domenica 28 agosto 2011

Milleottocentonovanta giorni dopo

Aviva Shalit, la mamma di Gilad, protesta davanti all'ufficio del primo ministro israeliano Netanyahu a Gerusalemme, nel giorno del compleanno del figlio rapito (foto di Baz Ratner / Reuters)

Uno strazio. Più che un compleanno. Un colpo al cuore. Più che un sorriso. Milleottocentonovanta giorni dopo siam sempre lì: alle prese con un ragazzo 25enne rinchiuso chissà dove, con due genitori ormai allo stremo e un governo smarrito, incapace di riportare a casa un suo soldato. Soprattutto: un suo figlio.Milleottocentonovanta giorni dopo, Gilad Shalit, nato a Nahariya il 25 agosto 1986, rapito in territorio israeliano il 25 giugno 2006 dai miliziani di Hamas, ecco, Gilad è sempre là. Fermo. Sospeso. In attesa, lui, di non si sa cosa, visto che ormai qui tutte le opzioni si sono dissolte nel vento caldo che brucia la gola e che soffia in un territorio martoriato più dai muri mentali che da quelli fisici, più dai proiettili verbali che da quelli veri e propri sparati ogni giorno. In attesa, noi, di capire se esiste ancora – in questo mondo – un minimo d’umanità. Un pizzico d’amor filiale. Un briciolo di pietas. Una goccia di sentimento. Qualsiasi sentimento.Milleottocentonovanta giorni dopo, siamo sempre qui. A celebrare l’ennesimo compleanno di un ragazzo che, in circostanze a lui meno sfavorevoli, il mondo non avrebbe mai conosciuto. Al massimo, l’avrebbe visto in qualche istantanea scattata dai fotografi, di quelle immagini che girano in un flusso senza sosta nelle agenzie stampa internazionali e che finiscono puntualmente sulla carta ogni volta che c’è una frizione tra israeliani e palestinesi.E invece. Milleottocentonovanta giorni dopo, siamo qui – sempre qui – a parlare di lui. A raccontare, a ricordare, a rinfrescare la memoria su una vicenda che sembra interessare più al popolo che ai politici, più a chi ha figli, fratelli, sorelle e nipoti, che a chi ha il dovere di garantire la sicurezza per ognuno dei suoi cittadini. Nessuno escluso.Buon compleanno Gilad. Ovunque tu sia. E chissà che, oggi che è il tuo compleanno, ma anche la fine del Ramadan, ecco, chissà che i tuoi carcerieri non decidano di mettere da parte il loro odio, la loro follia, la loro disumanità, per restituirti a mamma Aviva e a papà Noam. Loro ti aspettano nella nuova casa: una tenda sotto alla villa dei Netanyahu. Così da ricordare a “Bibi” giorno dopo giorno che c’è ancora un figlio da riportare a casa. E da riabbracciare.28 agosto 2011, http://falafelcafe.wordpress.com/

venerdì 26 agosto 2011


Foglie d’uva ripiene di riso

INGREDIENTI: 24 foglie d'uva larghe, 2 tazze piene (20 cucchiai) di riso crudo, ½ tazza d'olio, succo di 2 limoni, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 cucchiaio d'anice comune, 3 once di menta fresca tritata, 1 cipolla grande, sale, pepe
PREPARAZIONE: Lavare le foglie d'uva e metterle in una ciotola. Versarci sopra dell'acqua bollente e lasciarle coperte per 10 minuti prima di scolare. Mettere il riso in un colino e lavare sotto l'acqua corrente. Friggere la cipolla in ½ tazza d'olio fino a che si sia dorata. Aggiungere il riso e le spezie e friggere per 10 minuti. Rimuovere dal fuoco,aggiungere tutti gli altri ingredienti eccetto il succo di limone, e la rimanenza dell'olio e mescolare. Nella parte interna di ciascuna delle 20 foglie d'uva mettere 1 cucchiaio del preparato. Richiudere ciascuna foglia saldamente (come un pacchettino) e premere sul palmo della mano. Questo rimuoverà l'eccesso di liquidi e assicurerà anche che le foglie rimangano chiuse durante la cottura e non sarà necessario legarle. Versare l'olio rimanente in una casseruola bassa. Disporre distese le rimanenti 4 foglie d'uva sul fondo della casseruola e metterci sopra le foglie d'uva ripiene ben chiuse.Versarci sopra il succo di limone e acqua fino a ricoprire il tutto. Mettere un piccolo piatto sulle foglie per evitare che si muovano durante la cottura. Coprire la casseruola con un coperchio e portare a cottura. Ridurre il fuoco e far bollire lentamente per ½ ora. Servire freddo come primo piatto o contorno ad un primo con vino bianco o rosé. Beteavòn. Sullam 33



