martedì 27 novembre 2012
Roma è come Tel Aviv? No, non lo è nel senso stretto, sicuramente. In
Israele, fino all'altro ieri piovevano razzi contro la popolazione, a
cui, molto dopo, è stata data risposta. Come un qualunque altro paese al
mondo avrebbe fatto.Mi firmo con uno pseudonimo, che mi sento cucito addosso, Ester, come
l'ebrea persiana, un'italiana di religione ebraica. Non uso il mio nome
vero, perché per la prima volta ho paura di essere identificata.Il mio paese è cambiato, si è abbassata l'asticella, quella del pensiero civico, della memoria collettiva.Due manifestazioni, sabato, a cui io non avrei potuto partecipare.La prima, quella dei "fascisti del terzo millennio",
già solo da come si definiscono si ravvede, a mio avviso, il reato di
tentativo di ricostituzione del partito fascista. Ma il prefetto non lo
vede, e nemmeno il sindaco, di questo non mi stupisco, quello che mi
spaventa è che non si sia molto sentita la voce della società civile di
fronte allo scempio della propria memoria.
Il fascismo, la sua storia, che tanto ha pesato in maniera
distruttiva su questo paese, in termini di diritti perduti, di morti,
tra cui tanti cittadini italiani di religione ebraica, deportati, in
nome della purezza della razza. Solo gli ebrei, anche un po' antipatici,
sembrano delegati a questa memoria, talvolta sbandierata in maniera
sbagliata, almeno a mio avviso, ma genuina, fatta della storia di tante
famiglie che la dittatura di Mussolini, a cui Iannone oggi dice di
richiamarsi, ha contribuito a mandare alle camere a gas, da alcuni
impunemente negate, in questo periodo. L'ANPI e i centri sociali, che talvolta bruciano la bandiera israeliana,
sembrano i soli a condividerla. Ed ecco che l'antifascismo diventa una
cosa estremista.Avrei manifestato, sabato, contro la scelta di autorizzare questa
manifestazione ma ero impossibilitata a farlo, perché in quel gruppo lì,
che nega il diritto di esistenza dello stato di Israele, mi sarei
sentita scomoda.L'altra, quella dei meravigliosi studenti,
il futuro di questo paese, insieme ai propri insegnanti, che si battono
per una scuola migliore, in cui si urla che Israele deve essere
distrutta, senza che nessuno dei ragazzi all'interno di quel corteo si
decida a fischiare quello slogan, che ancora una volta, nega il diritto
all'esistenza dello stato israeliano.E io che sono italiana, ebrea, antifascista, democratica, con un
legame forte con lo Stato israeliano, non con tutti i suoi governi,
certamente, ma con la stragrande maggioranza della popolazione di cui
conosco l'aspirazione alla pace e alla vita normale, senza guerre,
missili, razzi, atomiche iraniane, richiami al servizio militare, mi
sento improvvisamente molto sola, in questo Paese.http://www.huffingtonpost.it/
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