie, dopo che il voto iniziato ieri è stato disturbato da ripetuti
intoppi. Nell’area centrista si attende peraltro di conoscere se due
ex-dirigenti di Kadima - Ehud Olmert e Tsipi Livni - abbiano intenzione di candidarsi. La loro decisione dovrebbe essere annunciata a giorni.http://www.ilsecoloxix.it/
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