Albondigas - Polpettine di manzo in fricassea


INGREDIENTI:Per le polpette: 500 gr. di manzo macinato; 2 spicchi d’aglio; 1 cucchiaio di coriandolo; 1 cucchiaio di cumino; 1 cucchiaio di prezzemolo tritato; 1 cucchiaio di menta tritata; 2 uova intere; Azzima pesta; Farina; 1 bicchiere di vino bianco secco; 3 cipolle; 100 gr. di olio extravergine d’oliva; Sale e pepe. Per la fricassea: 2 uova intere; Succo di 1 limone; 1 cucchiaio di prezzemolo tritato.
PREPARAZIONE: Tritare le cipolle e farle imbiondire in abbondante olio caldo. A parte tagliare a cubetti la carne ed aggiungerla alle cipolle. Salare, pepare e lasciar cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti.A parte, mettere in ammollo le azzime in acqua calda o nel brodo. Scaldare in una pirofila mezzo bicchiere di olio d’oliva e rivestirne il fondo con due delle azzime ammollata.Versare sullo strato così composto la carne con tutto il suo sugo e abbondante prezzemolo tritato. Ricoprire il tutto con le rimanenti azzime.In una ciotola sbattere le uova con il sale ed il pepe e versare il composto sul tortino. Far cuocere in forno a 180° C per circa 30 minuti.Beteavòn Sullam n34


Potage di Piselli

Questa ricetta si può realizzare sia per consumarla tutti i giorni, sia per una cena con ospiti, aggiungendo qualche ingrediente per raffinare il gusto.
INGREDIENTI: Piselli surgelati (1 scatola da 500g), grana grattugiato (4 cucchiai), prezzemolo tritato (3 cucchiaini),latte o panna (1/2 l), olio extra vergine d’oliva (3 cucchiai), sale.
PREPARAZIONE: Cuocere i piselli in una antiaderente, con olio e sale, per 40 minuti, aggiungendo ogni tanto dell’acqua (in tutto 3 bicchieri). Frullare il tutto aggiungendo la panna o il latte in modo da ottenere una crema semiliquida. Se è troppo densa aggiungere poca acqua. Rimettere al fuoco, cuocendo ancora 30 minuti a fuoco basso ed aggiungendo il prezzemolo. Servire caldo con grana ed olio crudo.A piacere si possono aggiungere dei crostini piccoli di pane arrostito ed agliato o delle foglie intere di basilico o ancora una spolverata di noce moscata.Variante con i peperoni:Si usano i peperoni al posto dei piselli e si fanno cuocere in padella, prima di frullarli, per 40 minuti. L’altra variante è che in questa ricetta non è consigliata la noce moscata.Sullam n.34


Impade

INGREDIENTI: per la pasta: 500 gr. di farina, 275 gr. di zucchero, 3 uova piccole o medie, 125 ml. di olio di mais. per il ripieno: 250 gr. di mandorle dolci, 250 gr. di zucchero, 2 uova, la scorza grattugiata di 1 limone non trattato.
PREPARAZIONE: Diporre la farina a fontana e versare nell'incavo le uova intere.Impastare un po' e aggiungere via via lo zucchero e l'olio.Lavorare fino ad ottenere un impasto di consistenza morbida ed elastica (come una pasta frolla) Lasciare riposare il tutto e passare alla preparazione del ripieno.Tritare le mandorle, versarle in una scodella e unirvi lo zucchero, la scorza tritata del limone e le uova e mescolare con cura. Riprendere l'impasto e ricavarne un rotolo di circa 2 cm. di diametro tagliare dei tronchetti lunghi circa 5 cm. Schiacciarli con il mattarello in modo da ottenere delle sfoglie larghe circa 5 cm. e mettere al centro un po' di ripieno.Unire i bordi della pasta premendoli in modo che si saldino e creino una sorta di "crestina" e poi piegare le estremità
ad angolo in modo che il biscotto assuma una forma a leggera "esse".Disporre le impade su una lastra da forno ed infornare a 200° per 5 minuti e poi abbassare la temperatura a 180° e continuare la cottura per altri 15 minuti circa. Sfornare e cospargere di zucchero a velo.Sullam 35


Gulasch aschenazita

INGREDIENTI: 600 gr. di polpa di manzo tagliata a tocchi; 1 cucchiaino di paprika;2 grosse cipolle; 1 pizzico di cumino in polvere; 1 spicchio d’aglio; 1 cucchiaio di foglioline di maggiorana tritate; 1 cucchiaio di farina; Brodo di carne;Olio extravergine d’oliva; Sale e pepe.
PREPARAZIONE:Pulire e lavare le cipolle, quindi tritarle finemente e metterle ad appassire con un filo d’olio in una casseruola. Quando le cipolle si saranno dorate unire la carne e lasciar rosolare il tutto a fuoco moderato per circa dieci minuti.Schiacciare lo spicchio d’aglio ed metterlo nella casseruola insieme al comino in polvere, le foglioline di maggiorana e la paprika, salare e pepare a piacere. Lasciar cuocere per un quarto d’ora a fuoco moderato e poi spolverare il tutto con la farina, mescolando bene.Adesso coprire la carne a filo con il brodo. Coprire la casseruola con un coperchio e far cuocere il tutto a fuoco molto moderato per circa due ore, controllando di tanto in tanto che non necessiti altro brodo. Far cuocere finché la carne non sarà ben tenera ed il sughetto di cottura ben legato.Tradizionalmente, questo piatto è accompagnato da dei piccoli gnocchetti fatti con farina acqua e sale, cotti, poi, in acqua bollente ed aggiunti al gulasch dieci minuti prima della fine della cottura. Da Sullam n.35


Scaloppine alla lattuga
INGREDIENTI:
500 gr. di fettine magre di vitella, 60 gr. di grasso di vitella, 1 grossa pianta di lattuga, farina,olio, sale, pepe
PREPARAZIONE:
Battere bene la carne ed infarinarla; metterla in padella e farla cuocere a fuoco vivo, metteresale e pepe.Disporre metà delle fettine in una teglia oleata, coprirle di lattuga ben lavata; di nuovo adagiare l’altra metà dellefettine e coprire con le altre foglie di lattuga. Versare sopra l’olio, un po’ di grasso di vitella ed infornare. DaSullam n.35

sabato 20 agosto 2011













hotel di lusso a Gaza video: http://vimeo.com/26288397




The Paris Muslims who saved Jews from the Nazis

da Barbara

Verso Eilat, a bordo del “392″ (e prima degli attentati)

I terroristi non hanno colpito solo dei civili. Hanno anche scelto di farlo contro i bolidi verdi della Egged, la compagnia di trasporti pubblici più grande del Paese. E non solo. Perché la Egged, in Israele, è quasi un’istituzione. I bus, alcuni vecchi, altri nuovi di zecca, ma tutti con l’aria condizionata, li vedi ovunque. Anche nelle zone colpite spesso dai razzi sparati dai palestinesi di Gaza. Sfrecciano verso Ashqelon, dove ad attenderli c’è una stazione come se ne vedono in quei film ambientati in mezzo al deserto. Viaggiano con solerzia verso Ashdod e Sderot, dove l’asfalto e qualche albero lasciano lo spazio al deserto del Negev. Fanno attenzione quando si avvicinano a Gerusalemme: il muro, per uno strano senso della geografia mediorientale, si vede chilometri prima di entrare nella città santa e contesa.La Egged, per chi non ha una macchina propria, è un punto di riferimento per muoversi in Israele. E a costi contenuti. Ma il tragitto verso Eilat è un’altra cosa. Lasciata Beersheba, una delle più grandi città dello Stato ebraico, i bus – a volte pieni, a volte no, ma sempre frequentati dai soldati in libera uscita – ecco, i bolidi si infilano in questa strada ad alta velocità in mezzo al deserto rossiccio e roccioso.Il «392» è una delle linee che porta alla località turistica per eccellenza. Parte da Beersheba, dal Central bus station. Un viaggio di sola andata costa 55 shekel (poco meno di undici euro). Tre ore e cinquanta minuti di percorrenza, cinquantaquattro fermate intermedie, 257 chilometri di strada ben asfaltata e con indicazioni stradali che ricordano le superstrade americane. E alla fine ci si trova nel punto più a sud e in quello più stretto d’Israele. In un soffio si passa da Taba (Egitto) ad Aqaba (Giordania). In mezzo, Eilat.

Nella maggior parte dei casi, il «392» percorre la Highway 12 senza intoppi. Il peggio che può capitare è di affrontare un viaggio in mezzo al nulla senz’aria condizionata o acqua. Perché, per il resto, è anche un percorso abbastanza monotono a furia di vedere sempre il deserto – sia a destra, che a sinistra – oppure qualche paesino abitato da poche migliaia di persone.Qua e là spuntano queste fermate. Spesso hanno forme strane, qualche volta sono fatte di cemento armato. Seduti, anche a 50 gradi centigradi, ci trovi quasi sempre dei giovani in servizio di leva con il fucile in «stato di riposo», in mano uno smartphone connesso a Internet e cuffie alle orecchie che sparano musica ad alto volume. Sono tutti giovanissimi, molti sono Falash Mura, gli “ebrei neri”, quelli che arrivano dall’Etiopia.Un po’ di brivido lo si prova solo nel tratto finale. Dove un pezzo della «12» passa a poche centinaia di metri dal confine con l’Egitto. Il punto più vicino? A pochi chilometri da Eilat: l’asfalto è a 20 metri di distanza dalle recinzioni. In situazioni normali – quando al potere c’era ancora Mubarak – nessuno se n’è mai dovuto preoccupare.Ma poi qualcuno ha iniziato a raccontare delle cose. Per esempio: che la recinzione di frontiera messa su copre solo il 10% del confine israelo-egiziano. Che il punto in cui sono stati attaccati i bus israeliani oggi – tra Netafim e Carmit – è quello più vulnerabile: non c’è una recinzione, non ci sono pattuglie fisse. Ma solo telecamere di sorveglianza e qualche jeep dell’esercito che passa ogni tanto a dare un’occhiata.Per non parlare dei fondi: 28 milioni di dollari già consegnati nel gennaio 2010 all’autorità che dovrà costruire il confine e un piano che prevede la recinzione lungo i 230 chilometri con l’Egitto entro il 2012. Ma in più di un anno e mezzo di chilometri ne sono stati fatti solo 20.L’attentato multiplo non cambierà le abitudini degl’israeliani. Ma inizia a porre più di un interrogativo sulla sicurezza delle frontiere dello Stato ebraico.

18.8.2011 http://falafelcafe.wordpress.com/


venerdì 12 agosto 2011


Sono oltre 150 i parlamentari italiani appartenenti a tutti i partiti politici che hanno firmato, su invito dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, un documento che chiede a tutto il consesso internazionale, all’ONU e ai Paesi Europei, di non procedere alla dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese.
La lettera, promossa dal direttivo dell’associazione - i deputati Enrico Pianetta (Pdl), Fiamma Nirenstein (Pdl), Gianni Vernetti (Api) e la senatrice Rossana Boldi (Lega Nord) - invita a una più rapida ripresa dei colloqui di pace fra le due leadership, israeliana e palestinese, così da arrivare a una pace stipulata di comune accordo. Ogni unilateralismo, dice il documento dei parlamentari, viola la legalità internazionale e mette in discussione il principio della trattativa tra i popoli. Il preambolo stesso dello statuto delle Nazioni Unite afferma che l'Onu si impegna a “creare le condizioni in cui la giustizia e il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati (…) possano essere mantenuti”.La lettera firmata da 150 parlamentari chiarisce come l’unilateralismo metterebbe a repentaglio tutti gli sforzi internazionali per la pace affermati nelle risoluzioni 242, 338, 1850 del Consiglio di Sicurezza, nella Roadmap per la pace e in numerose prese di posizione del Quartetto e cancellerebbe di fatto tutti gli accordi già esistenti tra israeliani e palestinesi. Inoltre, se una dichiarazione unilaterale d’indipendenza dello Stato palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovesse essere approvata, ciò costituirebbe un riconoscimento di Hamas, organizzazione terroristica fuorilegge nell’Unione Europea, Stati Uniti e Canada e oggi parte dell’esecutivo palestinese.La raccolta procede e le firme saranno recapitate al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, prima dell’avvio dei lavori assembleari.
Ecco il testo della lettera:

Associazione parlamentare di Amicizia Italia-Israele
"
Per il ritorno alle trattative, contro l’unilateralismo"

Noi, parlamentari italiani, riaffermiamo con forza il nostro impegno per una risoluzione pacifica e negoziata del conflitto tra israeliani e palestinesi, fondata sul principio di due Stati per due popoli che convivano l’uno accanto all’altro in pace e sicurezza. Una prematura dichiarazione unilaterale, invece, non solo minerebbe il processo di pace, ma costituirebbe un affronto permanente all’integrità delle Nazioni Unite, dei trattati esistenti e del diritto internazionale.Crediamo che l’unilateralismo violi la legalità internazionale e metta in discussione il principio delle trattative tra i popoli.Come evidenziato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo discorso del 19 maggio 2011 al Dipartimento di Stato americano, una pace giusta e duratura è possibile solo attraverso un negoziato che implichi concessioni reciproche. “Le azioni simboliche per isolare Israele alle Nazioni Unite il prossimo settembre non creeranno nessuno Stato indipendente” ha dichiarato il Presidente. Lo stesso principio è stato riaffermato anche durante il G8 del 27 maggio 2011.Una posizione simile è stata presa anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek. Durante una conferenza stampa congiunta del 15 giugno 2011 a Ramallah con il primo ministro palestinese Salam Fayyad, Buzek ha dichiarato che il riconoscimento unilaterale di unilaterale di uno Stato palestinese sarebbe “pericoloso”.Anche il governo Italiano ha dichiarato di essere impegnato a favorire la ripresa di un dialogo tra le due parti senza precondizioni e che l’Italia non è favorevole alla dichiarazione unilaterale. Si è espresso in tal senso anche il governo tedesco.La posizione congiunta di America ed Europa nell’opporsi alla strada dell’unilateralismo palestinese, chiedendo al contempo negoziati diretti tra le parti, è motivata da alcuni principi cardine:

• L’unilateralismo metterebbe a repentaglio tutti gli sforzi internazionali per la pace affermati nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242, 338 e 1850, nella Roadmap per la pace e in numerose prese di posizione del Quartetto; in ognuno di questi documenti si invoca una soluzione negoziata e accettata da entrambe le parti, rifiutando la via dell’unilateralismo. Come evidenziato dal Quartetto nel Febbraio 2011: “…azioni unilaterali da entrambe parti non possono pregiudicare il risultato dei negoziati e non saranno riconosciute dalla comunità internazionale”.

• Una dichiarazione unilaterale violerebbe gli accordi già esistenti tra israeliani e palestinesi, tra cui gli Accordi di Oslo II in cui si afferma che: “Nessuna parte può prendere iniziative che cambino lo status della Cisgiordania e della Striscia di Gaza in attesa del risultato dei Negoziati Permanenti” (articolo 31).

• Si facevano garanti dell’Accordo ad Interim tra israeliani e palestinesi, siglato da Israele e dall’OLP, le Nazioni Unite, l’Unione Europea, la Federazione Russia, gli Stati Uniti (ovvero il Quartetto), l’Egitto e la Norvegia. Sarebbe quindi altamente inappropriato per tutti questi garanti autorizzare una risoluzione delle Nazioni Unite che violi questo accordo, minando così le risoluzioni stesse del Consiglio di Sicurezza e del Quartetto.

• Se una dichiarazione unilaterale di indipendenza dello Stato palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovesse essere approvata, ciò costituirebbe un riconoscimento di Hamas, oggi parte dell’esecutivo palestinese e tuttavia un’organizzazione terroristica fuorilegge nell’ Unione Europea, Stati Uniti e Canada. Tutto ciò mentre Hamas continua a opporsi ai principi base stabiliti dalla comunità internazionale: il riconoscimento del diritto di Israele a esistere, la rinuncia del terrorismo e il rispetto dei precedenti accordi internazionali.

L’Italia si deve dunque impegnare, oggi e nel futuro, per una soluzione negoziata del conflitto israelo-palestinese e si deve opporre al riconoscimento unilaterale di uno Stato Palestinese. Solo attraverso un immediato ritorno al tavolo dei negoziati, basato sul principio del reciproco riconoscimento, sarà possibile garantire una pace giusta e duratura.

Luglio 2011

SOTTOSCRITTORI

Camera dei Deputati

ADERENTI Irene – Lega Nord; ADORNATO Ferdinando – Udc; ARACU Sabatino –Pdl; BERNARDINI Rita - PD/Radicali; BERNARDO Maurizio – Pdl; BERTOLIN Isabella – Pdl; BIANCOFIORE Michaela – Pdl; BOCCHINO Italo – Fli; BOCCIARDO Mariella – Pdl; BONCIANI Alessio - Pdl; BONIVER Margherita – Pdl; CALDERISI Giuseppe – Pdl; CARFAGNA Mara – Pdl; CASINI Pierferdinando – Udc; CASTIELLO Giuseppina – Pdl; CAZZOLA Giuliano – Pdl; CERONI Remigio – Pdl; CICCIOLI Carlo – Pdl; CORSINI Paolo - Pd; CROSETTO Guido – Pdl; D’AMICO Claudio – Lega Nord; D’ANNA VINCENZO – Popolo e Territorio; D’ANTONA Olga – Pd; DELFINO Teresio – Udc; DELL’ELCE Giovanni – Pdl; DELLA VEDOVA Benedetto – Fli; DI BIAGIO Aldo – Fli; DI CATERINA Marcello – Pdl; DI CENTA Manuela – Pdl; DI VIRGIGLIO Domenico – Pdl; EPOSITO Stefano – Pd; FARINA Renato – Pdl; FAVA Giovanni – Lega Nord; FORMICHELLA Nicola – Pdl; FUCCI Benedetto – Pdl; GARASSANO Maurizio – Popolo e Territorio; GERMANA’ Antonio Salvatore – Pdl; GIRLANDA Rocco – Pdl; GOISIS Paola – Lega Nord; GOTTARDO Isidoro – Pdl; GRIMOLDI Paolo – Lega Nord; HOLZMANN Giorgio – Pdl; LA LOGGIA Enrico – Pdl; LAFFRANCO Piero – Pdl; LAINATI Giorgio – Pdl; LANDOLFI Mario – Pdl; LEHNER Giancarlo – Popolo e Territorio; LORENZIN Beatrice – Pdl; MAGGIOLI Marco – Lega Nord; MALGIERI Gennario – Pdl; MANCUSO Gianni – Pdl; MANTINI Pierluigi – Udc; MARINI Giulio – Pdl; MERLO Giorgio – Pd; NAPOLI Osvaldo – Pdl; NASTRI Gaetano – Pdl; NICOLUCCI Massimo –Pdl; NIRENSTIN Fiamma – Pdl; NUCARA Francesco – Pri; ORSINI Andrea – Popolo e Territorio; PAGANO Alessandro – Pdl; PANIZ Maurizio – Pdl; PETRENGA Giovanna – Pdl; PIANETTA Enrico – Pdl; PICCHI Guglielmo – Pdl; PIZZOLANTE Sergio – Pdl; POLLEDRI Massimo – Lega Nord; RAISI Enzo – Fli; RIVOLTA Erica – Lega Nord; ROCCELLA Eugenia – Pdl; SAVINO Elvira – Pdl; CAPAGNINI Umberto – Pdl; SISTO Francesco Paolo – Pdl; SPECIALE Roberto – Pdl; TERRANOVA Giacomo – Pdl; TORAZZI Alberto – Lega Nord; TORRISI Salvatore – Pdl; VENTUCCI Cosimo – Pdl; VERNETTI Gianni – Api; ZACCHERA Marco – Pdl

Senato della Repubblica

ALLEGRINI Laura – Pdl; AMATO Paolo – Pdl; BALBONI – Alberto – Pdl; BALDASSARRI Mario – Fli; BALDINI Massimo – Pdl; BARBIERI Emerenzio – Pdl; BIANCONI Laura – Pdl; BODEGA Lorenzo – Lega Nord; BOLDI Rossana – Lega Nord; CAGNIN Luciano – Lega Nord; CALABRO’ Raffaele – Pdl; CARRARA Valrio – Io Sud; CARUSO Antonio – Pdl; CASELLI Esteban Juan – Pdl; CASOLI Francesco – Pdl; CASTELLI Roberto – Lega Nord; COMPAGNA Luigi – Pdl; COSTA Rosario Giorgio – Pdl; CURSI Cesare – Pdl; D’ALI’ Giampiero – Udc; DE FEO Diana – Pdl; DELOGU Mariano – Pdl; DIGILIO Egidio – III polo; DIVINA Sergio – Lega Nord; ESPSOSITO Giuseppe – Pdl; FLERES Salvo – Coesione Nazionale Forza del Sud; FLUTTERO Andrea – Pdl; FOSSON Antonio – Udc; GALLONE Maria Alessandra – Pdl; GARAVAGLIA Massimo – Lega Nord; GASPARRI Maurizio – Pdl; GERMONTANI Mario Ida – III polo; LATRONICO Cosimo – Pdl; LEONI Giuseppe – Lega Nord; MALAN Lucio – Pdl; MARITATI Alberto – Pd; MASSIDDA Piergiorgio – Pdl; MONTI Cesarino – Lega Nord; MORRA Carmelo – Pdl; MURA Roberto – Lega Nord; NESSA Pasquale – Pdl; OLIVA Vincenzo – gruppo misto; PALMIZIO Elio Massimo – Pdl; PARAVIA Antonio – Pdl; PICCHETTO FRATIN Gilberto – Pdl; PICCIONI Lorenzo – Pdl; PINZGER Manfred – Udc; PISCITELLI Salvatore – Io Sud; PISTORIO Giovanni – gruppo misto; PITTONI Mario – Lega Nord; POSSA Guido – Pdl; QUAGLIARIELLO Gaetano – Pdl; RAMPONI Luigi – Pdl; RIZZI Fabio – Pdl; RIZZOTTI Maria – Pdl; SACCOMANNO Michele – Pdl; SALTAMARTINI Filippo – Pdl; SANTINI Giacomo – Pdl; SCARABOSIO Aldo – Pdl; SCARPA BONAZZA Aldo - Pdl; SERAFINI Gianmarco – Pdl; SPEZIALI Vincenzo – Pdl; STIFFONI Piergiorgio – Lega Nord; THALER AUSSERHOFER Helga – Udc; TOMASSINI Antonio – Pdl; VACCARI Gianvittore – III polo; VALDITARA Giuseppe – Pdl; ZANETTA Valter – Pdl; ZANOLETTI Tomaso – Pdl www.fiammanirenstein.com